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Sarentino, Sentieri, Rif. Montanara. Ischia

 

 

 

Sarentino: Reinswald/Rio Bianco

 

 

Sentieri dei Paloni e delle Busatte

 

 

Rifugio La Montanara

 

 

Ischia e dintorni

 

 

El drago

da leggere e/o ascoltare

 

 

 

 

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  Getrumalm, m 2094                                        domenica, 15.12.2019

 

- Dislivello: di andata m 130 di ritorno m 450 in discesa

- Sviluppo: km 9,00 circa

- Tempo: ore 1,15 di andata ore 1.30 di ritorno

- Carte: Kompass 056: Monti Sarentini; scala 1:25.000

 

Era pronta sul tavolo almeno da tre settimane ma l'occasione per andarci davvero s'è presentata solo oggi, forse una giornata non proprio la più indicata: domenica col traffico per i mercatini, con la gran ressa di sciatori, con un freddo gelido e un sole pallido che pare prendersi gioco di noi. E infine, con un'informazione sbagliata arrivata da chi le informazioni della zona avrebbe il dovere di darle corrette.

Ma ormai è del tutto inutile recriminare anche alla brutta scivolata sul ghiaccio del parcheggio, al rientro, prima di salire in macchina.

A Rainswald/Rio Bianco, poco oltre Sarentino, in questa stagione letteralmente preso d'assalto dagli sciatori, saliamo col primo troncone di cabinovia fino a Rist. Pichlberg, m 2050. Ma l'intenzione, avvalorata dall'informazione poi dimostratasi errata di cui diceveo, sarebbe stata di salire fino al Dolomiten-rundblick di quota 2.491 per poi scendere, coi segnavia 8A e poi 7, fino alla Getrumalm per chiudere l'anello al parcheggio di fondovalle. E l'informazione errata, secondo la quale la discesa lungo il sentiero 8A non avrebbe comportato difficoltà, non l'avevamo avuto soltanto noi.

Accertato che la cosa non era assolutamente fattibile, altro non restava che scendere a più miti consigli.

Dal Rist. Pichlberg, seguendo il segn. 8, 11, dapprima su una comoda strada battuta nientemeno che dal gatto delle nevi, poi per sentiero anch'esso battuto da escursionisti che ci hanno preceduto con o senza ciàspole, in un continuo saliscendi, raggiungiamo la Getrumalm, m 2094 in ore 1.15.

In una giornata che le previsioni ci avevano consegnato ottimisticamente di gran sole, sembra che a far da padrone nel cielo siano nuvole più o meno scure che impediscono la vista sui monti e che filtrano i raggi solari che più che tiepidi non riescono ad essere. E ciononostante, riparati dal muro della casa, consumiamo il nostro pranzo (durissimo quel capretto!) all'aperto godendoci pochi pallidi raggi di sole e scappando poi di fretta, ora in discesa seguendo il segnavia 7 senza aver molto da segnalare se non il passaggio frequente di slittini ai quali bisogna fare molta attenzione e dare l precedenza. Ed arriviamo così finalmente al parcheggio in ore 1.45.

Nel complesso giornata non felice, in una zona già nota e più volte frequentata che sarebbe potuta essere molto migliore in un giorno feriale o qualche settimana prima.

Anche le tre ore di macchina per gli oltre 200 km, a questo punto pesano più di quanto siano pesati le volte scorse.

 

in arrivo


Getrumalm

a un tiepido sole

montagne al rientro
 


percorso

 

 

 

 

 Sentieri dei Paloni e delle Busatte domenica, 29.12.2019

 

- Dislivello: m 460 quota max. m 534

- Sviluppo: km 4,800

- Tempo: ore 3.30

- Carte: Kompass 290: Alto Garda e Ledro, scala 1:25.000

 

Che freddo ragazzi ma siamo andati proprio a cercarcelo visto che ci eravamo già stati guardacaso il 27.12.2013 e anche quella volta non avevamo preso caldo: qui il sole non si vede quasi per niente, in questa stagione. Eppure quanta gente c'era oggi sul Sentiero delle Busatte, esclusivamente (o quasi) vacanzieri dell'ultimo dell'anno.

Il Sentiero dei Paloni, del quale non conoscevamo nemmeno l'esistenza, parte, come quello della Busatte, dal Parco Avventura attrezzato a monte del paese di Torbole, dove si trovano due ampi parcheggi. Il già noto Sentiero delle Busatte ha un richiamo maggiore perché, pur tutto all'ombra, non è impegnativo e sa offrire egualmente un po' di brivido per alcune lunghe scale metalliche. Il Sentiero dei Paloni, quasi sconosciuto (non abbiamo incontrato anima viva) invece è abbastanza tosto: 400 metri di dislivello se li prende tutti lui:un sentierino che presenta tratti per me molto duri e faticosi attraverso un bosco di macchia mediterranea dove si mescolano prevalentemente lecci e roverelle.

“Sentiero dei Paloni” sta per “Sentiero dei piloni”, seguendo il percorso l'andamento sulla montagna dei tralicci (piloni) di un elettrodotto. Noi non l'abbiamo però percorso fino alla cima ma, ad un certo punto, con una segnaletica molto scarsa dove molto conta lo spirito di orientamento, l'abbiamo lasciato per scendere sulla nostra destra fino a trovare ed immetterci sul ritorno del Sentiero delle Busatte. Di questo si può dire che si tratta di un'opera abbastanza recente con tratti a sbalzo superabili tramite tre suggestive scale ancorate nella roccia. Diversi i punti panoramici e numerosi i cartelli che illustrano e raccontano gli aspetti geologici, paesaggistici, della flora e della fauna. Molte anche le panchine panormiche, da godere però in altra stagione.

