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Monte Coppolo, m 2.069 e Monte Cogne, m 2.168 ma anche Charlie Hebdo

 

 

Il Monte Còppolo, m 2.069 dal Passo del Broccon, con tre cime la più alta delle quali si trova in provincia di Belluno, si affaccia sul Monte Pavione ed offre una bella panoramica sulle Pale di San Martino. Molto frequentato da chi, nella stagione invernale, pratica lo sci alpinismo.

 

Il Monte Cogne, m 2.168, raggiungibile da diversi punti, rappresenta una meta molto ambita da chi, nella stagione invernale, pratica invece lo sport delle ciàspole (per la descrizione si può vedere anche la mia prima guida per le ciàspole) si trova in una posizione invidiabile per il grande panorama che sa offrire.

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Chi non ricorda le vignette oltraggiosamente satiriche che Charlie Hebdo ha dedicato ai nostri terremotati del Centro Italia?

 

 

 

"Cartelìn da timbrar"

poesia da ascoltare

 

 

 


 

 

 

 

  Monte Coppolo, m 2.069                venerdì, 23.9.2016

 

- Dislivello: m 485

- Sviluppo: km 10,250

- Altitudine max. m 2.011

- Tempo netto complessivo: ore

- Carte: Kompass 621, Valsugana-Tesino; sacala 1:25.000

 

In una brevissima descrizione, annoto che il tempo, nonostante le previsioni fossero buone, è stato molto inclemente: non è piovuto, non ha fatto freddo ma nuvole e nebbia ci hanno accompagnati tutta l'escursione impedendoci di vedere tante belle montagne, dal Monte Pavione, nostra vecchia conoscenza addiritura del 2003, alle Pale di San Martrino e a Cima d'Asta.

Va poi precisato che noi abbiamo raggiunto soltanto la prima delle tre cime (non segnate in cartina) del Coppolo a q.2.011 e che proseguire ci sarebbe sembrato assai arduo e forse un po' da incoscienti.

Al ritorno avremmmo avuto piacere, dopo la sosta panini a q. 1.719, all'altezza di una piccola baita (nemmeno questa segnata in cartina) di proprietà del Muse, di provare a fare l'ampio giro del Trodo delle Malghe; a posteriori possiamo dire che ci è andata bene che le informazioni approssimative e l'assenza più assoluta di indicazioni ci abbia impedito di andare oltre la Malga Valarica di Sopra, m 1.703: eravamo stanchi abbastanza. Ciò non toglie però che la segnaletica, che a detta del proprietario di uno dei due alberghi del passo, sarebbe di competenza dell'APT di Castello Tesino, sia completamente assente per chi scende dal Coppolo. Peccato perché il Trodo delle Malge credo potrebbe rappresentare, già da solo, una bella camminata, alla portata di tutti, anche nel senso inverso a quello indicato.

Oltre ad un ricercatore ornitologo ed una coppia di escursionisti, abbiamo incontrato soltanto due greggi: il primo, molto grande, appena avviati; il secondo verso la cima che risultava completamente ricoperta di sterco al punto da farmi fare un pensiero all'utilità delle ciàspole; e qualche simpatico asinello al ritorno.

Nel complesso, sia pure con le carenze indicate, il bilancio dell'escursione può comunque essere considerato positivo soprattutto per chi mancava dalla montagna già da qualche mese.

Chi fosse interessato a saperne un po' di più sull'attività ornitologica al Passo Brocon, può vedere www.brocon.it/centroinanellamento.htm.

 


il sole? latitante

curiose

  nebbia, molta nebbia

la baita del Muse

Malga Valarica di Sopra

intesa facile fra simili ...

percorso

 

 

 


Malga Agritur Sass

 

  Monte Cogne, m 2.168                            venerdì, 30.09.2016

 

- Dislivello: m 620

- Sviluppo: km 9,300

- Tempo: complessivo netto ore 4.00

- Carte Kompass 134, Termeno/Cavalese; (scala ingrandita)

 

Un'escursione che, rispetto a quanto avevo programmato con 900 m di dislivello, strada facendo si è molto alleggerita, ed è andata bene così perché in cima avevo le gambe “sgnèche” e se non fosse stato che era soltanto mezzogiorno, sarei stato tentato di tornare a casa. Poi invece le cose si sono raddrizzate ed alla fine s'è trattato di un'escursione facile come mi si addiceva.

Ci eravamo stati assieme, e con le ciàspole, nell'inverno 2003 e ci eravamo tornati nell'ottobre 2011 per affrontare il Monte Fregasoga, con oltre 1.200 m di dislivello, partendo non da Malga Sass, come oggi, ma dal Bait del Manz, dove, pur essendo la stagione conclusa, non si era ancora autorizzati a salire in macchina. Faticosa esperienza quella.

