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Tre giorni sul Monte Grappa

 

 

M O N T E     G R A P P A

 

 

Monte Asolone

 

Sentiero degli Eroi

 

Gallerie di Col Campeggia

 

F. De Andrè: La guerra di Piero  (da ascoltare)

 

el cantón del dialèt -9-

 

 

U n a    m o d i f i c a

 

 

 


 

 

 

  Monte Asolone                                                                                            domenica, 30.05.2107

 

- Dislivello: m 560

- Sviluppo: km 15,00

- Tempo netto: ore 4.45 andata ore 2.30 ritorno ore 2.15

- Carte: Kompass 632, Bassano d. Grappa, Monte Grappa; 1:25.000

 

In macchina fino a P.tà Fiolo, m 1.300 e da qui, a piedi per bella stradina nel bosco, segn. 940 (sulla carta 40) in buona parte ombreggiata e con susseguenti up and down ma sempre molto ben segnata, attraversando prati in pina fioritura (perché qui i prati non li falciano? La montagna sembra spopolata), che porta in Loc. Finestron, m 1.250 (ore 1.15).

Due camosci ci attraversano ii sentiero e spariscono in un atimo ma li reincontreremo (saranno ancora loro?) al rientro. Soltanto brevissime soste fino qui ed anche oltre dopo avere imboccato il sentiero segn. 929-E7 (sulla carta 29), subito finalmente in salita attraversando ora stupendi prati in fiore: veri e propri tappeti naturali, un mare giallo di botton d'oro dove non mancano però tanti altri colori.

Raggiungimo Col della Beretta, m 1.450 (ore 0.45-2.00) percorrendo un bel sentiero sulla dorsale dove, dopo cento anni, evidenti sono ancora i segni della Grande Guerra. C'è un gran bel sole caldo ma una giusta arietta rende il nostro cammino piacevolissimo fino a raggiungere il Monte Asolone, m 1.520 (ore 0.30-2.30), dove, accanto al Tricolore che sventola alto, sorge una grande croce con lapide a ricordo dei caduti.

Per oggi abbiamo raggiunto la meta e qui ci fermiamo a consumare i nostri panini e a scattare ancora tante foto. Nei momenti di minor foschia, si possono ammirare chiaramente sia la Cima Grappa, che da qui potrebbe essere raggiunta in ore 1.30, che il Monte Pertica.

In cielo cinguettano allodole a rendere melodioso un silenzio solenne.

Rientreremo un'oretta più tardi seguendo il medesimo percorso dell'andata per raggiungere, leggeri, nuovamente la macchina (ore 2.15-4.45).

 

Col della Berretta
 


Botton d'oro

Monte Asolone

Orchidea

percorso

 

 

 

  Dalle Malghe alla cresta                                                   mercoledì, 31.05.2017

 

- Dislivello: m 560

- Sviluppo: km 9,400

- Tempo netto: ore 4.00

- Carte: Kompass 632, Bassano d. Grappa, Monte Grappa; 1:25.000

 

Attenti alle previsioni del tempo che in questo posto sono spesso variabili, avevamo programmato per il secondo gorno l'escursione che ritenavamo più impegnativa; la sfortuna ci ha fatto trovare, ancora una volta, nebbia fitta tutto il giorno con poco sole soltanto alla partenza dalla Valle delle Mura. Abbiamo lasciato la macchina in corrispondenza di un piccolo laghetto abbeveratoio, m 1.340 oltre il Cason Boccaor.

Ora a piedi, raggiungimo e superiamo Cason del Sol per raggiungere poi, ancora in discesa, Malga Domador, m 1.198 (ore 1.00).

Da qui, sulla sinistra, sale subito molto ripida una carrareccia, segn. 157, in parte a sfondo cementato che attraversa una bella faggeta, fino a raggiungere l'ex Malga Solarol, m 1.520 (ore 0.45-1.45) e poi, ora per sentiero, la Val de Valderoa.

Ora, attraverso la dorsale dei Solaroli, segn. 156, incontriamo ferqunti resti di trincee, postazioni e gallerie sia pure attraverso prati variopinti dove abbonda il giallo dei botton d'oro ma dove non mancano estese macchie di rose di natale, sempre belle sia pure sfiorite. Si raggiunge così il crinale, Alta Via degli Eroi, attorno a q. 1.600 e superiore. Nonostante la nebbia, il sentiero appare sempre chiaramente e frequenti sono le croci ricordo di diverse Sezioni Alpini, fra resti di trincee, caverne, pozzi (il sui scopo capiremo molto bene nell'escursione di domani). Ma ciò che mi meraviglia è l'assenza più assoluta di una stele, una lapide che ci impedisce addiritura di riconoscere le diverse cime che mano a mano raggiungiamo, dove, come viene invece ricordato molto bene al Sacrario, si svolsero feroci combattimenti con decine di migliaia di morti.

