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Omini di Pietra, Monte Lefre, Malga Kraun poesia

 

 

Stoanerne Mandlen/Omini di pietra, m 2.003

 

 

Monte Lefre, m 1.305

 

 

Monti di mezzocorona: Malga Kraun,  m 1.222

 

 

 

1939 classe de fèr

 

 

 

L'iscrizione al sito, sempre gradita

 

e offre l'opportunità di intervenire con commenti e critiche

 

 


 

 

Stoanerne Mandlen/Omini di pietra, m 2003                                         

                                                                             mercoledì, 01.05.2019

Si tratta di un percorso classico e, in quanto tale, molto noto e frequentato; figurarsi il 1° di maggio: a tratti sembrava di essere in processione ma la gente non ha disturbato e, più avanti, si è molto diradata. La meta può esere raggiunta comodamente anche da Sarentino

 

Per chi, superati i 620 metri di dislivello, raggiunge la cima, si troverà su un balcone circondato su ogni lato da prestigiose catene bianche di neve.

Era dal 2012 che non ci tornavamo e allora era l'8 aprile.

 

Da Bolzano e proseguendo con la ME-BO, si raggiunge Terlano e da qui, in 13 km il paese di Meltina, m 1.140 e poi, dopo altri 4 km il parcheggio a pagamento (3 Euro/giorno in moneta) di Schermoos, m 1.400.

Lasciata la macchina, si prende dapprima in direzione di Möltner Kaser per proseguire poi, inizialmente nel bosco, seguendo i segn. 1 e 4.

Attraversato il bosco, con un sentiero ben segnato, si esce allo scoperto per continuare lungo una salita graduale che porta direttamente su un'ampia distesa prativa, oggi molto soleggiata, che porta alla Möltner Kaser/Casera di Meltina, m 1.773 (ore 2.00).

Ma prima della Casera, oggi superaffollatta in ogni ordine di posti, si è già goduto di gran parte delle emozoni della giornata; i prati che si attraversano sono infatti veri e propri tappeti di crocus come in poche altre località è possibile ammirare. Qui la gente, macchina fotografica in mano, cerca le posizioni migliori e non sono rari coloro che, per raggiungere i migliori effetti, si sdraiano a terra.

Dalla Casera di Meltina, la cima non è più molto lontana anche se è proprio da qui, pur in quasi totale assenza di neve, che ha inizio il tratto più ripido e impegnativo. Affrontiamo la salita con tutte le cautele che il mio cuore richiede e raggiungiamo, la cima, m 2.003 (ore 1.10-3.10).

In un ambiente a noi ormai familiare, dominato da un gran numero di giganteschi omini di pietra, svetta una grande Wetterkreuz (croce del tempo) che, nella trdizione popolare, in zone nella quali frequenti sono i temporali, dovrebbe propiziare il bel tempo e tenere lontani i fulmini.

Oggi, a differenza di altri precedenti volte, non spira una fastidiosa aria gelida ed è quindi bello accocolarsi su qualche sasso per rifocillarsi. Anche qui le fotografie, da fare e da ricevere, sono un rito che ci si scambia volentieri.

Del grandioso panorama, certo di dimenticare chissà quanto, dsidero cotare il Corno del Renon, che si può toccare allungando un braccio, le cime sopra Merano 2.000, ma, sull'altro versante, soprattutto Il Sasso Lungo e il Sasso Piatto, il Vajolet, il Latemar, la Marmolada, le Pale di San Martino e poi il Lgagorai, il Corno Bianco e quello nero, fino al Monte Roen.

Sull'altro lato spiccno montagne altrettanto famose quali l'Adamello, il Carè Alto, la Prsanella, il Gruppo dekll'Ortles Cevedale.le Maddalene.

Senza fretta e con una breve sosta caffè alla Casera, si fa poi ritorno, per il medesimo percorso, alla macchina (ore 2.10-4.20).

- Dislivello: m 620

- Sviluppo: km 13,900

- Carte: Kompass 53 (forse superata), Merano e dintorni; 1:50.000

 

crochi
 


casera di meltina

in cima

eccoci

montagne

 

 

 

 

 

Monte Lefre, m 1.305                                               lunedì, 13.05.2019

 

Sono tornato, solo stavolta, sul Monte Lefre, una cima molto nota che nel passato abbiamo raggiunto assieme più spesso salendo da Ivano Fracena e quindi con un dislivello maggiore.

