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Passeggiate, dialetto, poesia

 

 

 

 

Camminate fuori casa

 

el cantón del dialèt -7-

 

N'orchestra de Violini - versi da ascoltare


 

 

 

  Da V.Vattaro verso Piani di Susà                                    mercoledì, 10.05.2017

 

- Dislivello: m 250

- Sviluppo: km 4,400

- Tempi: ore 1.20

- Carte: Kompass 647, Trento e dintorni, scala 1:25.000

 

Più che di un'escursione in montagna, qui propongo alcuni appunti di una breve passeggiata ai piedi di una gran bella montagna quale è la Marzòla. E non è per scarsa volontà o per lavativismo che abbiamo deciso di scegliere un itinerario insolito, molto semplice, molto comodo e a poca distanza da casa.

La spiegazione sta nelle mie attuali precarie condizioni di salute e nella “licenza” che i medici mi concedono con l'avvertenza di non percorrere lunghi tratti in macchina.

Abbiamo la fortuna di avere dei boschi bellissimi appena fuori casa e delle passeggiate, su altri itinerari già descritte altre volte, che bene si adattano alla situazione e che forse possono essere presi come idee per chi, fra gli amici che mi legge, non si sente o non ha voglia di fare troppa fatica.

 

Raggiunto Vigolo Vattaro (da Bosentino, in uscita del paese, da Trento in entrata) in corrispondenza di una grande croce, parte la strada, con chiare indicazioni, che sale al rifugio Maranza. Si prosegue con la macchina, per un paio di chilometri circa fino ad un ampio parcheggio nel bosco, indicato a q.810 metri. Lasciata la macchina, si prosegue su comoda strada per qualche centinaio di metri fino ad incontrare il bivio, ancora con chiare indicazioni “El Capitèl, m 880. Qui si lascia la strada che porta al rif. Maranza per prendere, con nun'ampia curva, sulla destra. La strada continua sempre molto comoda, può essere percorsa anche da bikers e che sale molto dolcemente all'ombra di alte piante. Si prosegue ora, senza possibilità di sbagliare, fino dove si vuole. Si incontrerà una deviazione sulla destra con indicazione Maso Ginepro, la si supera e si continua incontrando altre indicazioni: Pian de la Tàola, m 966 e da qui mancano poco meno di 9 km per l'abitato di Susà; un interessante cartellone che spiega come è fatto lo scheletro della terra. Le rocce bianche della Marzola incombono bene evidenti dall'alto ed un vallo arrtificiale è stato costruito onde evitare e che grossi macigni, dei quali qualche traccia rimane, possano provocare danni a persone o cose. La ciliegina è rappresentata da panchine, a volte col tavolo, dove chi volesse può fermarsi a godere il silenzio nel fresco del bosco o il canto degli uccellini.

Poco oltre, quando a Piani di Susà mancano 3 km ed a Susà poco più di 8, il mio Runtastig informa che è ora di tornare.

È chiaro però che chi avesse voglia può proseguire ancora a proprio piacimento su una strada che è davvero invitante e che può essere comodamente percorsa, oltre che con la bici, anche con scarpe leggere.

 

 


Aquilegia

El capitèl

vieni, c'è una strada nel bosco

bivio per Maso Ginepro

Pian de la Tàola

scheletro della terra

percorso


si torna

 

 

 

 

 

  Da Madonna del Fèles a Vigolo Vattaro                               giovedì, 11.05.2017

 

- Dislivello: m 250

- Sviluppo: km 5,200

- Tempi: ore 1.45

- Carte: Kompass 647: Trento e dintorni, sczala 1:25.000

 

Una passeggiata ad anello oggi, ancora qui nei paraggi di casa che offrono diverse possibilità su vari facili percorsi.

Rggiunto l'abitato di Bosentino, per chiara segnaletica, si entra in paese e si raggiunge in breve, seguendo una comoda strada con Via Crucis, l'ampio parcheggio del Santuario della Madonna del Fèles, dove si lascia la macchina.

Simpatica la chiesetta (chiusa) ma, gusto del tutto personale, troppe le scritte, i cartelli, le invocazioni, le preghiere; perfino il grande Cristo ligneo, forse opera del Lunz, vista la grande somiglianza col confratello di Malga Cambroncòi, pare non sentirsi del tutto a suo agio. Dall'aspetto è chiaro che si tratti di un luogo di pellegrinaggio e di preghiera molto frequentato.

