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Butterloch, ponte tibetano, parco delle cascate

 

 

 

 

 

Butterloch

 

 

Ponte tibetano e Parco delle Cascate

 

in Lessinia

 

 

 

"Che poesia" (da leggere e/o ascoltare)

 

 

L'iscrizione al sito offre l'opportunità di intervenire

con osservazioni, commenti, critiche

 

 

 


 

 

 

  

  Butterloch                                                                                sabato, 30.09.2017

 

- Dislivello: m 340

- Sviluppo: km 4.600

- Tempo netto ore 2,30 circa

 

Ultima giornata di settembre con un tempo bigio e uggioso che sembra d'essere già in autunno inoltrato, ma non piove ed è quello che basta per andare a fare due passi, non molto lontano da casa.

Per capire, almeno in parte di cosa si tratta, si veda

http://www.bletterbach.info/it/

http://www.bletterbach.info/it/geologia/avventura-geologia/

 

Un'escursione che, per la parte che abbiamo compiuto noi, si viluppa quasi più in verticale che in orizzontale, attraverso lunghe scale in legno o in metallo che, che dal punto di partenza, il centro visitatori a quota 1490, quattro km oltre il paese di Aldino (ma volendo c'è un bello stradello che da Aldino si può percorrere a piedi) parte in leggera salita lungo una comodissima strada, dove chiaro è che la manutenzione non manca, per poi scendere lungo curatissime scale con ringhiera, per 150 m circa nella gola profonda dove scorre un rio, oggi particormente magro d'acqua, poco più di un ruscello: a me è sembrato si vegognasse un po', così dimesso. Qui ci troviamo al Butterloch, in parte immerso nella nebbia, che risaliamo a sinistra, lungo il ruscelletto, fra rocce in tecnicolor dalla conformazione molto interessante che, nonostante il tempo grigio, offrono squarci fotografici notevolissimi, fino a raggiungere, in poco più di 15', una cascatella. Oltre non si può proseguire. Si fa quindi ritorno sui propri passi e, senza proseguire lungo la passeggiata del Bletterbach, si risalgono i tanti scalini in cerca di racappezzarsi un po' in una selva di segnali spesso fra loro contradditori e, sperando di raggiungere Gorz per chiudere poi un anello; speranza che rimarrà tale. A consolarci, quando sono quasi le 13.00, raggiungiamo invece la Laneralm, m 1583, dove, contrariamente alle nostre abitudini, entriamo e, fra tantissima gente, giunta qui comodamente in macchina, mangiamo un gustosissimo piatto caldo prima di fare ritorno al vicino centro visitatori a restituire i caschetti.

Solo per informazione, l'ingresso al parco, patrimonio dell'UNESCO, costa Euro 6,00 pro capite che ti danno diritto ad usare a noleggio il caschetto (che fa molto folklore). Ma per completezza di informazone, è necassario anche ricordare che, assieme al caschetto, ogni visitatore riceve un piccolo libricino che, fra diversa pubblicità, propone anche alcune scursioni. Manca invece completamente una cartina, degna di questo nome, del percorso più classico, cosa che non mancherò di far presente, a due gentilissime signorine che mi fanno osservare che “verbessern ist immer möglich.

Ci sono da aggiungere ancora un paio di informazioni. La prima riguarda la possibilità, individuato quale segnavia seguire, di raggiungere a piedi sia Pietralba, sia il Corno Bianco, sia ancora Redagno, frazione di Aldino che si trova dall'altra parte della valle e che offre un altro ingresso al parco.

La seconda è più una curiosità un po' folcloristica. Chiedavamo alle due signorine da cosa derivassero i due nomi. Butterloch, alla lettera buco nel burro, ha preso questo nome perché, al fresco del fondo della valle, in tempi non certo moderni, veniva conservato, il burro; il secondo, scritto Bletter e non Blätter, secondo la loro spiegazione, nulla ha a che vedere con le foglie in quanto, sempre secondo la loro spiegazione, “Bletter” corrisponde in italiano al canto, al mormorio, al gorgoglio, al rumoreggiare dell'acqua fra i sassi del ruscello. Peccato però che nella lingua tedesca “Bletter” sia un termine non contemplato nei vocabolari. Meglio quindi continuare a pensare al ”Rio delle foglie” senza cercare altre interpretazioni un po' strane e stravaganti.

