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Lago dei Cirmoli e Dosso del Bove in Venosta

 

 

 

Val Venosta:

 

1. Zirmtalsee/Lago dei Cirmoli

 

2. Ochsenbühel/Colle del Bove

 

 

Viver en dói (da leggere e/o ascoltare)

 

 

L'iscrizione al sito offre l'opportunità di intervenire

con commenti, osservazioni, critiche

 


 

 

 Lago dei Cirmoli, m 2.114                                                   venerdì, 20.10.2017

 

Il Lago dei Cirmoli (Zirmtalsee), selvaggio e allo stato naturale, è forse uno dei più bei laghi alpini dell’Alto Adige. Lo specchio d’acqua è alimentato da un piccolo, incontaminato torrente che scorre sinuoso in un paesaggio naturale primigenio.

La zona circostante il Lago dei Cirmoli, che giace tra la Val d’Ultimo e la Val Venosta, è caratterizzata da una particolare abbondanza d’acqua. Innumerevoli laghi, laghetti, stagni, zone umide e paludi si sono formati in questo ambiente. Il Lago dei Cirmoli, che deve il suo nome ai bellissimi pini cembri (“cirmoli“) che crescono attorno ad esso, è di una bellezza affascinante. Ma anche il suo affluente merita un’attenzione più dettagliata. Il torrentello si snoda in meandri verso il lago. La parola “meandro“ deriva dal greco antico e indicava un fiume in Turchia. Oggi è sinonimo di “ansa“. Le anse si formano per complessi fenomeni erosivi dovuti alle correnti d’acqua nei corpi idrici fluenti, e sono ottimi indicatori dello stato di conservazione naturale di un territorio. In Alto Adige questi tipici torrenti a meandri s’incontrano solo in poche, incontaminate malghe”.

 

 

- Dislivello: m 750-800

- Sviluppo ad anello: km 11 circa

- Tempo netto: ore 5.30

- Carte: Kompass 051: Naturno, Laces, Val Senales, scala 1:25.000

 

A Castelbello, si lascia la strada statale e, superati l'Adige e la ferrovia, si prende una stradina in gran parte asfaltata, contrassegnata coi segn. 3-7, con indicazione Marzoneralm. Durante il percorso di una decina di chilometri, si passerà per le località Marogno, Lacinigo e Montefranco fino ad arrivare, a quota 1.480 al parcheggio, libero e non sorvegliato, Freibergersäge, dove si lascia la macchina.

Premetto che per una mia disattenzione, ho dimenticato di riavviare il Runtastic dopo la sosta del mezzogiorno, ragione per la quale dislivello e sviluppo del percorso, vengono riportati con una certa aprossimazione.

Dal parcheggio si segue la strada segn. 7 che, in circa km 1,5 porta alla Marzoneralm, m 1595, aperta (ore 0.40). Da qui, seguendo il sentiero segn. 18, a tratti molto ripido e impervio, si arriva direttamente alla Zirmtalalm, con l'omonimo laghetto, m 2.114 (ore 1.50-2.30). A titolo informativo, abbiamo dovuto superae 500 m di dislivello per coprire gli ultimi 2 km un po' abbondanti. Eravamo partiti alle ore 10 dal parcheggio ed ora, sono le 12.30, ci concediamo una sosta prima lungo le rive del fantastico laghetto, poi ad un tavolo della malga, dove scambiamo due parole col gestore. La malga chiuderà l'ultimo giorno di ottobre.

Va detto che quell'aggettivo “fantastico” non è certamente esagerato: il piccolo lago, dove nuotano pesci e dove nella buona stagione si può fare il bagno, è circondato da un'aureola di pini cirmoli, in questa stagione dorata. È un ambiente incantato che invita al rilssamento, alla contemplazione e alla meditazione. Per chi lo desiderasse, la malga offre anche da dormire.