Sarà breve la descrizione anche perché, come si nota, la cartina non riporta il sentiero che ho seguito io (il mio amico Rino Bortolotti, su questo aspetto avrebbe sicuramente da dire qualcosa).

Si sale nel Tesino, si supera l'abitato di Bieno, e poco dopo il piccolo lago di Prdellano. Di qui bisogna fare attenzione a non farsi ingannare dall'indicazione “Monte Lefre”: si tratta infatti di una strada asfaltata, in cartina segnalata con il segn. 330, che permette di raggiungere il Rifugio in macchina. Per chi invece vuole andare a piedi, è necessario proseguire un altro po' fino a trovare, poco prima del Passo La Forcella, una stradina che entra a gomito sulla destra e che porta a parcheggiare a 933 m in Loc. DrioCastello, una larga spianata prativa che ospita una colonia e alcune attrezzature sportive. Lasciata la macchina e seguendo indicazioni sempre molto chiare, nonostante il disastro di piante che si può osservare tutt'attorno, si prende il sentiero, seg, 330 che con stretti tornantini porta, in alto,sulla strada forestale che sale dallo stesso punto e, poco dopo in Loc.Campigolo, m 1.300 (ore 1.00) ed ora una strada, più comoda al passo ma in un continuo saliscendi, porta a raggiungere prima una graziosa chiesetta, poi il Rifugio Monte Lefre, m 1286 ed infine il punto panoramico, m 1.305 (ore 1.10-2-10).

La sosta, per precedenti impegni, sarà brevissima prima di riprendere la strada del rientro, la medesima dell'andata (ore 1.30-3.40).

Ho accennato dei tanti schianti che hanno colpito questo zona; in alto si possono oservare anche grandi, imponenti lavori di allestimento e di trasporto del legname.

Quello che poco sopra ho chiamato punto panoramico, è uno spettacolare balcone, ex Caposaldo di Monte Lefre, “imponente spartiacque proteso verso Ovest fra la Valsugana e la Valle del Chieppena … durante la Prima Guerra mondiale importante caposaldo per le forze armate italiane avanzate lungo l’asta del Brenta … permetteva di controllare l’intera conca valliva fra Agnedo e Borgo. Semplice osservatorio d’alta quota per il Comando della Brigata Venezia fino al 1916, … divenne poi fondamentale caposaldo della prima linea italiana dopo il ripiegamento imposto dall’offensiva austriaca …”.

Un piccolo sia pur approssimativo “osservatorio” per l’identificazione delle tante cime può aiutare all'identificazone di alcune cime del dominante Lagorai: Panarotta, Fravòrt, Gronlait. Alla sinistra della valle, piatta ai nostri piedi, invece la bianca Catena di Cima Dodici e Ortigara che va a chiudersi sulla Vigolana.

 

- Dislivello: m 640

- Sviluppo: km 10,100

- Tempo : ore 3,40

- Carte: Kompass 621, Valsugana Tesino; scala 1:25.00

 


Driocastello

Campigolo

chiesetta

il rifugio

panorama

cartina

 

 

 

 

Malga Kraun, m 1.222 giovedì, 15.05.2019

 

Si tratta di una breve e facile escursione sui Monti di Mezzocorona; facile e breve perché iniziata all'arrivo a monte della funivia ma che potrebbe iniziare anche dalla stazione a valle.

Quanti bei ricordi per quella corsa, “di corsa”, di una ventina d'anni fa con partenza appunto dalla piazza di Mezzocorona.

Mi sono avviato quindo, ancora una volta solo (finirà questa storia o siamo solo agli inizi?).

Già all'uscita dalla gabinetta della funivia, si trova l'indicazione per la malga e per altre destinazioni; il percorso si sviluppa completamente su comoda strada forestale con qualche tratto di salita più impegnativa. Nei paraggi, ma soltanto quassù, diversi schianti ed invece difficoltà di reperimento dell'albero “candelabro” citato nei testi fra le piante monumentali del Trentino.

Non si godrà di grande panorama per l'intera giornata e ci sarà invece una fastidiosa arietta gelida a non dar pace in un posto che parrebe poter essere l'ideale per fermarsi a mangiare qualcosa e a prendere il sole.