Qui sta un po' tutto il racconto della gita odierna: un'andata faticosa su un percorso ai più sconosciuto, un ritorno per un sentiero già noto e più comodo. Per pignoleria, rimane da precisare che il Garmin, prezioso strumento che porto al broccio e che mi consente di tener d'occhio la frequenza cardiaca, essendo impostato perché registri tutte, anche le più brevi soste, alla fine indicherà un tempo complessivo netto di ore 1,40, contro le ore 3.30 rilevate manualmente da me, che comprende tutte le molte soste, anche quelle per rifiatare o scattare qualche foto o scambiare due parole con qulcuno (ma non la pausa panini).

Giornata fredda, come ho già detto ma limpidissima con ampi scenari sul lago e verso la Val di Ledro, sulle cime di montagne tutte note, oltre che su Riva del Garda.

 


S.dei Paloni

panoramica

scala metall.

profilo altimetrico

percorso

siamo noi

 

 

 

 

 Rif. La Montanara, m 1.525                                     sabato, 04.01.2020

 

- Dislivello: m 400

- Sviluppo: km 4,800

- Tempi: di salita ore 1.30 di discesa ore 0.35

- Carte: Kompass 649: Altopiano della Paganella, Dolomiti di Brenta;

sacala 1:25.000

 

Ci pensavo da un po' ed ero in attesa della giornata più propizia: in questa stagone al Rif. Montanara ci si va soltanto per godersi un panorama superlativo sul Gruppo di Brenta, che qui si presenta aperto a ventaglio, e che solo una giornata di gran sole sa valorizzare. Oppure per una cena con gli amici o per pernottare, visto che ci sono anche le camere e considerato che il proprietario si incarica di prelevare e riaccompagnarei suoi clienti con mezzi cingolati o con la motoslitta www.lamontanaramolveno.it tel. 0461.585603.

La macchina va parcheggiata al Parcheggio Valbiole ma attenzione perché in alta stagione è molto facile non arrivarci per le tante macchine parcheggiate lungo il percorso prima di raggiungerlo.

Beh ho fatto, è vero, molta fatica ad arrivarci, ramponcini ai piedi, su per una salita che ricordavo molto bene, a tratti davvero molto tosta, che pareva non finisse mai; è vero anche che il sole non era al masimo del suo splendore ma è altrettanto vero che, a distanza di quattro anni, quindi con quattro anni in più sulla gobba, la mia fatica è stata abbondantemente ripagata e la mia soddisfazione è stata massima. Salendo, mi sono sorpreso addiritura a pensare che bello che era tornare a far fatica, una fatica vera, breve se si vuole, ma col sapore degli anni trascorsi. Molte le soste per rifiatare e per tenere a bada la frequenza cardiaca ma in cima ci sono arrivato e non ero stanco: incredibile!

Un gran da fare con le macchine fotografiche fra un buon numero di turisti, che tuttosommato non disturbavano, e che fino qui arrivano molto comodamente con il secondo troncone delle funiva del Pradel che sale da Molveno e che arriva fino fuori dalla porta del rifugio.

Con un sole più convinto e più coraggioso questo è un posto dove è d'obbligo fermarsi, ben oltre la sosta panini, sulle sdraie o sulle panchine che non mancano, a lasciare che sia lui a dare una prima pennellata di colore a pelli pallide di un inverno che sarà ancora lungo. Ma, come ripeto, la soddisfazione è stata egualmente tanta e il ritorno a casa, ad un'ora che poteva sembrare insolitamente affrettata, a conti fatti, è ritornato comodo per arrivare a fare ancora qualcosa.

Il rifugio rappresenta, in ogni stagione dell'anno, un imparagonabile balcone sul gruppo di Brenta: un panorama fantastico con la possibità di ripassare, per l'ennesima volta, i nomi delle tante cime e guglie così ricche di indimenticabili ricordi.

Questo è anche un importante punto di partenza, nella buona stagione, per belle e imegnative escursioni ad iniziare proprio dal Cròz dell'Altissimo.

 

che fatica


spettacolo

altre cime

davanti al Cròz dell'Alidsimo

percorso

 

 

 

 

 Ischia e dintorni                                                 mercoledì, 8.1.2020

 

- Dislivello:         m 80

- Sviluppo:        km 4,100

- Tempo:          ore 1,15

- Carte:            Kompass 647, Trento e dintorni; scala 1:25.000

 

        Si tratta di una camminatina, una passeggiata o poco più, quanto a difficoltà, consigliata a tutti, meglio se in una stagione un po’ più avanzata.

Lasciata la macchina nell’ampio parcheggio della cooperativa del paese, un po’ pomposamente chiamata supermercato, il percorso si sviluppa tutto su una strada asfaltata fra la campagna, fra le case e in parte nel bosco; in questa stagione in buona parte all’ombra quindi.

Dirò subito che, per quel poco che ho visto, Ischia, frazione di Pergine, è un bel paesino che andrebbe meglio esplorato anche nel suo centro storico, nei suoi angoli più remoti, di case di una volta, di ripide scale di legno, di cortili, carri e vecchi attrezzi di tempi andati.

Ma ci tornerò: la prossima volta non dopo una notte difficile, come quella passata, e quasi insonne.

        L’itinerario è molto semplice, e ben indicato già dal parcheggio, con leggeri saliscendi. Si attraversa parte del paese in direzione Nord, passando davanti ad un Hotel (chiuso) e alla scuola materna da dove si gode già una bella vista sulla valle, San Cristoforo, il lago. Più avanti il panorama si arricchirà di ampie vedute sia sulla valle sia su alcune cima del Gruppo del Brenta. Case di una volta si alternano con belle case nuove: poche quelle che paiono disabitate.

        Superato il bell’agglomerato di Pozza, distante solo poche centinaia di metri, sono arrivato fino all’ultimo bivio per Masetti, in vista del castello di Pergine ma la necessità di farmi un piatto di pasta per pranzo, mi ha consigliato di fare ritorno.

La prossima volta arriverò fino a Masetti per far ritorno poi seguendo il segn. 1 in direzione di Alberè, con deviazione appena prima di di Ischia. E. se ci sarà, non andrà trascurata nemmeno Zava, m 673.

