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Laghi di Piné, San Vito, Marzola

 

 

 

 

Giro ai Laghi di Piné

 

 

San Vito

 

 

Marzola

 

 

 

I segrèti dei me mónti (da leggere o da ascoltare)

 

 

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Giro dei laghi di Piné                                                sabato, 15.12.2018

 

Non ci è stato possibile fre il giro completo dei due laghi, come avremmo desiderato, per via delle numerose piante abbattute dalla furia del vento i giorni scorsi e che ancora, sul lato EST possono rappresentare qualche pericolo per i passanti.

Ciononostante, cercavamo un percorso leggero e vicino a casa e, con nostra soddisfazione, l'abbiamo egualmente trovato.

Il lungolago è una passeggiata con aree di riposo e prati estesi, che si estende fino al biotopo “Paludi di Sternigo”.

Qui inizia già il secondo lago, il Lago delle Piazze, un po' più piccolo, ma altrettanto bello di quello di Serraia. Attraversando, si prosegue ora a Ovest fino a Loc. Le Piazze dove è stato allestito un campo scuola da ski col suo piccolo impianto di risalita.

Lungo il percorso, molte sono le piazzole dotate di panchine che invoglirebbetro a fermarsi ma, più che la temperatura rigida, a farci tirare dritto è un'arietta gelida che spira senza sosta.

Il rientro, visto appunto i lavori che ancora fervono sulla sponda Est, avverrà per il medesimo percorso dell'andata.

Alla fine, goduto anche di un panorama che oltre che sulle cime del Lagorai e la vicina Cima Costalda che domina dall'alto, spazia fino al Bondone, arriveremo nuovamente al punto di partenza avendo percoro Km 10,600 in ore 2.45.

 

 

 

 

 

 

San Vito, m 710                                             martedì, 18.12.2018

 

Sono oltre vent'anni che siamo qui stabiliti in riva al lago e sono oltre vent'anni che, guardando a Nord e un po' in alto sopra a San Cristoforo, mi ripromettevo di andare a vedere San Vito.

L'occasione si è presentata oggi, certamente una giornata che non avrebbe fatto sopportare il caldo!

Alle 9.00, panini nello zaino e vestito di tutto punto, mi sono avviato di buona lena, dopo aver assunto i giorni precedenti, qualche consiglio sul percorso per portarmi in quota evitando Bosentino e senza muovere la macchina in modo da poter fare un anello con ritorno a piedi fino a casa.

Operazione riuscita anche se, alla resa dei conti, pur evitando Bosentino, non ho potuto evitare Migazzone.

E mi preme dire subito che sono contento di esserci andato. A volte, soprattutto in questa stagione in cui le giornate, oltreché fredde, durano anche poco, scoprire o riscoprire posti posti carini fuori dalla porta di casa, può reppresentare una buona soluzione, considerando anche che non si può imbrogliare il cardiofrequenzimetro.

Il gigantesco Cristo, capolavoro di Lunz rappresentava inoltre per me un richiamo, dopo aver ammirato il suo confratello, del medesimo artista, alla Malga Cambroncòi, lo stesso che ha trovato posto anche sulla copertina della mia raccolta “Sgéve de vita”, dell'ormai lontano 2002.

Potrei aggiungere che mi sono ritrovato, dopo circa due ore di cammino a buon passo, in un posto molto bello, qualcuno direbbe “un paradiso”, innondato di sole e con una vista, in basso sul lago e in alto sulle montagne circostanti, di tutto rispetto.

Dopo poco più di mezz'ora ero in Loc. Prai e dopo un'ora e 20, sfiorate le ultime case di Migazzone, a Santa Caterina (frazione di Pergine)

Mi sembra quasi superfluo ma va pur detto che buona perte del percorso è una strada panoramica, assolata con qualche lieve up and down che passa fra masi isolati, offrendo sempre scorsi panoramici di tutto rispetto. Lungo il percordo, non sono mancati nemmeno alcuni schianti a ricordare la bufera dell'ottobre scorso e, in cima (ore 2.15) ad accogliermi un bel altipiano con tante belle case anche di recente costruzione e una bella panchina al sole ad accogliermi per farmi riprendere fiato e consumare un paio di panini.