La sosta sarà così più breve del previsto ed il rientro tranquillo, assicurato da un orario della funivia che accontenta tutte le esigenze.

 

- Dislivello: m 431

- Sviluppo: km 11,500

- Tempo ore 3.15 andata ore 1.45 ritorno ore 1.30

 


segnavia

cascatella

dalla stazione a monte

la malga

Roccapiana

 

 

 

 

 

 

 1939 classe de fèr

 

 La cambia saór la vita

 i cambia colór i ensògni

 l'è adès che se vorìa gustar

 i profumi pu dólzi del silènzio:

 

 cossì de cólp i è zamai quaranta,

 quaranta vòlte dói.

 

 Su sintéri che i s'à strenzudi

 se scórta la distanza col so IO

 entrà papaveri e batiségole

 a 'mpizzar recòrdi.

 Se scominzia adès a viver

 col destrani de la vita

 a sentir el provisòri tacà a la pèl

 ancabèn che la speranza no la mòre.

 

 Cól bisògn de star coi so penséri

 i òci, spègio de l'ànima ancór i dis,

 e i se vestis co le fòie de persegar

 entant che 'l còr, strach de paròle,

 adès el scólta.

 

 Dó vòlte quaranta

 e 'n còr matelòt ancór da goernar

 ma féme 'l piazér de no pestarme i pèi.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

 

1939 classe di ferro

Cambia sapore la vita/ cambiano colore i sogni/ è adesso che si vorrebbero gustare/ i profumi più dolci del silenzio:// così all'improvviso sono già quaranta/ quaranta volte due.// Su sentieri che si sono fatti più stretti/ si accorcia la distanza col proprio IO/ fra papaveri e fiordalisi/ ad accendere ricordi./ Si comincia ora a vivere/ con la nostalgia della vita/ a sentire il provvisorio attaccato alla pelle/ sia pure che la speranza non muore.// Col bisogno di stare coi propri pensieri/ gli occhi, specchio dell'anima ancora dicono,/ e si vestono coi petali di pesco/ mentre il cuore, stanco di parole/ adesso ascolta.// Due volte quaranta/ e un cuore bambino ancora da accudire ma fatemi il piacere di non pestatemi i piedi.

 30.03.2019

 Opera Concert Florence, Arpa Sola

 

 

 

 

compleanno in famiglia

 

le cinque sorelle


Ivonne

a tavola alla Ristomalga

i doni

Alice alla tastiera

album fotohgrafico

il biglietto di Carla

Annamaria declama

 

 

 

 

 

Immagini,  versi e foto sono coperti dai

diritti d'autore

 

 

 

Per rispetto dell'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 

 

 

 

 

 


Postato 15 Giugno 2019 -

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Commenti:


annamaria :
annamariaRieccoci; che bello! Le foto che hai postato in fondo, mi fanno ripensare alla bella giornata trascorsa insieme, per festeggiare il tuo compleanno. Una giornata davvero memorabile con sintonia di sentimenti ed emozioni. Questa tua nuova poesia diventa una degna preziosa cornice . Dici molto opportunamente che la vita cambia sapore. Importante, lo sai bene, è saperne apprezzare la ancora appetibile dolce squisitezza.Che efficaci immagini hai usato! Bello pensare a occhi che vestono petali di pesco: così non ti sfuggono immagini, squarci di mondo e di vita che magari ad altri sfuggono."'l cor" che non reclama più parole ma "el scolta" è indice di profonda consapevolezza che di ogni attimo va colto il fascino, la voce più vera. Grazie, Guido: riascolterò ancora questa bella poesia impreziosita dalla dolce musica.

