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Il mare di Pago, il Parco di Paklenica/ gli amici di Prijedor

 

 

 

Il mare dell'isola di Pago

Escursioni nel Parco di Paklenica

Gli amici di Prijedor

 

"El piòve"  "El soriso de la séra"   "Na palma"

(da leggere e/o ascolatare)

 

 

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con commenti, osservazioni, critiche

 

 

 

 


 

Il mare dell'isola di Pago

 

 

  El piòve

 

  Sén nadi a dormir con en ziél

  che no 'l ghe la féva a tegnir en gaida

  mili òcéti slusènti e na scorza de luna:

  doman l'è bèl.

  L'è 'n vizio quél de dar per scontà 'l sól

  come se 'l gavéssa da èsserghe

  tuti i dì a la so óra

  tant che la campana de méssa prima.

 

  S'à srudolà nugolóni négri stanòt

  che no i ghe lassa al ziél de méter fòra

  gnanca na léngua de sól

  e che, ne manchéva demò quéla,

  no l'è pu bòn de tegnir:

  el piòve.

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Piove

Siamo andati a dormire con un cielo/ che non era capace di tenere fra le braccia/ mille occhietti splendenti e una buccia di luna:/ domani è bello./ È un vizio quello di dare per scontato il sole/ come se dovesse esserci/ tutti i giorni alla sua ora/ come la prima campana del mattino.// Si sono srotolati nuvoloni neri tanotte/ che non permettono al cielo di lasciar passare/ nemmeno una lingua di sole/ e che, ci mancava solo quella,/ non ce la fa più a tenere:/ piove.

 

 

 

 

   El soriso de la séra

 

   Pò de cólp e senza dir gnènt

   passa 'n mago co la bachéta

   o fórsi na stria co la spazzadóra

   a binar 'nsèma con en cólp de man

   nùgole sbrindelade del dì.

   E tut entór el móndo el tòl el so ritmo

   el pas de quéi che va per mónti

   le ónde le vèn adasi en fila

   come le bèstie quan che le tórna 'n malga

   e barche ligade le va su e zó

   en balo lènto 'ntél vènt.

 

   El còr contènt el se fa fòra

   e zà 'l se asia a n'altro tramónto

   de colóri, a spianar la strada

   al soriso de la séra.

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Il sorriso della sera

Poi all'improvviso e senza dire niente/ passa un mago con la bacchetta/ o forse una strega con la scopa/ a raccogliere con un colpo di mano/ nuvole sbrendolate del giorno./ E tutto attorno il mondo riprende il suo ritmo/ il passo di chi va per monti/ le onde arrivano adagio in fila/ come le bestie quando fanno ritorno alla malga/ e barche legate vanno su e giù/ un ballo lento nel vento.// Il cuore contento si riprende/ e si prepara già ad un altro tramonto/ di colori, a spianare la strada/ al sorriso della sera

 

 

 

 

  Na palma

 

  Gh'è na palma

  zóvena ma zamai en fòrza

  e piena de energia

  a tegnirme fòra da 'n sól

  quan che 'l ciapa massa ardór.

  L'è na balerina al vènt

  giust quéla bavéta

  che a fòie larghe co la franza

  la ghe dà 'l ritmo giust

  la cadénza per na danza

  che no la gà eguali

  artista a dissegnar entél ziél

  deventà de 'n blù pu blù

  arabéschi e zìnzorle de alegria.

 

  Ancór per ancòi

  l'è na palma demò mia

  che sentinèla del mar

  la me tègn al sicur

  la me fa dólza l'ombrìa.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

Una palma

C'è una palma/ giovane ma già in forza/ e piena di energia/ a tenermi al riparo dal sole/ quando prende troppo ardore./ È una ballerina al vento/ appena quella arietta/ che a foglie larghe con la frangia/ dà il ritmo giusto/ la cadenza per una danza/ che non ha eguali/ artista disegnare nel cielo/ diventato di un blu più blu/ arabeschi e altalene di allegria.// Ancora per oggi/ è una palma soltanto mia/ che sentinella del mare/ mi tiene al sicuro/ mi fa dolce compagnia.

