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Val di Rabbi- Bolzano- poesia

 

 

Stupenda incantata Val di Rabbi:

 

1. Giro delle Malghe

2. Malga Monte Sole alta

 

 

Passeggiata del Guncina- Guntschna Promenade   

 

 

 

Na bòna spazzadóra (da leggere o ascoltare)

 

 

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di intervenire con commenti, osservazioni, critiche


 

 

  Giro delle Malghe,                                                  giovedì, 08.03.2018

 

- Dislivello: m 550

- Sviluppo: km 6 circa

- Tempo netto: ore 4.00

- Carte Tabacco 048, Val di Peio, Val di Rabbi, Val di Sole; 1:25.000

 

Si tratta di uno dei percorsi invernali consigliati dall'APT Val di Sole che noi, anche per l'abbondante nevicata della notte precedente, abbiamo percorso, senza l'uso di ciaspole che sarebbero state più di intralcio che di aiuto, non per intero ma accorciandolo. Il tracciato, va detto, si svilluppa infatti quasi interamente su strade forestali, sia pure non battute ma egualmente abbastanza ben segnate.

Proprio per l'abbondante nevicata, non si è neppure riusciti a raggiungere il parcheggio della Frazione Cavallar e si è quindi lasciata la macchina un po' più a valle in un ampio tornante, m 1450 dove lo spazzaneve aveva fatto manovra per rientrare. E da qui ha avuto inizio la nostra camminata nella neve. Ecco, semmai un sarebbero potute tornare utili le ghette leggere.

Seguendo il percorso estivo, si sale con oendenza moderata, seguendo i tornanti della strada, attraversando un bel bosco di larici. Come indicato da un interessante tabellone illustrativo, stiamo seguendo il “Percorso de picchi”. La neve accumulatasi durante l'inverno è davvero molto abbondante e non è infrequente che si possa sprofondare fino al ginocchio: si fa quindi più fatica di quanto si sarebbe pensato e desiderato. E ciononostante, raggiungiamo la Malga Artisé o Terzolasa, m 1.895 (ore 2.15). Sapevamo che l'avremmo trovata chiusa e purtuttavia, con grande sollievo ci si è potuti riparare all'asciutto a rifiatare e a goderci l'ampio panorama di questa fantastica giornata di sole. Qui consumiamo anche il nostri panini e. solo dopo una lunga sosta, decideremo di raggiungere la non lontana Malga Cespedé o Samocleva, m 1897 (ore 0.20-2.40), dove ci si ferma soltanto per scattare un paio di foto.

Peccato, ci diaciamo, non conoscere le spendide montagne imbiancate che circondano.

Il giro della malghe, così come consigliato, proseguirebbe verso Malga Paludé o Caldesa Alta e poi bassa,; noi invece, per oggi sazi, decidiamo di scendere, accorciando parecchio il percorso per fare ritorno ad un bivio sottostane e quindi nuovamente alla macchina (ore 1.20-4.00). Il questo ultimo tratto faremo anche degli indesiderati incontri prima con la carcassa (ben disossata) di una cerva, poi con un'altro cervo femmina, ancora quasi intonso, che pare evidente essere stato azzannato.

A confermarci che proprio di cervo si trattasse in entrambi i casi, sarà il nostro padrone di casa, esperto cacciatore ed altrettanto esperto conoscitore della zona.

Ciò mi offre l'occasione di dire che, approfittando di previsoni del tempo che prevedevano finalmente un pai di giorni consecutivi di sole splendido, avevamo preso alloggio in un B&B, Maso fior di Bosco, www.masofiordibosco.it, che definire spendido ed accogliente è il minimo che si possa dire.

 

 


in salita

dove siamo?

Malga Terzolasa

da Malga Terzolasa

Malga Samocleva

 

 


percorso Giro delle Malghe

 

percorso Malga Monte Sole alta
 

 

 

 

  Malga Monte Sole alta, m 2053                         venerdì, 09.03.2018                                                                         

- Dislivello: m 800

- Sviluppo: km 14,500

- Tempi: di salita ore 3.00 di discesa ore 1.45

- Carte: Tabacco 048, Val di Peio, Val di Rabbi, Val di Sole; 1:25.000

 

Ci svegliamo con un'altra giornata di gran bel sole e cielo azzurro e con una temperatura accettabilissima, considerando che ci troviamo a quasi 1200 metri di altitudine.

Le prospettive sono quindi ottime per intraprendere un'atra bella escursione in questa che, già in precedenza, avevo definito una valle incantata. Rccolte tutte le informaioni necessarie già la sera mprima, risaliamo la valle fino alle Fonti di Rabbi, m 1.250, dove in u ampio parcheggio lungostrada, lasciamo la macchina per incamminarci, preceduti e seguiti da diversi altri escursionisti, alle ore 9.00.