      


antica meridiana

lago, S. Cristoforo

Gruppo di Brenta


anche i corvi

sono sazi


verze

Castello di Pergne

 

 

 

 

 

El Drago

 

Quan che sénto

chi che 'l se despiàs

el se 'nrabia

che 'l se la tòl col móndo

per malòti problèmi pìcoi

che ghe se para ennanz

vorìa dirghe de star su co le réce

perché la bòna sòrt

la pòl girarghe la schéna.

 

No sta a zugar col drago

che te poderéssi desmissiarlo

vegnìr fòr da l'ómbra

e senza domandar permesso

farla da parón.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Il drago

Quando sento/ chi si dispiace/ si arrabbia/ che se la prende col mondo/ per piccoli mali problemi piccoli/ che gli si presentano/ vorrei dirgli di stare attento/ perché la fortuna/ può girargli le spalle.// Non giocare col drago/ che potresti svegliarlo/ uscire dall'ombra/ e senza domandare permesso/ farla da padrone.

06.01.2020

Jass Bluse

 

 

 

 

 

 

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Postato 12 Marzo 2020 -

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Commenti:


Saverio :
SaverioCome si passa il tempo? Ognuno si inventerà qualcosa, cercando di sopportare con pazienza tutto quel che accade (anche in casa...). Per quel che mi riguarda ho la "fortuna" di avere una zia ottantanovenne, da sempre dedita alla cura dell'orto e dei fiori, che da un mese o più si trova a fare i conti con gli anni e quindi con un bel mal di schiena da artrosi che la costringe a letto. Per questo motivo io e mia moglie le abbiamo offerto di cominciare a fare qualche lavoretto tipo potare le molte piante di rosa e togliere le sterpaglie secche e quindi le mattine passano così; nel pomeriggio qualche lavoretto in casa e qualche strimpellata con la chitarra e vedremo...... Speriamo non piova!
Anche io come fai tu mi chiedo se si possa passeggiare e fin dove lo si possa fare; continuo a leggere varie informative (RAI, Ministero, Comuni, ecc.) e ne capisco sempre meno; pensavo di poter fare qualche passeggiata su per il monte Cimone, ma credo sarebbe fuori norma anche se, non avendo contatti con nessuno, il buon senso mi dice che potrei.... Confido che si possa usare la testa senza necessità di portarsi l'autocertificazione, come suggerisce la RAI regionale se si esce a passeggiare.
Venendo alla poesia, mi pare degna di nota per l'invito a non lamentarsi per poco quando al peggio non c'è mai fine. Posso posso anche dirti però che quando mio papà negli ultimi suoi anni di vita, vedovo e solo, lamentava qualche piccolo male e io lo riprendevo proprio col fatto che alla sua età c'era chi stava male davvero, al che lui rispondeva candidamente " ma mi sento i mei!": sacrosanto.
In attesa di tempi migliori tanti cari saluti.

Saverio :
SaverioP.S.: per me niente WhatsApp; col telefonino non ho proprio feeling!

guidoleonelli :
guidoleonelli13.03.2020 -ore 10.40-
Ciao Saverio e ancora una volta grazie per essere così fedelmente presente con le tue riflessioni e i tuoi commenti.
Nella mia newsletter, come al solito scritta di getto, sono stato sucuramente incompleto e non vorrei aver dato l'impressione di una eccessiva leggerezza: in realtà sono molto preoccupato per il presente e per il pregresso che è ancora in corso.
Tu sei più giovane e sicuramente più in forza e, ai miei occhi, hai un grande dono: tu, come altri amici, sai suonare e credo che questa sia una grande compagnia, sicuramente non arrivata per caso. A volte mi rimprovero ma "ormai i bòi i è scampadi" ed è inutile "pianzerghe drìo". Ho smesso di suonare l'armonica a bocca nel 1966 quando, l'alluvione si è portata via tutti i miei strumenti.

Sicché ti dedichi con Mirna a curare il giardino di tua zia che, poverina, si trova a fare i conti con un "bel mal di schiena", ora che a 89 anni non è più così giovane (!). Non che sia un grande esperto ma non vorrei che ti fossi preso un po' in ritardo con la potatura delle rose: le poche piante che ho io sono già cariche di nuovi getti che pare abbiano urgenza di aprirsi: poveri, non sanno cosa li aspetti!

«IO RESTO A CASA» da qualche giorno è diventato per me molto più che un semplice motto: sono proprio relegato sotto la vigile sorveglianza di Ivonne. Finite anche le brevissime passeggiate lungo il lago che da qualche tempo erano diventate l'unico motivo per uscire. Dicevo già della difficoltà che incontro a leggere o, peggio, a scrivere. Non riesco nemmeno a finire un bel libro di Erri De Luca rimasto a metà dopo le ferie, dove invece la voglia di leggere non mi è mancata proprio e dove di lettura ho fatto una mezza indigestione.
Sicchè, che abbia o meno voglia, non mi pongo proprio il problema sul tempo da dedicare alle passeggiate; il problema semmai riguarda gli acquisti da fare per la nostra quotidianità considerando che, quanto a botteghe, ma non solo, Calceranica è molto povera.
Credo che solamente quanto quotidisnamente si sente sull'evolversi di questa "peste" sia un forte deterrente alle uscite dal proprio guscio. Tu nomini il Monte Cimone, mentre noi, dovendo fare i conti anche con la mia salute, qualche giornata fa, ci siamo avventurati nientemeno che al Rif. Casarota. Credo di aver battuto ogni record negativo: due ore per l'andata e un'ora per il ritorno, in una giornta di sole splendido col Monte Spìlec che chiamava invitante. Una grande stancata per me, credimi.
La poesia? Sicuramente il 6 gennaio non è stata per me una giornata positiva: capita e nemmeno molto di rado.
Ciao Saverio e, per quanto possibile, teniamoci su che pare che il peggio debba ancora passare.
Un caro saluto, ovviamnte anche a Mirna.


