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Forte Sommo Alto e Monte Grappa

 

 

 

Forte Sommo Alto a FOLGARIA

e MONTE GRAPPA

due facili escursioni con in comune il tempo bigio e la nebbia

 

 

 

 

Due poesie da scoltare:

 

"Normalità" e "Bate na luna sbiava"

 

 

 

L'iscrizione al sito offre l'opportunità di intervenire

con osservazioni, critiche  e commenti

 

 

 

 

 

 


 

 

  Forte Sommo Alto, m 1.613                                                giovedì, 13.10.2026

 

- Dislivello: m 620

- Sviluppo: km 14,00

- Tempo netto complessivo ore 5.00

- Carte: Kompass 631: Alpe Cimbra, scala 1:25.000

 

Credo si possa dire che, nonostante il tempo non proprio ideale, con un pallidissimo sole che s'è fatto vedere soltanto per brevissimi momenti, rubando quindi una giornata al grigio che, appena arrivati a casa, ci ha regalato anche la pioggia, siamo egualmente riusciti a farci la nostra brava camminata, non impegnativa, senza grossi dislivelli, e con un breve spostamento in macchina: proprio come desidervamo.

Devo subito aggiungerei però, per chiarezza e per schiettezza, che non invito nessuno a ripetere la nostra esperienza e cerco di riassumerne i motivi.

Si tratta di un percorso che, in larga parte, conosciamo per averlo percorso già diversi anni fa, più volte, nella stagione invernale con le ciàspole. E ciononostante mai avevamo avuto l'imprssione, come oggi, di essere quasi escursionisti tollerati in un ambiente, a tratti con sembianze lunari, che tutto sembra avere per mettere a proprio agio sciatori, bikers e giocatori di golf ma che nulla pare faccia a favore di chi si diverte ancora a camminare scarponi ai piedi. I grossi lavori, dei quali tanto avevano parlato i giornali, sono infatti relativamente recenti ma, nel caso specifico, è proprio necessario vedere per credere. A me, sarà soltanto perché non scio più?, è parso un vero sperpero di denaro pubblico ma certamente altri hanno diritto di pensarla diversamente né intendo lamentarmi con l'Amministrzione comunale, già sorda, sia pure per altri motivi, ai tempi di Olivi sindaco che, a mie garbate segnalazioni scritte, non faceva seguire nemmeno un cenno di risposta. Nè con l'APT, della quale, ad onor del vero, parlando con un paio di operatori economici, ho sentito soltanto critiche negative.

Per la prima volta mi sono reso conto dei grandi lavori che sono stati eseguiti per produrre la neve artificiale: i cannoni, anche a distanze fra loro molto ravvicinate, non si contano ed osservando il profilo di certi dossi, sembrano formare una indecorosa ragnatela. Nemmeno a Plan de Corones ricordo una selva tale! Si consideri che in questa zona si avrebbe la pretesa di sciare fino a quota 1.300. Quanto possano gli invasi assolvere al proprio compito e dove prendano l'acqua necessaria, rimane un mistero.

Ma non è tutto qui perché, ma forse sarà stata una semplice coincidenza, sul nostro percordo abbiamo trovato una serie numerosa di indicazioni riportanti il nome di Gibo Simoni (a suo tempo un importante ciclista professionista) ad indicare probabilmente una recente gara ciclistica ma certamente non può essere considerata una coincidenza la ricca segnaletica per amanti della bicicletta. Qualcuno potrebbe chiedere che fastidio essa possa dare e risponderei nesuno, assolutamente nesuno se non fosse che invece la segnaletica per i montanari, per coloro che, come dicevo, vanno in montagna ancora per il gusto di camminare, lascia invece molto, veramente molto, a desiderare al punto che, soltanto per dirne una, ad un certo punto i segnavia SAT non riportano nemmeno la numerazione corretta; così che, più volte si può incontrare il segnavia col numro 124 anzicché 40. E non mi sembra cosa da poco. Così come si trovano, qui a Folgaria, le indicazioni nientemeno per Vetriolo (che non si capisce bene cosa c'entri, trovandosi in tutt'altra zona). La gente stessa del posto dice di aver fatto presente la cosa ma che nulla sia successo a correzione degli errori. Frequente invece l'indicazione dei “Cento km dei Forti” senza che io, riconosciuto zuccone, riesca mai a capire a quale chilometro mi trovi.