Oggi, arrivato al Bait del Manz, m 1.296 ho avuto l'inaspettata sorpresa di trovare la strada (asfaltata) aperta fino all'agritur della Malga Sass, questa peraltro chiusa, e non mi è parso vero evitare di percorrere a piedi la lunga strada, pur rinunciando in questo modo al percorso ad anello per il rientro, per continuare invece in macchina fino a quota 1.916. Da qui, raggiungere la cima del Monte Cogne è proprio una passeggiata che sarebbe adatta, in altra stagione, anche ai bambini.

Soltanto 7°C alle 9.30 quando mi avvio accompagnato da allegri richiami di uccelli, attraverso un bosco che ha iniziato ad assumere bei colori autunnali. Attraverso il bosco, per buona parte di abete rosso ma con una forte presenza di pino cirmo, i pinoli delle cui “ciórciole” sono una leccornia per i “crosnòboi”, si raggiunge facilmente il Passo Mirafiori con le sue numerose indicazioni, fra le quali appunto il Monte Fregasoga ma anche Brusago, da dove mi sarebbe piaciuto salire se il percorso non fosse così lungo, e diverse altre. Sopra, pur fra la nebbia che non mi lascierà, se non per brevissimi momenti, per l'intera giornata, luccica già la croce di vetta.

Un'ora per arrivarci e mezz'ora per starmene seduto, assorto nei miei pensieri, sulla base di cemento della croce. Il panorama? Zero assoluto anche se, pur trovandomi su un monte di levatura modesta, di qua si dovrebbe godere di un panorama eccezionalmente molto ricco ed ampio che va dalla Marmolada al Gran Vernel, dal Sella, al Latemar e Catinaccio, senza dimenticare i monti più vicini ma nemmeno Il Gruppo Ortler Cevedale, il Brenta e l'Adamello. La nebbbia che oscura il sole ha decisamente il sopravvento e mi avvolge, come con un filo di seta, nella mia “galéta”, proprio come un “cavalér”.

Non resta che tornare, con le gambe “sgnèche” di prima, fermandomi spesso a raccogliere pugni di “granteni” maturi e succosi che brillano come perle su un sottobosco fra il solore rosso delle foglie delle “giàsene” e il bel verde carico dei “grossai”. Girovago un po' al Passo dei Mirafiori e, allinizio del sentiero per il Monte Fregasoga, raggiungo un poco distante “bait”, ben mimetizzato fra le piante, che pare un miracolo riesca a stare in piedi ma che è arredato al suo interno nientemeno che con una poltroncina girevole su rotelle. Penso che chi fa uso di questo posto sia molto probabile che abbia lunghi tempi di attesa.

In breve, fra uno “s'ciap” e l'altro di “crosnòboi” che mi passano sopra il capo, raggiungo nuovamente la Malga dove, nel frattempo, la presenza di un'altra macchina mi dice che dev'essere arrivato qualcuno. Forse un fantasma perché non si verdrà né si sentirà anima viva. Sull'unico tavolo disponibile, comodo ma con una temepratura che raggiunge soltanto 14 gradi, consumo i miei panini e sistemo i miei appunti. Solo quando mi sto avviando alla macchina, arriva una Clio con una coppia giovane che mi danno l'impressione di essere arrivati fino qui per sbaglio e senza nemmeno sapere dove si trovino. Nemmeno una parola neanche dopo aver appreso, con la mia cartina alla mano, dove si trovano e cosa si apre loro davanti. Soltanto silenzio, salvo poi ritrovarmeli dietro, prima in macchina mentre scedo un paio di chilometri, e poi a piedi, mentre salgo a Malga Coston.

La malga, chiusa, è bella e sembra di recente costruzione o ristrutturazione. Il tempo di fare una foto, tornare sui miei passi fino al bivio sottostante per risalire, ancora a piedi, nell'altra direzione, lungo una strada forestale senza alcuna indicazione, ecceto un avviso del sindaco rivolto ai vandali che asportano o rompono i lucchetti delle sbarre sulle strade forestali. Si cammina volentieri adesso e ancora più volentieri camminerò più avanti quando, cessata la salita, la strada continua in falsopiano offrendo qualche spiraglio di visuale in valle sui paesini della Valfloriana, dove spicca inconfondibile l'alto campanile di Montalbiano. Solo un paio di indicazioni di sentieri che riporterebbero alla Malga Sass e più avanti, bene evidente, un cartello che indica la direzione per la pianta monumentale “Il zirmo dei zòchi alti”. Mi farebbe piacere raggiungerlo ma non ho la più pallida idea di quanto distante sia ed ora, per giunta, la strada comincia dolcemente a scendere.

