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dosso di Costalta, Lagheto degli Asini

 

 

 

Auguro di cuore buon Natale e un anno ricco di salute,

soddisfazioni e tanta felicità

 

Te deseo una feliz Navidad y un año lleno de salud

satisfacciónes y mucha felicidad

 

Ich wünche frohe Weinachten und ein Jahr voller

Gesundheit, Befriedigung und viel Glück

 

J wish you a merry Christmas and a year full

of satisfactions, health and happines

 

 

 

 

 

Dosso di Costalta

 

Laghetto degli Asini

 

 

Parla ti o Bambinèl (da leggere e/o ascoltare)

 

 

Vitalizi e autonomia  (da leggere e/o ascoltare)

 

 

 

Qualcòs en dialèt

 

 

 

L'iscrizione e la partecipazione al sito danno diritto di intervenire

con commenti, considerazioni, critiche

 


 

 

  Dosso di Costalta, m 1.955                                                 giovedì, 16.112017

 

- Dislivello: m 560

- Sviluppo: km 9.700

- Tempo: di andata ore 1.45              di ritorno: ore 1.15

- Carte: Kompass 621: Valsugana-Tesino, scala 1:25.000

 

Con una giornata così innondata di sole, non sono riuscito a stare a casa con Ivonne, ora che è lei alle prese con qualche acciacchetto. E mentre scrivo queste brevi note, “scopro” che al Dosso di Costalta, che vedo dalle finestre di casa, quest'anno c'ero già stato, anche allora da solo, nel febbraio scorso e concludevo la mia relazione così: “Per concludere: tanta voglia di neve ma anche tanta voglia di profumi primaverili che invece si faranno desiderare ancora”.

 

Sicché, anche oggi, mi ritrovo su un percorso ormai molto noto ma sempre interessante in ogni stagione dell’anno, con una temperatura al Passo di Redebus, m 1.453 tutt'altro che rigida, in una giornata che, come promesso, mi ha riservato tanto sole, cielo limpido e panorami a tutto tondo vasti e incredibilmente interessanti.

Ci siamo stati assieme diverse volte, con o senza ciàspole, con o senza ramponcini, vedendo i gestori della Malga Cambroncoi giostrare ad intervalli relativamente brevi. Non potrò dimenticare però l’ormai lontano gennaio 2010, con tanta neve e con le ciàspole ai piedi, quando ci eravamo soffermati ad osservare a lungo un numeroso stormo di lucherini fare festa con le bacche dei sorbi proprio a Malga Cambroncoi.

Erano le 10.00 oggi, orario comodo, quando mi mettevo in moto dal Passo di Redebus senza bisogno di calzare i ramponcini, che pur avevo con me: la strada, soprattutto nel primo tratto nel bosco, era meno insidiosa di altre volte.

Salendo, si incontra prima la Malca Péc a m 1582; alla Malga Cambroncòi, m 1706 (ore 1.00), si attraversano prati soleggiati che obbligano ad aleggerire l'abbigliamento. Ero poi in cima, m 1.955, 3/4 d'ora dopo (ore 0.45-1.45).

Mi risulta difficile raccontare ancora qualcosa di nuovo, di non già detto, su questa escursione che avremo fatto almeno una decina di volte.

Pochissima gente oggi sul percorso, 3-4 persone forse e in cima, a differenza del solito, a dar fastidio non c'è la solita arietta gelida ma un sole caldo che invoglierebbe a rimanere qualche ora.

Del panorama, come già altre volte osservato, di qui si gode di una bellissima vista sul Lagorai imbiancato e, sull'altro fronte, verso Nord/Ovest, una catena ricchissima di cime più o meno note, dal Gr. di Brenta, al Gruppo del Sella e tante altre.

Poco più di un'oretta per scendere (ore 1.15-3.00), tanto che, già prima delle 15.00 sarò a casa.

Escursione nota e arcinota che, nella buona stagione, molti amici del sito, sarebbero in grado di affrontare e godere e che a me lascia sempre tanta gioia dentro.