Dulcis in fundo, non posso tacere della sorpresa, ma anche del disappunto, di vedermi costretto a pagare, in una delle rarissime volte che ci si ferma a mangiare (in una giornata particolarmente fredda) in una malga, un rifugio, un ristorante di montagna, due Euro per persona di coperto. È vero che non frequento da anni i migliori ristoranti cittadini ma credo che sia, poco più o poco meno, quanto vi si paga per la stessa voce.

Vogliamo aggiungere ancora che, a parte la cappelletta in Loc. Bocchetta dei Camini, in ricordo dei caduti delle due guerre, altra segnaletica a me pare essere largamente insufficiente. Così, per esempio, incontrare una “Casermetta” che si sa essere tale soltanto perché indicata dalla cartina, mi sembra davvero poco; ma la medesima osservazione potrebbe essere fatta anche per il Forte Sommo Alto, lasciato in stato di abbandono, che segni evidenti fanno supporre possa essere utilizzato in maniera quantomeno impropria o per certi bivi, lungo il percorso, dove è necessario sperare di indovinare: a destra o a sinistra?, come in prossimità dello “stallone”, per il quale vale quanto già detto sopra per la casermetta.

Va ancora aggiunto, per non tralasciare nulla, che, nonostante il tempo davvero bigio, da qui si vedono distintamente il Monte Finonchio, col suo nugolo di antenne, il Biaena, lo Stivo con la catena fino al monte Bondone; ma anche la Vigolana, il Pizzo di Levico, il Monte Maggio e il Gruppo del Pasubio (e sicuramente avrò dimenticato qualcosa).

Brevemente il percorso: Valico della Fricca, Carbonare, Passo del Sommo, m 1.340 dove, qualche decina di metri oltre, si parcheggia sulla sinistra. Proprio dal parcheggio si diparte una comoda strada, che noi ricordavamo come una stretta stradina, segn. 13; si passa davanti ai resti di una casermetta e, dentro e fuori dal bosco, si raggiunge, in un'ora circa, il Rif. Stella d'Italia, m 1.536 e poco oltre Forte Sommo Alto, m 1.613, per toccar poi la quota più alta a m 1.630. Si scende ora in direzione Bocchetta dei Camini, segn. 40 (erroneamente indicato 124) e si risale fino al Rif. Rist. Camini, per scendere poi nuovamente in direzione Bus de la Nef de le Coe.

Per il rientro, si torna sui propri passi fino ad incontrare, facendo bene attenzione, una mal segnalata stradina che scende a gomito sulla propria destra. Dopo un tratto abbastanza lungo, si arriverà all'Albergo Ortesino da dove, ancora in assenza di indicazioni, si risale a raggiungere quasi un bello e interessante “stallone”, per poi proseguire a destra fino ad immettersi nuovamente nella strada segn. 13. In fondo, in corrispondenza del parcheggio, un enorme tabellone publicizza le 18 buche del Campo da Golf vicino.

Tanto bella l'escursione al Dosso delle Somme con la Forra del Lupo, partendo da Serrada di Folgaria e descritta qui il 15 giugno scorso, quanto per molto apetti deludente l'escursione odierna.

Dalle stelle alle stalle, si potrebbe dire.

 

casermetta

Rif. Stella d'Italia
 


Forte Sommo Alto

Forte Sommo Alto (interno)

Rif. Ristorante Camini

in ricordo dei caduti

stallone

percorso
 

 

 

 


roccolo

 

 

  Monte Grappa, m 1775                      venerdì, 21.10.2016

 

- Dislivello: m 685

- Sviluppo: km 11,00

- Tempi: di salita ore 2.20 di discesa ore 1.45

- Carte: Kompass 632: Bassano del Grappa-Monte Grappa;              1:25.000

 

Ci eravamo stati, con le ciàspole, nel gennaio di quindici anni fa e ciò che ricordo meglio è la nebbia e il freddo di allora, proprio come oggi o forse peggio.