Decido così di fare dietrofront, tornare alla macchina e scendere per fare ritorno a casa. Giornata, in conclusione, tutto sommato positiva e affatto faticosa.

 

Tornato a casa, la curiosità inappagata mi porterà a ritrovarmi fra le mani “Monumenti vegeteli del Trentino”, un bel libro dell'Istituto Agrario di San Michele, dell'ormai lontano 1991, opera di Alvise Vettori con prefazione dell'allora presidente, Geremia Gios.

Nelle ottanta pagine dell'opera, vengono censite 25 piante monumentali dei boschi del Trentino; per ognuna c'è una breve descrizione, viene indicata l'ubicazione e sono descritte le caratteristiche. Fra tante, ricordo di aver visto un paio di volte l'abete bianco a candelabro di Malga Kraun, sopra a Mezzocorona. Qui non si trova invece il “zirmo” di cui sopra.

 


Passo Mirafiori

Croce di vetta

"grànteni"

"bait"

amgolo cucina
 


Malga del Coston

  ma non l'ho trovato

info

percorso
 

 

 

 

 

 

 

   Cartelìn da timbrar

 

   Basta un sol che timbra el cartelìn

   i amìzi al bar per en tresèt revèrs

   perché gnènt del so tèmp no ‘l vaga pèrs

   o a casa ‘ntél lèt al caldesìn.

 

   No ocór tirarlo su el sveiarìn

   che ‘l fa demò gazèr a qualchevèrs

   se léva con calma e giustalvèrs

   per far dó ciàcere col so vizìn.

 

   Entant en la via larga ‘n processión

   tanta zènt che ‘l lavoro no la ‘l gà

   la protesta la fa ‘n gran rebaltón

 

   zighi e fis’ci na manifestazión

   i enmùcia ma no i ghe n’à mai assà

   tuti i ròba e gnanca tant de scondón.

 

   L’è af gatade fòr da l’alvear

   seràli en presón che i pòda polsar.

 

 

Ascolta la poesia

 

Ascolta la poesia

 

 

Cartellino da timbrare

Basta uno solo che timbri il cartellino/ gli amici al bar per un tresette rovescio/ perché niente del loro tempo vada perso/ o a casa nel letto al calduccio.// Non occorre caricare la sveglia/che fa soltanto rumore a qualche verso/ ci si alza con calma e a proposito/ per far due chiacchiere col proprio vicino.// Intanto nella via larga in processione/ tanta gente che il lavoro non ce l’ha/ protesta fa una grande confusione// urli e fischi una manifestazione/ ammucchiano ma non ne hanno mai abbastanza/ tutti rubano e nemmeno tanto di nascosto.// Sono api trovate fuori dall’alveare/ chiudeteli in prigione che possano riposare.

29.10.2015

La musica è di Ennio Morricone: "Il buono, il brutto, il cattivo"

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

 

 

______________________

 

 

 

Di proposito ho volutamente lasciato passare un po' di tempo ma non potevo tacere, nemmeno in questa sede, delle vignette satiriche di Charlie Hebdo a proposito del recente terremoto in Centro Italia.

 

Ai tempi dell'attacco di fanatici musulmani alla rivista Charlie Hebdo, nella polemica nata fra chi era a favore e chi contro un certo tipo di satira, una storica amica del sito, ora da lungo tempo silenziosa, sosteneva a spada tratta che “satira” si accompagna con "libertà" e che di conseguenza non regge nessun aggettivo (testuale). Con ciò a significare che chi fa satira può impunemente dire e scrivere ciò che gli pare e che a tutti gli altri spetta tacere. Così avevo capito io.

Ho dissentito allora e dissento anche oggi, dopo le vignette pubblicate, sempre dalla stessa rivista, sul recente terremoto in Centroitalia.

È sufficiente mettersi in Google per leggere come la pensa la gran parte della gente ragionevole, compresi i rappresentanti dello stesso governo francese.

Da parte mia, io mi associo al giudizio chiaro ed inequivocabile che Enrico Mentana, che non mi pare si possa definire una testa calda, ha espresso a suo tempo al suo telegiornale: "È una satira che FA SCHIFO”.

 

 

 

 

 

Liberi loro di fare satira

 altrettanto libero io di dire che è una satira

CHE FA SCHIFO

 

 

____________________

 

 

 

 

Per cortesia,

considerate la salvaguardia dell'ambiente

prima di stampare.