Noi invece, un'ora dopo, col Runtastic ora purtroppo silenioso, iniziamo a scendere seguendo il segn. 18A in direzione Nord, inizialmente con tratti in salita, poi in discesa

all'ombra, col fondo in certi momenti reso scivoloso dalla brina, fino a raggiungere l'Altalm (chiusa), m 1.841 (ore 1.10-3.40). Si continua poi col segn. 18A, inizialmente su strada forestale in direzione Marzoneralm superando poi diversi incroci di strade, sentieri e sentierini. Proseguendo col segn. 18A si arriverebbe al parcheggio Schartegg, ragione per cui, lo lasciamo per seguire a sinistra il segn. A (Almenweg) (ore 0.15-3.55) fino alla Malga Marzoner (ore 1.05-5.00), dove chiudiamo lanello e da dove faremo ritorno alla macchina (ore 0.30-5.30).

Gran bella escursione fra i morbidi colori autunnali.

 

Laghetto dei Cirmoli
 

in cornice
 

Zirmtalalm
 


Marzoneralm

percorso

 

 

 

 

 Ochsenbühle/Colle del Bove, m 2.420                                    sabato, 21.10.2017

 

- Dislivello: m 750

- Sviluppo: km 7,200

- Tempo netto: ore 3.45

- Carte: Kompass 051: Naturno, Laces, Val Senales; scala 1:25.000

 

Gran sudata oggi ed altra gran bella escursione con partenza da Laces in Val Venosta.

Con la fatica ancora nelle gambe per l'escursione di ieri, eravamo partiti con un programma molto (troppo) minimalista che, è stato sufficiente l'arrivo in funivia a St. Martin in Kofel/ San Martino in Monte, m 1.740 per farcelo rivederlo all'istante.

Sono già le 10.45 di un'altra bella mite giornata di sole, quando ci mettiamo in cammino, dalla stazione a monte dell'impianto, seguendo, subito in buona salita, il sentiero segn. 9 per Verminspitze, pur non nutrendo nessuna velleità di raggiungere la cima a quota a 2.929 m. Il sentiero, dopo un primo tratto abbastanza abbordabile anche da gambe un po' stanche, diventa poi ripido, ripidissimo, scalinato a tratti e parecchio accidentato. Ciononostante, senza fretta, mentre i primi conquistatori della cima, stanno già scendendo (alcuni anche di corsa ricordandoci i nostri ormai lontani anni della corsa in montagna), passo dopo passo, raggiungiamo il Colle del Bove, una tutt'altro che trascurabile cimetta (ore 1.30). Per dare un'idea di quanto il sentiero sia ripido basta pensare che si sono superati quasi 700 m di dislivello in poco più di 2 km. La croce di vetta è lì, a due passi o poco più ma le gambe reclamano e ci impongono di accontentarci.

Da qui, pur con un po' di foschia, si gode di una gran bella vista sul Gruppo del Cevedale del quale bene si distinguono le due sue cime e il Palon della Mare. Quanti ricordi lontani e meno lontani!

Nella posizione in cui ci troviamo è quasi imposibile non scambiare poche parole con molti fra coloro che, contenti, scendono a valle: padre e figlia di Laces; Madre (simpaticissima) e figlia di Lana che, in perfetto italiano, si fermano un bel momento a scambiare con noi ricordi di imprese; oggi ci sembrano tutti, sudtirolesi compresi, simpatici e gentili e con alcuni non mi lascio sfuggire l'occasione di esercitare il mio ormai striminzito tedesco poco più che scolastico. Anche se poi mi troverò un po' più in difficoltà con Svenja, una simpatica e carina ragazza di Amburgo che, senza alcuna fretta, sale determinata e tutta sola. Ci racconterà un po' delle sue ferie e, prima di salutarci, non mancheremo di scattarci un selfie. Scoprirò solo poi che si tratta di un'atleta!

Inizieremo la nostra discesa, con molta precauzione per le mie ginocchia ed, arrivati in Loc. St. Martiner Alpl, m 1940 (ore 1.15-2.45), prenderemo a sinistra il segnavia 1B fino a raggiungere, attraverso una bella e comoda passeggiata in un bosco di larici, il Dolomitenblick, m 1.960 (ore 0.30-3.15): un bel punto panoramico, con tavoli e panchine e soprattutto con una gran vista sulle Dolomiti. Durante il percorso non mancherà l'occasione di scambiare due parole con un cacciatore ed avrò la soddisfazione di trovare fra noi una perfetta sintonia di vedute sul problema degli orsi e dei lupi. Faremo poi ritorno a San Martino seguendo il segnavia 1 e compiendo così un piccolo anello (ore 0.30-3.45).