Se un appunto posso fare, esso riguarda la scrasa segnaletica: un paio di volte salendo mi sono avvalso delle informazioni di persone sempre gentili; in un caso un signore insisteva perché mi fermassi a prendere un caffè con lui ma, sia pure con dispiacere, ho dovuto deluderlo. Sono sicuro invece di aver parecchio allungato il percorso nella discesa dove la segnaletica, che pure non manca, sembra fatta per chi già conosce la zona; basti dire che, con l'obiettivo di arrivare a valle all'altezza del Ristorante Da Ciolda, mi sono invece ritrovato mio malgrado nel piazzale del fruttivendolo Eccher. Alla fine, e qui è il mio Garmin a non sbagliare. avrò percorso 7 km in salita ed altrettanti per fare ritorno a casa.

Il riassunto segnala brevemente: km 14,200; ore 4,15; dislivello m 250 circa.

Carte: Kompas 647, Trento e dintorni; 1:25.000

 

Notizie su San Vito (da internet)

Il paese, conosciuto anche con il nome di Castagné, formava comune con Santa Caterina fino al 1928 quando divenne una frazione di quello di Pergine.
Si trova nel territorio della Montagna di Castagné, caratterizzata da boschi, castagneti e radure, sul versante orientale del Monte Marzola; San Vito e Santa Caterina sono separati dall'avvallamento del Rio Spini che sfocia nel lago di Caldonazzo nella località detta "Punta degli Indiani", una piccola penisola formatasi con il deposito dei detriti del torrente.
La caratteristica principale è quella dell'insediamento a maso, di epoca medievale, da parte di contadini tedeschi alla ricerca di terre da dissodare (i cosiddetti "roncadori"): maso Puller, maso Toldi, maso Ungherle, maso Frizzi, maso Pianezza, maso Poper, Gretter, maso Faiti, maso Postel maso Lunzi, maso Posser, maso Pocher, maso Sercèr o Serchier. Alcuni di questi masi non sono abitati permanentemente e sono diventati ormai residenze estive.

Fino a qualche anno fa vi si trovava un centro di recupero dalla tossicodipendenza, sede distaccata della Comunità San Patrignano.

 


ghiaccio bollente

San Vito

il Cristo di Lunz

riflessi
 

 

Gruppo del Lagorai
 


orealpi vicentine

Garmin

il percorso

 

 

 

 

  I segrèti dei me mónti

 

  Quando montagne de casa

  co la baréta bianca

  le me ride ancór le me vòl bèn

  strucadome l'océt

  e dai pèi en su

  le se spègia slusènte 'ntél me lach,

  le me smolesina dént vèce gruse

  a sfantar storie scondude 'ntèle fizze,

  sènto sto vècio còr enzopotarse

  e pò lassarse nar

  a ninolarse 'ntéla musica del silènzio

  tacar via ancór el so bum bum ennamorà

  de tute le putèle coi òci colór de l'aqua.

 

  Còr putèl che te te stròpi le réce

  per no sentir i passi grévi del tèmp

  che no te vòleréssi saltar zó

  da l'ultim vagón del treno

  ma che te pias la musica del silènzio

  e le vèce fòle del vènt

  cónteme i segrèti dei mónti del me lach.

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

I segreti dei miei monti

Quando montagne di casa/ col berretto bianco/ mi sorridono e mi vogliono bene/ strizzandomi l'occhietto/ e a testa in giù/ si specchiano splendenti nel mio lago,/ mi ammorbidiscono dentro vecchie incrostazioni/ a disperdere storie nascoste nelle rughe,/ sento questo vecchio cuore incespicarsi/ e poi lasciarsi andare/ a dondolarsi nella musica del silenzio/ riprendere ancora il proprio bum bum innamorato/ di tutte le ragazze con gli occhi color dell'acqua.// Cuore ragazzo che ti otturi gli orecchi/ per non sentire i passi pesanti del tempo/ che non vorresti saltare/ dall'ultimo vagone del treno/ ma che ti piace la musica del silenzio/ e le vecchie favole del vento/ raccontami i segreti dei monti del mio lago.