 


Postato 13 Ottobre 2016 -

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Commenti:


Saverio :
SaverioCiao Guido,
la tua poesia tratta un tema che di poetico ha veramente poco ed è talmente vasto che servirebbe un poema, più che alcuni versi. Per fortuna io ho smesso di timbrare, altri invece non hanno smesso di rubare.
Vedo con piacere che Ivonne è tornata alle escursioni; penso sia un buon segnale, vero?
Il monte Coppolo non l'ho mai considerato nelle mie escursioni, ma mi sembra possa meritare di andarci, magari col sole per godere dei panorami che non avete potuto godere.
Del monte Cogne ricordo invece la tua descrizione sulla tua prima guida e ricordo pure di aver provato a salirci molti inverni addietro; purtroppo dopo malga Sass non c'erano tracce e la neve era veramente molta, così siamo rimasti a goderci il sole alla malga. Una seconda "visita" alla malga l'abbiamo fatta alcuni anni addietro, salendo in macchina e da allora mia moglie mi ha sempre impedito di tornarci in macchina, ricordando la fatica fatta dalle ruote che perdevano la presa sulla ghiaia del fondo stradale. Ora con l'asfalto sarà forse l'occasione per riprovarci...
Permettimi una piccola considerazione sulle immagini di vetta delle due gite. Sempre più spesso si vedono croci in metallo, molto grandi, talvolta di dubbia fattura; non ho mai osteggiato tale simbolo sulle vette,anche se molte discussioni sono state fatte sulla loro inopportuna collocazione, ma per favore restiamo nella tradizione del legno e se marcirà se ne farà un'altra.
Ultima cosa: non ho ancora capito qual'è il confine tra la satira e l'offesa; forse prima di offendere basta definirsi satirici e poi tutto è lecito. Bah...
Del resto i francesi sono caduti nel solito luogo comune: italia=mafia. Quindi io, satiricamente parlando, posso dire che sono dei porcelli perché non hanno il bidet.
Un caro saluto.

annamaria :
annamariaQuesta volta, più delle pur curate e dettagliate descrizioni delle due camminate, mi hanno incuriosito i diversi termini dialettali che io (ignorantella) non conosco...Che uccelli sono i "crosnoboi"? Anche i "granteni" e i "grossai" non so cosa siano... Bella invece l'espressione "gambe sgneche" che usava anche la mamma...Noto comunque che le tue gambe rispondono molto bene e ti consentono gite alquanto impegnative; mi fa piacere. Bellissime come sempre, le fotografie. Stupenda la malga Sass; sono paesaggi che mi incantano. Belli i versi della poesia, caro fustigatore dei costumi; la disposizione così particolare ha un motivo? Questa volta ti tocca rispondere a parecchie domande...scusa! Un abbraccio a te e a Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli15.10.2016 -ore19.15-
Ciao Saverio,
mi fa piacere che questa volta la tua ... penna ti sia sfuggita di mano così mi mette davanti diverse osservazioni.
Scherzo per scherzo, direi che tu, ed io prima di te, abbiamo smesso di timbrare il cartellino, altri forse non hanno mai nemmeno cominciato. Ti va?
Per il Coppolo, ti inviterei a fare un pensierino qualora, al momento opportuno ti venisse voglia di fare una ciaspolata non troppo pesante; ma anche il giro delle malghe, che io però non ho fatto, dev'essere interessante anche se, quanto a segnaletica, mi sono già espresso.
Il Monte Cogne mi dici che ti ha respinto ben due volte. Ma sai che faccio fatica ad immaginare la situaione. Intanto peò posso rassicurarti che ora la strada è asfaltata, e in buono stato per qualsiasi tipo di vettura, fino alla malga agritur. Se volessi andarci in inverno poi l'asfalto non ti servirebbe ma chiaramente allungherai parecchio il percorso. Anche noi quando ci siamo andati per la prima volta abbiamo fatto quasi da aprpista ma, con la forza di allora, non ci siamo lasciati scoraggiare. Ricordo che l'ultimo tratto, dalla malga in su, l'abbiamo percorso con un nostro amico runner che correva, pur con un'altra società, con noi e che si chiamava Bressan (il nome non lo ricordo):era il fratello del vescovo che ha appena passato il testimone. Ma ricordo sopratuto una gran bella giornata di sole ed un panorama incedibile per una quota tuttosommato abbastanza modesta.
Sulle croci di vetta, ma mi pare che ce lo fossimo già detto in un'altra occasione, sono del tutto d'accordo con te mentre sulla satira di Charlie Hebdo ho già detto tutto; in aggiunta a quanto dici tu, aggiungo soltanto che non è solo la Francia a non fare uso del bite, tutt'altro. Ma la signora Carlà, prima di convolare a nozee con Sarcó, credo se lo sia fatto installare. Cosa dici?
Ciao e grazie.