 

                                                          Arpa celtica: "Il respiro del mare"; musica di Tiziana Liperoti

 

 

 

 

N o n   c a l p e s t a t e   i   s o g n i

 

 

 

Escursioni nel Parco di Paklenica

si veda:http://www.croaziainfo.it/paklenica.html

 

 

1ª escursione

Alloggiando a poche centinaia di metri dall'ingresso principale del canyon Velika Paklenica, la prima escursione si è sviluppata proprio lungo questo itinerario. Mi ero procurato anche la cartina al 25.000, andata poi smarrita nell'escursione del secondo canyon.

Mi pare doveroso precisare subito che si tratta di un itinerario estremamente semplice che non offre nessun particolare brivido e che ha la caratteristica, forse principale, che volendolo percorrere per l'intera sua lunghezza, alla fine ci si troverà ad aver percorso 14,00 km in 5 ore, superando un dislivello di 660 m. Forse per il venerdì prefestivo c'era tantissima gente e non abbiamo potuto quindi percorrere i due km fino al secondo parcheggio a monte e abbiamo raggiunto il rifugio “Parici”, a 570 m di quota, dove ci troveremo ad essere in quattro persone soltanto. Qui i rifornimenti arrivano a dorso di cavallo.

Come dicevo, molta gente, di tutte le età e con ogni tipo di abbigliamento, lungo il percorso: una comoda strada all'inizio che diventa poi, per alcuni tratti molto ripida, che costeggia un torrente tranquillo e che offre qualche squarcio interessante. All'inizio si cammina “incassati” fra rocce dove moltissime sono le palestre di roccia di diverse difficoltà; più avanti si entra invece nel bosco attraverso il quale è comunque possibile godere di una bella vista sulle montagne rocciose circostanti, dove rocciatori esperti sono impegnati in scalate da brivido, e sul mre.

In breve, la nostra impressione sarà che si tratta di un canyion più per rocciatori che per escursionisti come noi, non per niente poco dopo l'ingresso, stazionano per l'intera giornata macchine della croce rossa. Impressione confermata anche dalla nostra padrona di casa, dove avevamo preso alloggio in uno dei suoi “apartmani”, che, proprio per questo motivo, non riteneva la stagione affatto chiusa.

Altri itinerari si diramano, soprattutto a destra della valle, tutti ben numerati ma solo sulla carta; lungo il percorso invece nessuna indicazione e nessun numero.

Essendoci messi in movimento piuttosto tardi, dopo il viaggio dal nostro campeggio al mare, alla fine della giornata saremo egualmente contenti per aver superato quella che ritenevamo una ulteriore prova soprattutto per me e per le coseguenze del mio ormai inseparabile “fuoco”.

 

 

 

 

 

2ª escursione

Dopo una lunga camminata mattutina lungo il mare e con l'ombrello, il sole che sbucherà verso mezzogiorno non ci troverà impreparati.

Riserviamo il pomeriggio a passeggiare lungo facili sentieri, non distanti dall'ingresso del parco, che ci porteranno a vedere un vecchio mulino (solo dall'esterno) un belvedere con un'ampia vista che spazia dalle montagne circostanti fino al mare, alcuni laghetti e cascatelle, attraverso una serie di pannelli didattici che illustrano flora e fauna locale, fra i quali non ci sfuggirà uno in particolare con l'orso bruno, il lupo e la lince, che ci riporta col pensiero ai nostri sentieri di casa. Al bar del parco, nemmeno quello manca, ci concederemo anche un bel gelato prima di far ritorno a casa.

 

 

 

 

 

3ª escursione

Senza poterlo prevedere, il più bello (si fa per dire) delle nostre camminate nel parco, l'abbiamo conservato per la terza ed ultima escursione.