Già qui, oltre a varie scritte, si trovano i primi segnavia molto chiari, seguendo i quali (n. 33 e 41), sempre molto frequenti, sarà possibile compiere l'intero anello. Ci si trova poco oltre i 700 m s.l.m. e ci si avvia, subito in buona salita verso il vicinisimo Castello di Vigolo Vattaro, la cui storia è descritta con altrettanto chiari cartelli. La strada prosegue poi ancora, per un buon tratto in salita ma andrà poi addolcendosi in una romantica e comoda strada boschiva. Con un ampio giro, sempre in direzione di V.Vattaro, si supera il Torrente Rombonos (interessante questo nome e ancora più interessante sarebbe conoscerne la provenienza), dove si conquista la quota più elevata della passeggiata (930 m) fino araggiungere, ora in comoda discesa, in parte su strada asfaltata, i Masi Alti, un agriturismo e quindi le case più alte del paese.

Qui la segnaletica non sarà più così abbondante come in precedenza ma, passando attraverso antiche case con bei poggioli e scale in legno, facendo ricorso all'indicazione di qualche persona che si incontra, oltre che al nostro senso dell'orientamento, ritorneremo (qui un'indicazione però non ci starebbe affatto male), per strada aperta al traffico, dall'altra parte del torrente per proseguire poi fino a ritrovare i segnavia che ci riporteranno al punto di partenza.

Molto comoda si rivelerà la segnaletica locale che non ha invece riscontro sulla cartina Kompass e davvero rilassante, nel suo intero giro, la camminata. Non mancherà nemmeno qui qualche panchina lungo il percorso e, avvicinandosi al paese di V.Vattaro, si avrà occasione di verificare di persona i danni che le recenti gelate hanno provocato su guovani piantagioni di ciliegi e di meli.

La Marzola ci acompagnerà er quasi tutto il percoso, così come la Vigolana mentre, per lunghi tratti, si potrà godere anche della vista delle cime ancora imbiancate del Monte Bondone.

 

 

In conclusione, mi sembra interessante riportare quanto scrive Elio Fox sul suo vocabolario, sotto il termine Fèles: ... c'è un piccolo Santuario, sopra Bosentino, la Madòna del Fèles, risalente al XV secolo. Fino al 1796 era incorporato nella diocesi di Feltre e ancora nel 1824 la comunità di Bosentino pagava a Feltre: uno stajo e mezzo di formento misura di Feltre a titolo di annuo livello, cioè di tassa. Il nome, secondo il Pranzelores, deriverebbe dal fatto che l'iniziale cappelletta, poi diventata Santuario, è stata costruita in prossimità del Rio Rifer, un picolo corso d'acqua ornato dai fèlesi, cioè dalle felci. Il rivo segna anche il confine fra Vigolo Vattaro e Bosentino.

 


Santuario



descrizione

storia
Segnaletica

Castello di V.Vattaro

... una strada nel bosco...

Baito Prà del Boménech

percorso

 

 

 

 

  Monte Spìlech, m 1.720                                                   domenica, 14.05.2017

 

- Dislivello: m 620

- Tempi: non rilevati e comunque superiori al consueto

- Carte: Kompass 631, Altipiani Folgaria, Lavaroner, Luserna; 1:25.000

 

Gran bel tempo anche oggi al mattino e un sole quasi troppo caldo che annunciava l'abbondante pioggia che, come da previsione, sarebbe arrivata nel pomeriggio.

Erano quasi due anni che non ci tornavamo e, già come altre volte, anche oggi è stata l'occasione per me per mettermi alla prova su un dislivello che non affrontavo da un po' di tempo, a causa delle ormai note traversie non ancora risolte.

L'impressione finale? Non del tutto soddisfacente.

Nessun incontro di comosci che qui è abbastanza facile poter ammirare, ragione per la quale ricorrerò alle foto scattate, nella stessa zona, nel 2014.