E sì che prima di partire avevamo studiato bene le previsioni locali che promettevano, serve dirlo?, bel tempo col sole. Il bel tempo c'era tutt'attorno e anche il sole ma non sul Monte Grappa dove, dicono che sia una sua caratteristica climatica autunno-invernale, spirava un'arietta gelida che invogliava soltanto ad andarsene in fretta. Peccato perché eravamo partiti con l'idea di fare l'anello che unisce il Grappa al Pertica. Ed era proprio questa la zona che, ogni tanto, si vedeva assolata.

Abbiamo così imparato che la prossima volta ci torneremo in primavera o in estate; credo ne valga proprio la pena perché, non l'avevo mai studiata bene la carta, ma sono tante le escursioni che il M. Grappa, con i suoi sentieri offre. Ed anche il panorama, bello e ben fatto a proposito l'osservatorio, offrirebbe un grande panorama con vista, oltre che sulle montagne sacre tutt'attorno, sulle Pale di S.Martino, sul Pavione ma anche su Cima d'Asta.

Si dirà che è un po' lontano ed effettivamente, saranno i70 km quelli percordi, ida e vuelta, naturalmente; più o meno come andare in Campiglio. Oguno faccia i propri conti e le proprie valutazioni.

 

Si scende per la strada della Valsugana e di esce a Pove del Grappa, quando manca ormai poco a Bassano. Si arriva in paese e si sbuca sulla S.S. 148 (sulla cartina indicata 141) che si prende a sinistra e che sale comoda ma con una serie di tornanti. In vorrispondenza del tornante 10, si supereranno l'Albergo Genziana e l'osteria S.Lorenzo e al tornante successivo, l'11°, avremo sulla sinistra la trascurata Osteria Val della Giara, dove ci sarebbe un ampio spazio per il parcheggio. Percorsi però ancora meno di cento metri, sulla destra, un po' nascosta e certamente non ben indicata, si trova la Trattaoria Cibara, in questo periodo chiusa, con ampio piazzale dove lasciare la macchina. Siamo a quota 1.400. Non si può certamente dire che la segnaletica per trovare il nostro sentiero risulti comoda e facile da individuare. Innanzittutto è bene sapere che, in zona, i sentieri ora, e dall'anno scorso, portano tutti un 9 davanti, cosiché noi dovremo seguire prima il segn. 970 e poi, raggiunta la Croce del Termine, il 720 (sulla cartina riportati come 70 e 20).

Si parte con un sentiero ripido e sassoso e soprattutto un po' nascosto che però ben presto diventerà una bella e comoda strada che attraversa prati dove ancora pascolano le mucche. Non si incontrano molte case ma non mancherà invece una gran barca, che pare un po' fuori dal suo posto, molti colchici e soprattutto si avrà occasione di incontrare alcuni roccoli che pare non servano altro che per l'uccellaggione; farà la sua apparizione, come una meteora, una bella femmina di capriolo che, per quest'anno, è riuscita a farla franca.

A Croce del Termine, m 1.450, ma si badi che qui non si incontra nessuna croce, siamo arrivati in ore 1.10 e abbiamo poi proseguito a destra, lungo una cresta dove non mancano trincee (abbandonate) e segni evidenti di colpi di artiglieria.

Proseguiamo, ora proprio avvolti dalla nebbia, superando un paio di recinzioni di pascoli, lungo un percorso che, pur salendo, ogni tanto presenta qualche dosso con relativa breve discesa. E finalmente, ancora abbastanza in distanza, in un momento in cui la nebbia si apre un po', appare davanti in cima il Sacrario del Monte Grappa che raggiungeremo poi, attraversata la strada asfaltata, con un ultimo tratto in buona salita.