 

20.12.2018

Maurizio Pollini: Chopin: Nocturne Fa Scharp major, Op. 15 N°2

 

 

 

 

 

 Ai piedi della Marzola                                           sabato, 22.12.2018

 

Oggi, giornata che promette bene e che si presenta col sole, ancora con l'idea di non allontanarci troppo, prendiamo in direzione di Vigolo Vattaro ed imbocchiamo la strada per il Rif. Maranza. La neve, che pur non è molta, ci impedisce di arrivare fino al parcheggio appena dentro il bosco; lasciamo quindi la macchina in uno slargo, m 800 in corispondenza del Maso Pegoretti e proseguiamo a piedi superando il parcheggio, per lasciare il segnavia 429 in corrispondenza del “Capitèl”, m 880, dove sorge una croce e prendere decisamente a destra per una stupenda strada forestale dal fondo ancora quasi intonso.

Conosciamo la zona per averla percorsa molte volte: il bosco, un bosco misto di faggio, larice e abate, mostra subito ampie e ripetute ferite dovute alla tromba d'aria di ottobre ma l'aria è pulita, fresca e invita ad andare. Con la strada in continua leggera salita, si supera il “Pian de la Tàola”, m 966e, lasciando sulla dstra a ciglio strda due invitanti panchine, proseguima fino a Terre Rosse e Pian di Susà, all'incrocio col sentiero segn. 433. Siamo a quota 1.200.

Scendendo a destra, in mezz'ora si raggiungerebbe Malga Susà, a sinistra si salirebbe, in ripida salita fino sulla cima della Marzola.

Noi qui ci giriamo e, facendo ritorno sui nostri passi, raggiungiamo le due panchine di prima, dove, ancora baciati dal sole, consumiamo i nostri panini per poi riprendere in discesa la strada dell'andata ed essere nuovamente alla macchina in un'ora.

Perscorso: km 11,750, ore 4.10, dislivello m 412.

Carte: - La Marzola, carta escursionistica SAT Povo-SAT Bindesi; sc. 1:20.000

- Kompass 647, Trento e dintorni, scala 1:25.000

 


schianti

lei

 

io
 


Montagne di casa

Garmin

percorso

 

 

 

 

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Postato 3 Febbraio 2019 -

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Commenti:


Anna :
AnnaCiao Guido, eccomi qua ad augurarti un buon giorno di sole.
Un saluto a tutti gli amici.
Come va?
I tuoi giri intorno a casa sono dei classici, ma sempre belli da fare in qualsiasi stagione.
Le poesie sono sempre delle "chicche" da leggere e sentire. Anche questa, dedicata ai monti che ci circondano.
Un abbraccio a te e a Ivonne. f.to "Una putèla coi òci maroni". Ciao ciao

guidoleonelli :
guidoleonelli05.02.2019 -ore11.15-
Ciao Anna, putèla coi òci colór de le castagne!
Grazie della visita e dell'augurio di una giornata di sole; sole che, veramente tepido nelle prime ore del pomeriggio, pare ci terrà compagnia ancora qualche giorno.
Le passeggiate sono davvero semplici, come io stesso avevo osservato ma è quanto in dicembre potevo permettermi; sono contento di esser arrivato finalmente a San Vito, dove non ero mai stato. Un posto tranquillo e ameno anche se privo di un bar.
Grazie nche per le belle parole che riservi alla poesia: abbiamo veramente montagne da favola tutt'attorno!
Ricambio, anche da parte di Ivonne, l'abbraccio. Ciao.

annamaria :
annamariaCiao poeta dal cor putèl. Molto invitanti le gite che hai raccontato e camminate di non poco conto per i diversi chilometri che avete percorso.Fate proprio bene a muovervi indomiti anche col freschetto e magari con l'aria pungente. Il berretto poi vi dona e sembrate più sbarazzini.Che bello il Cristo di Lunz!Sono andata a riguardarlo anche sulla copertina di "Sgeve de vita".La poesia è toccante; l'ho letta e riletta ed ora la ascolterò.Certo che ti vogliono bene le montagne di casa: le conosci così bene e le hai fatte argomento di descrizioni e poesie...Un caro saluto a te, a Ivonne e a tutti gli amici.