Nel complesso, si è trattato di una giornata positiva pur con le carenze che ho già messo in evidenza.

 

 

 

 

Ponte Tibetano in Valpolicella                   giovedì, 12.10.2017

 

Inizio in maniera inusuale facendo i complimenti alle signorine del Consorzio Pro Loco Valpolicella di San Pietro in Cariano (tel. 045.7701920) gentili e molto disponibili a fornire tutte le informazioni e le cartine di cui si può aver bisogno visitando una zona nuova. Ma, fatta questa doverosa premessa, non posso nemmeno tacere sulla segnaletica dei sentieri, a noi parsa piuttosto caotica per il semplice motivo che spesso quella locale si sovrappone a quella del CAI e alla segnaletica bianca che indica le diverse località.

 

“Il ponte tibetano, classica opera di ingegneria sospesa a funi tra sponde opposte, è la prima realizzazione del genere in Veneto e anche tra le rarità nel nostro Paese, e collega il sistema sentieristico di Marano di Valpolicella con quello di Sant'Anna d'Alfaedo. Ha un'altezza massima sul vajo sottostante di 40 metri ed è lungo 52 metri con una larghezza di 70 centimetri, il corrimano a 120 centimetri, e consente la doppia percorrenza di due persone che si incrociano. Quest'opera è sostenuta da quattro funi a loro volta formate da una catenaria di quattro fili d'acciaio del diametro di 22 millimetri ciascuno.

Per raggiungere la Malga in auto o a piedi il percorso è semplice: non appena superata la frazione di San Rocco di Marano di Valpolicella, sulla sinistra si trovano alcune segnaletiche che conducono alla località Girotto. Qui, oltre alla malga, si trova anche un ampio parcheggio da dove si può iniziare la propria emozionante passeggiata tra le bellezze della Valpolicella e della Lessinia”.

Per i motivi detti in premessa e per le informazioni approssimative del titolare di Malga Biancari casualmente incontrato, nonostante la malga in questo periodo sia aperta soltanto i fine settimana, eravamo partiti con un programma che, strada facendo ha subito profondi cambiamenti e, che in certi momenti, ci ha riportato all'esperienza del Parco di Paklenica. Ne è uscito un percordo molto corto come sviluppo, come dislivello e come tempo impiegato ma con difficoltà non sempre facilmente sormontabili, tutt'altro.

Da Malga Biancari, m 592, ci avviamo attraverso una comoda strada lungo il percorso che la cartina locale indica coi numeri 4 e 5 e una ventina di minuti dopo, prendiamo a destra un sentierini nel bosco, scosceso, sassoso e molto ripido, quindi anche scivoloso, contrassegnato col segno 5 rossoblu. In 40' raggiungiamo il ponte tibetano. Ad una profondità di 40 m, scorre il torrente.

Riprendiamo a camminare a destra, seguendo un'indicazione molto precaria di “Valsorda”, segn. 238 del CAI. Ancora in salita e poi in disceda, attraverso diversi tratti attrezzati, si raggiunge il Torrente Monfrago in fondo alla valle, dove ha inizio la parte più impegnativa ma nel contempo anche più spettacolare, con cordini, scalette, passerelle fra massi, grotte, e una fitta vegetazione di muschi e felci che, così come una bella salamandra pezzata, con tanta umidità, hanno sicuramente trovato il proprio ambiente. Risaliamo ora a fatica il torrente per circa 500 metri fino a prendere il bivio a destra (saggia decisione) che, ancora in ripida salita, riporta in cima e poi a Malga Biancari.

Osservo che hanno ragione in Valpolicella ad andare fieri di quest'opera ma che per chi come noi ha avuto occasione di percorrere ponti tibetani di ben altre lunghezze nel primo trekking in Nepal, l'aspetto più interessante dell'escursione, ancorché con le difficoltà di segnaletica di cui ho detto, è rappresentato non dal ponte in quanto tale quanto dal fondovalle, un ambiente umido e difficile sì ma molto affascinante.