 


superbo

la cima

curioso

veduta


Rif. Casarota

 

 

 

_______________________________________

 

El cantón del dialèt -7-

 

 

(Spiluccando da: Elio Fox, l'Esame di dialetto, Panorama 1998; Renzo Tomasini, Usi gergali e furbeschi nel dialetto trentino, Alcione 1992 e da vari dizionari: Fox, Azzolini, Quaresima, Groff. Ricci, Brida e altri)

 

- ripetizione di alcuni pronomi personali e relativi:

pronomi personali: tu devi andare/ ti te devi nar; loro lavorano/ lóri i laóra; lei ha fretta/ ela la gà prèssa; ecc.

pronomi relativi: chi dorme non piglia pesci/ chi che dorme no ‘l ciapa péssi; chi ha sete, beva/ chi che gà sé el béva/ chi vuole andare vada/ chi che vòl nar el vaga, ecc


 

- c e g dura in uscita di parola vanno accompagnati con l’h

bosco/bósch, fresco/frésch, bianco/bianch, banco/banch, fringuello/finch, dirupo/sbrich, tedesco/todésch, guercio/lósch


 

- desinenza F al maschile singolare, V al plurale e al femminile

lupo/ lof/ lova/ lóvi buio/ stròf/ stròva/stròvi nuovo/nòf/ va/nòvi

vedovo/ védof/ vedóva/védovi vivo/ vif/ viva/vivi tardivo/tardif/ tardìva/tardìvi


 

- M come desinenza:

Scrive Elio Fox: “Del tutto stranamente, il dialetto della città di Trento termina in m tre parole che a rigor di logica dovrebbero termianre in n... che da sempre fanno pam, sòm, vim alla roveretana. Naturalmente pochi osservano questa regoletta...”. Come invece l'osservo io.

Italiano: vino pane sonno

Dialetto: vim pamm

 

__________________________________________________


 

 

 

Termini,curiosità, modi di dire

 

-biót secono il nuovo De Mauro, scusso, agg., avv. in. XIV sec.; lat. excūssu(m), p.pass. di excutĕre “scuotere via”, privato o mancante di qcs.; privo di tutto; pane scusso, senza companatico; di vino, schietto; di cavallo, che ha disarcionato il cavaliere, privo di sella e finimenti; in modo franco, schiettamente: parlare scusso scusso.

Pam biót, polenta bióta; solo senza nulla, si usa in particolare quando si mangia il pane o la polenta senza companatico; dal tedesco bloss blot (corrispondente all'attuale dialetto noneso: el parla nònes blòt);

l'è lezù ma 'l parla dialèt biót;

secondo l'Azzolini: meschino, poverello; ed è meschina e poverella quella cosa a cui manca il più ed è da meschino e poverello il dover mangiare pane o polenta senza companatico.

con significato figurato, secondo Fox: persona schietta, incapace di fingere, ma anche un po' grezza.

bisògn necessità corporale, bisogno; a 'n bisògn, al bisògn, occorrendo, al caso; gavér en bisògn – avere una necessità; far i so bisògni;

da 'n bisògn tut vèn bònin caso di bisogno tutto serve, in tempo di carestia pane vecchio; el bisògn el fa far grande cose – il bisogno aguzza l'ingegno; gh'è 'l bisògn? - c'è quanto serve?; l'è 'l bisògn che 'l me fa far – sono costretto a far ciò per becessità.

créder credere, reputare, stimare, aver fede; créder senza pensar tant – essere creduloni; da no créder! – incredibile!; - crédeghe! - dagli ascolto! - créder su la parolacréder come San Tomàs che no 'l crede se no 'l ghe sbate 'l nas – en bèl véder fa 'n bèl créderse no credé al sant, vardè 'l miracol – se non credete al dire credete al fatto.

A questo proposito c'è anche una breve filastrocca che i miei nipotini, ora cresciuti, impararono senza alcuna difficoltà: “la luna la lus, el cul el gà 'n bus, se no ghe credé metéghe dént en dé”.

cràchesa persona, oggetto o macchina in cattivo stato; secondo il Quaresima, la parola deriva dal tirolese “kraxln” cioè camminare a stento come fanno gli anziani o dal tedsco krächelig, affetto da debolezza senile; èsser en cràchese – essere malandato, malaticcio.