Saverio :
SaverioL'ascolto della tua poesia "smolesina" ogni cuore di chi la ascolta. Bella, come sono sempre le tue poesie più intime.
Mi piace condividere il piacere di camminare anche nelle zone vicine a casa. Trovo che i luoghi che ci circondano siano molto piacevoli da esplorare in queste stagioni; è bello, ogni tanto, poter partire a piedi da casa o usare al minimo l'auto per gli spostamenti.
Peccato che il disastro di fine ottobre limiti le possibilità su molti sentieri; qualche settimana addietro sono salito al Cròz de l'Anza Rossa, sul monte Rive, ma è stata un'impresa da saltimbanco, da non rifare. Speriamo che con la buona stagione si possa intervenire, anche se il legname a terra è tantissimo e forse la convenienza non c'è per nessuno. Peccato.
Cari saluti.

guidoleonelli :
guidoleonelli05.02.2019 -ore 15.45-
Ciao Annamaria,
credo che possa confermarmi che, col passare del tempo, il cuore ritorna un po' bambino, a meno che io non sia proprio una bestia rara.
Beh diciamo che a metà dicembre, quando l'inverno era ancora secco, le camminate che trovi descritte sembravano fatte su misura (anche per le mia capacità).
A San Vito, come dicevo già con Anna, non c'ero mai stato sebbene lo veda dalle finestre di casa e un bel richiamo era proprio quello del Cristo del quale avevo sentiro tanto parlare: una delle tante sculture del grande Lunz.
Non so se le montagne di casa mi vogliano bene, sono certo invece di volergliene io e di guardarle e coccolarle con gli occhi più volte al giorno e molto spesso durante l'anno, cercando di carpire ogni volta qualche segreto in più che loro gelosamente conservano.
Grazie e ciao con un ampio saluto che abbracci tutta la tua numerosa discendenza.

guidoleonelli :
guidoleonelli05.02.2019 -ore 16.00-
Caro Saverio,
le tue prime parole mi "smolesinano" dentro ancora di più: mi sembra, e non ricordo se te l'abbia già detto, che, poco a poco, sia venuta a piacerti la poesia dialettalde e la cosa non può che farmi piacere.
Sono perfettamente d'accordo con te su quanto dici delle montagne a noi più vicine che tante possibilità di evasione ci offrono senza imbarcarci in lunghi trasferimenti. Purtroppo, dici molto bene, il fortunale di fine ottobre ha fatto disastri. All'Anza Rossa, non ci sono più tornato ma non è molto che mi raccontavano che è pressocchè impossibile arrivarci. L'ultima volta avevo avuto la fortuna, da quel formidabile punto panoramico, di scattare una foto sulla valle con una coppia di caprette che pareva avessero scelto quel posto a loro dimora.
Ricambio il saluto che ti prego di estendere anche a Mirna. Ciao.

Renata :
Renata06.02.2019. ore 19.40
Ciao Guido. E' bello davvero camminare vicino a casa , senza troppe pretese, con calma, e scoprire la magia delle solite cose e sempre il fascino delle "nostre" montagne. Non è il possesso che alza reti e muri col marchio di proprietà privata. E' quel sentimento intimo e profondo che smolesina dént, appunto. E i laghi? Per le montagne che si specchiano, sono loro i òci color de l'aqua. Che nostalgia del lago! E voi che avete la casa sul lago andate a cercare ovunque lo spirito del lago. Vi capisco.
Grazie di condividere con noi le camminate, le belle fotografie e il sentimento profondo, un po' malinconico ma dolce, della tua magnifica poesia di oggi.
Un abbraccio a te e a Ivonne.
A presto

