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Ivonne e il Lagorai, poesia

 

 

Ivonne e il Lagorai:

 

Lago di Erdemolo, m 2.006

 

Giro del M.Fravòrt, m2.347

 

 

 

Ti 'ntant grata 'l paròl (da leggere e/o ascoltare)

 

 

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  Lago di Erdemolo, m 2.006                                venerdì, 12.10.2018

 

- Dislivello m 750 circa

- Sviluppo km 7,00 circa

- Tempi lordi ore 5.00 circa

- Carte: Kompass 626, Catena del Lagorai, Cima d'Asta; 1:25.000

 

Altro che “No te narai ti sola”: è andata lei, da sola, a godersi una meritata giornata di questa straodinaria estate di San Martino. E ha fatto molto bene perché se aspettava me, ho il timore che avrebbe atteso ancora a lungo.

La meta, ad onor del vero, non è nuova e nemmeno il percorso è nuovo ma il Lago di Erdemolo è sempre un bel richiamo ed ha il vantaggio di non richiedere lunghi spostamenti in macchina.

Prendendo la sinistra della Valle del Fersina, per strada asfaltata si percorre la Valcava fino a Malga Pletzn, m 1.500, lasciando la macchina però un po' più in basso in corrispondenza grossomodo della strada che porta a Kamauz, attraverso il percorso ad anello dei Prati Imperiali (facile camminata invernale con le ciaspole). Sopra si passa alla Feldenkapelle, m 1.644, a ricordo dei caduti della Grande Guerra.

Seguendo il segn. 371, si raggiunge, con qualche tratto, soprattutto quello finale, in buona salita, il Passo della Portèla, m 2.152 (ore 2.10); sulla destra, arrampicando per stretto sentiero, si potrebbe raggiungere il M.Gronlait, habitat abituale di greggi mochene, da dove, proseguendo su percorso ondulato, si raggiungerebbe poi il M.Fravort. Ma, con meta il Lago di Erdemolo, si prende invece a sinistra su simpatico sentiero E5-325 che richiede un po' di attenzione, dove, nella parte più alta, qualche hanno fa erano state ripristinate alcune trincee, ora quasi nuovamente scomparse (soldi spesi male!) fino a raggiungere Forcella del Lago, m 2.213 (ore 1.00-3.10) – brava Ivonne- e da qui, a sinistra, scendere ripidamente al lago, m 2.006 (ore 1.00-4.10).

Il ritorno al parcheggio sarà poi lungo il sentiero segn. 324A (ore 1.00-5.10).

La giornata che lassù non ha mai fatto brillare un bel sole del quale invece godevamo noi a valle, mette comunque in mostra ed asalta molto bene i tiepidi colori autunnali, come bene evidenziano le foto di Ivonne. Ma la stagione più affascinante per questi posti rimane sempre maggio-giugno quando il rododendro dipinge tutto di rosso.

Così, in meno di tre mesi, Ivonne ha raggiunto, questa volta in solitaria, il Lago di Erdemolo due volte per due itinerari diversi, dei quali sicuramente più impegnativo il secondo.

Complimenti a lei, anche per le foto e per la registrazione dei tempi: ottima allieva che sta abbondantemente superando il malconcio maestro.

 


Feldkapelle

Sentiero delle trincee
 

selfie
 


il lago dall'alto

percorso

 

 

 

 Monte Fravòrt, m 2.347                                   domenica, 27.10.2018

 

- Dislivello: - m 750 circa

- Tempi:     - considerando anche le soste ore 6.00

- Carte:      - Kompass n° 621 Valsugana-Tesino, scala 1:25.000

 

Era dal luglio 2014 che non facevamo questo giro; e la volta precedente era del settembre 2011, l'occasione nella quale avevamo fatto conoscenza con Anna, poi diventata (e tuttora) amica del sito.

Questa volta ci è tornata, sola soletta Ivonne, in una giornata che si potrebbe definire più estiva che autunnale se non fosse per l'abito che la natura ha iniziato a cambiare.