 

 

Proverbi

- A star sempre a so cà se sa demò da fum – a stare sempre a casa propria si prende solo l'odore del fumo. Il proverbio si riferisce ad un tempo nel quale, per riscaldare le case, si usava soltanto la legna; nello stesso tempo intende anche la necessità e l'invito ad uscire e incontrare altra gente.

- En lugherìn en càbia o 'l canta de gust o 'l canta per la rabia – più facile la seconda ipotesi.

- Endó che stà 'n bocón de pan pòl starghe anca na parola – a significare che la bocca non serve soltanto per mangiare.

 

 

 

  Violini

 

  Dis tant de pu el sonar de na vóze

  dó góze delicate che le passa zó

  a smolesinar grópi e penséri

  che 'l vestì da le feste

  o 'l pu straz che se gà.

  Dis tant de pu

  en salùt amico ancabèn forèst

  che 'n risolìn trovà de 'mprést

  che no 'l sa scónder prèsse

  òci che i tàia e i stremìs

  e làveri struchi che no i fiorìs.

 

  Val tant de pu 'n violìn,

  che 'l te méte còmot a to agio

  con nòte dólze che le sa da mél

  che le vèn dal dedént

  che no le scónde no le mónta 'n caréga,

  che 'n contrabas, na viòla o 'n tambùr

  che i te 'mbroia dént e fòra

  e, a la malóra, i te sgrifa la pèl.

 

  Ma che bèl

  l'altro dì ò trovà risolini

  n'orchestra completa de Violini

  na cascadèla de nòte

  che le sbrochéva dal dedént: na dotóra:

  son caminà con en grazie

  e anca se no son zamai guarì

  son contènt ancora.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

Violini

Dice tanto di più il suono di una voce/ due gocce delicate che passano giù/ ad ammorbidire groppi e pensieri/ che il vestito delle feste/ o il più sdrucito che si ha./ Dice tanto di più/ un saluto amcico sia pure estraneo/ che un sorriso preso a prestito/ che non sa nascondere frette/ occhi che tagliano e spaventano/ e labbra strette che non fioriscono.// Vale tanto di più un violino,/ che ti mette comodo a tuo agio/ con note dolci dal sapore di miele/ che vengono da dentro/ che non nascondono non salgono sulla sedia,/ che un contrabasso, una viola o un tamburo/ che ti confondono dentro e fuori/ e, alla malora, ti graffiano la pelle.// Ma che bello/ l'altro giorno ho trovato sorrisi/ un'orchestra completa di Violini/ una cascatella di note/ che fiorivano da dentro: una dottoressa:/ me ne sono andato con un grazie/ e anche se non sono già guarito/ sono contento ancora.

16.05.2017

Musica: J.S.Bach-Choral from Cantata 147

 

 

 

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Postato 22 Maggio 2017 -

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Commenti:


Anna :
AnnaCiao Guido, eccomi qua a leggere dei tuoi giri ed ascoltare la bellissima poesia.
Questi giri mi sono noti in quanto fatti qualche anno fa.
Al Casarota anche in compagnia tua e di parecchi amici del sito.
Dò il benvenuto all'amico Giovanni di Piacenza. Sicuramente farà tesoro, attraverso le tue descrizioni e le foto, dei nostri bei posti e potrà gioire nel sentirti recitare le tue poesie.
Saluto te e Ivonne con un abbraccio.
Un saluto anche a tutti gli amici. Ciao

Giovanni :
GiovanniUn saluto a tutti e un ringraziamento ad Anna per il benvenuto nel vostro -bel- gruppo. Sono un semplice uomo di pianura, e forse in quanto tale, mi hanno sempre affascinato le montagne, il loro apparentemente quieto ed immobile esistere, il loro silenzioso insegnamento, il loro poetico abbeverarsi direttamente alle sorgenti del cielo. Del fascino che provo nello stare sulla cima di una montagna, mia moglie dice che, in fondo, è un comportamento del tutto comprensibile per uno che ha sempre la testa nelle nuvole :)
Concludo con una ispiratrice citazione da Goethe: "I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi".
Ciao!