Superiamo così, senza nemmeno averne coscienza, il Monte Solarol, m 1626, il Colle dell'Orso, m 1.680, il Monte Casonet, m 1.614 e, poco oltre, fendendo una nebbia che si sta facendo sempre più fitta e il pericolo di pioggia che pare imminente, scendiamo (ore 2.00-3.45) per sentiero a zig zig che ci riporta in breve a valle a poche decine di metri dalla macchina (ore 0.15- 4.00).

Salendo fra trincee e fortificzioni, il pensiero corre alle tante altre escursioni in importanti campi di battaglia: basti ricordare il nostro Lagorai e mi sorprendo a pensare che qui, in questi posti, più che alle moderne parate più o meno commemorative, porterei volentieri anch'io il mio cappelo piumato.

Ivonne ricorda invece le parole della Canzone di Fabrizio De Andrè, Ballata di Piero.

 


laghetto Val delle Mura

fiori di timo

resti di galleria

nebbia

percorso

 

 

 

 

  Gallerie di Col Campeggia                                                     giovedì. 01.06.2017

 

- Dislivello m 280

- Sviluppo: km 4,700

- Tempo: ore 2.45

- Carte: Kompass 632, Bassano d. Grappa, Monte Grappa; 1:25.000

 

Visto il persistere pervicace della nebbia anche a quote basse, decidiamo di rinunciare all'anello del Monte Pertica e di limitarci, a quote inferiori ad un breve percoro, un altro più breve anello: il Sentiero delle Gallerie di Col Campeggia, percorso storico delle trincee.

Partendo dai 1.000 metri di Campo Solagna, lungo la Strda che sale verso Cima Grappa, ci si ritrova subito fra resti di baraccamenti in legno ma ben più suggestive saranno le successive 7 gallerie e le diverse trincee recuperate e ristrutturate magistralmente.

La quarta galleria, la più lunga, ha al suo interno una scalinata scavata nella roccia e termina con una scaletta a pioli di ferro che risale, attraverso uno stretto pozzo, in superficie. L'impianto di illuminazione, di cui è dotata, non funziona, ragione per cui è necessario munirsi di lampada frontale. Trova qui spiegazione esauriente la presenza di tanti “pozzi” incontrati lungo l'Alta Via degli Eroi nell'escursione di ieri.

Superate le gallerie, attraverso un bel bosco di faggio, si scende una scalinata, dove incontreremo, dopo aver avvistato una lepre, un bel camoscio che ci osserava e che dà l'impressione di volerci tenere lontani da un suo possibile “nido”, ci si ritrova all'inizio di una lunga e suggestiva successione di trincee altrettanto ben recuperate.

Al termine, si risale il bosco fino al Col Campeggia, m 1.110 e si raggiunge la strada asfaltata che si attraversa con una caratteristica struttura in legno che immette sulla strada del rientro.

Va precisato che questo breve sentiero fa parte di un ben più lungo percorso cha sale da Valle Santa Felicita e che supera circa 800 m di dislivello.

www.vallesantafelicita.it

http://www.montegrappa.org/lavori_recupero/campeggia.php

 


scalini in galleria

emersione

trincea

colore

Col Campeggia

 

 

 

F. De Andrè: La guerra di Piero

 

Ascolta la canzone

 

 

 

M.Bubola: Ta pum - Il cammino della memoria

 

Ascolta la poesia

 

 

 

 

______________________________________________

 

El cantón del dialèt -9-

 

 

GLI ARTICOLI

 

1.-articolo determinativo e indeterminativo singolare davanti a sostantivo che inizia per consonante:

maschile el             s'à scónt el sól               ‘l sluséva 'l sól

femminile la           vèn ennanz la luna

maschile en            ò lezù en libro         ò lezù 'n libro             te lézi 'n libro

femminile na          voltà na pagina

 

2. davanti a sostantivo che inizia per vocale:

maschile 'l             davèrzi l'us

femminile l’           me manca l'aria

maschile n’            lézo n'altro libro

femminile n’          vòlto n'altra pagina

 