annamaria :
annamariaA proposito delle gite-camminate, solo qualche considerazione: le leggo sempre con piacere, perchè mi immedesimo e sogno di percorrerle pure io. Degli Omini di pietra ho sentito parlare tante volte; io non ci sono mai stata. Il tappeto di crocus che ci hai nominato, avrà sicuramente aggiunto fascino a fascino e ce lo hai fatto capire. Sai, ho letto che il Monte Lefre, sperone roccioso particolare, è una montagna ingiustamente snobbata...Da come la descrivi tu, non mi pare.Ho letto anche che vale la pena percorrere la "galleria rocciosa", perchè all'apertura si gode poi un panorama splendido sulla vallata. La malga Kraun non l'avevo mai sentita nominare, ma io ho una simpatia particolare per le malghe. Ho potuto raggiungerne diverse durante le gigte estive, perchè quasi sempre sono facilmente raggiungibili e ripagano poi abbondantemente della eventuale fatica richiesta per arrivarci. Ciao Guido. Un abbraccio a te e a Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli16.06.2016 -ore 15.15-
Non ti aspettavo e quindi giunge ancor più gradita questa tua visita, Annmaria. Non ti aspettavo mentre mi tormentano contrattempi che mi vedono ancora senza la posta elettronica, schiavo di una tecnologia per me arrivata troppo tardi. Non ho generi io a portata di mano né nipoti numerosi: troppo lontani per darmi una dritta.
Cosicché, ieri, dopo aver messo regolarmente in rete il post, come il solito indirizzato con precedenza agli amici del sito, questo diabolico giocattolo si è nuovamente rotto, dopo nemmeno una giornata dalla riparazione: nessun altro così, può ancora averne preso visione se non del tutto casualmente.
Davvero, in sintonia di sentimenti e di emozioni, a ottant'anni, ho scoperto l'importanza della presenza di cinque sorelle la cui presenza a volte sento lontana. E mi capita di domandarmi chi sarà, dopo che da piccoli ci hanno, forse eccessivamente, insegnato a crescere e a come crescere, chi sarà che ora ci insegnerà a vivere la nostra vecchiaia con l'inevitabile ruggine che porta con sè.
Brevemnte sulle escursioni: gli Omini di Pietra, libera traduzione di un tedesco ormai quasi familiare, sono un'incantevole posto dove, a tempo opportuno, si può godere di una fioritura eccezionale di crocus; si trova sopra Meltina che, a sua volta, si trova sopra Terlano. Il Monte Lefre invece, che ho taggiunto questa volta da solo, è una cima di tutto rispetto che, come hai letto bene tu, ha rappresentato, nei tempi della Grande Guerra, un baluardo a difesa della valle sottostante dalle invasioni italiane. Ci si può arrivare da più direzioni e non è particolarmente pesante la salita nemmeno per me ora. Infine Malga Kraun, per noi posto di piacevoli ricordi e di gare con premiazioni finali di corsa in montagna, è un posto ameno, circondato da prati, ma ora anche da piante abbattute, dove trascorrere qualche ora al sole di primavera. Ci si può arrivare sia da Mezzocorona (a piedi o con la funivia) sia da Roveré della Luna.
Ciao Annamria e grazie.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiEvviva!! Auguri caro amico,auguri di cuore!! Per quanto riguada l'età io sonoun pò invidioso e quindimi fa picere conoscere che lentamente mi stai correndo dietro. Scherzi a parte la tua poesia mi è entrata nell'anima perché è verità tradotta in versi pieni di immagini e di armonia.Quanto Grande il bisogno di silenzi e di amicizia!!Vale! Brunouhgh

Renata :
Renatadomenica 16/6/2019 ore 19.50
Caro Guido, ai Stoarnende Mandeln sono stata con voi, non molto tempo fa. forse l'anno scorso, ed è stata l'ultima mia gita in montagna. Mi si preannunciava già la fermata forzata, ma la mamma ci ha insegnato a non ascoltarci troppo!Adesso invece mi ascolto e come dici bene tu, con il tuo poetare anche le fragilità, mi trovo su sentieri diventati stretti a imparare a invecchiare con dolcezza, appoggiata a pensieri ...spensierati per godere del silenzio e scacciare i demoni del male e della morte.
Anche questa volta la tua poesia tocca l'anima, dà armonia (come dice brunocastelletti) al bisogno di silenzio e di amicizia.
Grazie Guido. Alla prossima festa di compleanno!
Un caro saluto agli amici del post. Un abbraccio a te e a Ivonne

diaolin :
diaolinI auguri te i ài fati a voze che me ven meio ma
no star li a contarli... i ani i va ennanzi anca senza spenger

Basta no corerghe dré, come che fas ti, d'altronde.