Il percorso prende avvio da un'ampia strada forestale accuratamente, trattata con spazzaneve fin dal fondovalle, che sale, con pendenze sempre “umane”, attraverso ampi tornanti. Molti sono gli scursionisti che, come noi, si incamminano con gli scarponi ai piedi; pochissimi quelli che calzano inutili ciàspole o ancor più inutili ramponcini. Molti sono invece, sicuramente un'ampoia maggioranza, gli amanti dello scialpinismo che, applicate le pelli di foca, si avviano baldanzosi. Si tratta di un percorso molto noto in valle e nelle valli vicine che sa offrire grosse soddisfazioni e che, in cima, ti accoglie con una stupenda malga aperta che offre un'ottima cucina e, per chi lo desiderasse, confortevoli camere www.malgamontesole.it.

Per quanto la strada sia ben battuta e la salita prenda la pendenza più eviente soltanto l'ultima ora, non si può di certo andare di corsa. Sempre con grandi panorami che ci circondano, raggiungiamo Malga Monte Sole bassa, (ore 2.00) e, proseguendo sia cpure con un po' di fiatone, Malga Monte Sole alta, m 2053 (ore 1.00-3.00).

Qui arrivano sciatori, partiti da fondovalle come noi, ma che hanno raggiunto quote più alte;

Salendo è venuto appetito ma un ottimo e abbondante piatto di tagliatelle ci farà far pace con lo stomaco che cominciava a lametarsi.

Pur con un sole che inviterebbe ad approfittare delle sdraie per fare l'abbronzatura, la sosta non sarà molto lunga; infatti già dopo poco più di un'ora saremo nuovamente in cammino, questa volta in discesa e sul medesimo percorso, per far ritorno al punto di partenza (ore 1.45-4.45).

Gran bella escursione e gran bella giornata.

Solo a titolo informativo, il gestore informava che avrebbe tenuto aperto fino a Pasqua, in attesa poi di risprire verso fine maggio. In conclusione di giornata, anche parlando con occasionali amici, concorderemo che questo percorso nulla ha da invidiare ai tanti, sempre ottimamente tenuti, dell'Alto Adige.

Anche questa volta, quella precedente in solitaria è descritta nel post del 1° dicembre 2017, torniamo a casa molto soddisfatti e con il proposito di tornare perché ancora molto rimane da vedere in questa piccola ma incantevole valle.

 

 


si sale

 

in vista dell'arrivo
 


Malga Monte Sole alta

veduta

M.ga Monte Sole bassa

 

 

 

 

 

Passeggiata del Guncina- Guntschna Promenade                gennaio 2018                              

Magnifica e comoda salita panoramica con vista sul bacino bolzanino

Itinerario: a monte dell’antica chiesa e della scuola (260 m) inizia la passeggiata, che sale a serpentine all’ex hotel Germania. Si continua a tornanti e tratti pianeggianti fino in vista della strada per Jenesien-San Genesio. Ivi si gira a sinistra, oltrepassando una casa e proseguendo per pochi minuti sull’asfalto verso ovest, per poi svoltare ancora a sinistra e giungere al Föhrnerhof (505 m; posto di ristoro non sempre aperto); ore 1.30. Si torna sullo stesso percorso, oppure sulla vetusta via acciottolata (n. 9), che scende assai ripida al punto di partenza (45 minuti dal Föhrnerhof). da:https://www.sentres.com/it/passeggiata/la-passeggiata-del-guncina

Le più belle passeggiate a Bolzano

Come tutte le città, anche Bolzano deve confrontarsi con i ritmi tipicamente urbani. In pochi passi però è possibile immergersi nella quiete di celebri passeggiate e lasciarsi alle spalle stress e ansie.

Molto conosciute sono ad esempio quelle del Guncina e di Sant'Osvaldo. Realizzate addirittura a fine '800, il loro percorso permette di salire dolcemente sui pendii che circondano la città, godendo di un incantevole panorama e attraversando una vegetazione tipicamente mediterranea.

Le passeggiate Lungotalvera Bolzano e Lungotalvera San Quirino invece, immerse nel rigoglioso Parco Petrarca e nella distesa dei prati lungo il torrente Talvera, si trovano a ridosso del centro cittadino e offrono, fra il resto, anche l'opportunità di praticare attività sportivo-ricreative.