 


Malga Péc

Malga Cambroncòi

Croce di vetta

Gr. del Lagorai

percorso

 

 

 

 

 

 Laghetto degli Asini, m 1.931                                          martedì, 21.11.2017

 

- Dislivello: m 860

- Sviluppo: km 12,00

- Tempi: salita ore 2.45 discesa ore 1.45 totale ore 4.00

- Carte: Kompass 621, Valsugana-Tesino; scala 1:25.000

 

Subito un consiglio a chi mi legge: non fate questa escursione con queste condizioni di neve. Meglio, molto meglio, in giugno come la volta scorsa, quando la montagna è meno ostile e, come tutti i monti del Lagorai, si ricopre del rosso dei rododendri.

Per lavori stradali, dei quali troverò l'avviso quando sarò già oltre Pieve Tesino, sono costretto a lasciare la macchina al Camping Val Malene, a quota 1.100.

Mi avvio di buon passo, anche per vincere il freddo, attraverso il bosco acompagnado sulla sua sinistra il Torrente Tolvà, dapprima su strada asfaltata, poi su strada bianca con una pendenza che, fino alla Baita del Pastore e vicina Malga Tolvà, m 1.550 (ore 1.15) permette di tenere una buona andatura. E finalmente qui, lasciato il bosco, si sbuca al sole e sono costretto in breve ad alleggerirmi. Si prosegue poi, ancora su strada bianca, fino in Loc. Tolvà, m 1.688, dove sulla destra si diparte il sentiero 382, abbastanza ben segnato nonstante la neve che ora comincia a coprire il terreno e il cui spessore andrà via via ispessendosi. A Malga Tolvà, il mio Runtastig mi informa di aver percorso 4 km. Mi sembra ora opportuno, a mia volta, informare che per compiere l'ultimo km sul sentiero che mano a mano diventerà più ostico, sia per pendenza che per la neve e qualche tratto ghiacciato, impiegherò la bellezza di un'ora esatta. Sarò alla meta (ore 1.30-2.45) abbastanza stanco e un po' deluso da un lago, che ricordavo molto bello, oggi invisibile, coperto com'è di neve e ghiaccio.

Necessaria una sosta, che per forza di cose sarà abbastanza breve, per consumare il mio panino; poi con un sole davvero favoloso che invoglierebbe a fermarsi ancora, mi vedo costretto a prendere la discesa che, sul medesimo percorso dell'andata, mi riporterà alla macchina in ore 1.45.

Come detto: è una proposta che, in queste condizioni, è meglio non seguire. L'escursione, almeno fino a Malga Tolvà e nella buona stagione, è invece davvero consigliata anche a chi, con le strade e i sentieri di montagna non ha una grande confidenza.

 


Baita del Pstore e M.Tolvà

Loc. Malga Tolvà

ghiaccio bollente

qui sotto c'è il laghetto

percorso

 

 

 

 

 

  Parla ti o Bambinèl

 


  Sól na stéla e sènza cóa

  no la 'mpizza 'l firmamént

  en popin entéla paia

  en gróp de zènt là tuta 'ntór

  co le man en le scarsèle

  che destrani del Nadal!

 

  Ma chi èl che ancór te spèta

  che l'à scrit la leterina

  no gh'è 'n pastór né pegoròte

  gh'è demò quatro veciòte

  massa lóvi za 'ntesidi.

  Ancabèn le casotèle

  tanta zènt entéle piazze

  co la vòia de crompar

  en Nadal che no gh'è pu.

  Se pòl provar a dirle su

  le za tante cocombrie

  la speranza de 'ncontrarlo

  no la sénto no la védo

  ancabèn le luminarie.

 

  Sól embròi g'ò da portarte

  terlaìne anca sul còr

  mut stó còr che l' vòl scoltar

  parla ti o Bambinèl

  dime fòrt e dime ciar.