Si tratta di una grande opera monumentale ma non mi dilungo a descrivere, in maniera approssimativa ciò che invece è possibile leggere ben spiegata in

https://it.wikipedia.org/wiki/Sacrario_militare_del_monte_Grappa

http://www.difesa.it/Il_Ministro/ONORCADUTI/Sepolcreti/Pagine/CimaGrappa.aspx

Qui, ma non mi pare serva dirlo, anche se l'aria è davvero fredda e fastidiosa, vale la pena di sostare e percorrere la via Eroica sui lati della quale sorgono grandi cippi che riportano i nomi delle cime circostanti, che furono teatro di guerra: Col della Berretta, Col del Miglio, Monte Pertica, Col Moschin, Confebera, Col dell'Orso, Porte di Salton, Monte Salarolo, Monte Valderoa, Monte Asolone, Cà Tasson, Monte Spinoncia, Monte Pressolan, Monte Fontanasecca.

 

Dopo un momento di raccoglimento prima nella cappelina e poi lungo i loculi, dove ci si sofferma a leggere qualche nome, senza altro indugiare e sia pure a malincuore, e con la promessa di tornare in altra stagione, riprendiamo la strada del ritorno che, con qualche breve sosta, ci riporterà alla macchina in ore 1.45.

 


colchici

Croce di Termine

in lontananza

il sacrario

ma il sole ... c'è

Rif. Bassano

percorso

 

 

 

 

  Normalità

 

  Vorìa nar en tónda man en scarsèla

  a nas en su con en fioràt su 'nté na récia

  zifolàndoghela a sto mondo scorlandón,

  èsser bòn de farghe na risada

  a quél sior tut cossì en norma mat patòch

  che 'l pensa o che 'l dis -quél lì l'è 'n vanzaròt-.

 

  Vorìa méter su la màschera

  quan che i altri i se la cava

  e tòrla zó quan che i altri,

  en norma come che i è, i se la mete.

  Vìver la me normalità gualìva

  quéla de tuti i dì de na vigna storta

  enté 'n vignal a norma de vigne tute drite.

 

  Me piaserìa tacar en calandari dai pèi en su

  gavér en rolòi amico che no 'l gira pu

  nar a spas enté 'n camp de girasói che i me struca l'òcio

  e batiségole che le devénta rosse dal contènt

  a farghe corona 'ntéi cavèi biondi

  de na putèla che de rìder l'è ancór bòna.

 

  Vorià dir en grazie quan che va zó 'l sól la sera

  e quan che 'l léva el dì drìo

  scoltando en paze quéla musica

  che la buta per sonar da corde demò mie.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Normalità

Vorrei andare in giro mani in tasca/ a naso in su con un fiorellino su un orecchio/ fischiettandola a questo mondo traballante,/ essere capace di fare una risata/ a quel signore tutto così normale, matto completo/ che pensa o che dice -quello è un avanzo-.// Vorrei mettere la maschera/ quando gli altri se la tolgono/ e toglierla quando gli altri,/ normali come sono, se la mettono./ Vivere la mia normalità piatta/ quella di tutti i giorni di una vite storta/ nel vigneto normale di vigne tutte dritte.// Mi piacerebbe appendere un calendario dai piedi in su/ avere un orologio amico che non gira più/ andare a spasso in un campo di girasoli che mi strizzano l'occhio/ e fiordalisi che diventano rossi dalla gioia/ a far ghirlanda nei capelli biondi/ di una ragazza ancora capace di ridere.// Vorrei dire un grazie quando va giù il sole la sera/ e quando si alza il giorno dopo/ ascoltando in pace quella musica/ che germoglia per suonare da corde soltanto mie.