annamaria :
annamariaGrazie, Guido, per queste nuove dettagliate descrizioni delle vostre camminate. C'è proprio da imparare, perchè con intelligenza sai scegliere e apprezzare itinerari diversi, che si confanno con le tue possibilità attuali (sono comunque notevoli...). Non avevo mai sentito nominare il santuario della Madonna del Fèles: ci sveli luoghi nuovi. Che belle le strade nel bosco che mi piacerebbe proprio percorrere. So che non ti fermi mai e tutto serve a mantenerti "vispo"e allenato. MUSICALE e non certo solo per il titolo la tua nuova poesia, che come sempre, ho ascoltato con piacere.Particolarmente efficace, ho trovato il verso: "..laveri struchi che no fioris". Rende proprio l'idea...Sorridere non costa nulla eppure a volte, siamo così avari di sorrisi. L'angolo del dialetto mi diverte molto.Biot, crachesa...li ho sentiti tante volte. Bene!. Un applauso per tutto e un cordiale "benarrivato" al nuovo amico.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCi sono,ci sono caro Guido! Il fatto è che in quest'ultimo periodo sono stato completamente assorbito dal Concorso Valeggio Futura che ha visto una grande partecipazione.Il 9/6 ci sarà la Premiazione e quindi Ti farò avere una copia del libretto. sempre belle e piacevoli le descrizioni delle tue camminate e sempre belle le tue poesie,ma questa volta va sottolineata la dolcezza delle immagini e dei suoni esaltati da una recitazione che voglio definire magistrale.Trovo anche sempre più interessante l'angolo riservato al Dialetto anche perché come sai la mia è terra di confine per cui c'è sempre qualche cosa da imparare.E infine : noi tutti uomini e donne di montagna salutiamo con grande piacereGiovanni ,uomo di pianura che ama la montagna.Un caro saluto anche ad Ivonne Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli23.05.2017 -ore 15.10-
Cara Anna,
ero un po' preoccupato per non averti più sentito dopo che mi avevi chiesto di un'escursione sul Mone Baldo. Spero non abbia incontrato difficoltà ma non mi è venuto in mente di dirti allora che, quanto a fioritura, non era il caso che ti facessi grandi aspettative; è un anno strano questo e la fioritura, ho potuto constatarlo anche domenica scorsa, è molto scarsa e in ritardo mentre il Baldo è famoso anche e soprattutto proprio per la sua grande varietà di fiori. I giretti, come li chiami tu, sono proprio delle facilissime passeggiate qui in zona mentre al Casarota, non ce lo siamo domenticati, abbiamo fatto la festa del sito qualche anno fa.
Giovanni sarà contento del tuo saluto; a me premeva informarti che lui, pur uomo di pianura, le nostre montagne, molte delle nostre montagne, ma anche altre, le conosce già per le sue saltuarie scorribande, con la sua gamba giovane e sempre con la sua fedele macchina fotografica al seguito.
Anche a nome di Ivonne, ricambio un caro saluto. Ciao.

guidoleonelli :
guidoleonelli23.05.2017 -ore 15.25-
Ciao Giovanni,
e ancora ben arrivato fra noi "uomo di pianura". Speriamo non abbia ad annoiarti.
Tua moglie Anna Maria ha delle battute spiritose ce lei più di me saprà quanto ti si addicano. Per conto mio so delle tue fugaci e tranquille visite dalle quali te ne vai "abbeverato dalle sorgenti del cielo", come dici tu, e con un carico di sempre belle fotografie.
Quanto a Goethe, non conoscevo questa sua bella frase che mi sembra molto appropriata; è forse il motivo principale per il quale in montagna non mi piacciono le compagnie numerose e cacciarose. Il silenzio, che solo lì si trova, molto spesso mi ha ispirato.
Ciao Giovanni, alla prossima.

guidoleonelli :
guidoleonelli23.05.2017 -ore 15.45-
Ciao Annamaria,
e brazie per i complimenti immeritati: "con intelligenza", dici tu, ed io aggiungo "per fare di necessità virtù", di questi tempi. Ma verranno tempi migliori anche per merito, della dottoressa Violini che mi ha ispirato e che è riuscita a darmi fiducia.
L'osservazione sul sorriso che non sempre fiorisce, è ben diretta sapendo, tu ed io, quanto poco sia io propenso a ridere e sorridere. Mi suona un po' anche come benevolo rimprovero che da te accetto.
Non avrai mai sentito nominare la Madonna del Fèles (che penso possa trovare anche in google) ma sono certo che tu conosca molti altri santuari mariani.
Lo dicevo l'altro giorno ad Ivonne e lo ripeto ora anche a te: vedete di imparare un po' di dialetto che io non abbia a predicare al vento; non vorrei che all'esame finale, mi piacerebbe davvero combinare un incontro allargato, una commissione , ovviamente di amcici trentini doc, fosse costretta ad assegnare più debiti che crediti.
Grazie e anche Giovanni sarà contento del tuo saluto.