guidoleonelli :
guidoleonelli15.10.2016 -ore 19.30-
Ciao Annamaria,
io, fustigatore di costumi, come ogni tanto ti fa piacere chiamarmi, ti richiamo ad una maggiore attenzione perché i termini dialettali, dei quali dici di non conoscre il significato, non è la prima volta che vengono usati con la propria traduzione. Ma per questa volta sei perdonata: i "crosnòboi" (attenta su quale "o" va l'accento) sono i croceri o becch'in croce; i "grànteni" sono i mirtilli rossi dei quali sono certo tu farai scorpacciate estive a Malosco ed i "grossai" infine sono i rododendri. Todo claro?
Quanto alle gambe, più o meno sgnèche, sono quello di uno che, per un'altra volta, si sta fieramente ma inesorabilmente avvicinando ad un altro "anta". Ne sai qualcosa tu?
L'espressione sulla "disposizione così particolare", abbi pazienza ma sono io a non capire a cosa si riferisca ma potrai intervenire un'altra volta se credi.
E infine grazie, grazie per i complimenti che non mi lesini per foto e versi.
Ricambio l'abbraccio. Ciao.

Daniela :
DanielaCiao Guido, grazie per avermi fatto tornare in mente la Malga Sass, dove eravamo andati per un pranzo di famiglia, quando ancora c'era mio padre, tanti anni fa. Ricordo proprio un bel panorama e, vedendo che in un'ora si può raggiungere la cima del monte Cogne, che non conosco assolutamente, ... penso che a breve ti copierò senz'altro l'escursione!
Per quanto riguarda il tema della tua simpatica poesia (mi è piaciuta molto l'immagine delle "af gatade fòr da l’alvear" ) sono convinta che il male peggiore di questi cosiddetti "furbetti", che in realtà sarebbe meglio chiamare delinquenti, è quello di danneggiare l'immagine di tutta la pubblica amministrazione, dove invece, ed è bene ricordarlo, per qualcuno che si comporta così qualcun altro deve lavorare il doppio! Per non parlare poi della responsabilità di chi queste cose non le può non vedere, ma per tanti motivi preferisce chiudere occhi e bocca!
E, di tristezza in tristezza, sono perfettamente d'accordo con te sulle vignette "satiriche".
Meglio ritornare alla piacevolezza dei paesaggi montani e delle tue fotografie, un affettuoso saluto anche ad Ivonne e ... buon inizio del corso! Ho incontrato in città M. Rita ed è molto contenta di riavervi nel gruppo; io per ora "salto il turno", ma mi ha detto che se ci dovessi ripensare, posso "rientrare" anche a corso iniziato... vedremo!

guidoleonelli :
guidoleonelli17.10.2016 - ore 19.10-
Ciao Daniela
è meglio che te lo dica prima che mi dimentichi: fa attenzione perché in inverno, ma anche già ora, la Malga Sass è chiusa come è chiusa la strada che vi arriva e che viene riaperta in primavera. Potrai informarti preso il Comune, se credi.
Sono d'accordo con te: se in un bel cesto di mele, proprio sopra ce n'è una marcia, si pensa subito che possano essere così anche tutte le altre. E non è vero: megliio comunque separarle, "serando via" quella marcia.
A proposito dell'inizio della scuola, so che sei sempre molto impegnata in mille corsi ma ... sei proprio così sicura che se dovessi cambiare idea saremmo tutti ad aspettarti a braccia aperte? Tutti forse no, ma su Ivonne e me puoi contare: stà serena!
Un caro saluto, anche al tuo Roberto.

diaolin :
diaolinPrima di tutto, bello il giro dalle mie parti...
Sul Tomolon, nome corretto e locale del rinominato monte Cogne
del quale voglio raccontarti l'aneddoto che ha dato luogo al nome:

negli anni 30 un gerarca fascista in visita a Valcava osservando la cime del Tomolon ed indicandola ad una persona del luogo disse con accento vagamente partenopeo: Mi dica come si chiama quel posto lassù!
Qoéla l'è la val dei cògni...

Ah, i Cògni... bene appundato, sc'criva: Monde Gògne...
E da quella scrittura il cambio va in mappa e "el Tomolon" diventa "il Monte Cogne".
Come capirai la forma del Cogne fà proprio pensare ad un tumulo e da qui il vecchio nome Tomolon...