3. articoli determinativi plurali:

maschile i             bato i pèi              sèro i òci

femminile le          strénzo le man      slarga le ale

 

NB: davanti ad un sostantivo maschile che inizia per vocale, l'aricolo indeterminativo uno = en subisce nel contempo elisione e aferesi: de en òm = de 'n'òm che diventa de n'òm esattamente come avviene con l'articolo femminile na : te sei en ritardo de na ora che diventa te sei ‘n ritardo de n’ora

 

3. l'aferesi e l'elisione degli articoli maschili e femminili sono la trascrizione esatta del parlato che li unisce o al sostantivo che precede o a quello che segue:

 

parlato                     scritto

magno el pam          màgnolpam           magno 'l pam

cavo en guant          càvonguant            cavo 'n guant

sèro ‘l òcio               sèrolòcio                sèro l'òcio

bevo la aqua            bévolaqua              bévo l'aqua

sénto en odór           séntonodór            sénto n'odór

spèto na óra             spètonóra              spèto n'óra

 

 

4. l’articolo indeterminativo maschile.

Ci sono due diversi modi di scrivere l’articolo indeterminativo maschile:

 

- primo modo, davanti a consonante:

vòt en bicér?          me basta ‘n bicér

ò vist en caval            zérco ‘n caval

me dat en póm           dame ‘n póm

 

- secondo modo, davanti a vocale:

me dat n’òf?           dame n’òf           bevo n’òf

                            fénte n’altro salt?                          fén n’altro salt

àt vist n’àsen?        ò vist n’àsen

 

 

Per parlare chiaro

- sul "secondo modo" del punto 4: articolo indeterminativo maschile, non tutti sono d'accordo, anzi molto probabilmente la maggior parte di chi scrive in dialetto potrebbe non essere d'accordo preferendo non usare n' davanti ai sostantivi maschili che iniziano con vocale così come avviene per quelli femminili, mantenendo invece la forma 'n.

A me pare che ciò rappresenti un "inciampo", non tanto nella scittura quanto nella lettura che, come dicevo, dovrebbe discostarsi il meno possibile o non discostarsi affatto dal parlato.

 

Da Elio Fox, L'esame di dialetto, Panorama Ed. 1998, riporto invece, virgolettata,  un'interessante osseravzione che prendo a pag. 20 sotto il titolo "Gli errori più comuni".

"Molti scrivendo in dialetto commettono degli errori. Ciò riguarda in particolare l'uso dell'articolo indeterminativo una, ....

Uso dell'articolo indeterminato femminile:

 

sbagliato                  giusto                 italiano

    'na                         na                       una

 

per esempio:

   'na siora               na siora              una signora

 

..... È una delle questioni controverse del dialetto e quindi merita attenzione, uno/una  sia in italiano che in dialetto hanno almeno quattro funzioni: 1.aggettivo numerale, 2. sostantivo, 3.articolo indeterminato, 4.pronome.

1. Quando uno (con apocope un) e una con elisione un') sono aggettivi numerali  o articoli indeterminati, in dialetto diventano en (con elisione 'n) e na (con elisione n'). Sarà bene chiarire che na non nasce per aferesi della e di ena, che in dialetto non esiste, ma per aferesi della u di una ed è quindi voce autonoma e completa.

Esempi con aggettivo numerale: uno stivale, en stival ... una sedia, na caréga

Esempi con articolo indeterminato: ha fatto uno scivolone di quelli; l'à fat en slipegón de quéi.... c'era una volta; gh'era na volta.....

Quando uno e una sono sostantivi o pronomi, anche in dialetto mantengono la stessa forma di uno/un, e una....."

 

 

 

Modi di dire

 

Méter mettere, porre, collocare, indossare/méter en par de braghe vèce; m. al gioco/ ò metù tre numeri su la ròda de Roma;/ no sta a tirar, méteghe (non bocciare, va a punto nel gioco delle bocce); supporre/ meténte che vegnissa da piover; iscrivere/ ò metù anca 'l me nome 'n la lista; m. assieme, raccogliere/ t'ài metù 'nsèma 'n bèl numero de poesie; m fuori, divulgare/ i à metù fòr ciacere; m. su/ méter su i birili, méter su un cóntra l'altro, méter su 'l paròl o na cèla, méter su zéna; méter su botéga; m.via/ mettere in ordine, l'à metù via 'n capitale; m. giù/ méti zó le carte che vedén, st'an no ò metù zó 'l perzémol; mettersi / el s'à metù 'ntél lèt malà/ méto la baréta 'n testa, i s'à metudi tuti scarpe nòve; in cammino/ el s'à metù su la so strada; m. del tempo/ el s'à metù zó/ l'emprométe aqua; m. male/ bèn més te séi (ironico); imprigionare/ i l'à ciapadi e metudi dént; m. sotto/ mèter el scagnèl sót a la tàola, métete sóto se te vòi finir ennanz a nòt; ricopiare/ méter en bèla; cominciare/ méterse drìo; impegnarsi/ méteghela tuta che i te 'ntèroga; non prendere posizione/ no ghe meto né sal né péver.

