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Tremalzo, "Parar via la nòt", "Ieri nall'ora nona"

 

 

 

 

3 esursioni in Val di Ledro e Tremalzo:

 

Monte Tremalzo

 

Cima Avéz e Monte Fratone

 

Gorg d'Abiss

 

 

Parar via la nòt (da leggere e/o ascoltare)

 

 

Ieri all'ora nona (di David Maria Turoldo)

 

 

 

 

 

 


 

 

Monte Trenalzo, m 1973                                                        sabato, 01.06.2019

 

Il passo di Tremalzo è un valico alpino posto a quota 1 694 m s.l.m. e collega la valle di Ledro (Tiarno di Sopra) al lago di Garda (Tremosine). Il percorso è per buona parte non asfaltato e il transito è vietato ai veicoli a motore. Sopra il passo si trova il monte Tremalzo (Wikipedia).

Questo settore fu caratterizzato da una rapida avanzata dell'esercito italiano, il fronte si spostò velocemente molto a nord dei confini originari. La linea difensiva austroungarica era stata ottimizzata lungo il crinale delle Alpi di Ledro, a nord del solco vallivo. L'area a sud, che arrivava a comprendere i comuni di Valvestino e Magasa (ora in territorio Bresciano), venne praticamente abbandonata. L'avanzata fu arrestata sui pendii dominati dai crinali fortificati, che risultarono inespugnabili, il fronte si trasformo così in un area di contrapposizione abbastanza statica.

Allo scoppio del conflitto, il 23 maggio del 1915, l’esercito italiano penetrò da Sud, lungo i crinali e le valli dell’Alto Garda, inizialmente in modo agevole.Il 24 di maggio il Battaglione Vestone occupò la zona di Tremalzo, Passo Nota e Monte Carone, il 25 il Val Chiese conquistò il Corno della Marogna. Il 27 maggio i Bersaglieri, entrando dalle Giudicarie, occupano la linea Cablone - Tombea - Caplone.Contemporaneamente, la popolazione della Valle di Ledro venne evacuata e condotta in Boemia ed in Moravia. Circa 70.000 trentini furono trasferiti per tre anni verso le regioni centrali dell’impero (da Internet

Ricordavo Tremalzo (una decina di chilometri da Tiarno di Sotto, in Val di Ledro) dopo una ventina d'anni dalla prima fugace visita, come un posto ameno, con il suo rifugio Garibaldi e soprattutto con tanti, tanti fiori e con un forte richiamo sciistico per la zona dell'Alto Garda.

In una giornata splendida, l'ho ritrovato ancora come un posto ameno che invita al riposo ma che offre tante possibilità di camminate più o meno impegnative. Il Rif. Garibaldi è stato rifatto ma è incomprensibilmente chiuso e senza altra possibilità di alloggio, senza più impianti di risalita ed invece con una moltitudine di bikers, in gran parte tedeschi, che salgono prevalentemente da Riva, attraverso una vecchia strada militare per fare poi ritorno per la medesima via. Più faticosa la discesa della salita, dirà uno.

Sono sempre tanti i fiori di tante varietà, che mi è assolutamente impossibile riportare fra le immagini, e le camminate nessuno se le è portate via.

Consumato un caffè al Bar Ristorante Garda, l'unico posto che svolga questo servizio, ci è parso più che naturale avviarci, sulla dorsale, verso il sovrastante Monte Tremalzo, m 1973 da dove il panorama che già si godeva dal passo, qui pare ancor più ingigantito: veramente tante le montagne, note o meno note, all'orizzonte. Scendiamo poi sul versante opposto, per tracce di ripido sentiero per risalire alla Bocca di Valmarza, m 1787. Ci fermiamo abbastanza a lungo qui, “sprechenando” un po' con un gruppetto di tedeschi che ci metterà al corrente che la cima del vicino Corno della Maragna è irrangiungibile per via della troppa neve nei ripidi canalini. Giriamo così un po' attorno lungo la strada militare dove, sia pur mal conservate, si incontrano ancora trincee e gallerie, prima di far ritorno al passo.