Stame ben

guidoleonelli :
guidoleonelli16.06.2019 -ore 22.30-
Caro Bruno grazie! Grazie per i tuoi auguri che ho gradito e grazie per la tua presenza qui, fra gli altri amici del sito.
Complimenti per i tuoi successi letterari in terra rodigina: tu sei indomito ed insisti a partecipare ai concorsi, mietendo allori.
Silenzio e amicizia, a mio parere, sono ingredienti fondamentali alla nostra bella età e ti ringrazio per quanto dici dei miei versi.
E per il resto non ti preoccupare perché riesci ad essere sempre attivo nonostante il problema alla vista che hai: qualche errore diventa così un po' il tuo marchio di fabbrica che ti contraddistingue.
Concludo col tuo saluto "vale" che però pensavo fosse usato più come commiato definitivo.

guidoleonelli :
guidoleonelli16.06.2019 -ore 22.45-
Cia Renata, può essere che agli omini di pietra ci siamo stati non tanti anni fa, poi, come dici tu, sono subentrati un po' di ostacoli a rallentare il cammino ma non ad arrestarlo. E, pur senza ascoltarci troppo, ci ritroviamo, tu prima di me, a guardare con altri occhi ma anche con un altro cuore che nel frattempo, pensa di essere tornato bambino. Chi ci insegnerà ad invecchiare è la domanda che da qualche tempo mi faccio ma credo che la risposta, che tu, più saggia, avrai sicuramente già trovato, stia dentro di noi. Il silenzio, fuori dagli strepiti che ci intontiscono, e l'amicizia, come ricorda saggiamente anche l'amico Bruno, fanno parte della ricetta, quantomeno della mia ricetta.

guidoleonelli :
guidoleonelli16.06.2019 -ore 22.50-
Grazie Diaolin sia degli auguri che della raccomandazione: io non li conterò più e d'ora in avanti li conterai tu per me. Ma non mi sembrava di rincorrerli...
Ho dato la tua mail a Bruno e penso che ti contatterà lui.

Anna :
AnnaCaro Guido ciao e un saluto a tutti gli amici.
Dopo un po' di tempo che non mi faccio sentire, eccomi qua.
Purtroppo ho subito un'operazione alla mano destra e quindi impossibilitata a scrivere.
Ora va un po' meglio e, con fatica, riesco a scrivere... con un dito.
Colgo l'occasione, Guido, per farti tantissimi auguri di buon compleanno.
Hai raggiunto un traguardo di tutto rispetto, ma soprattutto ben portati.
Quest'anno la mia stagione "montanara" rimane ferma. Ne ho fino alla fine di luglio e poi si vedrà.
I tuoi giri e le tue foto mi fanno pensare di essere lì.
Rinnovo gli auguri e un abbraccione a te e a Ivonne. :D:D:D

guidoleonelli :
guidoleonelli19.06.2019 -ore 18.50-
Cara Anna,
eravamo rimasti, se ricordo bene, alla conclusione di un corso di nordik wolking che avevi seguito con soddisfazione.
Sono contento di ritrovarti, meno di sentire le tue traversie e i tuoi interventi chirurgici. Mi dispiace perché immagino che anche per te la montagna fosse ancora un richiamo importante. Ma passerà anche questa: te lo auguro di cuore. E devo farti i complimenti perché scrivi con una mano sola e ti riesce molto bene.
Poi, ma ne parlerò meglio un'altra volta, anch'io sono alle prese con problemi di non secondaria importanza; per ora, come noterai dai post, cerco di tenermi in movimento ridimensionando alquanto le ambizioni e le prestazioni; poi, più avanti, si vedrà. Come vedi ognuno ha la propria gatta da pelare. E noi la peleremo!
Grazie per gli auguri: graditissimi Anna.
È vero e ne sono cosciente di aver raggiunto un traguardo importante che a molti, anche del mio stretto gio di conoscenze, è precluso. Sono stato fortunato.
Spero non ti prenda tristezza e nostalgia a seguire la descrizione delle nostre escursioni: tu sei giovane e hai ancora tanto tempo per recuperare.
Grazie ancora per la visita e per gli auguri.
Con Ivonne ricambiamo l'abbraccio.