E ancora: méter su panza, méter i denti, méter sóto i òvi, méter su arie, métetela via (fattela passare); mèter le man avanti; méter en crós; méterse 'n mént, méterghe 'l nas, ecc. ecc. ecc.

 

 

Proverbi (ancora sul matrimonio)

 

- Che la piasa, che la tasa e che la staga 'n casa

- Chi che gà bèla moiér no l'è tuta sòa

- El dì de le nòze 'n festìn e 'n festón, el dì drio polènta de formentón

- Dopo i confèti vèn i difèti

- Tòla zóvena: còrni e crós, tòla vècia: péti e tós

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

 

 

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se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 


Postato 8 Luglio 2017 -

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Commenti:


Anna :
AnnaCiao Guido, ciao Ivonne, ciao a tutti gli amici del sito.
Da oggi pomeriggio sono in ferie. Evviva!!!! non vedevo l'ora. Ci volevano proprio, anche perché lavorando in una cucina, vi lascio immaginare....
Mitico De Andrè e la sua "Guerra di Piero", grazie per averla proposta.
Non so se è un problema del mio pc, ma non parte la canzone. Comunque, essendo cresciuta anche con le canzoni di De Andrè, l'ho ben presente.
Caro Guido, è da tanto che mi dico di andare a camminare sul Monte Grappa; un giorno o l'altro copierò un tuo percorso.
Questi segnalati non hanno un gran dislivello, quindi accessibili anche a me.
Con l'occasione auguro a tutti delle buone ferie a chi c'è già e a chi deve ancora andarci.
Spero che una sera ci si possa ritrovare per una pizzata.
Vi saluto tutti con un abbraccio.
Ciaoooo

guidoleonelli :
guidoleonelli08.07.2017 -ore 22.10-
Ciao Anna e subito ti arrivi il mio augurio di buone ferie!
Noi, come avrai capito, le abbiamo fatte; io poi vi ho aggiunto una coda poco gradevole dalla quale spero di riprendermi in fretta.
Andando per ordine, De Andrè canta eccome quindi il problema dev'essere nel tuo pc, mi dispiace. Quanto al Monte Grappa, da dove abiti tu, arrivi ancora prima ed è meno lontano di quanto spesso si pensi.
Per la serata pizza, credo sia opportuno lasciar passare la stagione delle ferie, ti pare?
Non so dove andrai di bello ma dovunque tu vada ti auguro di cuore di godertele dopo averle tanto sospirate.
Un abbraccio anche a te. Ciao.

Saverio :
SaverioUn "caldo" saluto a tutti.
Come dice Anna, anch'io progetto da molto tempo di camminare sul Grappa, senza essere mai riuscito a farlo. Se ben ricordo in ci sono salito solo due volte, una in estate e una in inverno, ma con l'auto. Mesi orsono ho comprato la cartina di quella zona, con l'intenzione di programmare, prima o poi, qualche escursione. Che sia la volta buona?
Ho letto con gusto e con qualche bel risolino (modi di dire - Méter) il tuo cantòn, che trovo sempre interessantissimo. Forse lo avrò già detto ma copio tutto quello che scrivi e ne faccio raccolta, anche con lo scopo di passare poi il tutto ai miei figli, che sembrano interessati all'argomento.
Io per ora non ho in programma ferie "delocalizzate"; in fondo viviamo in località di vacanza con posti molto belli e c'è anche qualche temporale che ogni tanto rinfresca (patisco il caldo!).
Un caro saluto a tutti gli amici.
PS: sul mio computer ascolto normalmente F. De Andrè.