 

G.L. 4.1.2016

Musica di Michael Jackson al sax: "You are not alon"

 

                        (terzo premio nella sezione "dialetto" alla sesta edizione del  Concorso "Terrasanta" di Verona; ottobre 2016)

 

Motivazione della giuria

Titolo del testo («Normalità») e predicato caratterizzante in anafora («Vorìa»), costituiscono la chiave di volta del testo: la normalità desiderata tuttavia è quella in cui ci sia libertà della diversità, un desiderio del contrario, che è anche provocatorio: come mettere i calendari a testa in giù o indossare maschere quando gli altri le tolgono, o ancora essere libero di crescere storto. Una volontà di identità personale, di assenza di obblighi di maschere appunto: quasi una parodia dell’immagine pirandelliana, che si abbina bene con l’immagine finale, giocata sul tema della musica interiore, non nuovo ma qui inserito in un tessuto narrativo originale.

 

 

 


Palazzo Vescovile, Salone dei Papi - Verona


consegna del diploma

3° premio, sezione "dialetto"


con l'amico Bruno e, dietro,

Lucia Beltrame Menini
 

 

nello stesso concorso, Bruno si è aggiudicato il 4° premio nella sezione "dialetto"

ma avendo già vinto il primo premio in due precedenti edizioni;

alla poetessa e scrittrice Lucia Beltrami Menini è andata la medaglia d'oro del Papa

nella sezione a tema "la Pace"

 

 

 

 

 

 

 

Bate na luna sbiava

 

 

Bate na luna sbiava

su l’erba enargentà de nostalgia

de i basi e le caresse de la sera

quando sluseva el fior de i to vint’ani.

E trema su la pèl na bavesela

che serca el bonudor de primavera,

trema ne le me vene la paura

de l’ultimo oridel su la pontara.

Entorno tase el gril, tase la rana

tase le stéle en cel,

el canto che seitava enfin matina.

S’enpissa ’n fondo al pra en fil de ciaro

ma cossa podo dirte

a ti che te me varde e no te ride ?

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

S’adagia una luna pallida

S’adagia una luna pallida/sull’erba inargentata di nostalgia/dei baci e le carezze della sera/quando splendeva il fiore dei tuoi vent’anni//E trema sulla pelle una brezza leggera/che cerca il profumo di primavera,/trema nelle mie vene la paura/dell’ultimo tratto sulla salita//Attorno tace il grillo, tace la rana/tacciono le stelle in cielo,/il canto che continuava fino al mattino//S’accende in fondo al prato un filo di luce/ma cosa posso dire/a te che mi guardi e non sorridi ?

                                                                  Bruno Castelletti, agosto 2016

Musica: G.Verdi: da La forza del destino; overture

                                            

                                     (Terzo premio alla XXIX edizione del Concorso "Enrico Zorzi"; Verona, 11 novembre 2016)

 

 

 

 

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Per cortesia, considerate la salvaguardia dell'ambiente

 

prima di stampare.


Postato 13 Novembre 2016 -

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Commenti:


Anna :
AnnaCiao Guido e un saluto a tutti gli amici.
Concordo pienamente per quanto riguarda le segnaletiche nella zona di Folgaria e dintorni.
Bisognerebbe andare tutti quanti con le bici e non a piedi. Sicuramente sarebbe vita più facile.
Il Monte Grappa è una meta che mi riprometto da parecchio tempo, spero di riuscire la prossima stagione e grazie per la dritta di farla in estate e non in autunno.
Molto belle le due poesie, le quali mi trasmettono molto sentimento.
Un saluto e un abbraccio anche a Ivonne. Ciao ciao