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

Parla tu Gesù Bambino

Solo una stella senza coda/ non illumina il firmamento/ un bambino nella paglia/ un groppo di gente attorno/ con le mani in tasca/ che nostalgia di Natle.// Ma chi ti aspetta ancora/ che ha scritto la letterina/ non c'è un pastore nè pecorelle/ ci sono solo quattro vecchiette/ troppi lupi già saziati.// Sia pur con le casette/ tanta gente nelle piazze/ con la voglia di comperare/ un Natale che non c'è più./ Si può provare a declinarle/ le già tante nostalgie/ la speranza di incontrarlo/ non la sento non la vedo/ sia pure con le luminarie.//Solo confusione ho da portarti/ ragnatele anche sul cuore/ muto questo cuore che vuole ascoltare/ parla tu Gesù Bambino/ dimmi forte e dimmi chiaro.

dicembre 2017

 

"Tu scendi dalle stelle"

  

 

 

 

 

Premesso e ribadito che il nostro è un sito apartitico, che ognuno è libero di pensarla come meglio crede e non può, in questa sede, esporre né promuovere le proprie idee politiche,credo anche che non si possa nascondere la testa sotto la sabbia.

Mi limito ad un sonetto e ad un parere, del tutto soggettivo: è una vera vergogna e molto brava è stata Luisa Maria Patruno a ricordarci ciò che altrimenti spesso siamo portati a rimuovere.

Altri articoli sono stati pubblicati in questi giorni ma sono più di parte e quindi qui non trovano posto.

 

 

 

 

 

  Vitalizi e autonomia

 

  Sémpre lóri su la zima de l'ónda

  enzoladi struchi al so segiolin

  con en fación da sbèrle e 'n risolin

  par che i vaga ma i fa demò na tónda.

 

  I se tègn fòr da ogni baraónda

  ancabèn i spuzzéssa da peclin

  i fa la riverenza i fa n'inchin

  i salta da la prima a la seconda.

 

  Se férma la giòstra? N'altra se 'nvia

  le régole del zòch i le fa lóri

  per el bèn de la zènt che la sia ciara

 

  i gà na missión gnanca massa rara

  enmuciar sóra al mucio i so tesòri

  i poréti che i staga 'n alegria.

 

  No i è mai tési e i pénsa anca al futuro

  coi vitalizi i è pròpi al sicuro.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Vitalizi e autonomià

Sempre loro sulla cresta dell'onda/ allacciati stretti al proprio seggiolino/ con un faccione da sberle e un sorrisetto/ sembra che se ne vadano ma fanno solo un giro.// Si tengono fuori da ogni baraonda/ anche se puzzassero di aringa salata/ fanno la riverenza fanno un inchino/ saltano dalla prima alla seconda.// Si ferma la giostra? Se ne avvia un'altra/ le regole del gioco le fanno loro/per il bene della gente che sia chiaro// hanno una missione nemmeno troppo rara/ ammucchiare sopra al mucchio i propri tesori/ i poveracci che stiano in allegria.// Non sono mai sazi e pensano anhe l futuro/ col vitalizio sono proprio al sicuro.

12.12.2017

 

Sandro Cavazza. Without you

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                L'Adige. 9.12.2017 - Luisa Maria Patruno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
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Qualcòs en dialèt


 

Strucar stringere, premere, pigiare, spremere, strizzare (un panno bagnato; strucar i òci/ strizzare gli occhi; strucar l'òcio/ fare l'occhiolino; strucar la man/ stringere la mano; strucar le zìgole 'ntéi òci/ gettare la polvere negli occhi; strucarse 'n le spale/ alzare le spalle, fare spallucce; star strucadi/ stare stretti; struca struca/ stringi, stringi alla fine la verità salta fuori; strucar el còr/ accorare, stringere il cuore; strucar fòr/ spremere (anche di una persona);


 