Daniela :
Daniela06/02/19 ore 21,00
Caro Guido, oggi ho il piacere di dirti che nel pomeriggio abbiamo "copiato" una delle tue proposte del precedente post e abbiamo fatto una piacevole camminata dal borgo di Canale verso il Passo Ballino. Bel percorso, con i colori del lago di Tenno che accompagnano per un lungo tratto, e poi per me un po' faticoso, causa quei 10 cm di neve fresca, un po' fangosa e un po' gelata, che ha reso il passo un po' più complicato...Grazie comunque per l'idea e terremo presente per giornate con fondo stradale più ... stabile. Per quanto riguarda questo nuovo post, altri due percorsi nuovi per noi (il giro dei laghi di Pinè invece lo conosciamo molto bene...)che ci ripromettiamo di provare. Complimenti per tutto, anche per la poesia e condivido pienamente il commento di Renata a proposito delle "tue e nostre" montagne.
Un caloroso saluto a te e ad Ivonne anche da Roberto.

guidoleonelli :
guidoleonelli07.02.2019 -ore 7.15-
Ciao Renara, buongiorno!
Èvero che a volte non si sa quanto siano belle e appaganti le camminate fuori casa, quante soddisfazioni possano dare anche se la voglia di aventure più avventurose non muore mai. Abbiamo la fortuna di essere circondati da montagne che in tanti potrebbero invidiarci e di avere un lago che le mette ancor più in risalto. Tu queste cose le conosci bene per averle vissute e godute a lungo, poi il tempo prosegue il suo cammino portandoci, volenti o nolenti, con lui.
Grazie per le tue belle parole sui miei versi.
Buona giornata e alla prossima.

guidoleonelli :
guidoleonelli07.02.2019 -ore 7.30-
Cara Daniela,
tu non sai quanto faccia piacere a me sentire che, ogni tanto, qualcuno "copia" qualche mia idea. Non so come si presenti in questa stagione il Lago di Tenno anche se penso che i suoi colori del tutto unici rimangano in ogni stagione. Ci siete arrivati attraverso un itinerario diverso e anche questo è interessante.
Se ancora non conosci San Vito, mi fa piacere pensare che ci possa andare ed è possibile scegliere anche qualche itinerario più breve che porta alla stessa meta.
Grazie anche per i complimenti che mi fai per la poesia: miele per i miei orecchi!
E per i saluti che sempre mi manda Roberto che mi fanno molto piacere: come avere un "amico" in più.
Ricambio a te e a lui, anche da parte di Ivonne.

diaolin :
diaolinBellissima poesia, mi piace il ritmo
e, ancor di più, la scelta del notturno in Fa#maggiore eseguito magistralmente.

Torniamo all'invocazione che, nel suo tratto prosodico più spinto, dipinge
una richiesta profonda ad un cuore birichino che si sveli dolcemente.

Bravo Guido, molto intensa.

(Ps. la traduzione ha un errore nel titolo)

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCaro Guido,sono impegnato con le gare del mondiali disci( ovviamente in veste di spettatore) ma sai che io e Nerina siamo un po fanatici e molto felici per i risultati di Paris e della Goggia..Ho letto e ascoltato la tua poesia.Ottima nei contenuti e nella musicalità.Debbo dire che le tue ultime liriche sono tutte da giù il cappello.Un abbraccio a Te e a Ivonne Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli08.02.2019 -ore 15.30-
Ho corretto l'errore che mi hai segnalato Diaolin e ti ringrazio.
Se poi oltre al notturno di Chopin ti piace anche la poesia, non mi può che far piacere: grazie.

guidoleonelli :
guidoleonelli08.02.2019 -ore 15.35-
Grazie Bruno per le tue parole così lusinghiere.
Ti auguro buon divertimento: la tua passione per gli sci non cessa mai.
Ricambio un salutone a te e Nerina-



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Articolo tratto da: Guido Leonelli - http://www.guidoleonelli.altervista.org/
URL di riferimento: http://www.guidoleonelli.altervista.org//index.php?mod=00_News