- Dislivello: m 370

- Sviluppo: km 5,200

- Tempo comprensivo delle soste: ore 4.00

- Carte: Kompass 690: Alto Garda e Ledro; 1:25.000

 


Monte Tremalzo

panorama

panoramica

sullo sfondo il Carè Alto

percorso

 

 

 

 

 

 Cima Avéz e Cima del Fratone                                          domenica, 02.06.2019

 

Consultate un po' le cartine a disposizione, facciamo ritorno al Passo Tremalzo, imbocchiamo la strada segn. 444 che indica Cima Fratone ad ore 1.45, lasciamo la macchina un chilometro circa più avanti dove, in corrispondenza di un vecchio bar chiuso (in vendita, per chi fosse interessato) ci avviamo a piedi per ex strada militare che sale abbastanza dolcemente. Si lascierà il Trentino per entrare nel territorio bresciano del comune di Tremosine e si continua seguendo segnavia biancorossi convinti di salire al Monte Avéz. Non ci accorgeremo della deviazione (non segnata) e, proseguendo, lasciando in basso sulla nostra sinistra la Malga Spiazza e, più in lontananza la Malga di Lavino, ci troveremo all'imbocco di un sentiero, indicato per “escursionisti esperti”, che subito si inerpica ripido passando fra qualche canalino innevato e ghiacciato che ci porterà, in un tempo inferiore a quanto indicato, alla Cima del Fratone, m1.793. Poco prima, tre bellissimi esemplari di camoscio si lascieranno ammiarare per un breve istante senza però permettermi di metterli nel mirino della macchina fotografica. Dopo esserci rifocillati e dopo aver godudo di un sole incredibilmente caldo, ci rimetteremo in moto scendendo per il medesimo sentiero e, con la dovuta attenzione, arrivati al bivio per Cima Avéz, in mezz'ora raggiungeremo la vetta, m 1896. Qui sarà breve la sosta prima di riprendere la via del ritorno.

- Dislivello: m 440

- Sviluppo: km 11,100

- Tempo netto ore 4.00 con le soste ora 5.30

- Carta: Kompass, Gardasee, 1:35.000

 


Monte Fratone

in cima al Fratone


cime note

lavorio dell'acqua


Monte Avéz

panorama

percorso

da ammirare in silenzio

 

 

 

 

 

Gorg d'Abiss                                                                             Lunedì, 03.06.2019

 

Questa terza ed ultima camminata che, nei programi sarebbe dovuta essere anche la più leggera, si manifesterà invece più faticosa del previsto, sia per la stanchezza accumulata nei due giorni precedenti, sia per il caldo che a quote basse si fa più pesante.

Nell'imposibilità di ricostruire il percorso, cercherò di dare un maggior numero di informazioni.

Partendo da Tiarno di Sotto, m 725 e superata la piazza della chiesa, all'uscita del paese, non si seguirà l'indicazione Gorg d'Abiss (che in mez'ora ci porterebbe a destinazione), ma si prenderà invece a destra seguendo il segnavia 415. Il percorso si sviluppa dentro e fuori dal bosco, per lunghi tratti, affiancando il Torrente Massangla e per altri tratti su strada asfaltata e, dopo un'ora di cammino, saremo al Ponte Romano di Croina, m 885, con stupenda cascata. Il ponte romano di Croina, si trova lungo la via che agli inizi del primo millennio rappresentava uno dei collegamenti principali fra la Valle del Sarca e le Giudicarie. Continuando, si raggiunge il bivio Bocca Giumella e Malga Cap, si continua a salire per altri 200 metri circa, fino ad incontrare sulla sinistra una strada dapprima pianeggiante e poi in discesa; ci troviamo qui al punto più elevato dell'escursione: 1.100 metri. siamo ora diretti alla Chiesetta di San Giorgio, m 860 che raggiungeremo se non ci lasceremo trarre in inganno da una segnaletica non sempre molto chiara.

La Chiesa, attorniata da alberi, è già stata saccheggiata una una volta e quindi è naturalmente chiusa, in virtù dell'antico detto dei buoi e della stalla.