annamaria :
annamariaAl tuo lungo messaggio, ho già risposto via mail e perciò non mi ripeto...Questa volta escursioni invernali ma degne di considerazione, come sempre. La prima descrizione ha catturato particolarmente il mio interesse. Non conosco il tuo itinerario, ma la zona sì ed è davvero ricca di fascino. Come sai, ho insegnato un anno a Sarentino e il ricordo di quel periodo mi scalda ancora il cuore.Una mia collega insegnava a Rio Bianco ; era la sua seconda sede e una volta alla settimana doveva essere lì al mattino, all'inizio delle lezioni. Così la sera prima veniva da me, che abitavo a Sarentino e pernottava lì. Eravamo diventate amiche. Come seconda sede, io avevo Campolasta, che raggiungevo a piedi, due volte in settimana. Che belle tutte le foto che raccontano ancora meglio la bellezza dei lughi che avete raggiunto. Fotografo esperto e capace di cogliere gli scorci migliori. Applauso. Perchè critichi la tua poesia? Lo sai il poeta manda messaggi diversi,questa è uninvito-ammonimento,degno di essere meditato...Non ha rimescolato le mie emozioni, non ha risvegliato atmosfere, come molte ( quasi tutte) le tue poesie, ma la apprezzo. Ciao Guido, un abbraccio a te e a Ivonne.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCaro guido, complimenti per la tua breve ma intensa poesia che sintetizza ottimamente questo difficile momento che ci insegnerà ad apprezzare il piacere della quotidianità e delle piccole cose: un soriso rvvicinat, una stretta di mano un abbraccio...Ciò che più mispaventa è la solitudine di chi deve andarsene senza una stretta di mano dei tuoi cari. Oggi ad esempio non potrò dare lo estremo saluto ad un caro amico.Che dire caro Guido? Stiam come d’autinno sugli alberi le foglie(nonricodo bene se il verso è corretto Molte cose vorrei dirti naogg acausa del mio problema agli occhi faccio molta fatica a scrivere.Un abbraccio a Te e a Ivonne bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli13.03.2020- ore 17.50
Ciao Annamaria, è vero che alla mia lunga newsletter hai già risposto con una mail ma gli amici del sito, scusami, mica hanno potuto leggere le tue considerazioni. Non vorrei che questa mia osservazione ti suonasse come lamentela o, peggio, come rimprovero ma contavo che avresti forse potuto raccontarci qualcosa di più, così come, per esempio, ha fatto Saverio. Ma tu sai che ciò che più preme a me è che gli amici si facciano vivi soprattutto in questo periodo così relegati come siamo ognuno nelle proprie case senza la possibilità di alcun incontro. Adesso sarebbe il momento di valorizzare la nostra amicizia virtuale che acquista tutta la sua importanza. Questa è la necessità che avverto io.
Parli di Sarentino e dei tempi in cui insegnavi lì ma forse non ricordi che Rio Bianco è la stessa località dove vanno (o andavano) spesso i Ferma a sciare: Reinwald. L'itinerario di quella nostra escursione lo puoi trovare descritto ed anche nella descrizione enell'ultima delle cinque foto.
Infine grazie per quanto dici della mia poesia.
Ricambio l'abbraccio. Ciao

guidoleonelli :
guidoleonelli15.03.2020 -ore 18.05-
Ciao Bruno, finalmente: chi non muore si rivede o si risente. È passato diverso tempo dal nostro ultimo contatto, quando mi parlavi di una tua nuova raccolta: ti ho pensato perché di questi tempi non so come tu possa fare a presentarla in pubblico.
Ti ringrazio per quanto dici sui miei versi, mi fa piacere che tu dia a loro un significato un po' premonitore, quasi profetico. Siamo davvero piombati dentro ad un brutto momento, Bruno. E sarà un "momento lungo e pieno di pericoli: teniamoci stretti!
È vero quanto dici sulla capacità che si dovrebbe avere di apprezzare ognuno la propria quotidianità le proprie piccole cose ma, come dicevo già poco sopra, io avverto l'assenza degli amici.
Molto a proposito citi Ungaretti col suo "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" che dà davvero il senso della precarietà di questa nostra esistenza.
Grazie Bruno. Ricambio l'abbraccio a te e a Nerina.

guidoleonelli :
guidoleonelli13.03.2020- ore 18.20-
Desidero mettere al corrente e condividere con i iei amici e con chi mi legge il piacere che mi hanno fatto tre commenti di amici, non "amici" del sito che evidentemente mi seguono all'ombra. Usano tutti belle parole per me ma soprattutto per quanto io offro loro. E la cosa mi fa molro piacere come si può facilmente immaginare.
Grazie quindi di cuore a Cinzia, Luciano e Rino che purtroppo non mi sento di invitare ad iscriversi: troppo incerto il futuro del sito, purtroppo. Reso poi ancora più incerto per questo momentaccio che chissà quanto durerà ancora. Auguro a loro ogni bene, in particolare a Rino che fra pochi giorni si godrà la sospirata pensione.
Un caro saluto.

annamaria :
annamariaHai proprio ragione, Guido : é bello condividere con gli amici del sito. E allora cerco di ridire quello che ti avevo scritto tramite email. Abituarsi a questo lento ritmo del tempo, che prima ci scappava sempre ed ora fatichiamo a coglierne la preziosità, non è sempre facile.Mi sono ripromessa di non comunicare apatia, insoddisfazione,delusione; mi impongo di trovare il più possibile motivi per cui sorridere anche perchè subito figlie, nipoti, amici potrebbero venire contagiati dal mio malumore e non voglio proprio. E poi, ti dico la verità, finora non mi sono proprio annoiata. Che faccio? Mi sveglio sempre molto presto , ma è così da sempre. Alle 7 seguo la messa del Papa da santa Marta; dopo colazione, mi guardo in giro e decido...C'è da rifare il look a me stessa e alla mia stanza. Oggi ho coccolato le mie orchidee: oltre ad innaffiarle, ho pulito le foglie, ho aggiunto corteccia lì dove necessitava...Spesso preparo un dolce: la torta alla ricotta per Erica ed Alessia, la crostata per Chiara , i biscotti per i Widmann, lo strudel per Michele e gli altri Cavicchioli. Naturalmente preparo poi il pranzo per Irene e per me. Mi dedico tanto alla lettura: il giornale e libri vari. Ho terminato da poco il libro di Floris " L'invisibiole". Guardo qualche bel programma alla TV ed intanto lavoro a maglia. Telefono a figlie, fratelli, amiche e rispondo ai molti whatsapp che ricevo. Rapide uscite per la spesa e qualche passo per le deserte vie qui accanto. E' la mia terapia, perchè guai se non mi muovo un po', data la mia arteropatia. Comunque rispetto le disposizioni e sono a casa quasi per l'intero arco della giornata. Un grande ciao a tutti e... sursum corda.