- Dislivello: m 200 circa

- Sviluppo: km 2,700

- Tempo netto: ore 2.30

- Carte: cartine locali e

Tabacco, Parco Naturale e Regionale della Lessinia, 1:25.000

 


Malga Biancari

percorso
 

 

 

 

Il Parco delle cascate                                              venerdì, 13.10.2017

 

Il Parco delle Cascate di Molina è situato a Sud-Est del Paese in località Vaccarole, e si estende su una superficie di circa 80.000 mq. Comprende l'ultimo tratto della Valle di Molina e la zona di confluenza con la Val Cesara ed il Vaio delle Scalucce. La definitiva emersione della regione lessinea avvenne durante l'era Terziaria, circa 25 - 30 milioni di anni fa, e le rocce di questo territorio, dal momento della loro esposizione in ambiente subaereo, vennero sottoposte all'azione costante degli agenti atmosferici che causarono, nel tempo, la loro alterazione e la loro frammentazione.

 

 

Il sistema idrografico dell'alta valle di Fumane, ha avuto un'origine fluviale e presenta morfologie giovanili, con vai dai ripidi versanti e stretti fondovalle dal profili a "V". Le Cascate si sono formate lungo i corsi d'acqua per la presenza di rocce a diversa erodibilità.
I livelli argillosi impermeabili dei calcari cretacei del Biancone impediscono alle acque meteoritiche di filtrare nel sottosuolo, originando così delle sorgenti.

Forme caratteristiche legate all'azione della corrente sono solchi,nicchie e marmitte d'erosione visibili oltre che sul corso attuale, anche sulle pareti rocciose laterali, a testimonianza dei passati percorsi.
La particolarità di questo territorio è la ricchezza d'acqua, grazie all'esistenza di sorgenti perenni poste a Nord del paese di Molina. Il Parco oltre alle spumeggianti Cascate, offre al visitatore anche un paesaggio segnato dai boschi e prati, interrotti frequentemente da torrenti e rivi d'acqua che accosta la dolcezza del verde, nell'infinita varietà della vegetazione, al grigio degli speroni rocciosi.
E' ritrovabile nel Parco una sintesi del paesaggio della bassa montagna, dove sentieri ed itinerari offrono al visitatore ora la serena solennità di una cascata d'acqua spumeggiante, ora la distesa di fiori multicolori tra un bosco ed un dirupo, ora la forra abitata da un vorticoso torrente.”

 

 

Il paese di Molina di Fumane

Molina deriva il suo nome dalla presenza, in passato, di numerosi mulini azionati dalla forza idraulica di varie sorgenti, le stesse che danno luogo alle meravigliose cascate del Parco.Visitare Molina è l'occasione per prendersi una pausa rilassante in mezzo alla natura, scoprendo paesaggi indimenticabili: il paese è immerso nel verde, al centro di tre valli profondamente incassate tra ripidi versanti boscosi e vertiginose pareti di roccia nuda.Una visita a Molina significa anche fare un salto nel passato: il paese conserva intatte ancora oggi le caratteristiche di un antico borgo medievale ed offre i più svariati esempi della tipica architettura della Lessinia”.

 

 

A quanto riportato da internet, penso sia sufficiente che aggiunga poche righe e alcune fotografie.

Da Molina, chiare indicazioni dirigono verso il parco attraverso una strada dapprima sterrata e pianeggiante, poi lastricata e in discesa ripida. In 1/4 d'ora si è all'ingresso del parco dove si paga un biglietto di 6 Euro (5 Euro per gli over come noi) e all'annesso bar si può consumare un caffè o altro.

L'interessante e suggestivo percorso, un saliscendi continuo di vialetti, passerelle, ponti e scale, fra cascate, grotte e tante altre bellezze naturali (che si presta anche per famiglie con bambini) offre diverse possibilità di durata a seconda che si voglia percorrerlo per intero o soltanto per qualche tratto.