Star stare; star bèn star mal/ stare bene, stare male (anche di un vestitto); la stà 'n lu/ dipende da lui; no la ghe stà/ non conviene, non può stare, non ci stà; starghe/ starci; come sténte a soldi?/ come stiamo a soldi; cose che no stà né 'n ziél né 'n tèra/ cose dell'altro mondo; che la staga 'n ti/ tienila segreta; chi stà bèn no se mòva; far star mal/ trattar male; no me stà bèn/ non sono d'accordo; no me star a dir/ non dirmi, non insistere; se la stés en mi/ se dipendesse da me; star a al finestra/ stare affacciato; star a panza 'n su/ oziare; star co le man e man/ oziare; star fòr dai pèi/ togliersi di mezzo; vegnir a star bèn/ migliorare di salute.

 

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5ª edizione del Concorso Nazionale

 

"Salva la tua lingua Locale" 

 

Roma

 

 

 

Non so chi abbia passato la notizia al giornale l'Adige e comunque ringrazio il cronista che ha voluto riportarla, sia pure soltanto nella pagina della Valsugana.

Per una più completa informazione, all'ultimo capoverso del pezzo, anziché mettere in risalto che “Leonelli non ha vinto ...”, che era già nel titolo, si sarebbe forse potuto dire, anche per una maggiore completezza di informazione, che Leonelli non è nuovo a questo concorso nazionale, nella seconda edizione del quale, con il compianto grande Tullio de Mauro presidente di giuria, si era aggiudicato il 2° premio, entrando poi ancora fra i finalisti della sezione poesia inedita, anche nella quarta edizione, quella dell'anno scorso.

           A titolo informativo, per chi mi legge, preciso che al concorso si partecipa con tre poesie recitate che vengono giudicate globalmente e che quest'anno erano:

Lagorai”, “Silènzio maledizión”, “San Valentìn”.

Quest'ultima compare anche su Strenna Trentina 2017 e sul primo post di quest'anno del mio sito www.guidoleonelli.altervista.org

 

 

 

 

 

 

 

Per rispetto dell'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 

 


Postato 18 Dicembre 2017 -

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Commenti:


annamaria :
annamariaCome prima cosa, un applauso per il sonetto.E con che voce convincente e chiara l'hai letto...Inutile dirti che mi piace e condivido. L'altra poesia sul Natale, aggiunge una nota preziosa all'atmosfera di questi giorni.Che dolce la musica di accompagnamento ! E la malinconia di cui è pervasa, fa pensare al senso vero del Natale che dobbiamo veramente cercare di far riemergere. Le due gite sono, come sempre accompagnate da fotografie veramente stupende. Della prima mi sento di dire solo, che anche se affermi di non aver molto da raccontare, essendo luoghi già visitati, fai però capire come non ci si affeziona solo alle persone, ma anche appunto a luoghi che si desidera poi sempre rivedere. Riguardo alla seconda gita...grazie per il consiglio premuroso di non andarci in certi periodi...Per quanto mi riguarda, non c'è pericolo!!! Allora te struco la man e ti dico "grazie". Un BUON NATALE A TUTTI GLI AMICI DEL SITO e a te ed Ivonne in particolare, ma avremo modo di farci ancora gli auguri.

guidoleonelli :
guidoleonelli19.12.2017 -ore 22.20-
Quello dei vitalizi, dei privilegi è un argomento sempre scottante sul quale è difficile non essere d'accordo, anche se poco natalizio, si potrà dire. Quindi capisco più facilmente la tua condivisione. Se poi anche il sonetto ti è piaciuto mi fa molto piacere. La poesia natalizia invece, avrai notato, è un colloquio diretto con il "Bambinèl" di uno che è un po' spoetizzato, sfiduciato; che attende che la letterina ora la scriva lui.
Delle due escursioni, il Dosso di Costalda funge un po' da rifugio in assenza di altre idee in determinate condizioni di neve. In primavera, te lo assicuro, sarebbe una bella camminatina anche per te. Del Laghetto degli asini, ci sono andato io, che è tutto dire...
Non so se tu, Annamaria, abbia scritto il tuo commento dopo la mia aggiunta finale (fuori tempo massimo) sull'articoletto dell'Adige. Lì comunque puoi trovare la risposta alla domanda che mi facevi per altre vie.
Grazie infine per aver rotto il ghiaccio e grazie per gli auguri che, ne sono certo, sarnno graditi da tutti gli amici.

diaolin :
diaolinTanti auguri di buon Natale a te e a tutto il gruppo che ti segue.
Un grande abbraccio alla tua metà...