guidoleonelli :
guidoleonelli23.05.2017 -ore 16.00-
Carissimo Bruno,
il tuo silenzio è un silenzio pesante, che si nota, ecco perché mi sono permesso di chiederti se c'eri ancora. Avevo dimenticato del tuo incarico di presidente al concorso di Vialeggio ed immagino quanto tu possa essere impegnato. Sono però sicuro che ne uscirai come il solito molto brillantemente. Grazie del libretto che non mi farai mancare.
Le mie camminate questa volta sono abbastanza ... povere, come già dicevo sopra. mentre la poesia, mi pare di averlo detto, mi è stata ispirata da una gentilissima dottoressa che mi ha visto di recente e che mi ha dato una botta di fiducia che mancava: speriamo che seguano anche i fatti. Quanto alla recitazione, ti ringrazio ma vedi di non esagerare che arrossisco.
Sono infine contento di questo tuo bel saluto al nuovo amico Giovanni, uomo di pianura, ma mica tanto.
Anche da parte di Ivonne, ricambio a te e Nerina, un caro saluto.

Saverio :
SaverioUn saluto anche da parte mia all'uomo "con la testa nelle nuvole". Come sempre il tuo "cantón" è prezioso, così come lo sono le tue poesie (molto bella anche questa).
Ho letto volentieri la descrizione delle tue camminate; anche se le conosco bene, le rivivo con le tue belle e dettagliate descrizioni (te l'ho sempre detto che sei impareggiabile).
Un caro saluto a te e a tutti gli amici che ci leggono.

guidoleonelli :
guidoleonelli24.05.2017 -ore 11.00-
Ciao Saverio,
ci siamo incontrati poco fa, entrambi in bici, sulle nostre strade di acasa e ci siamo un po' aggiornati soprattutto sulla nostra situazione "salute". È sempre bello incontrarsi anche se, sarà un destino, il tempo a disposizione non è mai tanto.
Nel tuo commento ti rallegri per l'arrivo di Giovanni, "uomo con la testa fra le nuvole", valente fotografo e, per questo aspetto, tuo serio e validissimo concorrente.
Tu sai di certo che fra Calceranica e Caldonazzo, poco più di un chilometro, corre l'ideale linea di demarcazione fra due dialetti e quindi, anche per questo mi rallegra che tu trovi il mio "cantón" interessante. Ricordo e ti roingrazio ancora per avermi regalato il dizionario di Luciano Brida dove, checché se ne dica, spesso ho notato un'identità di traduzione, con altri dizionari, di molti lemmi.
Grazie per i complimenti riguardo alla poesia e per quanto dici sulle semplicissime passeggiate proposte: so e conosco bene che altri sono i tuoi gusti montanari.
Ricambio a te e a Mirna un caro saluto.

Anna :
AnnaCiao Guido, forse ti è sfuggito, ma ti avevo aggiornato dell'uscita sul Baldo, esattamente sotto gli altri interventi.
Esattamente come dici, la fioritura non era il massimo, ma le mie amiche erano comunque estasiate e... foto a gogo (loro sono pollici verdi, io no!!!). Comunque molto bello.
Un salutissimo. Ciao alla prossima

guidoleonelli :
guidoleonelli25.05.2017 -ore 11.30-
Ciao Anna,
se fai riferimento al post dell'11 aprile "Fioritura sul Monte Baldo", non mi è sfuggito il tuo commento ma mi era parso di averti sentita dopo con l'intenzione di andarci.
Ma tutto è bene ciò che finisce bene e mi sembra che ci siamo chiariti.