In ore 2,30 (tre ore da Molina) noi faremo l'intero percorso, con le sue 18 “stazioni”, per uno sviluppo di km 2,200 e con un dislivello di 280 m (dislivello che comprende però anche l'andata e il ritorno da e per Molina).

 

 

 

 

 

  Che poesia!

 

  No gh’è pu ore ormai

  quan che ‘l tèmp se ferma tacà su

  e ‘l campanìl el sgrànzola la nòt

  col so rolòi che ‘l bate óre córte.

  Taca adès a rosegar caròi maitési

  a strozzegar fantasmi entéi ensòni.

 

  La luna, demò na scòrza magra,

  la va ‘ntór zopegón sui coèrti de le case

  e ‘ntrà le andróne a zinzegar i cani.

  Védo vózi slipegar su per i muri

  barbustèi che i sbate ‘ntéi rulòdi

  el vènt che ‘l sbrissa ‘ntrà le sfése.

 

  No ‘l ghe passa ‘l gróp entéla góla

  l’èi lontana ormai la bèla fòla

  tant che ‘l tèmp pressolér che è voltà via

  de quan che te struchéva ‘ntéi cantóni.

 

  Adès son chì miz de cocombrìa

  a ténderghe a cavai che i se strózzega la me sòm

  e ‘ntéle réce ancór el batedèl

  sót a la to man de séda. Che poesia!

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Che poesia!

Non ci sono più ore ormai/ quando il tempo si ferma appeso/ e il campanile frantuma la notte/ col suo orologio che batte ore corte./ Cominciano adesso a rodere tarli mai sazi/ a trascinare fantasmi nei sogni.// La luna, soltanto una buccia magra,/ va intorno zoppicando sui tetti delle case/ e fra i vicoli a provocare i cani./ Vedo voci scivolare su per i muri/ pipistrelli che sbattono nelle tapparelle/ il vento che scivola fra le fessure.// Non ci passa il groppo nella gola/ è lontana ormai la bella favola/ come il tempo frettoloso che se n’è andato/ di quando ti stringevo nei cantoni.// Adesso son qui fradicio di malinconia/ a badare a cavalli che si trascinano il mio sonno/ e negli orecchi ancora il battacchio della porta/ sotto alla tua mano di seta. Che poesia!

Musica: sax tenore "Cry me a river"

 

 

 

 

Trova il tempo

 

Trova il tempo di riflettere, è la fonte della forza. Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza. Trova il tempo di leggere, è la base del sapere. Trova il tempo d'essere gentile, è la strada della felicità. Trova il tempo di sognare, è il sentiero che porta alle stelle. Trova il tempo di amare, è la vera gioia di vivere. Trova il tempo d'essere contento, è la musica dell'anima.

 

Antica ballata irlandese

 

 

 

 

 

Per rispetto dell'ambiente

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 

 


Postato 28 Ottobre 2017 -

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Commenti:


graziacam :
graziacamCiao Guido, belle le due escursioni.
Bella e profonda la tua poesia. Mi tocca molto in questo momento di "magagne fisiche" e non solo.....
Ho letto e stampato "trova il tempo", ecco forse se ce l'ho davanti agli occhi, troverò il tempo.
Grazie per tutti gli interssanti post che metti.
Grazia

guidoleonelli :
guidoleonelli29.10.2017 -ore 21.10-
Ciao cara Grazia,
sei carina come il solito e mi consola (e mi inorgoglisce) pensare che ad unirci non siano sole le magagne che ci portiamo dietro ma anche questo nostro piccolo sito, i miei versi e le mie proposte di camminate. L'antica ballata irlandese, che tanto è piaciuta anche a me, andrebbe presa proprio come faro che ci illumini la strada; ma si sa che siamo tutti, poco o tanto, claudicanti e che di quando in quando, possiamo incespicare nonostante tutto. Ma fintanto che troviamo la forza di rialzarci, non abbandoniamo la speranza.
Tu mi ringrazi per i miei post, da parte mia io ti ringrazio per la tua presenza e per la tua fedele amicizia.
Ciao e alla prossima.