annamaria :
annamariaCiao Guido. Bellissimo ascoltare la canzone di De Andrè. Io ti propongo una strofa della canzone " Monte Grappa" che piaceva anche al nostro papà...
Monte Grappa tu sei la mia patria
sei la stella che addita il cammino
sei la gloria il volere il destino
che all'Italia ci fa ritornar.
Molto interessanti la vostre escursioni e complimenti a te e ad Ivonne per la varietà e la ricchezza delle scelte che operate. Mi sono soffermata a guardare e riguardare la distesa dei botton d'oro che sono uno dei miei fiori preferiti. Una volta si potevano raccogliere e quando ero a San Candido ne formavo dei bellissimi mazzi. Grazie per aver riproposto el cantòn del dialèt che proprio mi diverte; se mi interrogassi però su tutte le regole che hai spiegato, farei una magra figura...Mi piacciono i modi di dire, perchè spesso li ho sentiti usare "Meteghela tuta"è quello che mi piace di più".Grazie e, spero, a presto.

GRAZIANA :
GRAZIANACiao Guido, tra chi parla di ferie appena passate o presenti, bellissime foto di bellissimi luoghi, un po' di invidia mi viene visto che dovrò lavorare fine a fine luglio! Ma verrà anche il mio momento!
Interessanti le escursioni sul Grappa. Penso che accanto al piacere di camminare in luoghi così belli non si possano non sentire i "respiri" di tutti quegli uomini e ragazzi che là hanno dovuto combattere, soffrire , morire magari neppure sapendo bene perchè o per chi. A me era successa questa cosa un paio di anni fa in Galizia: pensare di calpestare gli stessi sassi, vedere gli stessi luoghi (il fiume o qualche grande albero che probabilmente era già lì allora), pensare che proprio lì qualcuno è stato ferito o...mi ha fatto provare un'emozione davvero forte.
Come si chiamano quei fiori dal colore stupendo (rosa lilla)sul Col Campeggia?
E sant Antonio "focoso" ha deciso di mollare?
Grazie davvero ancora per el canton del dialet. I modi di dire sono sempre molto interessanti e divertenti. Noto tra i proverbi che ben tre su cinque sono a dir poco... sessisti... ma tant'è così era e un po' ancora è la nostra cultura. Naturalmente "ambasciator non porta pena"! che ne pensano gli amici del sito?
Un caro saluto a tutti!






Renata :
RenataUn saluto di feria domenicale a voi di Calceranica e a tutti gli amici del sito in ferie o in attesa delle ferie! Questa volta, Guido, mi hai catturato in molti modi e, senza andare con ordine,mi sono cantata per intero la canzone di Piero e come sequenza naturale 'Generale' di De Gregori. Era il bel tempo in cui si...lottava contro le guerre.
Quella stupenda foto di fiori 'Colori' mi ha molto provocato!: non si distingue bene la corolla con i petali, e neppure le foglie sono molto chiare, ma sono quasi sicura che sia Silene dioica (qualche dubbio riguarda l' Epilobium hirsutum) Ho letto che anche Graziana ne era incuriosita e come lei continuo a provare emozioni forti e sensazione di desolazione a calpestare il terreno di guerra,e anche solo a vedere quella croce sul Monte Asolone, le gallerie e le trincee disseminate ovunque per la guerra 'di posizione'.
In quanto alle ferie... mi sento già na siora e lézo n'altro libro tanto che 'l cor slarga le ale!! E l'Ivonne l'à metù zo 'l perzemol? (la o con l'accento giusto non ce l'ho!)
Avevo già notato in un'altra occasione che i detti e i proverbi sono decisamente maschilisti. Non me ne vogliano gli amici se noto anche una certa...ansia!: che la staga 'n casa... non l'è tuta sòa...
Un caro saluto a tutti e un augurio di una estate...avventurosa, comunque!

guidoleonelli :
guidoleonelli09.07.2017 -ore 22.10-
Ciao Saverio,
no, con la macchina, il Monte Grappa proprio non vale e mi vorrai scusare se mi meraviglio di te provetto montanaro; lo dicevo già ad Anna e lo ripeto volentieri anche a te, ma sappi che non faccio il promotore turistico di quella zona, che la distanza è inferiore a quanto si possa immaginare e sicuramente a tante escursioni in Alto Adige, per esempio.
Anch'io forse l'ho già detto che se il "cantón del dialèt" trova consensi, la cosa non può che farmi tanto piacere; piacere maggiore se anche i tuoi giovani, cosa non molto comune, dimostrano interesse.
In quanto alla "delocalizzazione", hai ragione a contrastarla: già altri ci pensano fin troppo abbondantemente.
Buona estate Saverio, con un caro saluto anche a Mirna.