Daniela :
DanielaCiao Guido e un caldo benvenuto al nuovo amico del sito.
Interessanti le due passeggite che proponi e, a proposito della Madonna del Feles, mi hai fatto ricordare una cara collega di Bosentino che avevo conosciuto nel mio primo impiego (anno 1975!) . Ogni tanto ci sentiamo ancora, per cui mi sono ripromessa di proporle la "tua" passeggiata in occasione di un eventuale prossimo incontro! Anche questo può e sa fare il sito!
Sempre sinpaticoe e divertente el cantón del dialèt: io la parola cràchesa l'ho semrpe sentita con una s davanti, tipo "me sento propi 'na scràchesa". Dialetto gardolot o errore di pronuncia???
Molto bella anche la poesia e sono contenta che tu abbia trovato "n'orchestra de Violini" provenire da una dottoressa: meno male che ci sono anche queste situazioni piacevoli!
un saluto a te e ad Ivonne e... a presto!

Renata :
RenataCiao Guido. Un caldo saluto a tutti (finalmente 28°) e benvenuto a Giovanni che in quanto alla testa fra le nuvole, è in buona compagnia!! Anch'io sono stata catturata dal verso "...laveri struchi che no i fioris" per il richiamo simbolico del fiorire sulle labbra e delle labbra che fioriscono. Ma stuzzica anche la forma del dialetto che dà con più efficacia il senso di chiusura sterile. Mi piacciono le vostre camminate 'leggere'a godere del mondo vicino, fissate nelle fotografie sempre belle di fiori e di croci. E della camminatrice. Ma mi incantano sempre le tue lezioni di dialetto, che mi godo molto, ma che ricordo con fatica! Quel "crèdeghe!" è un po' come il "daghe da ment!" che ho sentito più volte usare dalla mamma? E che il guercio fosse "losch" è anche una notizia divertente. Mi ricordo del pam biot, ma il vin non era vim! Sono sempre stata lova de pam biot! Un abbraccio a te e a Ivonne e a presto

guidoleonelli :
guidoleonelli25.05.2017 -ore 22.45-
Ciao Daniela,
i "poteri" di questo piccolo e modesto sito (hai notato, a proposito, come è calato il numero dei passaggi?): ti ha fatto ricordare perfino di avere una ex collega a Bosentino: non mi sembra poco, tanto meno se poi andrai a fare due passi fino alla Madonna del Fèles con lei. Beh, io dico una cosa: piccolo e modesto finché si vuole ma con degli amici tutti simpatici, alcuni ormai storici e sempre o quasi presenti, altri che, con calma arriveranno. Credo che sia una bella soddisfazione e spero che non lo sia solo per me.
A proposito del "cantón del dialèt" (sono contento che ti sia simpatico), che a me richiede parecchio tempo, ho controllato oggi anche perché avevo voglia anch'io di verificare ciò che tu chiedi. "Crachesa" anche con la "s" all'inizio l'ho trovata su un solo dizionario,quello di Elio Fox che riporta la parola sia sotto la "c" sia sotto la "s". È una novità anche per me: io l'ho sempre usata senza la esse ma credo che non si possa parlare né di dialetto di Gardolo né, tantomeno, di errore di pronuncia. Scopriamo assieme come è bello il nostro dialetto anche sotto questo aspetto.
La poesia, grazie per le tue parole, avrai notato sia stata una cosa del tutto casuale ed estemporanea; ciò che mi dispiace invece è che trovo sempre meno ispirazioni e quindi voglia di scrivere; fra il resto partecipo sempre meno ai vari concorsi che continuano ad esserci e, esclusi quelli provinciali ai quali non partecipo da anni, e quelli un po' troppo fuori mano, non sono molti quelli che rimangono a invogliarmi.
Un caro saluto Daniela anche naturalmemnte a Roberto.