Daniela :
DanielaCaro Guido, mi scuso del ritardo con cui rispondo al tuo nuovo post, ma sto vivendo un periodo un po' complicato per vicende di salute della mia mamma, che ha bisogno di molta assistenza e ha scombussolato tempi e ritmi...
Mi fa molto piacere che tu abbia raggiunto in buona forma, mi pare, e in ancora migliore compagnia, il traguardo degli ottant'anni, che, come dici tu, non a tutti è riservato. Complimenti a te e alle tue simpatiche sorelle! Anche a noi piace molto la passeggiata verso malga Kraun, che quest'anno però non abbiamo ancora fatto, con il tuo post ce l'hai ricordata!
E che dire della poesia? Mi è piaciuta molto soprattutto l'espressione "a sentir el provisòri tacà a la pèl", che credo non sia comunque tanto legato all'età che avanza ma che (io naturalmente parlo per me), forse sarebbe bene tenere a mente sempre e non dare troppe cose per scontate...
Un grandissimo augurio di buon compleanno, e un abbraccio a te e a Ivonne anche da Roberto

guidoleonelli :
guidoleonelli28.06.2019 -ore 17.20-
Ciao Daniela,
non hai motivo di scusarti: come tu sai non ci sono scadenze per commentare. Mi dispiace invece tanto per tua mamma e non posso che augurarti ogni bene. Anch'io sto scombussolando, mio malgrado, tempi e ritmi di Ivonne.
Grazie per gli auguri, molto graditi: 80 è bello anche se si trascinano con sè rogne di vari tipi che però, nel mio caso, non hanno impedito alle mie numerose sorelle di ... farmi una bella festa.
Sull'uso che ho fatto del "provvisorio", hai ragione da vendere anche se, da giovani, alla provvisorietà, per fortuna direi, si pensa meno.
Con Ivonne, ricambio di cuore un abbraccione a te e al tuo Roberto. Ciao

Carla :
CarlaCiao Guido, in ritardo ma presente.
I primi versi della tua poesia riportano una velata malinconia per poi avere un improvviso cambio di rotta con "cossi de colp" che introduce ad una presa di coscienza del tempo che non solo è passato, ma che ha segnato la vita, cucendo sulla pelle la provvisorietà degli eventi nonostante la speranza.
Una speranza indefinita, sottile fino a diventare inconsistente come l'aria; eppure così necessaria.
Infine gli ultimi versi in cui l'età viene spezzata in due parti in modo da renderla più sostenibile, come in due dividi le tue emozioni: da una parte l'allegrezza e dall'altra la rabbia in quel non pestatemi i piedi.

Rabbia verso il tempo che comunque passa, ladro e saccheggiatore dei nostri giorni…, ma chissà poi se è come dice il fisico Rovelli: "Il concetto del tempo dipende dalle cose che accadono…"
CARLA

guidoleonelli :
guidoleonelli02.07.2019 -ore 16.15-
Ciao Carla,
qui non si è mai in ritardo e la tua presenza, la tua visita mi fa piacere.
Come piacere mi fa, tanto, la tua interpretazione dei miei versi: una vera e propria critica letteraria direi. Ancora una volta è interessante osservare come di una poesia siano possibili diverse interpretazioni; ogni lettore ha la propria che aggiunge o toglie qualcosa a quanto l'autore aveva nella propria penna. A questo proposito, prova a rileggere alcuni passi dei commenti che ti hanno preceduta: troverai convergenze e divergenze di lettura sia fra loro sia con quano dici tu. Credo che sia uno degli aspetti più belli della poesia in generale. Concordi? A volte succede che una poesia possa assumere "connotati" diversi a seconda dello stato d'animo che in quel momento ha il lettore stesso. Certamente le emozioni, i sentimenti, le aspettative, col passare del tempo, cambiano e converrai che fra i quaranta e gli ottanta, possono essere molto diversi. Io avverto questo differenza sulla mia pelle. Soprattutto in questo periodo.
Avendo una filosofia giusta, non sempre facile da trovare, si potrebbe forse affermare che anche questo aspetto fa parte della bellezza della vita.
Rovelli, che tu citi e che io conosco molto superficialmente, ci offre qui due spunti che mi pare caschino a pennello: "ciascuno di noi è fatto di identità diverse"; "chi offre certezze non è affidabile". Viva il dubbio quindi.
Grazie Carla.



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