Daniela :
DanielaBene Guido, sempre fonte di interessanti proposte questo sito! ;.) Penso proprio che molto presto faremo anche noi visita al Parco delle cascate, che mi era completamente sconosciuto, ma che le vostre fotografie fanno decisamente voglia di vedere dal vivo!
Molto bella e intensa la poesia (mi piace molto in particolare l'immagine de "ténderghe a cavai che i se strózzega la me sòm") e davvero da tenere ben presenti i consigli della ballata irlandese!
Un affettuoso saluto a entrambi e ... un buon mese di novembre a tutti i frequentatori del sito!

Saverio :
SaverioDevo confessare, caro Guido, che le tue poesie sono sempre una più bella dell'altra e "che poesia" non fa eccezione. Ormai le ascolto e le rileggo prima di iniziare l'esplorazione delle escursioni. Di queste tre non conosco quella del ponte tibetano, che mi dici essere di recente costruzione, mentre ricordo bene il Bletterbach e il parco delle cascate. Sono luoghi molto belli e affascinanti dove la natura mostra il suo aspetto migliore. In verità ricordo che anni addietro, camminando in quei luoghi, ci eravamo infilati in un corso d'acqua un po complicato partendo da una località chiamata Valsorda; forse siamo vicini ai luoghi nel vostro percorso e mi curerò di approfondire. Mi unisco al gruppo "magagne fisiche" visto che anche io penso di poterne far parte a buon titolo. Un caro saluto a tutti.

guidoleonelli :
guidoleonelli30.10.2017 -ore 21.45-
Ciao Daniela,
insomma un po' un sito tipo last minute. Mi fa piacere che abbiate deciso di andare a vedere di persona le cascate di Fumane, mi permetto soltanto di raccomandarvi di farvi prima precedere da una telefonata al Consorzio Pro Loco Valpolicella di San Pietro in Cariano (tel. 045.7701920), ci si passa proprio davanti in macchina, per sapere con precisone giornate di aprtura e orari. Le cartine necassarie le troverete invece all'ingreso del parco. Dove, non l'avevo detto, avrete anche l'occasione di fare un po' di "zinzorla". Un'ora e mezza circa per andare e altrettanto per tornare: buon divertimento.
Grazie per quanto dici della poesia e quanto alla ballata irlandese, prendiamola almeno come proposito.
Ricambio di cuore l'affettuoso saluto, anche naturalmente a Roberto e fateci poi sapere.

guidoleonelli :
guidoleonelli30.10.2017 -ore 22.05-
Mi fa tanto piacere la tua confessione, caro Saverio, una confesione tra l'altro che non richiede nemmeno l'assoluzione: tutt'altro! Non mi meraviglierei vederti, fra non molto, con la penna in mano a scivere qualche verso, anche se, un po' egoisticamente, ti vedrei meglio con la tua chitarra mentre io leggo le mie: non succede più da tanto tempo!
La poesia prima delle escursioni però, va precisato che detto da uno che di montagna ne ha fatta tanta, diventa quasi un fatto normale, ti pare? Sappi però che mi dice, chi c'è stato qualche anno fa, che il Butterloch è parecchio cambiato con delle importanti migliorie e che la Valsorda è nominata nella mia descrizione del Ponte tibetano; quindi tu forse leggerai infretta ma ricordi bene.
Da quanto dici, il gruppo "magagne fisiche", nel quale sei comunque malgrado accolto, si infoltisce e sto pensando se non sia il caso di fare qualcosa: un pellegrinaggio di gruppo, una pozione magica o chissà cos'altro.

annamaria :
annamaria31-10
Molto interessanti, Guido, tutte tre le escursioni descritte, ma mi ha suggestionato soprattutto la seconda, cioè il "Ponte Tibetano".Già originale il nome, che la dice lunga... Le foto sono uno spettacolo e aiutano a immaginare le emozioni nell'entrare in grotte, avventurarsi su passerelle, aggrapparsi a cordini. Davvero una gita sui generis e voi siete ben coraggiosi e anche un po' temerari se si considerano i tuoi acciacchi a gambe e forse ginocchia... Comunque bravi. La poesia è molto bella e a me piace sempre ascoltare e poi rileggere.Che bella l'immagine "....vozi che slipegano su per i muri"; se proprio un POETA. Sfrutterai questo tuo lavoro per un prossimo concorso? Auguri e grazie.