E, se per curiosità volessimo confrontare i tempi di allora con quelli di oggi, salterebbe subito alla vista la quasi inesistente differenza, come se per Ivonne il tempo si fosse fermato. Beata lei!

Il percorso è un clasico abbastanza noto.

Dal parcheggio della Panarotta, m 1.725 circa, seguendo il segn. 625, una comoda strada in falsopiano, si raggiunge Loc. Le Basse, m 1.834. Qui Ivonne si concede la la sua consueta breve sosta con due biscotti e un bicchiere di the

per iniziare poi la salita che, attraverso il Fravort Basso, la porterà in cima, m 2.347 in ore 2.20 dalla partenza.

Grande il panorama che si gode da qui in una giornata che, liberatasi delle nebbie più basse, mostra il Carè Alto, il Gr. del Cevedale e, in tutta la sua estensione, Il Gruppo del Brenta, con una gran vista anche sulle cime più alte del lagorai quale Cima d'Asta.

È domenica e, con questo tempo favoloso, c'è parecchia gente in giro. Lei, dopo la sosta panini e dolcetti, riprenderà a scendere sul lato opposto del monte, nella direzione del Gronlait e del Passo della Portela, attraverso il quale è passata nella sua precedente solitaria escursione al Lago di Erdemolo.

Alla Forcella del Fravort però, m 2.161, prende decisamente a sinistra sul versante sopra la Valle dei Mocheni e, lungo una discesa abbastanza ripida, arriva ad un comodo sentiero in costa che in falsopiano la riporterà alle Basse ed al parcheggio dell Panarotta.

 


dolcetti

nebbie

verso la cima

in cima

Cima d'Asta

percorso

 

 

 

 

 

  Ti 'ntant grata 'l paròl

 

  No te narai ti sóla, me disévo,

  tant che zigar na speranza

  de frónte a 'n pericol che ormai se 'l palpéva:

  dinòci marzi zamai da 'n pèz

  canaléte 'ncucade da descucar

  e a le tante 'l fil de la schéna mèz scavéz.

 

  No narò mi sóla? se vòi nar me tocherà

  no gò tèmp da pèrder gnanca mi

  spetando che i te méta 'nsèma

  i te repèzza cóme che i pòl.

  Ma te ciamèrò a dirte 'ndó che són

  ti 'ntant grata 'l paròl

  e per disnar davèrzi 'l frigo.

 

  Ma varda ti, me digo, en dó e dó quatro

  come che la s'à girada

  no me rèsta che tòr fòr le fóto vèce

  parar zó grópi de cocombrìa

  contar le fizze che i ani i m'à metù endòs.

  Tèmp balòs che te me scampi via

  lassandome chì 'nté l'odór de l'autùn

  a strozzegar fantasmi 'ntéi ensòni

  co la vita tacada a 'n ciòdo 'nruzemì.

 

 

Ascolta la poesia

 

 

 

Tu intanto scrosta il paiolo

Non andrai da sola, mi dicevo, come urlare una speranza/ di fronte a un pericolo che ormai si palpava:/ ginocchia marce già da un pezzo/ canaletti otturati da sturare/ e alla fine la spina dorsale mezza scavezzata.// Non andrò io sola? se voglio andare dovrò/ non ho tempo da perdere nemmeno io/ aspettando che ti sistemino/ ti aggiustino come possono./ Ma ti chiamerò a dirti dove sono/ tu intanto scrosta il paiolo/ e per pranzo apri il frigo.// Ma guarda te, mi dico, in due e due quattro/ come si è girata/ non mi resta che ripescare le vecchie foto/ mandar giù groppi di nostalgia/ contare le rughe che gli anni mi hanno messo addosso./ Tempo briccone che mi scappi via/ lasciandomi nell'odore dell'autunno/ a trascinare fantasmi nei sogni/ la vita appesa ad un chiodo arrugginito.