guidoleonelli :
guidoleonelli26.05.2017 -ore 23.05-
Ciao Renata,
immagino che Giovanni, persona molto sensibile (nonostante la testa nelle nuvole) sia contento dei tanti saluti che gli arrivano dagli altri amici.
Nella tua di oggi, mi piace molto come riesci bene, anche qui si vede il tuo allenamento quotidiano, ad analizzare e dare il giusto significato, anche simbolico e figurato, a certe espressioni dialettali; e mi piace anche come tu riconosca quanto sia capace il dialetto di espresioni che in italiano non renderebbero forse altrettanto bene.
A te piacciono le nostre camminate "leggere" e ti dirò che non dispiacciono nemmeno a me anche se sono costretto, mio malgrado, ma spero ancora per non troppo tempo, a fare di necessità virtù.
E delle espressioni dialettali che ti incantano, "crédeghe", me lo fai ricordare tu, può assumere il significato che dico di credere, aver fede, credigli perché dice la verità, ma anche quello ironico che ho dimenticato di ricordare e che corrisponde molto bene sl nostro antico "daghe da mént" che significa proprio l'opposto: non dargli ascolto, non vedi che è un burlone, che si prende gioco. Ricchezza del nostro dialetto, dicevo poco fa con Daniela. Su pam, vim e sòm, che non conoscevi scritti così, sei sempre a tempo a imparare.
Ciao e a presto.

GRAZIANA :
GRAZIANACiao Guido,
prima di tutto un sincero augurio affinché i tuoi acciacchi ti lascino in fretta e poi... come sono piacevoli le tue "camminate fuori casa"! dico così perchè leggere è davvero un po' come andarci. Fra quelle descritte conosco solo la zona della madonna del Fèles. L'ho trovata bellissima in autunno, non ricordo più quali sono gli alberi intorno (forse faggi), ma i colori erano meravigliosi.
Curiosità dialettali: sempre molto molto interessanti e divertenti. Il termine crachesa anch'io, come Daniela, l'ho sempre sentito e usato con la "s" davanti, ma si sa , essendo tute doi gardolote... e la mia versione del proverbio del lugherin non aveva finora previsto la possibilità di cantare di gusto... ma ... ne terrò conto.
Le immagini della poesia sono davvero molto belle (e che verità esprimono!)e la tua recitazione aggiunge ancora valore.
un caro saluto

Giovanni :
GiovanniGrazie a tutti voi del benvenuto, pian piano imparerò a conoscervi ed eventualmente postare qualche commento più circostanziato ai temi ed agli articoli di Guido che ringrazio per l'iscrizione al gruppo. Per ora il mio è quindi un solo saluto ed un a presto rileggerci tra queste pagine!

guidoleonelli :
guidoleonelli26.05.2017 -ore 18.10-
Ciao Graziana,
grazie per gli auguri; chissà he non siamo sulla buona strada (che sarebbe già stata abbastanza lunga).
Anche a te piacciono le camminatine fuori casa e, se posso aiutarti, conoscendo tu già la Madonna del Fèles, le piante sono in larga parte proprio faggi, così come nell'altra passeggiata proposta da Vigolo Vattaro, dove il bosco è particolarmente bello e e ben curato e la strada invitante e rilassante.
Nel cantón del dialèt, ho già risposto a Daniela, spero compiutamente, su cràchesa o scràchesa e quanto invece al proverbio del lugherìn, anch'io lo conoscevo nella versione che dici tu; così abbiamo imparato qualcosa di nuovo tutti due.
Infine grazie Graziana per le belle parole che riservi ai miei versi: mi fanno molto piacere e spero che siano, almeno in parte, anche propiziatorie.
Ciao, con un salutone anche a Maurizio e chissà che non abbiamo a incontrarci a breve...

guidoleonelli :
guidoleonelli26.05.2017 -ore 18.20-
Ciao Giovanni, hai visto che bel gruppetto simapatico di amici che ha il sito? E non sono tutti. E hai visto che bella accoglienza ti hanno riservato?
Alla fine dell'anno scorso pensavo di smettere o, quantomeno, di rallentare almeno un po' per riservare parte del mio tempo (oltre che a curarmi... ed alle visite mediche) ad altri interessi che vedo sempre purtroppo un po' trascurati.
Ma ci vedremo ancora qui in seguito, mi auguro.
Un caro saluto a te e a tutto io tuo bel terzetto.

diaolin :
diaolinPoro el contrabass...
:-)

Però se ès content va ben cossita

Diaolin

guidoleonelli :
guidoleonelli29.05.2017 -ore 20.20-
Grazie Diaolin per il tuo importante contributo.
Anche a me piace il sax ma in questo caso mi andava molto meglio il violino. Spero non ti sembri molto strano.



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