guidoleonelli :
guidoleonelli14.03.2020 -ore 9.45-
Buongiorno Annamaria e grazie, sperando che non te la sia presa. Certo che, letto tutto, mi pare che di tempo libero per annoiarti te ne rimanga davvero poco e per questo ti ammiro e un po' ti invidio. È un'occasione questa nella quale credo si apprezzi molto la vicinanza dei figli e dei nipoti: una miriade per te. Un bell'esempio il tuo di come accettare questa situaione che, per me, si fa di giorno in giorno più pesante e della quale troppo poco si sa, non solo sulla sua durata ma su tante alytre cose che, a mio avviso, ci tengono volutamente nascoste.
Ciao e buona giornata

Daniela :
DanielaCiao Guido, stavolta incomincio dalla poesia, che tu hai anticipato avremmo potuto criticare senza problemi ;.), e invece, come commentato da altri amici del sito, a me è davvero piaciuta e reputo molto importante il suggerimento di "no desmissiar el drago". Mai come in questi giorni surreali si capisce quanto siamo fragili e come le cose che si danno per scontarte ci possano essere tolte in un battibaleno.
Chiedi come si passa il tempo: io per alcuni giorni non avrei problemi tra letture, ascolto dei miei cantautori preferiti, qualche lavoretto nell'orto, impasto del pane e di qualche torta per tirare su il morale, corso di spagnolo "a distanza", chiacchiere al telefono, via mail o whats up,...ma la mia vera difficoltà è il pensiero della mia mamma che avrebbe tanto bisogno di compagnia e invece nessuno di esterno agli stretti famigliari può andare a trovarla. Io e due delle mie sorelle che abitiamo nel comune di Trento ci diamo il cambio per l'assistenza e per sostituzione badante, con tutte le precauzioni igieniche possibili, e questa perlomeno è una motivazione valida per poter uscire. Ma penso a tutti gli anziani nelle case di riposo ed ai malati in ospedale, oltre alle persone emotivamente fragili a cui non ci si può avvicinare. Sono convinta che le conseguenze psicologiche e psichiatriche, una volta finito questo incubo, saranno devastanti; mi permetto di dire che forse si è pensato poco a chi è in difficoltà in questo senso e non ha gli strumenti, spesso anche cognitivi, per affrontare la nuova situazione.
Per non essere solo negativa, noto invece con piacere quante persone hanno inventato o incrementato soluzioni tecnologiche per i bambini, i ragazzi e anche noi adulti per "regalarci" momenti di svago o di apprendimento, sempre comunque per chi ha a disposizione gli strumenti adatti...
Spero di non essermi dilungata troppo, un saluto e un abbraccio virtuale a te, a Ivonne e a tutti gli amici.

Daniela :
Daniela14/03/2020 ore 14,50
Mi permetto un ulteriore commento, perchè sono stata felicemente smentita nelle mie considerazioni mattutine. Leggo ora che la Pat ha attivato il progetto "resta a casa, passo io" dedicato alle persone fragili, anziane, malate o sole attivando un numero di telefono dedicato, gratuito, per esigenze di spesa, farmaci, ascolto. Molto bene! Di nuovo saluti a tutti

Carla :
CarlaCiao a tutti.
Che dire di questo tempo?!
Per me è un regalo inaspettato visto che ne ho sempre poco, peccato non poterlo spendere al di fuori del mio piccolo comune.
Ischia e dintorni… ecco dove sarei andata volentieri, perché tra tutte le escursioni qui descritte, mi sembra una passeggiata che ben si sintonizza con la mia anima.
Amo i paesi con i loro centri storici che racchiudono il mistero di vite già vissute e profumano di abbandono e di tenacia; talvolta scorgo i segni della resistenza delle pietre, altre mi faccio sorprendere dalla resilienza di chi ancora ha scelto di abitarli.
Amo questo tipo di passeggiate che mi distolgono dalla fatica, di quella che già faccio nei campi e nei prati d'estate… ne conosco e ne serbo memoria di quei pendii che rastrelliamo a mano e ci tocca starcene ore ed ore sotto il sole. cocente. E' odio e amore tutto insieme.
Invece quanto poco amo i sentieri affollati da gente che vuole trasformare le nostre montagne in mega parco giochi su misura di un'ideale cittadino che idealizza la montagna quale luogo idilliaco di pace e silenzio.
In merito al disastro di tale percezione vi invito a leggere il libro "Le tristi montagne" del sociologo Arnoldi che svela l'estrema ambiguità e complessità della realtà alpina contemporanea, tra scenari turistici e crisi esistenziali riassunte nel libro di Nicoletta Andreis ( mia amica e collega agriturista, che ha chiesto a diverse donne di montagna di scrivere un loro pensiero) dal titolo "Le mie mani" con quelle mie semplici parole:" ma poi vorrei soltanto andare".