Ci spostiamo in macchina di pochi chilometri, fino all'ingrezzo n°2 di Mala Paklenica (dove “mala” sta per piccolo): il kanyon piccolo di Paklenica.

Armati della nostra cartina e pagato il biglietto di ingresso, notiamo subito che le macchine parcheggiate sono solamente quattro. Al momento del pagamento, il bigliettaio ci informa che c'è “wather on the path” ma ci pare una preoccupazione eccessiva e non le diamo nessun peso.

Capiremo poi, molto presto, il significato di quella frase così innocente: il torrente del canyon porta molta acqua, conseguenza delle abbondanti piogge dei giorni precedenti. Il mio Runtastig impietoso informa: un chilometro in un'ora, due chilometri in due ore, ecc. con questa cadenza. E qui è stato il nostro errore: non aver capito che era il caso di fare dietrofront anziché affrontare una situaione che diventerà sempre più delicata, complicata e difficile.

L'errore degli organizzatori del parco invece sta nel non informare, con tanto di cartello, che il torrente è molto ricco di acqua e che l'avventura può non essere alla portata di tutti, nemmeno degli alpinisti più esperti.

Il percorso si dimostra sempre più difficile e, anche se in questo caso i segni rossi non mancano, saremo più volte costretti a togliere le scarpe per superare passaggi impossibili. Strada facendo, ci superanno quattro coppie molto più giovani di noi che invece sentiamo sempre più la stanchezza ed in certi momenti siamo addiritura presi da un po' di sconforto oltre che dalla preoccupaione per le lancette dell'orologio che impietose continuano nel loro giro.

Tocchiamo l'apice della difficoltà quando ci troviamo costretti a guadare con l'aiuto (ma anche in questo caso si fa per dire) di un rudimentale legno e di un cordino arrugginito e sfilacciato. Ci provo prima io, mentre Ivonne, alla schiena, è pronta con la macchina fotografica e, inevitabilmente, vado a finire in acqua, questa volta scarpe e tutto, fino sopra il ginocchio. Le gambe sono già da un po' abbondantemente martoriate e non mi rimane altro da fare che vedere di dare una mano ad Ivonne che infatti, tutt'altro che agevolmente, riesce a passare dall'altra parte mentre a me rimane ancora l'impresa da compiere, e non sarà un'impresa facile.

Ho imprecato tanto, prima e soprattuto nei miei confronti, poi nei confronti di un'organizzazione a dir poco dilettantesca e forse menefreghista del parco.

Credo che sia in questa occasione che perdo lo zainetto con il suo contenuto e quando me ne accorgerò non mi sfiorerà nemmeno l'idea di tornare sui nostri passi.

In breve: sei ore, sei chilometri e finalmente, sia pure stanchissimi, siamo in cima, alla bella quota di 580 m. E ci resta tutta la discesa ancora, sia pure su un altro percorso, anche questo scassagambe ma almeno fuori dall'acqua e senza indicazioni, che non finisce mai ma che, con un po' di fortuna e con un po' del nostro senso di orientamento, ci porterà,in poco meno di quattro ore, a poche centinaia di metri dal parcheggio della macchina. Comincia da imbrunire.

Dislivello: 570 metri; sviluppo Km 13,500; tempo (compresi 10' per la sosta panino) ore 9.50.

NB finale: mi sento di sconsigliare il percorso a tutti gli amici montanari.

 

 

 

 

Bosnia

Abbiamo concluso le nostre ferie trasferendoci nella non lontana Bosnia e precisamente a Prijedor, città martire, da tempo divenuta per noi una tappa ormai quasi annuale.

È stata l'occasione per icontrare la nostra cara amica Refika, che porta, davvero stoicamente, pesanti e indelebili segni della guerra degli anni Novanta.