guidoleonelli :
guidoleonelli31.10.2017 -ore 22.40-
Noto innanzittutto, Annamaria, che sei tu la prima a raccogliere l'invito di mettere la data ad inizio commento: grazie.
Delle tre escursioni, io credo che tu il Butterloch lo abbia già conosciuto e quanto invece al ponte tibetano di cui ti ha affascinato anche il nome, senza nulla togliere a nessuno, credo di aver messo in evidenza nela mia descrizione, che se fosse solo per il ponte, forse forse, chissà se varrebbe la pena di andare in Valpolicella. La nostra escursione, si è sviluppata così sul posto in maniera del tutto casuale e a darle il sale non è stato di certo il ponte quanto la camminata, non facile, attraverso il torrente, le grotte, i cordini, e le scalette della Valsorda, che è la valle sottostante il ponte.
Mi fa piacere sentire che ti è piaciuta la poesia ma da qui a dire che sono un "poeta"... Quanto ai concorsi, infine, è sempre minore il mio interesse e la mia partecipazione quest'anno è stata davvero scarsissima: sono arrivato ad una brutta convinzione, che quasi tutti si assomiglino ma in negativo. Sul dialetto poi, certi organizzatori giocano in maniera, per un verso e per l'altro, assai discutibile.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastelletti31/10/17 ore112 30 Caro Guido,mi vergogno ma debbo confessarti che ancora non ho visitato il Ponte Tibetano e che ho visto molti anni fa le Cascare di MolinaHo parlato con Nerina dicendo che dobbiamo andare a visitare questi luoghi assieme a Sara quanto prima e che dovevi essere tu ,venuto da lontano,a descrhivere le meraviglie che abbiamo sulla porta di casa.Ti chiedo una cosa: hai vositato il Ponte di Veja?Forse ti riservi di parlarne alla prossima puntata?La poesia è affascinante ma ti confesso che qualche passaggio mi risulta difficile.Dammi la chiave di lettura buoma notte amico.Un caro saluto ad Ivonne.Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli01.11.2017 -ore 15.40-
Caro Bruno,
spesso succede che ci si lasci attirare da qualche meta non proprio di casa, trascurando le bellezze che abbiamo fuori dalla porta ma niente di male: sei sempre a tempo a rimediare. Non so quando tu abbia intenzione di andarci, ma ti inviterei a leggere quanto ho già detto, a questo proposito, a Daniela, anche lei interessata alla visita del parco delle cascate.
Per quanto riguarda invece il ponte tibetano, titolo un po' troppo altisonante, sicuro che abbia già letto quanto ho scritto io in proposito, ti inviterei a leggere la risposta che ho dato proprio ieri ad Annamaria. Tieni comunque presente che forse non è questa la stagione migliore per andarci con la tua principessina.
Quanto alla poesia, non so se ti abbia mai detto quanto a me non piaccia l'ermetismo, tantomeno nella poesia dialettale. E quindi mi dispiace dover spiegare quanto ho scritto, cosa che finora non mi era mai stata richiesta. Perché se è pur vero che si scrive per se stessi, credo che sia altrettanto vero che chi poi legge dovrebbe essere messo in condizione di capire, di trovare il bandolo della matassa, la chiave (come dici tu), il filo conduttore, il messaggio.
Dopo tutta questa premessa, convinto che, scafato come sei nel verseggiare, non ti fermerai ad analizzare una per una le diverse immagini che si susseguono ma, non dovrebbe invece essere complicato capire (forse solo per me, mannaggia!) che è il tormento notturno di un uomo che, per motivi non detti, ha perso il suo amore che, mancando il campanello(!!!) avvertiva col battacchio (el batedèl) della sua presenza fuori dalla porta di casa. Spero che questa "chiave" riesca ad aprirti l'arcano. Altrimenti pazienza, non sarà una gran perdita per te.
Solo ora posso capire quanto poco possa far piacere a Diaolin, anche lui verseggiatore nel dialetto di Sover, il suo paese natio, quando anch'io, più o meno come te, sono costretto a dirgli che la tale poesia non riesco a capirla.
Un caro saluto Bruno, anche alle tue ragazze.