guidoleonelli :
guidoleonelli13.11.2016 -ore 22.40-
Ciao Anna,
mi fa piacere che abbia fatto anche tu qualche esperienza non completamente positiva sui sentieri, a volte inesistenti, di Folgaria. Mi fa piacere, intendiamoci, solo perché non avrei voluto essere io la solita mosca bianca. Peccato però, no?
Il Monte Grappa, credimi, merita davvero almeno una visita. Ma poi, come mi pare d'aver anche scritto, sono molti i sentieri che lassù offrono svariate opportunità. Vacci in primavera/estate, se puoi.
Che le due poesie ti siano piaciute, non può che farmi piacere. Grazie.
Ricambio l'abbraccio e un caro saluto. Anche da parte di Ivonne, e buona settimana.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiBuongiorno Caro amico consentimi questa volta di passare direttamente alla poesia.Perquanto riguarda la Tua c'è poco da aggiunger alla pregevole motivazione della prestigiosa Giuria composta da cattedratici.Mi limito a dire che il pregio della lirica sta anche nella novità del tema trattato nell'ambito della poesia dialettale.Quanto alla mia non trovo le parole per esprimerti il mio grazie.La tua recitazione è magica ed è impreziosita dal sottofondo musicale della Ouverture della Forza del Destino.Spero che i due componimenti,pur nella loro diversità possano incontrare il favore degli amici del Sito e degli amici miei ai quali hai scritto.Un grazie affettuoso anche alla Tua Ivonne,così abile nell'arte della fotografia da farci apparire... Belli e giovanili.( forse esagero) .Ancora grazi Guido,grazie di cuore! Bruno

GRAZIANA :
GRAZIANAciao Guido,
ancora un grazie per i tuoi racconti di montagna e ... peccato per la zona di Forte Sommo Alto, sì peccato che l'approccio alla montagna a piedi sia tenuto in così poco conto. Difficile sostenere che non sia il più appropriato e lo dico con molta convinzione anche se sono la madre di un bikers!
Quello però che stavolta mi preme tantissimo dire è : bellissima la tua poesia!
Premetto che l'argomento mi "prende " molto, ma a parte ciò, hai trovato secondo me delle immagini e delle parole efficacissime, una in fila all'altra ...senza interruzioni. Fra quelle che ricordo è la migliore. Non conosco quelle che hanno guadagnato il 1° e 2°posto, se la giuria era preparata ed è stata equa devono essere eccezionali, Speriamo...Complimenti davvero!
E complimenti anche a Bruno Castelletti, belli anche i suoi versi, intriganti soprattutto ne finale.
Buone giornate! Graziana

diaolin :
diaolinMOlto bene,
devo dire che Normalità mi è piaciuta molto e anche l'accompagnamento scelto, con una musica eseguita ell'Erhu violino cinese, mi ha molto colpito.
Non aggiungo nullo al commento perché creo sia sufficientemente esaustiva la poesia.

Per la poesia dell'avv. Castelletti che mi ha colpito nel profondo dell'anima con la sua chiusa " ma cossa podo dirte a ti che te me varde e no te ride ?" che sarebbe potuta essere tutta la poesia senza altre aggiunte.

In ogni caso la trovo bellissima e paradossalmente solare con questa domanda che pur sembrando la fine del discorso potrebbe essere l'inizio di un orizzonte diverso.

Un applauso a Guido e uno a Bruno per questo suo momento di delicatezza infinita

Oggi è stata una bella giornata e questa sera avremo una luna che ci accarezzerà, immensa.

Grazie ad entrambi

Diaolin

guidoleonelli :
guidoleonelli14.11.2016 -ore 22.10-
Ciao Bruno,
abbiamo avuto modo di sentirci (virtualmente) in questi ultimi giorni. La proposta di far spazio alla tua poesia è partita da me e mi dispiace per quell'errore di dizione ma, come ti dicevo, ci si accorge sempre troppo tardi.
Per il resto si sa che la giuria del "Terrasanta" è una giuria sicuramente all'altezza di mettere anche per iscritto una motivazione.
I complimenti, per la tua e per la mia mi pare non manchino e la cosa non può che fare piacere ad entrambi.
Non ci rimane che attendere fiduciosi una prossima occasione.
Un salutone.