 

La passeggiata del Guncina, dedicata al suo fondatore - l'arciduca Enrico d'Asburgo - si snoda invece sulle pendici che dal quartiere Gries (fino al 1925 Comune a sé stante e nota località di cura e di soggiorno dell'impero asburgico) portano a San Genesio.
 Il percorso, che si distende tra piante sempreverdi, magnolie, fichi d'India, cipressi e cedri, permette di raggiungere Castel Guncina. Ogni pianta che s'incontra è etichettata con il suo nome in italiano, tedesco e con quello scientifico. La passeggiata è in lieve pendenza e per questo, lungo il tragitto, sono state poste numerose panchine sulle quali poter riposare, godendo di un suggestivo panorama sulla città e sui gruppi dolomitici che si innalzano a est. Una volta raggiunto Castel Guncina, per tornare in città si può imboccare la camminata del rio Fago, che giunge sul Lungo Talvera e quindi nel centro di Bolzano.

In occasione del 120° anniversario dell'inaugurazione del primo tratto della passeggiata del Guncina, dedicata all'Arciduca Enrico d'Asburgo, la Giardineria Comunale della Città di Bolzano e l'Azienda di Soggiorno invitano a un'attenta osservazione della flora mediterranea che, eccezionalmente a
queste latitudini, ha trovato condizioni ambientali particolarmente favorevoli.
da: http://www.bolzano-bozen.it/passeggiate-bolzano.htm

 

Passeggiata del Guncina - Guntschna Promenade - 1892 – 2012

In italiano und auf Deutsch

http://www.bolzano-bozen.it/images/pdf/guncina_low_per__internet.pdf

 

La storia

A partire dalla seconda metà del XIX° secolo l’alta aristocrazia e la borghesia colta dell’Europa centro-orientale furono attratte dal clima mite di Gries nei mesi invernali. Nacquero le strutture alberghiere e i caffè e inpochissimi anni Gries divenne un rinomato centro di cura e soggiorno al pari di Merano.Nel lontano anno 1889, l’allora sindaco Lintner di Gries, nominò un comitato che aveva il compito di realizzare una passeggiata lungo i dolci pendii del monte Guncina. Da subito entusiasta di questa idea, il Dott. Karl von Hepperger cedette alla comunità di Gries il suo terreno sulla montagna e diversi sponsor privati misero a disposizione i finanziamenti per la realizzazione della passeggiata. Il progetto stesso fu elaborato dall’Ingegner Weyersberg e i lavori iniziarono il 7 ottobre 1891, sotto la direzione dell’Arch. Irschara.Il 30 ottobre 1892 fu inaugurato con una fastosa cerimonia il primo tratto della passeggiata....

Zur Geschichte

Das milde Klima von Gries zog ab Mitte des 19. Jahrhunderts im Winter die vornehme Aristokratie und das gebil dete Bürgertum aus Ost- und Mitteleuropa an. Es entstanden Hotels und Cafés, und innerhalb weniger Jahre wurde Gries so berühmt wie die Kurstadt Meran. Im fernen Jahre 1889, als Gries seinen Höhepunkt als Kurort erlebte, wurde unter dem Vorsitz des damaligen Grie-ser Bürgermeisters Lintner ein Kurkomitee gegründet, das sich die Errichtung einer Promenade entlang der Hänge

des Gutschnabergs zur Aufgabe machte. Dr. Karl von Hepperger war von der Idee angetan und

überließ den Griesern seinen Berggrund. Verschiedenste private Geldgeber waren bereit, die Promenade zu

finanzieren. Das Projekt selbst erstellte Ing. Weyersberg und am 7. Oktober 1891 erfolgte unter der Bauleitung von Arch. Irschara der erste Spatenstich. Am 30. Oktober 1892 wurde das erste Teilstück der heutigen Guntschna Promenade....


 


gelsomino

agave yucca
 


descrizione

panorama

veduta

Ivonne e Renata

 

 

Solo un'annotazione finale:

Ormai qualche decennio fa, quando ero studente a Bolzano, le due passeggiate cittadine che in un certo senso vanno per la maggiore: Guncina e Sant'Osvaldo svolgevano, per noi studenti, funzioni diverse, entrambe importanti. Sul Guncina, normalmente, ci si andava con la morosa o con qualche ragazza; Sant'Osvaldo invece era la passeggiata, altrettanto soleggiata, dove si andava a fare "blaum", a marinare la scuola, si direbbe a Trento.

 

 

 

 

 

 

 

   Na bòna spazzadòra

 

  I dis che ‘l futuro no ‘l va spetà

  che bisògn narghe ‘ncontra con letizia

  spartir coi ultimi sènza avarizia

  come che ‘l farìa ogni ‘nnamorà.