guidoleonelli :
guidoleonelli09.07.2017 -ore 22.20-
Ciao Annmaria, villeggiante ai freschi di Malosco (beata te, per certi versi).
Grazie per i tuoi immancabili complimenti sulle nostre escursioni anche se, a te che conosci almeno in parte le mie traversie, la mia preoccupazione è che possano essere sempre le ultime. E non dirmi, per cortesia, che sono pessimista.
Sul "cantón del dialèt", vorrei invitarti a non preoccuparti: sono ignorante anch'io e di cero non sarei all'altzza di fare delle interrogazioni come invece facevi tu, "sti ani" su per San Candido e in tanti altri posti.
Adesso che sei a Malosco,immagino verrà a piacerti anche "méter su 'l paròl": che bei ricordi!
Grazie e un caro saluto anche a tutta la tua combriccola.

guidoleonelli :
guidoleonelli09.07.2017 -ore 22.35-
Ciao Graziana,
hai ragione ma tieni duro un altro paio di settimane che poi, se ricordo bene, dirai definitivamente FINE. Sai che conquista! E come te le godrai dopo le ferie.
Largamente dondivisibile quanto dici sui posti di grandi battaglie storiche; sono sentimenti che ho provato spesso anche più vicino, sul nostro Lagorai, per questo verso tristemente famoso.
A proposito della tua curiosità sul nome di quella macchia di fiori, devo confesarti che se l'avessi saputo, il nome ce l'avrei meso sotto ma il guaio è che, in botanica e non solo, sono un asino patentato; ti invito però a leggere quanto scrive in proposito, proprio dopo de, Renata che ne sa davvero tanto ma tanto di più.
Con Sant'Antonio invece, cara Graziana, tocchi un tasto ancora molto dolente; con la settimana entrante, lascio vecchie cure e tento nuove strade: è l'ultimo tentativo prima del ... suicidio.
Sui prverbi dialettali non faccio alcuna fatica a darti ragione e a fare, almeno in parte, mea culpa: starò più attento nella scelta in futuro. Anche Renata è d'accordo con te e me l'aveva già fatto presente la volta scorsa (quando tu invece hai marinato).
Ciao e un caro saluto anche a Maurizio.

guidoleonelli :
guidoleonelli09.07.2017 -ore 23.00-
Ciao Renata
sono davvero contento, dopo averti catturata, che ti sia fatta una bella canzone: ricorderai che il merito di averla postata sul sito è di Ivonne: io, al tempo, cantavo molto poco. Adesso invece ... è tutto un canto!...
E sono contento, dopo averti catturato, di averti anche "provocato" con quella bella macchia di colore che qui ha trovato posto semplicemnete perché proprio la macchia mi era piaciuta tanto. La tua curiosità sul nome, puoi vedere poco sopra, è anche di Graziana ma con la differenza che tu probabilmente ci azzecchi, da esperta come sei.
Stessi interessi botanici e medesime emozioni a ritrovarsi, cent'anni dopo, su posti di battaglie così crudeli. Ho provato le medesime forti emozioni anche in una serie di escursioni nella zona del Passo Falzarego e alle porte di Cortina, oltreché sul nostro Lagorai.
Brava nei tuoi tenatativi di scrittura dialettale anche se non tutti ben riusciti; a proposito, meglio che non ce l'abbia l'accento acuto per la "o" perché in "perzémol" l'accento acuto va sulla seconda "e"!
Sui proverbi hai ragione: ho già fatto ammenda.
Ciao e varda de star da bèn.