Ma la giornata non è ancora conclusa perché la chiesupola di San Martino, chiusa la mattina, ora è aperta e vi si sente cantare: quale maggiore attrazione per una fugace visitina? A cantare, in vista di un coro da tenere il giormo dopo a Laces, è nientemeno che un coro germanico, di non ricordo quale città, che, mi raccontava il direttore, ha avuto occasione in passato di cantare anche nel duomo di Trento. Sorpesa nella sorprsa, il direttore del coro mi propone di cantare assieme “Signore delle Cime”. Bel momento molto toccante anche se, lo si capiva facilmente, era probabilmente parecchio tempo che loro non lo provavano; bravi però e molto simpatici e disponibili.

 

stupenda
 


Gr. del Cevedale

me medesimo

 

 


il  coro tedesco nella chiesa di S. Martino



 

percorso
 

 

 

 

 

  Vìver en dói

 

  L'è bèl vìver en dói

  per man en compagnia

  en tónda per el mondo

  begar ogniqualtrat

  per far paze 'nté 'n secondo

  ciapar nòvi sintéri

  a dissegnar le trame

  e 'ntéi silènzi lónghi

  contarse la so storia

  che l'è na storia sóla

  ancabèn con dó atóri

  se un l'è zó de corda

  l'altro 'l fa secura

  che pò cambia la sèna

  'ntél zògh de l'altaléna.

 

  Ma adès sénto che i dis

  che vìver demò 'n dói

  un no l'è pu quél

  i è dói che i vive sóli

  che tant che panevèi

  no i gà la so luméta

  i è come n'agoléta

  che i gà taià le ale

  en cardelìn tut vispo

  serà 'ntéla so cabia.

 

  E mi che son zucón

  che de capìr no son tant bòn

  gò chì en làpis pronto

  a méter zó 'n poèma

  scondu entrà le fizze

  de dói che vive 'nsèma.       

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Vivere in due

È bello vivere in due/ per mano in compagnia/ girando il mondo/ litigare ogni tanto/ per fare pace in un secondo/ prendere nuovi sentieri/ a disegnare le trame/ e nei silenzi lunghi/ raccontarsi la propria storia/ che è una storia sola/ sia pure con due attori/ se uno è giù di corda/ l'altro fa sicura/ che poi cambia la scena/ nel gioco dell'altalena.// Ma adesso sento che dicono/ che vivere solo in due/ uno non è più se stesso/ sono due che vivono soli/ che come lucciole/ non hanno più il proprio lumicino/ sono come un aquilotto/ cui hanno tagliato le ali/ un cardellino tutto vispo/ chiuso nella sua gabbia.// E io che sono zuccone/ che di capire non sono molto capace/ ho qui una matita pronta/ a scrivere un poema/ nascosto fra le rughe/ di due che vivono assieme.

 

"Signore de le Cime"-

Dedicata, con affetto, ad Alberto ed Emma nel loro 35° di matrimonio

 

 

 

_______________________________________

 

El cantón del dialèt

 

 

Sfodegando chì e là

 

- Sfodegar carcare in luogo riposto, frugare, rovistare, armeggiare, mestare, lavoracchiare

- Fogar frugare, trafficare, mercanteggiare, industriarsi; ma anche grufolare del maiale, scavare della talpa, razzolare delle galline

- Sfodegón frugone, armeggione, frucchino, frugolo

- Sfodeghin come sopra

 

- Smorosinar /smorosar amoreggiare, fare il civettino; parlando di donne: fare la cicisbea, la civettina, la rubacuori; - vagheggiare, civettare; nar sempre a morose

- Smorosin vagheggino, damerino, civettone, donnaiolo,

 

- Sgrenghenar strimpellare, suonare malamente,

 

- Smalzar condire con burro e grasso, condire le vivande friggendole in padella; magnar polenta (ma anche pasta) smalzada

 

- Spergozzar spruzzare, ungere (l'arrosto o altro), aspergere

 

 

 

Provèrbi de trènt (da Walter Pedrotti)

 

- Pu 'n alt se va pu 'l cul se móstra - Più importanti si diventa più si mettono in ostra i propri difetti

 