 

  I è sempre massa quéi che à za robà

  che no i sa còssa che vòl dir giustizia

  i enmùcia sóra al mucio e i stravizia

  no i sbazìla per quèl pu smarognà.

 

  I se scónde dré a l’autonomia

  le massa fadìghe i li fa sudar

  tut enté l’interesse de la zènt

 

  de zèrto no ghe vèn la cocombrìa

  se ‘n massa no i gà gnanca da disnar

  i enmùcia sóra al mùcio e no i dis gnènt.

 

  Pich e badìl che i vaga a laorar

  e che i la pianta lì de gabolar.

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Una buona ramazza

Dicono che il futuro non va atteso/ che bisogna andargli incontro con gioia/ dividere con gli ultimi senza avarizia/ come farebbe ogni innamorato.// Sono sempre troppi quelli che hanno già rubato/ che non sanno cosa significa giustizia/ ammucchiano sopra al mucchio e straviziano/ se ne fanno un baffo di quello più malandato.// Si nascondono dietro l’autonomia/ le troppe fatiche li fanno sudare/ tutto nell’interesse della gente/ di certo no li prende la malinconia/ se in troppi non hanno nemmeno da pranzare/ ammucchiano sopra il mucchio e non dicono niente.// Piccone e badile che vadano a lavorare/ e che la smettano di imbrogliare

 

Eduardo Antonello: Clavichord Prelude in C major

.

 

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

 

Per rispetto dell'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 

 


Postato 18 Marzo 2018 -

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Commenti:


diaolin :
diaolinCognen droparla noi la spazadora
e, putroppo, par che qoela a forma de matita
no la sia nianca assà...

Stame ben, Diaolin

guidoleonelli :
guidoleonelli19.03.2018 -ore 10.00
Hai ragione Diaolin,
la spazzadora a forma di matita sembra proprio non essere più sufficiente. E allora?

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiBravo Guido! !! Complimenti per il contenuto e per la forma del Tuo bel sonetto.Vedo con piacere che la tua forza e la tua voglia di combattere in punta di penna non viene meno,il che non è certamente cosa di poco conto.Un caro,affettuoso saluto.Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli20.03.2018 -ore 14.40-
Grazie Bruno
ma non merito tanti complimenti. Preferirei non scriverli mai versi con questo contenuto. Quanto alla forma, tu sai che il sonetto mi piace; ma piace anche a te e ti riesce bene.
Ricambio il saluto a te e a Nerina.

annamaria :
annamariaConvengo con te: la val di Rabbi è proprio stupenda. Da Piazzola, siamo partiti alcune volte per gite molto belle, ad esempio alle "Cascate del Saent" o al "Sentiero dei larici". Certo le vostre camminate, seppur ricche di fascino, vi hanno richiesto notevole fatica : sprofondare nella neve comporta sforzi supplettivi...Comunque, bravi come sempre. Soggiornare poi in un "Maso fior di bosco"è il non plus ultra... Le nostre passeggiate bolzanine meritano sempre di essere percorse e ripercorse, perchè riservano ogni volta spettacoli che appagano anche l'occhio più esigente. Al Guncina piaceva molto andare a me e all'Adal. Che nostalgia! Complimenti per il bel sonetto; hai svolto opportunamente la funzione di "vate", fustigatore delle ingiustizie. Auguri a te e a tutti gli amici del sito, di BUONA PRIMAVERA e BUONA PASQUA.

guidoleonelli :
guidoleonelli20.03.2018 -ore 17.15-
Ciao Annamaria,
mi fa piacere che tu possa confermare, da conoscitrice, quanto sia bella la Val di Rabbi; in tutte le stagioni: io ci sono mancato molto a lungo ma una volta ci andavo anche per lavoro (un po' di anni fa ...). E anche sul Guncina, da Bolzanina, vedo che concordi e sono contento.
Del sonetto dicevo già con Bruno che quando si è indignati embra che la matita non basti più, come dice anche Diaolin..
Grazie per gli auguri che ricambio e che spero abbiamo modo di rifarceli. Ciao

Daniela :
Daniela
20/03/18 ore 20,15
ciao Guido, concordo anch'io con altri amici del sito sulla bellezza della val di Rabbi, che conosco fin da bambina quando si andava a fare le gite domenicali con la famiglia, però sempre e solo in primavera ed estate. Direi che le vostre foto testimoniano come anche d'inverno sia proprio spettacolare (splendida la foto dalla malga Terzolasa!). Interessanti anche le passeggiate bolzanine di Guncina e Sant'Osvaldo, che non mancherò di sperimentare; io conoscevo solo quelle lungo il Talvera...
Per quanto riguarda invece "Na bòna spazzadòra", complimenti, anche perchè i versi sono purtroppo di stringente attualità, non solo italiana, mi pare di capire dalle ultime news dei telegiornali!
Mi associo ad Annamaria nell'augurare a tutti una buona primavera (sperando che finalmente arrivi!!!) e serene giornate pasquali.