Giovanni :
GiovanniCiao Guido, un saluto anche agli amici del sito e ad Ivonne.
Sono in astinenza da percorsi in montagna e, dall'afa della Pianura Padana dalla quale scrivo, solo le descrizioni di poetiche escursioni nella natura come le tue, caro Guido, mi danno un po' di refrigerio :-)
A proposito poi di musica, voglio citare Massimo Bubola, che ha interpretato e rivisitato le canzoni della Grande Guerra nel recente album IL TESTAMENTO DEL CAPITANO, dove riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo sound e la sua poetica grandi brani tradizionali come: Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul ponte di Perati, Monti Scarpazi, Bombardano Cortina, La tradotta e propone anche nuove e intense ballate, che nei testi e nelle sonorità riprendono il tema della Grande Guerra come: Da Caporetto al Piave, L'alba che verrà, Neve su neve, Vita di trincea.
Il disco è rivisitato con la sensibilità e l'esperienza di un grande autore, scrittore e musicista, autore di capolavori della canzone italiana e non, come Fiume Sand Creek, Don Raffaè e Il cielo d’Irlanda, solo per citarne alcuni.
Commenta lo stesso Bubola: "Molte di questi brani li conoscevo fin dalla più tenera età, sono stati il mio primo approccio con la canzone, le cantavo con mio nonno,con mio padre, coi miei zii. Tante volte mi è stato chiesto perché, negli anni, avessi io stesso scritto tante canzoni sulla guerra e in particolare sulla Prima Guerra Mondiale; riflettendo ho capito che mi è rimasto dentro una sorta di imprinting a partire da queste esperienze infantili, da questo primo approccio alla musica popolare. La mia prima canzone connessa con questa tematica fu Andrea, che poi cantò Fabrizio De André."
Un cerchio che si chiude, dunque, a riempire il silenzio della montagna con le emozioni della musica, sia popolare che d'autore.
Concludo con questo il mio intervento, augurando buon proseguimento d'estate a tutti!

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCiao Guido,ciao Ivonne e ricambio un saluto affettuoso a tutti gli amici del sito.Ti fingrazio molto per avermi dato la possibilità di riascoltarr la straordinaria poesia in musica del mitico De André e per la descrizione dei luoghi,reatro della Grande e tragica Guerra eche non ho mai visitato e che probabilmente no visiterô mai anche se mi fendo conto che conoscere quei luoghi significherebbe in qualche misura fendere omaggio a tutti i nostri giovani soldati che sono morti e molti di loro senza sapere perché e per cchi.Ma non voglio andare oltre.Io da Lignano son tornà a respirar l'udor de la me tera e a coltivare il mio orto.A partire dal 23/7 py avranno inizio le vvarie manifestazioni culturali cne cerco di organizzare nel mio piccolo paese natio.Sela cosa può avere un qualche interesse per te,Ivonne e gli amici del sito, ti mando il programma..Un saluto affettuoso Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli11.07.2017 -ore 22.15-
Ciao Giovanni,
mi fa molto piacere che sia sufficiente la lettura delle nostre escursioni a darti un po' di refrigerio, prigioniero della pianura come sei!
Ma ciò che del tuo commento, tu che in quanto piacentino avresti, credo, qualche difficoltà ad intervenire sul nostro dialetto, mi fa particolare piacere e mi rallegra è che, per merito esclusivamente tuo, sempre aggiornato, ho fatto la conoscenza di Massimo Bubola che confesso di non aver nemmeno mai sentito prima.
Ebbene oggi ho sacoltato diversi di questi suoi arrangiamenti ed alla fine, pur nell'imbarazzo della scelta, ho deciso per "Ta pum", che spero incontri i favori anche degli amici.
Grazie ancora Giovanni e un caro saluto a te, Anna e Leo.

guidoleonelli :
guidoleonelli11.07.2017 -ore 10.30-
Ciao Bruno e bentornato,
anche a te è piaciuto De Andrè; adesso spero che ti piaccia anche Bubola, che io ho conosciuto soltanto oggi per merito di Giovanni e che ho aggiunto al post.
Mi merviglia un po' questa tua decisione di non voler mai dedicare nemmeno una visita al Sacrario del Monte Grappa (raggiungibile comodamente anche in macchina): avrai i tuoi motivi che io rispetto.
Bentornato da Lignano allora e bentornato al tuo orto che sicuramente, durante la tua assenza, avrai lasciato in buone mani.
Ti ammiro molto per i tuoi impegni culturali che annualmente con puntualità organizzi; avrei piacere di vedere il programma e poi, chissà anche se l'ora serale tu sai che è per me un grosso deterrente che va ad aggiungersi alle mie ancor più precarie condizioni fisiche, dalle quali spero comunque ancora di poter migliorare. In fretta possibilmente.
Buona serata e buona notte con un caro saluto anche a Nerina.

Saverio :
SaverioBella e toccante quersta versione di Ta Pum; la fisarmonica aggiunge un velo ulteriore di malinconia. Un paio di anni fa ero stato coinvolto, assieme al mio amico Roberto, in alcune serate che raccontavano memorie della guerra e noi interpretavamo alcuni dei canti relativi al tema. Questa versione di Ta Pum l'ho conosciuta cercando in rete interpretazioni, diverse da quelle corali, di canti della montagna o di guerra e questa mi era piaciuta particolarmente.