Si prosegue ancora in discesa per qualche decina di metri, fino ad incontrare sulla sinistra un'indicazione “artigianale” per il Gorg d'Abiss. Si scende ora per sentierino fino al torrente che si seguirà verso monte su una comoda passeggiata che lo affianca, fino a raggiungere, non molto oltre, il Gorgo dell'Abisso: uno stupendo laghetto dai riflessi turchesi, alimentato da una ricca cascata fra le rocce.

Ora, toccati tutti i punti che ci eravamo prefissi, si fa rientro scendendo verso il vicino paese, seguendo per un bel tratto un canale di derivazione dal torrente che, tempo addietro alimentava le macine di un mulino e faceva muovere le lame di alcune segherie. Ma di tutto ciò non si vedrà traccia.

Bella, suggestiva e appagante camminata per accomiatarci dalla Val di Ledro.

 

- Dislivvelo: m 340

- Sviluppo: km 10,600

 


ponte Croina

cascata

chiesetta di S.Giorgio

Torrente Massangla

Gorg d'Abiss

 

 

 

 

 Parar via la nòt

 

 Fintant che batiségole e nontiscordardime

 col so azuro tèndro i ne ‘mprofuma i passi

 e ‘l timo el ricama ancór cossini sóra ai sassi,

 fintant che ‘l botondòro el slùsega ‘ntrà l’erba

 e ‘ntéi pradi quéi pu alti genziane de ‘n blu mare

 le mìssia i so colori co le arniche pu amare,

 fintant che fragoline, grànteni e giasenari

 i segna bèn sintéri che i porta su la zima

 te digo vèi putèla tornén a nar per monti

 ‘ndó che fis’cia le marmòte e pascola camózi

 endó ‘ntrà mili vózi zìnzola silènzi fóndi.

 

 La su la vita la ‘mpitura ancór coriàndoi de paze

 la pòlsa anca la tèra che la se trà ‘ntél ziél

 e ‘l sól che 'l ne vòl bèn e ‘l para via la nòt.

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Scacciare la notte

Fino a quando fiordalisi e il nontiscordardime/ col loro azzurro tenero ci profumano i passi/ e il timo ricama cuscini sopra i sassi,/ fino a quando il botton d’oro luccica fra l’erba/ e nei prati più alti genziane di un blu mare/ mescolano colori con arniche più amare,/ fino a quando fragoline, mirtillo rosso e nero/ segnano chiari sentieri che portano sulla cima/ ti dico vieni ragazza torniamo ad andare per monti/ dove fischiano marmotte e pascolano camosci/ dove fra mille voci dondolano silenzi profondi.// Lassù la vita dipinge ancora coriandoli di pace/ riposa anche la terra che si butta nel cielo/ e il sole che ci vuol bene caccia via la notte.

 

Albinoni Adagio, Claudio Merico violino

A

 

 

 

 

 

Ieri all'ora nona
Ieri all’ora nona mi dissero:
il Drago è certo, insediato nel centro
del ventre come un re sul suo trono.
E calmo risposi: bene! Mettiamoci
in orbita: prendiamo finalmente
la giusta misura davanti alle cose;
e con serenità facciamo l’elenco:
e l’elenco è veramente breve.
Appena udibile, nel silenzio,
il fruscio delle nostre passioncelle
del quotidiano, uguale
a un crepitare di foglie
sull’erba disseccata.

                                David Maria Turoldo

 

                                                                  da Canti ultimi, pag.57

 

 

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Postato 7 Luglio 2019 -

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Commenti:


Carla :
Carlaciao Guido, questa volta mi hai lasciata senza parole e però con l'urgenza di risponderti. Di trovare non tanto la parola giusta, ma piuttosto quella che aggiusta il quotidiano andar della vita. Trovare nei rododendri fioriti ai piedi di vecchi larici un paragone tra l'Uomo e il tempo e nell'ombra lunga e fresca della sera trovare un senso.
Quel parar via la not ha lo stesso sapore della fatica di chi rema controcorrente…

Ed io veramente non so cosa dire… e mi scuserai per questa mia debolezza, perché davanti alle tue parole sto inerme, come quando arriva un temporale.
Eppure è così bello stare a guardarlo dai vetri appannati e così bello sentirlo sui tetti irti contro il cielo.