- Coi soldi e l'amicizia te crómpi la giustizia  -  proverbio sempre attuale

 

- I òmeni a la guèra e le vache 'n mantagna nissun li garantis - molto attuale oggi, in tempo di 

 

                                                                                                      lupi e di orsi

 

- Chi che ròba pòch el va 'n galèra, chi che 'l ròba tant el fa cariéra

 

 

_____________________________________________

 

 

 

Una notizia fresca, fresca:

 

 

 


ma a noi rimane la possibilità di vederlo ancora in piedi,
in tutto il suo plendore,

fra le foto del post del 16 agosto scoro

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

Per rispetto dell'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 


Postato 16 Novembre 2017 -

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Commenti:


guidoleonelli :
guidoleonelli17.11.-ore 19.45-
Ciao Guido, sembra che stavolta io abbia l'onore di iniziare il giro dei commenti!
Bene, prima di tutto mi complimento per le vostre escursioni e per la relative foto! Anche noi oggi abbiamo fatto una camminata, però senza grandi dislivelli, partendo dal laghetto di Nembia e facendo tutto il giro del lago di Molveno (spettacolare con i colori autunnali degli alberi che si specchiavano in un'acqua color smeraldo) per un totale di 14,5 km. Certo non mi confronto con voi, ma insomma, io sono stata soddisfatta! E chissà che, con un po' di allenamento, non riesca anche ad affrontare dislivelli più impegnativi: in questo caso, non avrò che l'imbarazzo della scelta fra i vostri percorsi...
Approfitto per fare gli auguri anche se in ritardo ad Alberto ed Emma (sotto il testo della poesia c'è scritto Anna, ma penso sia un errore di battitura...) e sono quasi quasi invidiosa per la dolcissima poesia a loro dedicata. Poichè noi quest'anno abbiamo festeggiato i 40, potremmo, in seconda battuta, considerarla un pochino anche nostra??? Scherzo naturalmente,...ma è proprio bella!
Un affettuoso saluto anche alla signora perfettamente "incorniciata" e ... a
presto

guidoleonelli :
guidoleonelli17.11.2017 -ore 23.05-
Cara Daniela, scusami: mi vergogno un po'!
Avrei voluto unire i tuoi due commenti, mettendo la data al suo posto, come desideravi tu, e invece ho combinato un guaio: al posto della tua c'è ora la mia fotografia: abbi pazienza e scusami ancora.
Ti ringrazio per avermi segnlato un errore che considero di distrazione ma egualmente grave e che sarebbe stato opportuno evitare: ho provveduto a correggere. Credo comunque che Alberto (se mi legge) ed Emma siano contenti di condividere con voi i mie versi. A me manca una piccola anagrafe ragione per cui le date importanti si vengono a sapere per puro caso o perché qualcuno me le segnala. Auguri e complimenti, sia pure in ritardo, anche a te e al tuo Roberto.
Questa volta i complimnti per la vostra escursione, ve li faccio molto volentieri io; stavo pensando che, se la memoria non mi tradisce, e non ci sarebbe da meravigliarsi, al lago di Nembia io non ci sono ancora stato. E comunque avete fatto un bel tratto di strada: bravi!
Ricambio, anche a nome di Ivonne, l'affettuoso saluto a voi.
Arrivederci a presto.

Daniela :
Daniela18/11
Caro Guido, davvero nessun problema! Con questo nuovo commento riapparirà la mia immagine consueta! ;-)
Il laghetto di Nembia, che dici di non aver mai visto, è piccolo ma molto carino, con acque trasparenti ma gelide e tanti pesci. Noi ci siamo andati qualche volta d'estate: si è proprio sotto il gruppo del Brenta e un paio di volte, nel tardo pomeriggio, abbiamo visto scendere titubanti caprioli, immagino desiderando che gli ultimi frequentatori se ne andassero e li lascassero bere in santa pace!
Ancora un saluto a voi e agli amici del sito, sperando di incontrarne parecchi a fine mese!