guidoleonelli :
guidoleonelli14.11.2016 -ore 22.20-
Ciao Graziana,
sorvolerei su Folgaria sia per non dare alla cosa troppo peso sia anche perché, altre volte le cose sono andate molto diversamente.
Quanto alla mia poesia invece, cosa dire? I complimenti, in certi casi soprattutto, fanno molto piacere e questo è proprio uno di quei casi. La poesia, forse non dovrei dirlo, ma era piaciuta subito anche a me, cosa che non succede sempre. Mi chiedi della prima e della seconda clasificate: spero non mancherà l'occasione di fartele leggere appena arriverà la raccolta da parte degli organizzatori.
Grazie ancora perché davvero ho avuto l'impressione, dalle tue parole, che abbia trovato la mia, ma anche quella di Bruno, buone e meritevoli.
Sono quindi io a ringraziarti.
Un caro saluto a te e a Maurizio.

guidoleonelli :
guidoleonelli14.11.2016 -ore 22.25-
Grazie anche a te Diaolin per le tue belle espressioni e i tuoi applausi. Sono certo che faranno piacere anche all'amico Bruno.
La luna? L'ho fotografata dal dirit e dal revèrs: davvero notevole. Dev'essere la luna degli innamorati!

annamaria :
annamariaBeh a Forte Sommo Alto non ci andrò proprio dopo quello che annoti...Per fortuna c'era anche Ivonne così vi sarete aiutati a vicenda a smaltire il disappunto per gli aspetti poco invitanti che vi hanno accompagnato. Belle comunque , come sempre, le fotografie e molto particolare mi sembra il Forte Sommo Alto. Dell'altra camminata intuisco il tuo coinvolgimento,mentre percorri siti così carichi di storia dolorosa.Suggestivi i colchici che nella foto sembrano un po' gelati, come a ricordare i cippi memoria.La tua poesia è eccezionale, con termini minuziosamente scelti per tradurre atmosfere e sentimenti. Complimenti. Un applauso anche al tuo amico poeta: belli i suoi versi, così efficaci nell'esprimere nostalgia.

Daniela :
DanielaCaro Guido, mi aggiungo anch'io ai meritatissimi complimenti ai "nostri" due poeti: veramente due splendide poesie, a cui (so di averlo già detto, ma lo voglio ribadire) l'aggiunta della tua appassionata interpretazione e della musica contribuisce a creare davvero un momento di grande intensità e bellezza. Intensità e bellezza che si possono ritrovare sul volto di donna che accomuna le due poesie, in una ancora ancora capace di sorridere, nell'altra che non ride più. Per ora, poi... chissà cosa ancora le riserverà la vita!
Un affettuoso saluto ad entrambi e l'augurio di serene e interessanti giornate all'estero!

guidoleonelli :
guidoleonelli15.11.2016 -ore 18.30-
Ciao Annamaria,
devo in parte ripetermi ma il Monte Grappa, col suo famoso Ossario, merita davvero un pellegrinaggio; da farsi però, dopo già altre esperienze, in stagione più calda. La prossima volta ormai.
Ma come potrei sorvolare su quel tuo aggettivo "eccezionale" riferito alla mia poesia: grazie, mi fa davvero molto piacere.
Anche Bruno sarà contento per quanto dici della sua.

guidoleonelli :
guidoleonelli15.11.2016 -ore 18.40-
Ci siamo, un po' di fretta, incontrati ieri Daniela, dopo un po' che non ci si vedeva; e mi ha fatto piacere scambiare due parole.
Grazie per quanto dici, bei complimenti che accomunano le due poesie e interessante la tua osservazione, di attenta lettrice quale sei, sulla presenza femminile: una ragazza sorridente e una donna seria, che non ride più. Ma, come dici tu, chissà quanto riderà in seguito. Valli a capire sti poeti (e ste donne!).
Ricambio l'affettuoso saluto, da estendere anche a Roberto e quanto al viaggetto spro ci sia occasione (ma tu ce l'hai assicurata in casa) di raccontarsi un po'.