Ecco, ora tu sei quel temporale che anche se passerà in fretta porterà per sempre nell'aria il profumo caldo della terra.
CARLA

Mi permetti un abbraccio forte a te e a Ivonne???

guidoleonelli :
guidoleonelli
07.07.2019 -ore 21.30-
Cara Carla, non solo te lo permetto ma contraccambio subito anch'io, con affetto, il tuo abbraccio. Nella piccola compagnia di amici del sito, tu sei l'ultima arrivata eppure hai fatto presto a trovare il tuo spazio, il tuo ruolo; mi rammarico che non ci fossi da prima ma sono egualmente molto contento.
Fra le mie raccolte, una delle ultime si intitola "La ròda" (me ne sono rimaste due copie e una, così saremo costretti a rivederci, la tengo per te), dove la postafazione di Alessandro Martinelli vale molto di più delle mie novanta poesie. Siamo tutti sulla ruota della vita e non ci è dato di farle cambiare verso quando farebbe piacere a noi. Ma mi sto inoltrando in discorsi che preferirei non fare.
Tu che dici di non trovre la parola giusta, poi sei tanto abile e sensibile a trovare la parola, molto importante, che aggiusta: ogni volta mi sorprendi Carla, tu così giovane da poter essere mia figlia, nascondi tanta saggezza e umanità.
Il tuo commento, più che un commento è una poesia con delle immagini bellissime e toccanti che arrivano a scombussolarmi in profondità. E quindi capirai che, più che scusarti, io abbia voglia di ringraziarti.
Spero con te, che pur con la grande nostalgia della montagna, il temporale passi e passi infretta a lasciare nell'aria "il profumo caldo della terra".
Ciao Carla e alla prossima.

annamaria :
annamariaIntanto un "grazie" per la lezione di storia che ci fa ricordare addirittura il primo conflitto mondiale: quante vicende rimangono sconosciute o poco considerate! E dalla storia alla geografia: collegamenti, deviazioni, percorsi in Regione e fuori; ci offri spunti per ulteriori opportuni approfondimenti. Mi appassionano poi molto la presentazione, la descrizione di angoli sempre suggestivi: cascate, burroni, ponti, sentieri impervi; un piacere scoprirli e immaginari ulteriormente, ammirando le belle fotografie. Lettura piacevole dunque e appagante. La poesia, nella sua duplice, profonda connotazione, é un CANTO ALLA NATURA, in una delle sue vesti più festose e fiorite; un CANTO ALLA VITA, sempre ricca di attrattive e sorprese; e l'implicito incoraggiamento ad apprezzarne ogni dono, é pure una LEZIONE DI VITA. Grazie Guido e...continua, magari diradando un po' e risparmiandoti fatiche eccessive. Ma per gli amici del sito rimani un esempio e un punto di riferimento. A presto.

guidoleonelli :
guidoleonelli08.07.2019 -ore 16.00-
Ciao Annamaria e grazie per la tua gentilezza che da sempre ti contraddistingue al punto da farti essere fin troppo prodiga di complimennti. Lezioni di geografia dici, non tenendo presente forse che fino alla Grande Guerra il Trentino era territorio austriaco e che quindi tanti sono i ricordi che le montagne ci trasmettono attraverso strade, sentieri, gallerie, trincee e fortezze. Camminando per monti poi crtamente si scopre, o si riscopre, la geografie di quei luoghi che generalmente si trovano in posti impervi, fuori mano e spesso raggiungibili solamente attraverso molta fatica. Se così non avrebbero raggiunto il loro scopo, la loro funzione di avanposti austriaci contro eventuali attacchi italiani.
In "posti impervi" dicevo, che io, le mie ultime camminate, già molto ridotte in dislivello lo confermano, non ce la faccio più a raggiungere. E non sai quanto mi pesa questa affermazione! Non ce la faccio fisicamente per i miei problemi di salute che tu conosci bene. E sapessi quanto mi dispiace, pur riconoscendo che il passato mi ha dato molto. La montagna, che non può essre confusa con la passeggiatina lungo le strade che circondano il lago, mi mancherà molto, credimi ma non mi rimane che prendere atto della realtà. Un po' il discorso della ruota che già ho abbozzato con Carla che ti ha poreceduta. E sicuramente, assieme alla montagna mi mancherà molto anche il mio piccolo sito, che col passare degli anni è diventato "adulto" anche lui e l'amicizia che, nel mio caso, non è mai soltanto virtuale, lo scambio di pareri, la consapevolezza che c'è ancora qualcuno interessato a queste piccole cose. E non ultimo il mio impegno, al quale fai riferimento anche tu, nel preparare le fotografie, le descrizioni, nel tenermi occupato in un passatempo che sicuramente mi mancherà.
Devo dirti Annamaria che mi sembra di essere "un'agoléta che i gà taià le ale" (un aquiloto cui hanno tagliato le ali). Vedi, per me non esistono più fatiche "eccessive", ora sono costretto a misurare con severità ogni fatica, anche quella che potrebbe apparire la più banale.
La mia poesia, considerando quanto ho detto fin qui, può essere intesa sì come un canto alla natura ed alla vita stessa (grazie per il complimento), ma è un canto che nasconde malinconia per un distacco che si avverte sempre più vicino.
Ciao e grazie