Bella anche la gita sul Còppolo.

E se volete salire sul Tomolon potete salirci anche dalla Malga Vernera da Sover

Brao Guido...

guidoleonelli :
guidoleonelli18.10.2016 -ore 15.30
Caro Diaolin,
intanto ti ringrazio per la visita con la quale oseervo che si tratta di una delle rare volte che ti soffermi a commentare le escursioni; guindi grazie doppiamente perché so che non è un argomento che, forse per via delle "stornìsie", di cui soffri, ti attira molto.
E grazie per la spiegazione della toponomastica che ci offri sul Monte Cogne. Credo interesserebbe anche ad Elio Fox che cura, non ho capito con quale periodicità, una rubrica su l'Adige sulla storia e la toponomastica di certi nomi.
A differenza tua, questo per me non è un periodo di grandi ispirazioni: scrivo poco e mi dispiace ma,òprima o poi, cambierà. Forse.

Monica :
MonicaCIAO GUIDO DA UN PO' NON ENTRO NEL TUO SITO MA NON PER CATTIVERIA, LO SAI. SONO SVOGLIATA UN PO' IN TUTTO QUELLO CHE NON SONO OBBLIGATA A FARE. SAI COME VA...ALTI E BASSI! SPESSO BASSI:-(
TROPPO FORTE LA TUA POESIA SUL CARTELLINO....IO CHE IL CARTELLINO L'HO TIMBRATO, LO TIMBRO E LO TIMBRERO' PER TANTI ANNI ANCORA SE NE AVRO' LA GRAZIA....CERTO CHE FA PROPRIO RABBIA! DICONO CHE CHI FA USO DI QUESTA PRATICA VERRA' LICENZIATO IN TRONCO, VEDREMO...
LE TUE ESCURSIONI COME SEMPRE LE METTO DA PARTE E CHISSA' CHE PRIMA O POI...
PER QUANTO RIGUARDA LA SATIRA HO SEMPRE DETTO, ANCORA ALLORA, JE NE SUIS PAS CHARLIE E CONTINUO A RIBADIRLO. PER ME SONO INDIVIDUI ARROGANTI MALEDUCATI OLTRAGGIOSI CHE SI NASCONDONO DIETRO ALLA LORO SATIRA DI MERDE
SPERO DI AVERVI PRESTO DA ME PER UNA CENETTA INTIMA:)

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiBravo Guido,! Non conosco i monti di cui parli ma le foto sono comunque un piacere per gli occhi e per l'anima. Bella e molto attuale la satira.Vorrei poterla inserire nelle mie " Robe da ciodi"!Scusami per l'eccessiva sinteticità ma il tempo in questo periodo è avaro.Un caro saluto a te e a Ivonne Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli19.10.2016 -ore 21.30-
Ben tornata Monica e ti prego di non considerare l'ventuale commento come un dovere, ci mancherebbe! Sei svogliata dici ma ogni tanto ti fai pur viva, a differenza di altri amici che non si sa sa nemmeno più se ci siano. Quindi massima libertà e comunque ogni tuo commento, ma anche quello di altri, a me fa piacere.
Nel merito, anch'io sono curioso di vedere, come te, se, a proposito di cartellini e di provvedimenti minacciati, seguiranno anche i fatti. Credo che sarebbe una cosa che farebbe bene a tanti e per motivi diversi.
Le mie escursioni? Queste ultime, anche se non le mettessi a parte, forse non perderesti molto; aspetta di leggere le prossime che, mi dispiace, ma, per come mi sono organizzato, trovano posto sul sito sempre in ritardo.
E quanto a Charlie Hebdo, mi pare che siamo d'accordo anche se per me il francese, tu lo sai, è come l'arabo o poco meno.
Ottima cosa il tuo invito che con piacere terremo senz'altro presente. Ciao

guidoleonelli :
guidoleonelli19.10.2016 -ore 21.40-
Caro Bruno,
Io delle tue "Robe da ciodi", ho cominciato a leggere un po' qua un po' là e, senza voler anticipare ora nessun "giudizio" o parere, il titolo mi pare proprio azzeccato.
Dici di essere un po' stretto col tempo: sarà che noi "pensionati attivi" siasmo forse un po' troppo attivi. Ma è un periodo questo nel quale anch'io avrei bisogno di giornate più lunghe. Ma non ti preoccupare, vedrai che il tempo lo troveremo.
Ricambio anch'io con un caro saluto, anche a nome di Ivonne. Ciao