E 'n pensér a i pori grami che i magnerà onge anca qoest an

Dal cuore, Diaolin

guidoleonelli :
guidoleonelli20.12.2017 -ore 15.30-
Grazie Diaolin,
ricambio gli auguri a te e alle tante persone che ti vogliono bene.
Col pensér ai pòri grami che no i gaverà gnanca pu ónge da magnar.

Daniela :
Danielaciao Guido, ammettendo da subito la mia assoluta incompetenza in merito a premi e concorsi letterari, posso solo dire che entrambe le poesie di questo post mi piacciono molto, nonostante, o forse proprio per la loro, per motivi molto diversi, sconsolata tristezza. A proposito dei vitalizi, mi viene in mente uno scritto di Clemente De Cesaris, (1810 - 1877), letta su una targa in una piazza di Pescara, che dice, tra l'altro: "Nessuno ha diritto al superfluo fino a che vi sarà un sol uomo che manchi del necessario". Sono passati quasi 200 anni, ma le cose stentano a cambiare...
Grazie anche per le sempre interessanti espressioni dialettali e contraccambio di cuore gli Auguri a voi, agli amici che hanno scritto fino ad ora e a quelli che arriveranno...
BUONE FESTE e BUON 2018 anche da Roberto!!!

guidoleonelli :
guidoleonelli20.12.2017 -ore 22.20-
Ciao Daniela,
anch'io rispondo subito alla tua premessa dicendoti che ci perdi ben poco; anzi che forse non conoscendo tanti risvolti dei premi letterari ci guadagni. Ma ciò chiarito mi fa invece molto piacere quanto dici delle mie due poesie: una "sconsolata tristezza", davvero sconsolata, credimi ma che si attenua un po' quando leggo che pure tu sei un poco sconsolata. E come potrebbe essere diversamente? Andrò a vedere chi è Clemente de Cesaris che non conosco ma sono molti gli insegnamenti che ci vengono dalla storia, perfino dai filosofi greci, che non sono proprio di ieri ma anche dallo stsso Marx "Ognuno secondo le proprie possibilità, ad ognuno secondo i propri bisogni". Siamo realmente un po' lontani, non possiamo nascondercelo!
Quanto alle sepressioni dialettali, che questa volta erano un po' scarne, vedrò se ce la faccio ad incrementarle la prossima volta.
Grazie per gli auguri e un abbraccio ad entrambe voi.

Anna :
AnnaFaccio tanti Auguri di Buone Feste a tutti i fan del sito.
Un augurio speciale a te, Guido e a Ivonne.
Che il 2018 porti salute, serenità e benessere a tutti e in particolar modo a chi non riesce neanche a sbarcare il lunario.
Un abbraccio

guidoleonelli :
guidoleonelli21.12.2017 -ore 17.00-
Grazie Anna,
sono auguri molto graditi che ribadiscono e rafforzano altri già spressi e che ben volentieri e con gioia rinnovo a te, anche da parte di Ivonne.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiComplimenti Guido per il sonetto di ottima fattura e che tratta un argomento come ti è noto a me particolarmente caro e complimenti per la bella poesia sul Natale,tema che mi è altrettanto caro.Complimenti infine per l'ennesimo tuo successo al prestigioso premio nazionale Salva la tua lingua locale.Purtroppo non riesco a leggere l'articolo di giornale e non so se il verbale della Giuria sia già stato pubblicato sul sito.Vedo cne la batteria è in esaurimento ma tiho detto le cose più importanti. E mi resta da aggiungere il mio augyrio più a ffettuoso ate ,a Ivonne anche da parte di Nerina e a tutti gli amici del sito per le prossime Festività.Un abbraccio Bruno