Giovanni :
GiovanniCaro Guido,
giuro che stavolta ci hai messo in difficoltà! Carla è stata la prima “vittima” del tuo post, poi Annamaria e, mentre sto scrivendo, sono sicuro che anche chi è rimasto sorpreso da questo tuo temporale, sta aspettando che la grandinata si plachi prima di uscire per cercare l’arcobaleno.
Perché è questo che ci hai insegnato a fare. A vedere le cose belle intorno a noi. O credi che abbiamo sempre seguito il tuo sito, letto dei tuoi itinerari SOLO per condividere la tua stessa passione, quella della montagna? Che vogliamo solo sapere quanto dislivello c’era, o quante ore di cammino, e com’era la segnaletica? Nossignore, e prova ne è – come hai visto tu stesso – che uno degli ultimi tuoi post più commentati aveva ben altro tema al posto della montagna: parlava d’Amore.
Sarebbe sicuramente un peccato se tu arrivassi a privarci di quella piacevole consuetudine che è attendere periodicamente, ma senza cadere nell’abitudinario, una tua nuova news. Perché non importa quale sia l’argomento, quali parole contenga, purché siano le tue. Come sempre libere, sincere, dirette da cuore a cuore come le tue rime, le tue poesie.
Che la tempesta passi, che una quiete illuminata ricolori nuovamente il sentiero, ma non privarci dell’arcobaleno, Guido.

Daniela :
DanielaCaro Guido, anch'io, come gli amici del sito che mi hanno preceduto, sono un po' in difficoltà nel commentare questo nuovo post, seguito alla mail in cui preannunci che il "nostro" comune gioco sta per chiudere i battenti. Io mi consolo sapendo che già una volta c'era stata una pausa, ma poi il gioco era ripreso alla grande...
Pensando all'immagine del temporale evocata da Carla e Giovanni, mi è venuta in mente una frase di A. Desjardins, studioso della spiritualità orientale, che dice: "Nei giorni in cui il cielo è grigio, il sole non si è eclissato per sempre." E mi sembra di trovare lo stesso pensiero nella tua bellissima poesia, dove la meraviglia e lo stupore dei fiori e dei colori convincono il sole a "parar via la nòt", perchè noi possiamo godere della loro bellezza ancora un giorno in più. Peccato non essere riuscita a sentire la poesia recitata da te con il sottofondo musicale; un problema del mio pc o forse incapacità mia?
In attesa dei prossimi post in via di lavorazione, intanto un grazie sincero per tutto il lavoro fatto finora, per gli spunti per nuove escursioni (cui io ho attinto davvero molto), le dettagliate descrizioni, le fotografie e le poesie, e...un grande abbraccio anche da parte mia e di Roberto a te e ad Ivonne!