14.10.2018

Giacomo Rossini: La gazza ladra

 

 

 


Postato 19 Novembre 2018 -

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Commenti:


diaolin :
diaolinLa poesia è molto bella ed intensa ma trovo che, aldilà del tuo dire,
non hai vicino fantasmi ma una fanciulla che ti porta in giro col suo pensiero e e lo tiene a mente ogni tanto con il suo telefonino che ti tiene lontano ma, in fondo, ti avvicina con una parola od una fotografia.

In fondo, da quello che vedo, Ivonne ha fatto un poco del tuo lavoro (divertimento) per aiutarti a postare sul sito un gran bel giro. Sono sicurissimo che c'eri anche tu, a cavallo del suo sorriso.

Tèite'n su che 'n gio se va soli

Un saluto a te e uno alla tua splendida ragazza.

Ciao da mi :D

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCaro Guido,fino a qoando al tuo fiancp ci sarà una donna come Ivonne non puoi sentire odore d'autunno ma profumo di primavera!Complimenti a Ivonne che oltre alla impresa di raggiungerela meta ha scattato delle belle foto che ci fanno godere la meraviglia dei colori autunnali.l E complimenti a Teche continui a scrivere delle belle poesie rivelando una vena inesauribile.. Questa volta rmando a Te un caro salutu e riservo ad Ivonne un grande abbraccio. Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli19.11.2018 -ore 21.30-
Ciao Diaolin,
mi fa piacere ovviamente la prima riga del tuo commento, quanto al fatto che non abbia fantasmi vicino a me, cosa vuoi?, sono d'accordo anch'io!
Ed è bello anche pensare che che io fossi "a cavallo" del suo sorriso.
Ho riferito i tuoi saluti. Grazie Diaolin.

guidoleonelli :
guidoleonelli19.11.2018 -ore 21.40-
Ciao Caro Bruno,
grazie delle tue belle parole ma lasciami osservare che le tagioni, proprio quest'anno in maniera particolare, ci hanno mostrato come sanno essere mutevoli! Che poi avessi, da anni, una compagna che divide con me avventure in montagna ed altrove, oltre che essere un piacere mi inorgoglisce. Se vuoi, rimane il dubbio su chi fosse davvero il maestro e chi l'allievo.
Quanto alla vena, sei sempre troppo buono!, quando non si è in forma fisica viene purtroppo a mancare molto altro, purtroppo; grazie comunque per quanto dici.
Ricambio il salto e l'abbraccio a te e a Nerina. Ciao.

annamaria :
annamariaCompiute da te o da Ivonne, la narrazione delle escursioni è sempre coinvolgente e dunque grazie a entrambi.Piacevole la camminata per Ivonne, anche se in solitaria? Ma tu sei ben carino, perchè sai lasciare da parte l'invidia e ti immedesimi nella soddisfazione altrui.E poi, è stata una parentesi e ben presto scarpinerai al suo fianco. Comunque lei ha fatto tesoro dei tuoi insegnamenti anche come fotografa; Un applauso. Ho ascoltato ed apprezzato la poesia, ma poi la riascolterò. Esprime sapientemente nostalgia e rimpianto, ma anche la capacità di condividere la soddisfazione di colei, che per una volta ha scelto di andarsene da sola. Grazie fratello. Un abbraccio a te e ad Ivonne.

Daniela :
Daniela21/11/18
Ciao Guido, che dire? Complimenti a Ivonne (non che ci fossero dubbi sulle sue capacità "montanare"...)anche per le fotografie e complimenti a te, che, oltre ad aver, immagino, lucidato a specchio 'l paròl -;), ci regali anche una bella, malinconica e tenera poesia. Con l'augurio che quel ciòdo 'nruzemì tenga ancora saldamente e a lungo!
Un affettuoso saluto ad entrambi anche da Roberto

guidoleonelli :
guidoleonelli22.11.2018 -ore 15.30-
Ciao Annmaria e grazie dell'incorraggiamento del quale mi pare di aver bisogno per arrivare a chiudere la parentesi du cui parli tu e che io vedo ancora lontana. Invidia? Non mi pare proprio il caso; piuttosto il dispiacere e un po' di preoccupazione nel vederla andare da sola anche se so molto bene che non è l'ultima arrivata e che si sa arrangiare.
Grazie e ricambio l'abbraccio.