GRAZIANA :
GRAZIANA01 / 11 / 17
ciao Guido, certo l'acqua è un elemento incomparabile in natura! Io che amo particolarmente i corsi e i percorsi dell'acqua, ho guardato più e più volte le bellissime foto cercando anche di allargare, con l'immaginazione, la vista. Una emozione fiabesca, davvero intensa e piacevole.
La poesia con le sue immagini tristi e malinconiche, mi è piaciuta proprio. ...E il finale "che poesia!" che rimette in gioco la speranza (forse), o solo (!)e comunque, la bellezza.
Farò mia l'idea di Grazia: stamperò o riscriverò l'antica ballata irlandese. Come promemoria per i prossimi anni mi dovrebbe bastare.
carissimi saluti.

Renata :
Renata1.11.2017 ore 21.50
Trova il tempo di leggere di poesia. Trova il tempo di leggere "Che poesia" e trovi il tempo d'essere contento! E' vero : non mi è sempre facile trovare il tempo per pensare a tutto, per fare tutto, per non tralasciare niente. Oggi, che è festa, mi fermo a leggere e a riflettere. E anche a rileggere, perché la tua poesia mi ha impegnato più del solito. Mi hanno subito conquistato la sua musicalità e alcune immagini più immediate per il linguaggio a me più noto. Ma ho dovuto riascoltarla più volte per trovare una chiave di lettura che andasse oltre alla bellezza e al fascino delle descrizioni. E' sempre molto accattivante il tuo modo di descrivere situazioni e sensazioni ed è strettamente collegato alla scelta dei vocaboli/suoni dialettali. Questa volta molti vocaboli mi erano nuovi e il ritmo sincopato dei versi mi hanno impegnata molto. Conclusione: è una bella poesia, ricca di metafore e allusioni. Le tue poesie sono sempre molto belle! anche quando sono difficili.

Il Butterloch mi ricorda grandi camminate con i ragazzini in gita-didattica. Allora era una vera scoperta perché non c'erano segnali e cartine, il sentiero non era attrezzato e nel Bletterbach si trovavano ancora sassi con i fossili.
Il ponte tibetano che nella val Sarentino collegava Mezzavia con la costa orografica sinistra del Talvera e mi permetteva di salire quel versante del monte, per raggiungere Vanga, allora si chiamava semplicemente Ponte sospeso e faceva paura! Adesso c'è una larga e comoda strada, non c'è più motivo di paura, ma neanche il brivido dell'avventura!
Ma mi sono dilungata troppo e mando un saluto a tutti gli amici. A te e a Ivonne un abbraccio

guidoleonelli :
guidoleonelli02.11.2017- ore 15.40-
È vero: sono d'accordo con te Graziana quanto al ruolo dell'acqua nelle natura. In questo periodo di prolungata succità poi, possiamo ben dirlo a voce alta. A me succede di avvertire il desiderio dell'acqua soprattutto in questa stagione; anche semplicemente attorno al nostro lago non sempre molto rispettato purtroppo.
Quanto dici sulla poesia, oltre naturalmente farmi piacere (grazie!) per il tuo parere, mi fa piacere anche perché (questo ho dimenticato di fare presente a Bruno, col quale ci siamo poi scambiati qualche mail) credo che sia un po' "compito" anche del lettore interpretarla, oltreché ben s'intende dovere dell'autore quello di scrivere in maniera comprensibile. Ricordo quando alle medie ci facevano fare la parafrasi delle poesie e avolte uscivano proprio interpretazioni un po' bizzare. Spero di non annoiare raccontando di un mio compagno di classe che in "La quiete dopo la tempesta", così interpretava il quarto dei primi versi "Passata è la tempesta:
....
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso...
Lui scriveva, facendo sorridere garbatamente i uoi compagni, "Che ripete la sua strofetta".
Sulla ballata irlandese abbiamo già detto: cerchiamo tutti di farne tesoro.
Grazie ancora.