guidoleonelli :
guidoleonelli18.11.2017 -ore 21.45-
Grazie Daniela per la tua comprensione e grazie ancora per quanto mi dici del Lahetto di Nembia che penso abbiate raggiunto da Comano e che mi riprometto di andare a vedere anch'io, prima o poi. Bravi, sono veramente molto contento per voi e mi rallegra il fatto che abbiate condiviso questa vostra escursione. I laghi, in questa stagione, sono tutti particolarmente belli, incorniciati nei teneri colori autunnali che rendono i riflessi ancora più affascinanti.
Grazie del tuo gradito saluto che spero leggano anche gli altri amici che però stranamente mi paiono tutti particolarmente silenziosi. Che risparmino la voce per
il nostro incontro di giovedì 30?

annamaria :
annamariaDavvero belle queste vostre camminate ottobrine, che ancora vi hanno regalato parentesi di temperatura mite e paesaggi da sogno. Le vostre foto rendono al massimo e comunicano l'incanto del "lago dei Cirmoli". Ivonne e tu completate e impreziosite il quadretto. Certo viene la voglia di andarci, leggendo la tua descrizione, ma purtroppo resterà per me un pio desiderio. Mi accontento di quello che mi passi tu. Bravi ad inserirvi con naturalezza perfino nel coro nella chiesetta di San Martino. Il contatto e lo scambio umano arricchiscono e rendono poi più vivi i ricordi dell'esperienza vissuta. Cosa ha detto Ivonne della tua poesia? Io la trovo molto delicata e profonda; ho intenzione di riascoltarla. Grazie anche per la tua lezione di dialetto; alcune parole mi erano abbastanza note, ma bellissimo e buffo il proverbio, che tra l'altro non avevo mai sentito:"Pu'n alt se va pu 'l cul se mòstra" Un abbraccio a te e a Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli19.11.2017 -ore 18.15-
Ciao Annamaria,
eccomi appena rientrato, come ri avevo detto.
È vero, il Lago dei Cirmoli, fatto in extremis di stagione, quando il silenzio si fa ancora più ... silenzioso, è stata un'escursione molto appagante e gratificante che, anche altri amici del sito, che ho avuto occasione di incontrare in questi giorni, hanno fatto e della quale spero ci diranno.
Anche se osservo che stavolta i commenti mi pare vadano un po' al rallentatore, forse risparmiandosi ognuno all'incontro, ormai prossimo della pizza.
Poi, come oservi giustamente tu, a me piace, nei momenti di pausa e di riposo, attaccare bottone ed esercitare (chissà quante risatte susciterò...) il mio sempre più povero tedesco. Gli incontri, sono anche loro un importante ingrediente delle nostre camminate per solito solitarie.
Grazie per quanto dici della mia poesia; Ivonne, con la sua delicatezza, ha cercato di farmi dire ma sono stato costretto a ricordarle che una poesia ognuno è libero di interpretarla come meglio gli pare e che non spetta sicuramente all'autore spiegarla.
Lo stesso atteggiamento credo vada seguito nche per i proverbi dialettali, definiti la saggezza dei nostri antenati, anche se a volte possono far storcere un po' il naso; a mio parere, meritano rispetto anche se a volte possono non essere condivisi.
In conclusione: hai fatto un pensiero alla nostra pizza natalizia? Potrebbe essere per te, forèsta de Bolzan, accompagnata da una figlia o da un genero, di conoscere anche di perona diversi amici finora solo virtuali. Pensaci se credi.
Ciao e buona serata.

diaolin :
diaolinbellissimo, basterebbe il titolo a rendere chiaro un pensiero
di bellezza. Concordo con te che è quella la poesia...

Sèmpro avanti, cari miei, sèmpro ennanzi caro Guido

guidoleonelli :
guidoleonelli19.11.2017 -ore 22.00-
Grazie Diaolin!

Saverio :
SaverioChe bèl Viver en dói! Ma è anche molto bello condividere, en dói, salite e discese come le vostre. Condivido, anche perché siamo in situazione simile. Come ti ho già detto ho visitato il laghetto un paio di anni fa e trovo anch'io che sia bellissimo come tutto l'ambiente circostante.
Nell'attesa di ritrovarci presto in pizzeria, un saluto a tutti.