In merito alla poesia che tu stesso definisci brutta devo dire che io stessa non ho trovato in quei versi nessun impatto emotivo. Forse perchè hai semplicemente messo in versi cose trite e ritrite: sentite troppe volte perché dette e scritte troppe volte.
Ed è proprio quel troppo che le ha rese banali e quindi inascoltabili nel senso di ascoltare con il cuore.
Però mi piace la scelta che hai fatto della figura del drago nella complessità del suo significato simbolico: per noi occidentali simbolo di distruzione e di morte a differenza degli orientali per i quali è simbolo di creazione e vita.
Ancora oggi i simboli continuano a marcare il paesaggio mentale ed emotivo dell'uomo. Ben sappiamo che fin dal principio l'intero universo fu interpretato e rappresentato simbolicamente dall'uomo a livello esoterico.
Quante volte il drago nelle fiabe rappresenta simbolicamente la prova da superare?
Nella città piemontese di Gianni Rodari sul lago d'Orta si organizzano brevi corsi presso l'Accademia di Dragologia. Obiettivo: sostenere lo sguardo del drago.
Scusate il dilungarmi ma ho voluto impiegare questo tempo regalato.



guidoleonelli :
guidoleonelli14.03.2020 -ore 16.00-
Ciao Daniela, ti ringrazio intanto per quando dici dei miei brevi versi: è vero che l'autore non è sempre la persona più indicata ad esprimere un parere, come è vero che ogni lettore legge coi propri occhi e coi priopri sentimenti.
Poi, rasicurandoti sul fatto che non ti sei affatto dilungata troppo, sono contento di dirti che il "troppo", nei commenti degli amici non esiste proprio.

A me, in certi momenti, sembra di essere tornato al 1945, quando, sfollati a Malosco, sia pur da ragazzino ho vissuto e ne conservo molto bene i ricordi, le lunghe giornate della ritirata tedesca. Mi sembra che siamo entrati inconsapevolmente, in una strana guerra dove, fra l'altro, non si conosce nulla o quasi del nemico e di quali armi usare per sconfiggerlo.
Poi ognuno vive, a volte con grande fatica, la propria situazione di recluso. Capisco i problmi che una mamma anziana e malata possa dare e il disagio, la sofferenza che i figli devono sopportare per alleviare un po' la sua situaione dentro a questa stretta rete di restrizioni. Molto appropriato l'intervento della nostra provincia, già attivo altrove, di cui ci metti al corrente nella seconda parte del tuo commento e che sono andato a leggere. Un bell'aiuto credo, prima "de dar fòra da mati", grazie anche all'opera di tanti volonari per i quali non credo esistano parole adatte di riconoscenza.
Come le mie numerose sorelle, anche voi, se capisco bene, vi tenete in contatto con lo smartfhone: gran bello strumento anche se a me, a volte, pare se ne faccia un uso forse eccesivo. Non so se a Gardolo a mezzo giorno ci sia stata, come a Bolzano e forse a Trento, una manifestazione di vicinanza reciproca e di patriottismo: la gente alle finestre a cantare, a suonare a fare baccano con piatti delle pentole e con le pentole stesse. Già prevista la replica per le 18 di oggi. A calceranica nulla di tutto ciò: questo pare un paese preso in consegna dalla morte o, quantomeno, dal più profondo silenzio. Quel silenzio che spesso nei miei versi io invoco e che ora, guarda i casi della vita, comincia a pesarmi. Tu hai i tuoi libri come li ho io pur non riuscendo a leggere una riga, la tua musica, che potrei avere anch'io; ma a me mamca lo spagnolo anche se, ogni tanto, in questa bella e familiare lingua, qualche messaggio arriva. Poi vedi la ... scarogna, unico maschio fra sei fratelli, da piccolo mi avevano insegnato a lavorare a maglia, anche con quttro ferri (!), come per fare i "calzòti" ma purtroppo non sono più capace: dimenticato!
Oggi, ad onor del vero, con la mia ragazza abbiamo fatto un po' di compiti per la memoria: ne avrei veramente tanto bisogno.
Ed ora concludo, così se avevi il dubbio di esere stata troppo prolissa, ora ti potrai ricredere.
Allora, ricambiando l'abbraccio via etere, con affetto saluto te e Roberto.
Buon pemeriggio e buona serata.

guidoleonelli :
guidoleonelli14.03.2020 -ore 17.20-
Ciao carissima Carla, ragazza dalle frasi enigmatiche e sono sicuro tu capisca molto bene a cosa io alludo.
Finalmente una voce diversa e bada che non ho detto stonata: "un regalo inaspettato" per te e ti assicuro che se non ti conoscessi, quel poco, potrei dubitare della tua salute mentale. Parli se, oltre che relegata a casa da questa disgrazia/regalo, patissi un lungo reclutamento fra le poche strade del tuo simpatico paesello di cui parli come se fosse una prigione dove la vita dei campi è dura e dove il pane va guadagnato col sudore della fronte. Forse domentichi di quanto sia stato lungo il periodo estivo del "bollino nero", come definivi tu il "tutto esaurito del tuo bell'agriturismo quando avrei avuto voglia di venire a trovarti. Mi sembri davvero una contraddizione vivente: le ferie? A Ischia naturalmente, la frazione di Pergine non la più ben nota Ischia campana. Da un paesello ad un altro quindi. Sapessi quanto piacciono a me queste passeggiate e quanto mi sia sempre piaciuta la ricerca degli angoli più vecchi, dalle fontane, alle chiesette, dai balconi, alle tante immancabili scale e alle semplici e poche parole che mi piace, in queste occasoni, scambiare con le persone del posto. Ma non è la prima volta che mi capita di parlare di piccoli "groppi di case"; senza sforzare troppo la memoria e senza andare troppo lontano, ricordo Tret e Tres (ma altri ci sono stati di certo), guardacaso entrambi in Val di Non la tua ma, in parte, anche per sangue, la mia valle. Mi manca di raccontare qualcosa della nostra bella "città" di Calceranica: luogo, di 1.400 abitanti, di tanti traffici internazionali e di richiamo mondiale. Ma bada bene che avere amore per la storia dei nostri piccoli paesi non è affatto in contraddizione con l'amore per la montagna, dove la fatica per raggiungere la cima, rappresenta una soddisfazione impagabile Bada bene che ho detto "montagna" non sentieri sovraffollati trsformati in parco giochi. Sapessi quanto mi manca e forse solo ora, che non la posso più frequentare, mi accorgo quanto importante sia stata per me, per la mia salute fisica e mentale e quante soddisfazioni sia stata in grado di riservarmi, non soltanto in giro per tuto il mondo ma anche sulle "tue" e mie Maddalene che frequentavo già diversi decenni fa. Non solo le tue amiche, ma anch'io, in questo ti asomiglio, vorrei tanto andare e forse ci sono già stato per la mia parte.