GRAZIANA :
GRAZIANAciao Guido,
chissà su quale monte o quale stupenda cima sarai in questo momento (col sole fantastico che c'è oggi)!
Apprezzo sempre le tue belle e simpatiche foto, tantopiù sapendo che per molti di quei luoghi resteranno per me le uniche immagini (date le gambe quasi sempre sgnèche 'l fià cort)...
I tuoi versi raccontano senz'altro una inaccettabile situazione e sono molto d'accordo con l'ultimo verso, ma credo che a "far pulizia " si debba cominciare sempre dall'alto: ogni buon/a casalingo/a lo sa! I dirigenti sono pagati apposta per controllare anche queste cose.
Ma rispondo ora alla tua provocazione sulla satira di Chalie Hebdo. Sostengo , ora come allora, la libertà di dire(anche pungendo) ciò che si "crede". Lontanissimo da me dire che la risposta degli altri deve essere tacere e non mi rendo conto da quali mie parole tu lo possa aver dedotto, non lo penso nel modo più assoluto! Credo invece che talvolta si confonda ciò che piace e ci trova concordi, con ciò che è lecito. Pazienza, possiamo sempre rifletterci. Ognuno comunque può dire che gli fa schifo, che per lui è merde, che non si sentirà mai Chalie Hebdo... o che lo ha trovato inopportuno, di cattivo gusto,ci mancherebbe! Per quel che riguarda Mentana, che quasi sempre apprezzo molto, credo che quel commento sarebbe stato molto più professionale se lui avesse detto "a me fa schifo"... ma anche questa è solo un'opinione.
Un caro saluto

Renata :
RenataLeggendo e riascoltando questa tua poesia (sonetto?) ho ripensato all'ironico sorriso di Trilussa. Ma soprattutto, come Monica, ho pensato con qualche rancore a tutti quelli, e non sono proprio pochi, che il cartellino non l'hanno mai visto, che raccolgono i meravigliosi pomodori italiani, schiavizzati dai caporali, senza dignità e senza alcuna sicurezza. E a tutti i tanti che cercano lavoro o che il lavoro non lo cercano neanche più. Le tue parole sono in versi, le mie giustalvers solo indignate! E un motto almeno di indignazione arrivi anche ai satiri senza aggettivo e senza classe. Invece con amore di ornitologa dilettante, ho subito capito e visto nei miei ricordi i becchincroce. I ragazzini che mi chiamavano walschelehrerin ( e il walsche non aveva un connotato di disprezzo, come negli adulti) il becco = Schnabel lo chiamavano snobol Ed ecco da dove deriva il nome dialettale crosnoboi. Interessante no? Ecco, sempre un po' in ritardo, ma volevo raccontare quello che i tuoi scritti, in prosa e in versi, fanno nascere in chi legge. Quindi...grazie! Un saluto autunnale con cieli limpidi a tutti.

guidoleonelli :
guidoleonelli21.10.2016 -ore 22.10-
Grazie Graziana, e non vuole essere un gioco di parole: tutt'altro. Mi scuserai ma io credo che qui ci sia un grosso equivoco che però non capisco da dove nasca.
" Sostengo , ora come allora, la libertà di dire(anche pungendo) ciò che si "crede". Ci mancherebbe altro: io sono perfettamente d'accordo con te. Tu non puoi immaginare quanto io abbia pagato e ancora continui a pagare per aver rivendicato questo diritto. Ma quello che non capisco è quel "ora come allora". "Allora" quando? mi domando. Le vignette contro i mussulmani, se non vado errato, risalgono al settembre dell'anno scorso ma sul mio sito, in quell'occaione, non è comparsa una sola parola da parte di nessuno sull'argomento. Né io né tu o altri quindi ne parlammo. Ecco quindi la mia domanda: "allora" quando?
Ne ho parlato io per primo in questa occasione, ma si trattava di vignette che si riferivano ai nostri terremotati, ed altri amici hanno detto la loro liberamente: condivisibile? non condivisibile? W la libertà di dire ciò che si crede, esattamente come sostieni tu. All'epoca, e forse sta qui l'equivoco, io ho scambiato un paio di mail con un'amica del sito, che non so se sia ancora tale e che, ripeto, non si fa viva sul sito da mesi. Non mi pare possa pensare di essere tu. Poi di mail, non rese pubbliche, si trattava, fra me e lei.
Spero veramente che l'equivoco sia chiarito, ma ti inviterei a rileggere le poche righe che in questo post, a debita distanza dai fatti, ho dedicato all'argomento, e poi, se credi, mi farebbe piacere me lo confermassi. Sul resto delle tue riflessioni, dovrei ripetermi con quanto ho già detto e allora mi limito a dire che, per il momento, non siamo in Turchia.