guidoleonelli :
guidoleonelli22.11.2018 -ore15.35-
Ciao Daniela,
anch'io confido in quel chiodo: che non abbia già fatto troppa ruggine! Poi chi vivrà vedrà, come si suol dire.
A te e Roberto un caro saluto.

Saverio :
SaverioDue escursioni sempre appaganti, anche solo nel resoconto di chi le vive. Bella la tua poesia, forse un pochino malinconica, ma non troppo e con un filo di amara ironia che la esalta.
Un salutone alla brava Ivonne e tanti auguri a te.

guidoleonelli :
guidoleonelli22.11.2018 -ore 18.30-
È vero Saverio: malinconica, come potrebbe non esserlo? e con un filo di amara ironia, che non so se mi tornerebbe. Grazie per le tue parole e del tuo augurio.
Qunato alle escursioni, che tu conoscerai molto bene, brava Ivonne no? Ma ti assicuro che non è bello stare a casa ad aspettare. Adesso capisco meglio cosa significasse quando ero io ad andare per conto mio perchè lei aveva altri impegni.
Ciao e un caro saluto a voi.

Renata :
Renata22.11.2018 ore 20
Nelle mie giornate piuttosto aggrovigliate, non mi è arrivato l'avviso del nuovo post e, doppia sorpresa, mi trono l'Ivonne in solitaria! Lo sapevo che se ne era andata da sola, mentre anch'io grattavo e lucidavo il paiolo, ma proprio così su per sentieri erti e giù per discese taglia-gambe...: brava Ivonne, regina dell'autunno!
Però intanto è nata la tua poesia, altro che "la vita tacada a'n ciodo 'nruzemì". Bisogna lavorarci un po' ma si gratta anche la ruggine.
Bella davvero la tua poesia, serena seppur nella sua malinconia, capace di sentire l'odore dell'autunno.
Un abbraccio all'allieva e al maestro ancora nei colori dell'autunno e pronti ai freddi dell'inverno

guidoleonelli :
guidoleonelli23.11.2018 -ore 16.40-
Ciao Renata,
è la prima volta che qualche "amico" mi segnala di non aver ricevuto la newsletter e chiaramente mi dispiace del disguido; forse altri non l'hanno ricevuta né potrei riinviarla ora perché da qualche giorno la mia posta funziona solo in entrata e non so chi potrebbe risolvermi l'arcano.
Siamo vicendevolmente al corrente dei propri paioli da scrostare e dei propri chiodi più o meno arrugginiti: in ciò non ci manca di certo la condivisione, mentre la "regina dell'autunno" percorre sentieri noti ad entrambi e più volte percorsi assieme, lasciandomi imbambolato nella cocombrìa.
Grazie per quanto dici della mia poesia ma ti assicuro che sentire l'odore dell'autunno non denota una grande bravura: "l'è "La ròda" (un po' come la mia raccolta col medesimo titolo) che forse ricorderai, che la parla e che la dis."
Allievo e maestra ricambiano l'abbraccio. Ciao