Sulla poesia, permetimi di dirti che il tuo linguaggio mi pare del tutto inequivocabile al punto che a te non sorge mai il dubbio che possa esserci un'interpretazione diversa dalla tua. Ma bada bene che non sto difendendo i miei poveri versi; cerco solatanto di ribadire quanto dicevo sopra con qualche altro amico che ogni interpretazione è soltanto una questione personale. E che, in quanto tale, può differire da altre interpretazioni. Spero, ma non ne sono certo, che su questo aspetto tu sia d'accordo. Perché, provo solo a buttartela lì, tu vedi nei mie versi solo l'inaspettato regalo di cui parli all'inzio? Bada che non mi offendo ma tu, sicura come sei, ci trovi solo cose trite e ritrite che non sanno darti nessuna emozione. Hai fatto caso alla data dei miei versi? Il 6 gennaio, nessuno, forse nemmeno tu, pensava ad un regalo di queste dimensioni.

E termino assicurando anche te, come ho già fatto poco fa con Daniela, che ogni commento per me è un regalo e, in quanto tale non è mai troppo prolisso, tutt'altro. Sulle storie del drago non ce ne avrai, se non mi soffermo.
Ciao ragazza dalle farsi enigmatiche e non invidiare raltà che forse non conosci o che non conosci a sufficienza: goditi Rumo che è un gran bel paese con le gambe in due province.

Renata :
Renata14/3/2020
Ciao Guido e buon proseguimento di clausura a tutti gli amici del sito. Oggi mi avete fatto molta compagnia con tutti i vostri scritti sofferti, preoccupati e condivisibili.
Voglio iniziare con una considerazione sulla gita ai Sentieri dei Paloni. I piloni dell'alta tensione e il bosco di roverelle mi hanno catapultato con forza ai piedi del monte Luppia dove con Silvano, nei weekend invernali, andavamo a fare legna.Sotto i piloni, gli addetti alla manutenzione delle linee elettriche, segavano le roverelle, perché non crescessero fino a toccare i fili, e le abbandonavano sul terreno. Era legna che ci scaldava più volte:raccoglierla, trasportarla a Garda, segarla con olio di gomito, caricarla in macchina, scaricarla e portarla sul balcone del terzo piano di Bolzano! e l'inverno successivo, finalmente bruciarla nella stufa a ole, per un tepore buono e profumato.

Sempre di quella gita ho guardato, invece, con orrore la scala metallica del Sentiero delle Busatte, ancorata alla roccia, senza rispetto, e così violentata.
Ho assistito molti anni fa alla discussione, sfociata in litigio feroce, fra i rocciatori "puri" e i rocciatori con martello pneumatico. I primi, indignati dal comportamento prettamente competitivo dei...martellanti, un giorno hanno pensato bene di togliere tutti i chiodi che trovavano salendo sul Campanil Basso del Brenta. si trattava di una via difficile su un campanile superbo. L'ira di Cesare Maestri è risuonata con parole violente scagliate come le frecce di Giove e ampliata in tutto il mondo dei rocciatori.
Amo la natura, i boschi, i ruscelli, la vita che custodisce. Amo i sentieri antichi e quelli ancora da tracciare e amo le rocce da scalare e quelle inviolabili. L'uomo, nella sua presunzione, perde spesso la dimensione del limite, il fascino del mistero, il senso del rispetto.

E, a proposito, ci pensa il drago a ridimensionare un po'la presunzione umana. E si desmissia senza tanti complimenti e preavvisi: il cancro ti scuote nel profondo e combatti la tua battaglia dimenticando i malòti di un tempo; il virus scuote il tuo mondo, la tua filosofia di vita, i tuoi affetti. Sconvolge il mondo,le sue regole e i suoi disastri. Ci sconvolge tutti e, disorientati, avanziamo come ciechi, ma a piccoli passi... ce la faremo!
Oggi sono stata troppo lunga e mi scuso. Penserò a voi, in solitudine e in silenzio, curando il mio piccolo giardino.
Ciao Guido. Un abbraccio ...virtuale a te, a Ivonne e a tutti gli amici

guidoleonelli :
guidoleonelli15.03.2020 -ore 10.30-
Ciao Renata buongiorno, non so tu ma io ho gia fatto la mia lunga passeggiata nel mio minuscolo giardino anche se ancora bagnato dalla pioggia di ieri e di stanotte ed ho poi lincenziato la cuoca, operazione non facile che mi consentirà finalmente di fare i canederli a modo mio.