guidoleonelli :
guidoleonelli20.11.2017 - ore 15.00-
Grazie Saverio
che sai sempre essere costruttivo con le tue osservazioni. Mi piace molto quel "condivider en dói, salite e discese" soprattuto se letto nel suo significato metaforico.
Hai ragione: per certi aspetti ci assomigliamo, per altri, vedi l'età, sei in chiaro vantaggio tu. Ma io sono contento per te e per Mirna.
il conto alla rovescia, pr l'incontro in pizzeria, segna oggi -10. Ci vediamo, ciao.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCaro Guido,coplimenti per le vs camminate per i tuoi commenti sempre puntuali e coinvolgenti e per le bellissime fotografie.Appausi per la poesia che canta l'espressione più alta dell'amore,quello dell'età avanzata.C'è infatti l'amore della giovinezza,quello dell'età matura e c' lè l'amore cheimpegna nel reciproco aiuto e nel quale la donnarappresenta il puntello più solido e forte a differnza di noo maschietti che ,invecchiando diventiamo un po'fragiliCosì almeno io penso.Applausi quindi anche a Ivonne ed un caro saluto ad entrambi.Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli20.11.2017 -ore 22.25-
Ma che bel commento che hai fatto caro Bruno, molto vero e molto profondo:: ti ringrazio di cuore.
Come sei riuscito ad illuminarmi sull'espressione più alta dell'amore, come dici molto bene tu e come io, che ti seguo ad un'incollatura, pienamente esperimento e altrettanto pienamente condivido.
Hai ragione da vendere sulla nostra fragilità e sulla forza del "puntello" femminile che ora diventa molto più che un semplice puntello. E, in questo senso, voglio unire agli applausi per Ivonne, quelli, altrettanto meritati per Nerina che unisco a te nel ricambiare un caro saluto.

Renata :
RenataE' bello entrare nel sito e trovare sempre foto fantastiche, gite avventurose e tante parole poetiche. In val Venosta è rimasto il mio cuore: i più bei ricordi dei primi anni di scuola, l'allegria e la solidarietà degli amici-colleghi tedeschi,la scoperta stupefacente del dialetto vinschtgauer, le camminate faticose e solitarie per raggiungere la "seconda sede " di insegnamento, dove la scuola era in un maso isolato abbarbicato alla montagna. Per me era già un viver en doi per man, anche se divisi da troppi chilometri di distanza crudele! e da esperienze di vita ancora più distanti. Ed era il 68. Il mitico 68!! E' stata la tua poesia, con il suo tono dolce e il ritmo calmo a riaccendere ricordi e a far nascere pensieri. Mi ritrovo nelle parole di Bruno, che aggiungono un tocco di delicatezza alla riflessione sull'amore; io ne vivo una dimensione ancora diversa che è nostalgia che nasce dalla presenza (sempre viva) dell'assenza. Non è ogniqualtrat ma de spess! Mi piace molto questa tua poesia di vita e mi unisco agli auguri e alla gioia di chi festeggia anniversari , de doi che vive 'nsèma.
Ciao. Un abbraccio a voi due

guidoleonelli :
guidoleonelli24.11.2017 -ore 10.15-
"E' stata la tua poesia, con il suo tono dolce e il ritmo calmo".
Cara Renata sono parole che mi procurano un piacere particolare e che non sento spesso abbinate ai miei versi, perlopiù melanconici e forse non sempre improntati all'ottimismo. E mi piace poi molto anche l'accostamento che fai con quanto, saggiamente e con estrema delicatezza, dice Bruno nel suo commento. Ecco un'ulteriore dimostrazione, che chiaramente trapela dalle tue parole, di come può essere differentemente letta una poesia. La Val Venosta, i primi anni di insegnamento da maestrina, "en viver en dói divisi da troppi chilometri di distanza". Il "mitico" 68. Quanti ricordi e quanta nostalgia ma anche quante avventure. La vita che scorre con i suoi dolori e i suoi piaceri e ci lascia ricordi indelebili.
Avevo dedicato la poesia, che non era stata scritta per l'occasione, ad Alberto[/b] ed Emma che mi avevano informato, con gioia, della festa per il raggiungimento del loro 35° di matrimonio. Il fatto che Alberto non abbia ancora risposto mi fa pensare che possa non averla letta, ragione per cui, come con garbo rivendicava Daniela,, la poesia può essere dedicata a tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, festeggiano qualche ricorrenza, fosse anche soltanto il compleanno di un nipotino.



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