Daniela :
DanielaCiao Guido, arrivo anch'io dopo una settimana di vacanza in Maremma. Molto interessanti le escursioni sul Monte Grappa, dove io non sono mai stata; questo può essere un ottimo stimolo per andare a visitare quei luoghi! A proposito di Massimo Bubbola e le sue canzoni sulla Grande Guerra, avevo ascoltato un suo concerto qualche anno fa a Borgo Vals., dove ho comprato una sua antologia intitolata Da Caporetto al Piave. C'è una canzone in particolare, "Sui monti Scarpazi", in cui canta anche sua moglie, che a me fa venire ogni volta che la sento un nodo in gola di commozione. Nell'introduzione al CD, lui scrive, parlando del nonno che cantava con i suoi amici dopo la festa della trebbiatura: "Occhi rugosi, come fessure, guance scavate dalla fatica, che si rigavano di lacrime parallele che correvano giù lente e indecise. Una specie di eucarestia contadina, dove il sangue e il vino ritornavano vivi. I sentimenti erano intatti e le ferite si riaprivano e riprendevano a parlare. Le immagini terribili e grandiose della guerra nei loro volti erno visibili come su un grande schermo. ...quell'adunanza era un viaggio nell'aria estiva immobile su per una grande scala a pioli di pietà e memoria."
Sperando di non aver intristito troppo, ... aggiungo un saluto a te, a Ivonne e a tutti gli amici del sito!

Daniela :
DanielaChiedo scusa per le svista della doppia b nel cognome del cantautore...

guidoleonelli :
guidoleonelli17.07.2017 -ore 10.15-
Ciao Daniela e bentornati, riposati immagino e pieni di sprint, dalle vostre ferie.
Ho letto con vero interesse quanto tu scrivi, poi ho cercato "Sui Monti Scarpazi" ma cantata da Massimo Bubola non l'ho trovata. La cantano diversi cori, anche trentini, ma mi sarebbe piaciuto ascoltarla dalla sua voce.
A chi il nodo alla gola a chi la pelle d'oca: sono parole e immagini che fanno davvero effetto.
Ma, se posso permettermi, una volta sul Grappa ci potresti andare, col tuo Roberto naturalmente. Potresti salire in macchina fino all'ossario e, dopo una visita, avresti anche la possibilità di fare un interessante giretto ad anello non molto impegnativo e con dislivello sicuramente alla tua portata.
Ma approfitto dell'occasione che mi offri per aggiungere anche quanto, in una mail, mi scrive Bruno Cstelletti, nato in Contrada Castelletti di Ferrara Montebaldo:
"...Bubola da bambino trascorreva le sue vacanze a Ferrara M Baldo.Sono contento che tu lo abbia scoperto. So anche che egli ha collaborato con De André...
E non mi rimane che ringraziare te, Bruno e soprattutto Giovanni che ha colmato una mia grossa lacuna.
Ricambio i nostri saluti a te e Roberto.

Giusi :
GiusiCiao! Finalmente mi faccio viva per ringraziarti delle spiegazioni che mi hai inviato.
Come ti avevo detto, non passo molto tempo al computer, per cui magari leggo con parecchio ritardo le cose che vengono pubblicate... In ogni caso ci tengo a ribadire che amo il dialetto, leggo volentieri poesie dialettali e trovo utili le spiegazioni per scriverlo correttamente.
Alla prossima! ( non dico a presto, perché mi conosco...) Giusi

guidoleonelli :
guidoleonelli21,07.2017 -ore 18.00-
Ciao Giusi,
come dici tu stessa finalmente ti rifai viva: bentornata! Pensavo che ti fossi già stancata e invece leggo con piacere la bella dichiarazione che fai a favore del dialetto, quindi conto di poterti rileggere presto.
Buona estate e buone ferie, se devi ancora goderne.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCaro Guido,sono in difficoltà qui in montagna con il mio trabiccolo.La posta non parte e non arrivae miracolosamente ora riesco a scriverti sul sirp.Complimenti. Per la tua bella e circontanziara descrizione zione dell'isola e per la poesia.Ti scrivo poche riche perché tu non pensi male di me.Come sai sono piuttosto impegnaro e in salute non sono al massimo.Non so se tu abbia ricevuto la mia ultima email.Spero che domani sia una giornata migliore.Un caro saluto Bruno



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