Saverio :
SaverioMi unisco agli auguri che invio e contraccambio a tutti gli amici. Belle le poesie, la prima intenerisce, la seconda inacidisce per l'argomento.
Ti dirò che al dosso di Costalta ci siamo andati il sei dicembre scorso e mi sono meravigliato per l'assenza totale di ventilazione; si poteva godere il sole, cosa rara, almeno per mia esperienza, su quel cocuzzolo. Poi ti dirò anche che ho perso le chiavi dell'auto, probabilmente nella neve, per cui l'avventura è continuata fino a casa (chiavi di casa chiuse nell'auto, naturalmente). Ce la siamo cavata, grazie al passaggio di una gentile signora. Per il laghetto degli asini concordo: da fare in estate; ci siamo stati nel dicembre dello scorso anno e non c'era proprio neve ma tanto ghiaccio vivo sul percorso. Pericoloso!
Di nuovo cari saluti a tutti!

guidoleonelli :
guidoleonelli22.12.2017 -ore 22.00-
Ciao Bruno e grazie per i tuoi preziosi complimenti plurimi, sempre molto apprezzati. Mi fa particolare piacere il tuo giudizio sul sonetto mentre, per quanto riguarda il concorso "Salva la tua lingua locale", mi inorgoglisce un po' questo mio terzo riconoscimento nelle prime cinque edizioni.
Dici che fai fatica a leggere l'articolo del giornale ma non vorrei che ti fossi dimenticato di ingrandirlo, così come si fa con una qualsiasi altra foto.
Ricambio, anche da parte di Ivonne, i sempre graditi auguri e l'abbraccio che vorrei coinvolgesse anche Nerina

guidoleonelli :
guidoleonelli22.12.2017 - ore22.15-
Benedette chiavi, Saverio! Brutto affare e immagino la preoccupazione vostra (suppongo ci fosse anche Mirna) e l'ansia che prende in questi casi. Fortunato ad incontrare una signora gentile.
Del vento a Costalta, credo di aver fatto notare anch'io l'assenza straordinaria della solita fastidiosa e gelida aria. Anche sul Laghetto degli Asini mi pare che esprimimo entrambi il medesimo giudizio: da farsi solo con la buona stagione!
Voglio interpretare il tuo giudizio dolce-agro sulle poesie in maniera positiva, e ti rngraio.
Come ti ringrazio e ricambio ancora gli auguri per delle buone feste a te e ovviamente alla tua Mirna.

Renata :
Renata25.12.2017
BUON NATALE. Auguri a te a Ivonne e a tutti gli amici del sito. Vorrei trovare parole forti per comunicare la voglia e l'augurio di un cambiamento profondo nel nostro mondo sbagliato, per trovare il modo di incidere efficacemente sulle cose che vanno a rotoli, per scrollare quelli che hanno il superfluo (come ci ricorda Daniela), per distribuire vitalizi a chi non ha di che vivere, per poter dire, con onestà, ai profughi che avranno una vita migliore... Mi ritrovo nella tua bella poesia, terlaìne anca sul còr, ho bisogno di parole forti: dime fòrt e dime ciar o Bambinèl.
Certo che il camminare in solitaria, nel silenzio e nella fatica delle salite, aiuta a trovare un po' di armonia. e tu ce la comunichi da poeta.E noi siamo la tua giuria severa e competente.
En strucon de man per augurare a tutti un anno sereno gioioso e avventuroso: pronti a resistere a tutto ciò che strucca il còr.
Un abbraccio a voi due