guidoleonelli :
guidoleonelli09.07.2019 -ore 11.30-
Caro Giovanni, un temporale, anche se bello da osservare da dietro un vetro, sorprende sempre, no? Ma parlare di vittime, credimi, mi pare eccessivo. Il tuo commento ha un po' il sapore della ramazina come se il mio star male avesse lo scopo di farvi un dispetto. Il primo dispetto grosso, lo faccio a me credimi!
E comunque mi dici delle cose carine: certo che tutti cerchiamo le cose belle e tu, fotografo esperto, queste cose le sai molto bene. Ed è altrettanto certo che se vi descrivo le mie escursioni non è per il semplice motivo di dirvi che dislivello ho superato. Hai anche ragione ad osseravare che il post che ha avuto più commenti da parte degli amici, non parlava di montagna: era un inno all'amore scritto a quattro mani con il coinvolgimento di altri amici che si dilettano a scrivere versi. Si è trattato di un primo esperimento di un post scritto in quattro ed io sono stato il primo a rallegrarmi.
Agli stessi amici, poco tanto, credo interessi anche la montagna.
Sono il primo ad augurarmi che la tempesta passi e che possa tornare l'arcobaleno ma non posso fingere di non sapere che, se passerà, richiederà tempi lunghi. Il guaio, come dicevo già con Annamaria, è che in questo periodo non mi riesce di scrivere un verso che sia uno,col quale potrei, in qualche modo tirareb avanti. Faccio comunque tesoro del tuo augurio!
Un caro saluto a te, ad Anna e Leonardo.

guidoleonelli :
guidoleonelli09-07.2019 ore 11.55-
Cara Daniela, mi dispiace avervi messo tutti in difficoltà; forse avrei dovuto dirvi più chiaramenet come stanno le cose ma vedrò di riparare. C'è stato un predente sì ricordo, allora si trattava solo di stanchezza. A proposito mi pare che chi finora ha detto la propria, non abbia considerato che qualche giorno fa ho raggiunto un'età ragguardevole e che, anche senza alcuna malattia, le energie non sarebbero più quelle di una volta. Giuseppe, il mio tutor al quale ricorro in caso di bisogno, mi fa presente che non sono in tanti alla mia età a fare quello che faccio io, lo dirà per farmi coraggio? E mi fa presente che, smettendo, poi sarebbe dura riprendere. La tua interpretazione della poesia mi piace, mi dispiace invece che non riesca ad ascoltarla: nessuno ha detto niente finora. Ma vedi che perdo colpi? Hai ragione: alla poesia manca l'audio. Vedrò di provvedere. Grazie di avermelo segnalato.
Con Ivonne, ricambio l'abbraccio a te e Roberto.

Saverio :
SaverioNon riesco ad aggiungere altre parole a quelle già dette dagli altri amici. Seguo i racconti delle tue escursioni da molti anni, da quella pagina su Terra Trentina che ho cominciato da subito a "copiare" per percorrere i "tuoi" sentieri; piano piano ho cominciato ad apprezzare e persino ad amare la tua poesia, cosa che all'inizio mi riusciva poco e penso di aver cominciato ad amare anche te, perché in fondo mi sento molto simile e credo di capire il tuo stato d'animo. Speriamo che tutto possa continuare e con questo augurio ti abbraccio forte. Un caro saluto anche alla tua putèla.

guidoleonelli :
guidoleonelli09.07.2019 -ore 16.40-
Ciao Saverio,
sai che mi fai tirare un bel sospiro di sollievo: mi dici cose che, tutte, mi fanno piacere. Non sapevo ancora che mi seguivi fin dai tempi di Terra Trentina (cinque anni di collaborazione gratuita).
Forse con te avevo avuto occasione di scambiare due parole tempo fa e quindi, se così fosse, saresti, rispetto agli altri amici, agevolato ad "assovermi".
Tu sai bene quanto mi è sempre stato a cuore andare in montagna ed io sono felice, da parte mia, che abbia imparato ad amare la poesia dialettale.
Ti ringarzio per l'affetto e la solidarietà che mi esprimi e ricambio con un caro saluto e un abbraccio che vorrai estendere anchge a Mirna.