Ma, dopo questo breve preambolo, veniamo a noi e al post che vi ho proposto stavolta. È vero che si dice che la legna scalda quattro volte e anche di più. noi ancora, in quelle che sono diventate brevi cammiante, torniamo a casa entrambi con alcuni rami di latifoglia che poi, segati e accatastati, torneranno utili per accendere il fuoco della stufa. Ma a te le roverelle e il Sentiero dei Paloni hanno riportato immediatamente alla mente le scorribande nei boschi attorno al Garda, col tuo Silvano e non poteva essere diversamente. Come passa veloce il tempo! Ma che duro quel sentiero, che duro soprattutto per gambe ormai non più avezze alle fatiche di una volta. Proprio ieri, facendo Ivonne ordine negli armadi, ha ammucchiato tutta la nostra attrezzatura da montagna: tanto materiale a riportare alla mente quanto ci è stata cara, e quanto a lungo, la montagna nelle sue diverse espresioni, eccetto ciò che invece non è mancato a voi: noi infatti non abbiamo mai scalato. Passerà tutto nelle mani di una sua simpatica nipote che saprà ancora valorizzarlo. Molto meno duro e molto più frequentato il Sentiero delle Busatte che, per un breve tratto iniziale corre parallelo al primo. Quel sentiero che, con quelle alcune scale metalliche ancorate alla roccia, è in grado di offrire l'ebbrezza della montagna e delle belle vedute anche a turisti abituati più al traffico e al caos cittadino. C'è la possibiltà di scelta e non mi pare così male anche se concordo che quelle scale metalliche possano assumere, a occhi diversi da quelli dei turisti, un significato quasi blasfemo. Il discorso ti porta a ricordare le discussioni e le bèghe sui chiodi del Campanil Basso; non voglio entrare nela discussione perché non avrei nessun titolo per farlo. Rimpiango invece, questo sì, di non essere mai arrivato in cima, impresa che sarebbe stata accessibile anche noi se accompoagnati da una persona più esperta. A questo proposito, lo dapevi che gli amanti del Brenta si dividono in due categorie: quelli che hanno fatto il Campanil Basso e quelli che l'hanno soltanto guardato dal basso all'alto. Noi, pur avendolo girato in lungo e in largo, anche in stagione invernale, apparteniamo al secondo gruppo. Rimane il rammarico né è sufficiente a consolarmi di aver rispettato la dimensione del limite e il senso del rispetto.

Il drago (e l'età per la sua parte) nel mio caso ha pensato di tirarmi il freno a mano: ma chi l'aveva autorizzato, chi l'aveva cercato? È il gioco della ruota che gira alternando momenti belli ed esaltanti ad altri di tutt'altro genere e che, in questo momento, mi riporta alla memoria la mia raccolta "La ròda". Nel "nostro" caso non era necessario il virus che tanto rompe adesso; ho provato ad oppormi con tutte le mie forze ma, come tu sai da tanti anni e molto meglio di me,
in questo tipo di battaglia ci può essere un solo vincitore a meno che... a meno che prima non ci pensi proprio il coronavirus. Sursum corda, che cade proprio a proposito parlando di monntagna e di roccia.
A piccoli passi dici tu, ma il tempo intanto scappa. Ce la faremo?

Non sei stata troppo lunga Renata, l'ho già detto ad altri amici che ti hanno preceduta che per me leggere le impressioni dei nostri amici è una grande soddisfazione.
Ciao e alla prossima con un abbraccio che ricambiamo entrambi.

Anna :
AnnaCiao Guido e un saluto a tutti gli amici.
Una passata veloce per "farmi sentire" come giustamente mi facevi notare tu, caro Guido.
In questo momento, nonostante il "caserma rest" obbligato, io continuo a lavorare, ma sinceramente preferirei stare a casa.
Mi mancano, come credo a tutti, le passeggiate anche quelle brevi.
Hai presentato dei bei giri che faremo in tempi migliori (qualcuno l'ho fatto).
Il drago della tua poesia è sempre addormentato vicino a tutti noi e, come dici tu, basta pochissimo per risvegliarlo, oppure si può svegliare da solo e allora possono essere guai. Mia mamma mi diceva sempre: "mai lamentarsi di gamba sana" e aveva ragione.
Intanto passiamo questo brutto momento facendo la nostra parte rispettando le regole imposte e sicuramente ne usciremo continuando la nostra vita con più amore e rispetto.
Un saluto e un abbraccio a tutti e in particolare a te Guido e a Ivonne. Smack

guidoleonelli :
guidoleonelli17.03.2020- ore 16.45-
Ciao Anna, mi fa piacere anche la "passata" veloce se quella lenta non è posibile, mi fa piacere sentire che ci sei e che, nonostante tutto, prosegue il mondo nel suo girare. Ma il pensiero corre subito a tua figlia e alla tua nipotina che spero e auguro che siano in buona salute.
Certo che mancano tanto anche a me le passeggiate, anche quelle brevi ché molto di più, per la fiacca alle gambe, non potrei certo permettermi. Ma verranno tempi migliori, forse! Aveva ragione da vendere tua mamma e, quanto al drago, badiamo a non dargli fastidio sperando che abbia sonno pesante.
"Continueremo la nostra vita con più amore e rispetto" è il tuo augurio a proposito del coronavirus, è un augurio che mi piace tanto.
Grazie Anna e godiamoci, se si può, queste belle giornate che annunciano l'imminente primavera.
Ciao, samck smack anche da parte di Ivonne.

Anna :
AnnaCiao Guido, oggi sono a casa dal lavoro in riposo. Come sai lavoro al Centro d. Ziglio e lì siamo in emergenza direi molto critica. Questa pestilenza ci sta logorando a chi il fisico, a chi il sistema nervoso. Lavorare in questi posti vedi la sofferenza di chi è ammalato e di chi segue queste persone, ormai soprannominati "gli angeli".
I nostri ospiti sono molto a rischio perché loro rischiano la vita.
E' come essere in ospedale.
Comunque andiamo avanti ognuno col suo lavoro e il suo impegno per cercare di fare il meglio possibile nelle migliori condizioni.
Mia figlia sta bene e domani farà la tac per vedere la situazione.
Per lei sarà la prova del nove. Incrociamo le dita.
Un abbraccio e a te e a Ivonne :):)

guidoleonelli :
guidoleonelli30.03.2020 -ore 22.45-
Ciao Anna, del titto casulamente passo da queste parti e con grande sorpresa trovo questo tuo scritto. Mancando una data, spero non stia attendendo da troppo tempo questo mio riscontro. Sono dovuto andare a vedere di cosa si occupa il Centro d. Ziglio di Levico ma non mi sono chiarito bene le idee. Ho letto però che siete a contatto con questa "pestilenza", come la chiami tu.
Non so in che ruolo, con quale mansioni lavori tu ma comunque sia capisco molto bene il disagoo e la paura di cui parli. Per quanto possa valere, ti sono vicino.
Incrocio con te le dita per tua figlia e le auguro che vada tutto bene.
Un abbraccio, cara Anna e fammi sapere, se vorrai.
Ciao



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