Giovanni :
GiovanniCarissimo Guido,
mi scuso anche con gli amici del sito se sono stato -e sono- molto assente: ultimamente il mio tempo si divide tra trasferimenti in auto, pochi momenti di fotografia e serate a teatro, tra ufficio ed eventi cittadini, in un mix di impegni reiterati che hanno sensibilmente ridotto le mie ore libere, quasi mai trascorse davanti al computer, a meno che non si tratti di lavoro. Questo per spiegare di come (complice anche il fatto che l'architettura della pagina dei commenti non è proprio "mobile friendly", come dicono i miei amici programmatori) dal piccolo display da 5' del mio smartphone io non riesca a fare molto, se non sorridere di dolce malinconia per questo tuo recente, ultimo post.
Eppure, in questo autunno infinito che sembra non voler lasciare posto alla neve, che dibattendosi come un animale ferito ci ha portato via foreste intere (che dolore, quella vista di alberi abbattuti...), c'è una stagione nuova che ti offre il suo profumo e che ti premette di scoprire collegamenti sottili, animici, eterei, e sensibilità che si attivano proprio per colmare quell'impossibilità di essere su quel sentiero. Ma che dico? In realtà ci sei sul quel sentiero! Ci sei con Ivonne. E ci sei con tutti noi, trasportati sulle tue tracce, descrizioni, immagini, poesie.
Alla fine tutti respiriamo insieme a te la stessa aria sottile e resinata, tutti proviamo quel freddo che, annunciando un passaggio di tempo, ci punge le nocche delle mani e arrossa le gote. Questa è una ricchezza nuova e sconosciuta, ma non del tutto negativa, Guido: vivila senza opporre resistenza e ti arricchirà, credici.
Un abbraccio, anche al Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli27.11.2018 -ore 18.15-
Ciao Carissimo Giovanni,
già sembrava che potesse nevicare oggi ma ora, dopo questo tuo intervento, ogni momento potrebbe essere quello buono (per gli sciatori intendo).
Di proposito salto a pié pari la prima parte, quella relativa alle "scuse", al poco tempo e ai molti impegni. E credo che tu capisca bene il motivo. Permettimi soltanto un consiglio per una eventuale soluzione che purtuttavia non mi auguro: fare un passo di lato, come si usa dire al giorno d'oggi, perché il gioco va giocato fintanto che diverte. Non oltre.
Complimenti comunque per i tuoi mille impegni e per i tuoi tanti successi: non credo di scopirti ora.
Belle le tue espressioni della seconda parte. Mi sfugge però il fiferimento alla "ricchezza nuova e sconosciuta" che dovrei vivere "senza opporre resistenza".
Più prosaicamente: meno male che l'infiltrazione di cortisone ha fatto effetto: mi restano un paio di cosucce ancora da risolvere e poi spero di poter rimettere gli scarponi.
Ciao Giovanni; grazie della tua visita con un abbraccio a te, Anna e Leonardo

Carla :
CarlaBrava Ivonne e bravo Guido "grata grata el parol"... la tua parlata si presta molto bene per fare ironia con la poesia. Certo, non manca un po' di malinconia in quel chiodo arrugginito. In fondo Guido, anche se ti ho conosciuto poco, la tua è un'ironia malinconica che Ivonne in qualche arcana maniera sa trasformare in "allegrezza". CIAO

guidoleonelli :
guidoleonelli
02.12.2018 -ore 18.00-
Cara Carla,
apprezzo questa tua chiara solidarietà femminile: è appena passata la giornata contro la violenza sulle donne, fra l'altro. Ma, scherzi a parte, brava davvero Ivonne anche se per me non è una novità; è successo però più spesso che fossi io quello che andava e lei quella che, per motivi diversi, doveva rimanere. Ma si sa che ogni medaglia ha due facce... e per foruna (o purtroppo) la polenta noi la usiamo molto raramente.
Sul fatto che il dialetto di Trento si presti bene a fare ironia, vorrei invitarti a leggere (lo nominavamo proprio oggi con Renata) una parte dei duemila e più sonetti di Gioacchino Belli: ci potrai trovare tanta ironia in romanesco; il problema, a mio avviso, sta nel riuscire ad essere ironici: cosa non sempre facile e che a non tutti riesce. Indipendentemente dal dialetto.
Stammi bene e torna. Ciao



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Articolo tratto da: Guido Leonelli - http://www.guidoleonelli.altervista.org/
URL di riferimento: http://www.guidoleonelli.altervista.org//index.php?mod=00_News