guidoleonelli :
guidoleonelli21.03.2018 -ore 10.15-
Ciao Daniela,
mi fa piacere che anche, come "antica" amica della Val di Rabbi, possa confermare quanto io ho detto; certo, come dicevo, la Valle è bella in tutte le stagioni compreso l'inverno e molte sono le possibilità che offre anche in questa stagione.
Quanto al Guncina e alla passeggiata di Sant'Osvaldo, mi sento di garantirtele, come conferma anche Annamaria, bolzanina doc.
Sul sonetto mi pare di aver ormai detto tutto: purtroppo riguarda un vecchio irrisolto problema: siamo davero incoreggibili.
Oggi, 21 marzo, cade a pennello il tuo augurio: buona primavera anche a te e ai tuoi cari, sperando che faccia primavera sul serio.

Anna :
AnnaCiao a tutti,
eccomi per un saluto ai cari amici del sito.
Guido ci delizia sempre riferendoci dei suoi bellissimi e molteplici giri.
In tutte le stagioni e in tutte le montagne.
La Val di Rabbi è impagabile. Il giro classico sono le Cascate del Saènt. Ti lasciano senza fiato.
Caro Guido la tua poesia esprime decisamente quello che è sempre stato, e ahimè, sempre sarà. Non voglio essere pessimista, ma ci ritroviamo sempre ad avere a che fare con queste persone.
Con l'occasione saluto e Auguro a tutti una Buona Pasqua e una Buona Primavera e soprattutto BUONA MONTAGNA!!! :):):)

Renata :
RenataSabato 7 aprile, ore 21.05
Siamo ancora nella settimana di pasqua perciò arrivo a fare gli auguri a tutti. E' passato quasi un mese da quando hai postato queste tue gite, ma voglio almeno salutare tutti e ringraziare te per le tue foto, sempre molto belle, anche grazie ai soggetti sia naturali che umani!!
Con il sonetto dai una bella pennellata, con effetto bastonata, a quello che in italiano si potrebbe definire "andazzo", ma che rende meglio l'idea con... "gabolar" e con "no i sbazila" e purtroppo si tratta di quotidianità.
Aspetto con curiosità e ammirazione l'opera della tua (e vostra, pensando anche a Diaolin e a chi altro sa) MATITA che ha veramente una grande importanza nella ricerca del bello e del bene. Qualcuno, non molto tempo fa, ha detto che con l'arte non si mangia. Penso che intendesse quel mangiare che tu definisci " enmùcia sora al mùcio".
Un saluto a tutti e grazie. Alla prossima !

guidoleonelli :
guidoleonelli11.04.2018 -ore 18.25-
Cara Anna,
avresti ragione di chiderti cosa sia successo: non era mai capitato che lasciassi passare tanto tempo prima di riscontrare i commenti degli amici; ti prego di scusarmi.
Da come ne parli, mi sembra di capire che la Val di Rabbi e le sue escorsioni le conosca anche tu; potrai così confermare che, nella mia descrizione, non ho esagerato ma la Val di Rabbi, che avevo frequentato molto diversi anni fa, è tornata adesso nei miei interessi: avrei infatti intenzione di tornarci.
La poesia, come dici tu, rispecchia purtroppo la realtà. Ma staremo a vedere.
Gli auguri di Pasqua, se ricordo bene, siamo riusciti a scambiarceli per telefono e comunque ora ti rinnovo gli auguri di una buona primavera e di tante escursioni.
Un abbraccio.

guidoleonelli :
guidoleonelli11.04.2018 -ore 18.35-
Ciao Renata,
il fatto che tu sapessi della mia assenza mi fa sentire, almeno in parte, già scusato del ritardo.
La Pasqua nel frattempo se n'è andata ma gli auguri credo valgano in ogni stagione e per ogni occasione. Anche a te quindi, amante della natura, fei fiori, dell'orto e del giardino, auguro una buona primavera.
Ti ringrazio per le belle parole che riservi al sonetto sul quale però non vorrei soffermarmi considerato che siamo ancora in piena bagarre. Apprezzo però molto,e credo apprezzerà anche Diaolin la fiducia che tu riponi in quelli che, come noi, usano la penna pur sapendo che non è il modo più indicato per "enmuciar sóra al mucio".
Ciao Renata e grazie.



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