guidoleonelli :
guidoleonelli02.11.2017 -ore16.00-
Ciao Renata, mi piace quanto dici nella tua critica alla mia "difficile" poesia e mi piace soprattutto quando osservi che "E' sempre molto accattivante il tuo modo di descrivere situazioni e sensazioni ed è strettamente collegato alla scelta dei vocaboli/suoni dialettali. Questa volta molti vocaboli mi erano nuovi e il ritmo sincopato dei versi mi hanno impegnata molto". Se ora interpreto bene io, certi termini, soprattutto se usati nel loro significato figurato, possono essere interpretati in modi diversi. È quanto ho cercato di dire, poco sopra, non so se riuscendoci, anche a Graziana.
Sui ponti sospesi, hai ragione da vendere ma anche le Aziende di Soggiorno (o chi per esse) sanno però vendere bene i loro prodotti. Con Ivonne, ricordo un ponte lunghissimo nella nostra prima esperienza in Nepal, attraversato da una lunga carovana di cavalli carichi: uno spettacolo soprattutto il "capocordata", scarico e abbardato di tutto punto con tanto di vessillo colorato, che non lo si potesse confondere.
Grazie Renata. Ricambio l'abbraccio a te e nipoti.

Monica :
MonicaCiao Guido eccomi qui innanzitutto per farti i complimenti per le tue bellissime poesie sempre cariche di sentimenti e di riflessioni... un po’ tristi e malinconiche ma così sono le poesie più belle... Leopardi insegna! Due Le foto delle vostre scorribande sono molto suggestive mi piace guardarle visto che sarà difficile vedere quei posti dal vero!! Tre volevo dirti se nn sono in ritardo che Paolo ed io ci saremo alla pizza di giovedì 30 novembre!! Ciaooooooo

guidoleonelli :
guidoleonelli16.11.2017 -ore 16.40-
Ciao Monica,
anch'io desidero farti dei complimenti: ben tornata; temevo che, un po' alla chetichella, ci avessi lasciati e quindi è con doppia gioia che rispondo brevemente a questa tua graditissima.
Hai fatto bene a tirare in ballo Leopardi notando che abbiamo parecchio in comune; le prime tra lettere del cognome; per il resto, scusa ma faccio finta di non aver capito. E comunque graie per quanto dici delle mia povere poesie. Difficile, ad una certa età, riuscire a cambiare più o meno radicalmente: non rimane altro che accettarmi così come sono. Un po' malinconico.
Quanto alle nostre "scorribande", tu sai bene che per me sono vita. L'importante, visto ciò che ho passato, è che ora sia un po' vaccinato e che Ivonne non sia costretta lei a darmi il cambio; la nostra intenzione sarebbe infatti di andare in montagna assieme, non alternativamente uno o l'altro. Anche voi però, stando a voci raccolte, non siete sempre in poltrona, tutt'altro; mi pare che tu sia diventata una biker provetta.
Per quanto riguarda la pizza "natalizia", non sei fuori tempo massimo e la vostra adesione non può che farmi piacere. Martedì 21 prossimo sarò lì con un amico e in quell'occasione ho intenzione di prenotare per il nostro numeroso gruppo e di verificare un piccolo particolare logistico di cui ti farò sapere.
Ciao Monica e guarda di non dimenticare la strada per venire a trovarci sul sito.
Un caro saluto a te e a Paolo.

diaolin :
diaolinCosa aggiungere?
Forse che "l’èi lontana ormai la bèla fòla" è una bugia e lo si evince
dalla chiusa che "chiusura" non è ma sa molto di continuazione.

Un caro saluto, Diaolin



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Articolo tratto da: Guido Leonelli - http://www.guidoleonelli.altervista.org/
URL di riferimento: http://www.guidoleonelli.altervista.org//index.php?mod=00_News