guidoleonelli :
guidoleonelli25.12.2017 -ore 22.00-
Un bel modo per chiudere la giornata di Natale,Renata: grazie. mi fa sentire un po' più in pace col mio sito anche se, nello stesso tempo, mi mette ancor più in crisi.
Questo senso di impotenza, di inutilità che ci pervade un po' tutti, chi più chi meno di fronte alle grosse ingiustizie sociali dalle quali siamo circondati... Mi hai fatto pemsare davvero ancora con questa tua bella riflessione, anche sulla mia inadequatezza. È vero che camminare, soprattutto in solitaria, fa pensare e aiuta ma poi il vuoto dentro rimane: non riesco a "sporcarmi" le mani. E quanto alla giuria, mi pare davvero competente; severa non direi.
Ricambio l'abbraccio, anche da parte degli amici silenziosi che forse non ti leggono. Ma mi pare che dovremmo vederci, no?

Giovanni :
GiovanniUn saluto a tutti gli amici del sito!
Dalla pianura intossicata da polveri sottili dalla quale vi scrivo, invidiando la purezza della vostra neve appena fuori dalla porta di casa, non farò più di tanto dei commenti ai post di Guido, peraltro sempre particolari ed unici, che con miglior competenza del sottoscritto, gli altri visitatori hanno apprezzato sia dal punto di vista escursionistico che poetico. Per oggi è mio desiderio fare degli auguri per il prossimo anno: che il 2018 possa farvi realizzare qualche sogno nel cassetto e riporvi -al loro posto- altrettanti, lieti ricordi.
Quando ogni dicembre metto mano alle scatole degli addobbi natalizi, mi trovo a rileggere pagine di giornali con cui avevo imballato con cura i decori più fragili dell'albero e del presepe. Così, a sprazzi ed in modo assolutamente casuale, la memoria ritorna all'anno prima, alle parole dimenticate (le promesse dei politici), fatti clamorosi (ahimè, spesso drammatici), notizie piccole e grandi, domande (tante), risposte (poche), persone, momenti che hanno riempito la cronaca e la Storia.
Chissà quali vicende, dopo il 6 gennaio, verranno da me imballate e rinchiuse in quella "capsula del Tempo" che è la mia scatola degli addobbi natalizi. Chissà quali o quante torneranno dal passato, a dicembre, per cercare continuamente di dirmi che il viaggio dell'Umanità va sempre avanti, ma per pensare al Futuro, occorre non dimenticarci del Passato.
Buon Anno a Guido e Ivonne e, con un abbraccio ideale, a tutti voi.
Giovanni (Piacenza)

guidoleonelli :
guidoleonelli29.12.2017 -ore 21.10-
Lascia che ti dica, caro Giovanni, che, sia pur dalla pianura intossicata piacentina, questo tuo intervento è per me una bella insperata sorpresa. E lascia che ti aggiunga, di seguito, che spero tanto di non dover più dire che leggerti qui, fra noi, è una sorpresa.
La purezza della nostra neve, per ora, siamo costretti (per fortuna) ad andare a godercela in montagna a meno che, non me ne vogliano i bolzanini, non si voglia passeggiare per le vie di Bolzano, dove eravamo oggi, città notoriamente sempre in cima ad ogni tipo di classifica delle città italiane. In questo caso Trento batte chiaremnete Bolzano, scusandoli forse perché da loro è venuta più neve.
Con quella tua penna così ispirata, sarebbe stato un peccato che tu non la lasciassi parlare. Quanto sia imporatnte la "capsula del tempo", come felicemente la chiami tu, l'hai fatto scoprire oggi anche a me e l'immagine mi piace tanto. Dovrò seguire il tuo esempio.
Sul passato e sul futuro sono state fatte tante riflessioni: camminiamo con lo sguardo rivolto in avanti ma senza dimenticare le impronte che abbiamo lasciato, a volte incespicando, dietro di noi.
Ricambio con Ivonne l'abbraccio unendovi anche Anna e Leo. Buon anno!



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Articolo tratto da: Guido Leonelli - http://www.guidoleonelli.altervista.org/
URL di riferimento: http://www.guidoleonelli.altervista.org//index.php?mod=00_News