Saverio :
SaverioNon posso far altro che unirmi al coro delle lodi, davvero motivare, per le due belle poesie. Mi piace la nota di Diaolin (scusa, ma io lo scrivo maiuscolo anche se lui non lo fa) sulla poesia di Bruno.
Guardo le foto delle premiazioni e capisco che siete stati premiati in un luogo prestigioso. Bravi.
Quanto alle escursioni, lascio perdere le mie considerazioni su Folgaria, che sono negative quanto le tue o di più. Per il Grappa attendo anch'io di poterci andare in una bella giornata di sole (mi dicono che la nebbia è padrona in quel luogo e forse è bene così, vista la particolarità del luogo); l'unica volta che ci sono stato la visibilità non andava altre i 20-30 metri.
Tanti saluti.
PS: devo dirlo di nuovo: la tua poesia è proprio bella!

Saverio :
Saverio... volevo scrivere MOTIVATE. Non ho mai amato scrivere al computer; ora sempre meno (me pàr der zapàr...).

guidoleonelli :
guidoleonelli21.11.2016 -ore 10.30-
Ti prego Saverio innanzittutto di scusare il ritardo, per me davvero inusuale, col quale riscontro il tuo sempre gradito commento: sono tornato ieri sera da un'assenza di pochi giorni.
E naturalmente ti ringrazio per quanto tu dici sia sulle due poesie, che mi pare abbiano incontrato il tuo favore, sia nche per la tua condivisione sull'escursione di Folgaria: peccato ma si tratta proprio della resltà.
Anche sul Monte Grappa mi pare ci siamo capiti alla perfezione. Solo nell'ultima occasione io ho avuto l'impressione di quante possibilità possa offrire quel monte e quanto valga la pena di andarci almeno una volta in pellegrinaggio.
Ciao Saverio, con un caro saluto anche a Mirna.

Renata :
RenataUn caro saluto a tutti. Sono così in ritardo nelle mie letture che confesso subito di non aver letto la descrizione delle vostre due escursioni. Mi interessano come cultura montanara, ma so che non seguirò i vostri passi, purtroppo! Il posto però offre sempre dei richiami forti di Guerra Grande e poi di partigiani...Monte Grappa tu sei la mia patria ... L'uomo si massacra e chiama sacri gli ossari della distruzione. Ma noi abbiamo una fortuna grande, la vicinanza dei poeti e la frequentazione della poesia. Che bello leggervi e vedervi assieme in fotografia: sono poesie con l'autografo. E che poesie! "L'ultimo oridel su la pontara" : conosco la paura di restare senza fiato, ma è dolce provarla con en fil de ciaro 'n fondo al pra. Qualche volta le giurie ci azzeccano!!! Naturalmente mi sono persa nella tua poesia, Guido. La sorridente ricerca della dimensione giusta, del vero senza finzioni e adeguamenti al ...buon senso comune , la gioia e la gratitudine. Conosco l'amore per i svanzaroti, familiari e sociali, sentimento sublime. Mi hai donato le batisegole...
Un abbraccio a voi e un saluto a tutti

guidoleonelli :
guidoleonelli21.11.2016 -ore 22.35-
Ciao Renata,
sai che, salvo rare eccezioni, mi piace rispondere in giornata, dimenticando, in questo caso e per un momento, altre cose che ci coinvolgono.
Mi fa piacere pensare che le mie "batisegole rosse dal contènt" siano arrivate fino a te: guarda che sono una rarità.
Sagge parole le tue sulle guerre che si susseguono e sulle celebrazioni che poi seguono; avresti dovuto essere con noi i giorni scorsi a Vukovar: le tue parole sembra le abbia trovate "su misura". Ma forse riprenderemo il discorso, almeno parzialmente.
Sono certo che anche Bruno apprezzerà le belle parole che hai voluto riservare alle nostre poesie L'"ultimo oridel su la pontara". Hai ragione: anche a me pare che qualche volta le giurie ci azzecchino ma, e lo sai anche tu, quanti azzeccagarbugli navigano nel campo della cultura in generale e della poesia in particolare. Io, in questo senso, mi sento un privilegiato, basta infatti che apra la finestra, non occorre che vada lontano. Trovo il coraggio a vivere "da vigna storta 'nté 'n vignal de vigne drite".



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Articolo tratto da: Guido Leonelli - http://www.guidoleonelli.altervista.org/
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