Anna :
AnnaCaro Guido Ciao
Eccoci un'altra volta a leggere dei tuoi giri e a leggere/sentire le tue poesie.
Ma questa volta è difficile trovare le parole, dopo le tue.
Mi sento onorata e contenta di far parte del tuo gruppo di amicizie.
E se ora hai deciso di avviare alla fine questo "nostro" (concedimelo) spazio in comune, sicuramente resterà tutto quello che hai pensato, scritto, consigliato in questi anni di compagnia virtuale.
Sicuramente si resterà in contatto in altri modi.
Io ti auguro di vivere il tuo presente nel miglior modo che tu possa trovare.
Un abbraccione forte forte a te e a Ivonne. Con affetto Anna
:):):)

guidoleonelli :
guidoleonelli09.07.2019 -ore 21.10-
Cara Anna, intanto grazie per essere passata anche tu da queste parti. E poi, mi è capitato di pensare in che modo sia venuta fuori dal post la mia volontà di chiudere baracca; e non trovo una risposta. Che mi sia andato il cervello in acqua?
Sono belle le parole e le espressioni che mi riservi e ti ringrazio di cuore perché, in un certo senso, mi consola di non aver gettato il mio tempo e soprattutto, di aver invece fatto delle belle amicizie che credo nemmeno il tempo riuscirà a cancellare. Che è un po' quello che, in conclusione, dici anche tu, no?
Anch'io auguro a te il miglior presente ma anche il miglio futuro.
Con Ivonne, ti abbraccio forte anch'io. Ancora grazie, ciao.

Daniela :
Daniela9/07/19 ore 21,40
grazie mille Guido, per la tua voce, la tua interpretazione e quella splendida musica...

Renata :
Renata10/7/2019 ore 18,45
Ho riletto tutto lo scritto di questa " nòt dell'ora nona"e mi trovo confusa fra il tuo poetico Fintant e il Drago di Turoldo, prete combattente che mi ha accompagnato tutta la vita. Lui lo chiamava Il drago, io la chiamo la bestia che si è insediata dentro e ti sconvolge l'anima. Non rosicchia solo la tua carne, ti mette a confronto con un altro te stesso, che non conoscevi.E' come perdere la propria identità: non vai più per monti, non hai più fiato, hai un orologio diverso, lento e faticoso. Però si impara a poco a poco a guardarsi con nuovo stupore e con pazienza amare anche le proprie fragilità.
A questo punto ci regalo la vignetta di Schulz:"Un giorno ci toccherà morire, Snoopy." "Certo, CHarlie, però gli altri giorni no"
Torneranno le batiségole a suggerire versi e sonnetti, anche mentre pazientemente ingoiamo l'amaro delle terapie.E intanto il sole continua a "parar via la nòt", e il mondo a stupirci e affascinarci.
Un abbraccio grande a te , a Ivonne e a tutti gli amici del sito, che sanno partecipare e commuovere

guidoleonelli :
guidoleonelli11.07.2019 -ore 11.00-
Grazie Renata per queste tue riflessioni di cui ci rendi partecipi. Riflessioni che proposte da te, da lungo tempo purtroppo "immersa" in questi prolemi, assumono un significato del tutto particolare, che per me vale anche come "lezione di vita".
"Il drago ti obbliga a confrontari con un altro te stesso che non conoscevi". Come è vero! Sparisce il proprio modo di vivere, la propria identità, come dici tu; scombussola piani, programmi, la vita nel suo complesso. Ecco ti sarei grato se potessi insegnarmi a guardare me stesso con un nuovo stupore e, soprattutto ad amare anche le nostre fragilità. Penso non sia un esercizio molto facile la cui riuscita, credo dipenda soprattutto da se stessi, dalla propria forza d'animo ma dove un ruolo molto imprtante venga ricoperto dagli amici che ti trovi attorno. A te, per quanto credo di conoscerti, non fanno difetto nè l'uno nè l'altro di questi aspetti, tutt'altro! A questo proposito, chi per professione si occupa di questi problemi consiglia di parlare del proprio "drago", di non volerlo tenere nascosto, magari per pudore: sarebbe come scaricare una parte del suo peso.
L'augurio è che "in tutti gli altri giorni" il sole rieca a cacciare il buio. Ricambio l'abbraccio, anche da parte di Ivonne e di tutti gli amici che, con grande sensibilità, qui sono intervenuti e che, ne sono convinto, condividano.



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Articolo tratto da: Guido Leonelli - http://www.guidoleonelli.altervista.org/
URL di riferimento: http://www.guidoleonelli.altervista.org//index.php?mod=00_News