Sui miei versi, la penso anch'io come te: chi non conosce il vecchio adagio che "il pesce inizia a puzzare sempre dalla testa"?
Grazie per quanto dici sulle mie foto che oggi però non ho potuto scattare se non in minima parte perché con una giornata così eccezionalmente bella e consultate tutte le previsioni meteo, ci siamo trovati a combattere, ancora una volta, con la nebbia e un'aria fredda che non ci ha di certo invogliati a fermarci a lungo.
Ma di questo parleremo in un'altra occasione.

guidoleonelli :
guidoleonelli21.10.2016 -ore 22.35-
E grazie anche a te Renata che, con facilità e semplicità, riesci spesso ad aggiungere qualche nota interessante a quanto cerco di dire io.
Ti confermo che si tratti di un sonetto, in questo caso definito "ritornellato", per via del distico finale in rima baciata.
Ma trovo molto interessante quanto dici, riprendendo in parte le considerazioni di Monica: troppo poco credo ci soffermiamao a pensare alle pesanti realtà che richiami tu e che succedono quotidianamente sotto i nostri occhi, nell'opulenta società dei consumi (per troppa gente ancora). È molto tempo, ne parlavo oggi scendendo con Ivonne dalla montagna, che aspetto una patrimoniale in Italia. Magari ti domanderai cosa c'entri adesso: c'entra c'entra, sono certo che lo capisci. Molto illuminante è stata, anche in questo senso, la trasmissione della Gruber di questa sera e quanto quel SIGNOR magistrato diceva pur non parlando di cartellini da timbrare.
Molto interessante poi la tua divagazione da ornitologa dilettante, conoscitrice del tedesco e delle sue tante forme dialettali. A me sfuggiva che "Schnabel" in dialetto diventi "Snobol"; la mia conoscenza arrivava solo a trovare la corrispondenza fra il termine italiano e quello tedesco: Creuz-Croce e Schnabel- becco. Ma quello "Snobol" aggiunge molto. Grazie quindi.

GRAZIANA :
GRAZIANAciao Guido,
ero convinta che nel tuo scritto sulle vignette dedicate al terremoto di agosto, tu ti riferissi a me perchè qualche commento sulla satira, tra gli amici del sito, c'era stato dopo l'assalto alla sede di Charlie Hebdo del gennaio 2015. Io allora (ecco qui qell"allora")avevo espresso una posizione che non era stata molto condivisa...tutto qui.
Ritornando alle vignete posso dire di averle trovate di cattivo gusto e non molto utili alla riflessione. Non capisco invece chi (vedi il sindaco di Amatrice) spreca tempo in denunce alla magistratura. Quale legge dello stato sarebbe stata infranta?
A presto Graziana

guidoleonelli :
guidoleonelli23.10.2016 -ore 19.00-
Ciao Graziana.
rientro ora e desidero, brevemente, riscontrare la tua, contento che me l'abbia voluta scrivere. Anche perché così ho avuto occasione di rileggermi il post (coi relativi commenti) che tu hai riportato giustamente a galla: il secondo dell'anno scorso.
Se è vero che "in media stat virtus", lascio ogni altra considerazione a chi avesse ancora voglia di leggermi.
Trovo finalmente chiarito l'equivoco, che era la cosa che più mi premeva. Avrai capito che non mi riferivo a te bensì a Migola, "amica", da lungo tempo silenziosa, che non so se sia ancora amica del sito. Per il resto, cara Cristiana, torno a ripetere che sono molto contento che ci siano tante idee: una per testa e tutte degne di rispetto anche e soprattutto se diverse fra loro e dalla nostra personale.
Di un'paltra cosa sono contento: di non aver voluto mai dare, poi qualche errore magari si fa egualmente, un connotato politico o religioso al mio sito.
Chi mi conosce, come credo di poter dire di te, sa come io la penso sui problemi sociali che quotidianamente si presentano e ciò mi facilita molto il ... compito.
Sono ancora affezionato al mio sito ed agli amici che, chi da più tempo chi da meno, ancora mi seguono.
Un caro saluto e ancora grazie.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiGuido,ogni volta che leggo delle tue escursioni provo un po di benevola invidia.Peccato che ionon conosca queste meraviglie mentre vedo che altri del Gruppo sanno di cosa parli.La tua poesia poi,bella nelle immagini e godibile per la sua musicalità rappresenta un valore aggiunto da godere ed assaporare.Grazie Guido e un caro saluto a te e a Ivonne.Bruno



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