E non ci è mancato neppure il tempo di fare una breve visita alla bella e simpatica famiglia Curak, dove Omer e Kenita ci riservano sempre una calda e amichevole accoglienza. Bello trascorrere con loro alcune ore anche se non ci è stato possibile vedere tutte quattro le bimbette, le due maggiori delle quali erano a scuola.

Non mi soffermo a Parlare di Prijedor e di quanto sia ancora palpabile e pesante la situazione post-bellica. Già altre volte ho parlato, anche diffusamente, del problema.

Mi piace invece, in questo momento, ricordare le belle ore trascorse assieme e l'affetto che si è instaurato e che molto visibilmente traspira. È sempre commovente il saluto di commiato con Omer e Kenita, orgogliosi della propria umile casetta che, pare la volta buona, potrebbe vedere ultimati entro l'anno i lavori di completamento del piano superiore. E quanta ammirazione, da parte nostra per la cura che hanno nell'accudire, in una stalla tenuta come un salottino, quella mucca frutto di un impegno di un gruppo di noi fra, i quali alcuni amici del sito.

Poche purtroppo e non sempre ben riuscite le foto ma non si mancherà di notare l'abbondanza di funghi porcini su tutte le bancarelle del mercato. Quanto a funghi, Prijedor sembra essere la terra promessa: peccato sia molto poco rispetto ai bisogni che invece rimangono sempre tanti.

 

 

 

 

 

______________________________________


Dó proverbi 'n dialèt su l'amicizia

 

- L'amicizia de zoventù l'è quéla che dura de pu

 

- Val pu n'amico che zénto parénti

 

- Perché l'amicizia la tègna, en zestèl el vaga e n'altro 'l vègna

 

- I véri amizi ciare vòlte su l'us (i veri amicci si vedono raramente per casa)

 

- I amizi l'è come i melóni: su zénto ghe n'è un de bòni

 

- Sóli no se stà bèn gnanca 'n paradìs

 

- Mèio sóli 'nté na stala che tanti 'nté 'n palaz

 

__________________________________________

 

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
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se non vi è necessario, non stampate queste pagine!


 

 

 


Postato 11 Ottobre 2017 -

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Commenti:


avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiComplimenti Guido,complimenti vivere ssimi per le foto, per la descrizione dei luoghi el'umanutà delle storie,per i versi delle poesie così morbidi e dolci come un frutto maturo!Cone vedi ,nonostante tutto, ho trovato il tempo di leggerti e ti assicuro con grandissimo piacere.Un caro saluto a te e a Ivonne.Bruno

diaolin :
diaolinBelle queste tre poesie, messe lì come un racconto per qualcuno che voglia ascoltare: io, per esempio...

Brao, saludeme el tò sol

Diaolin

Daniela :
DanielaCiao Guido, direi che l'isola di Pago ti ha proprio ispirato: davvero belle le poesie, perfettamente accompagnate dalle fotografie, e il tutto meravigliosamente "avvolto" dalle note dell'arpa celtica. Molto molto piacevole!
Per quanto riguarda le escursioni nel parco di Paklenica, mi pare che, seppure quasi a vostra insaputa, non vi siete fatti mancare neanche una bella dose di adrenalina! Per fortuna è finito tutto bene! Accetteò sicuramente il tuo consiglio...di non imitarvi ;-)
Molto simpatici i proverbi all'amicizia, alcuni dei quali assolutamente nuovi per me.
E per concludere, a proposito, della frase "non calpestate i sogni" (che condivido in pieno), mi è venuto in mente quanto diceva Van Gogh, di cui ho visto recentemetne una bella mostra a Vicenza: "Io sogno i miei dipinti e poi dipingo i miei sogni" Sarebbe bello riuscirci! Ma per lo meno non smettiamo di sognare!
Un caloroso saluto a voi e agli altri amici del sito.


"

guidoleonelli :
guidoleonelli14.10,2017 -ore 18.10-
Ciao Bruno e grazie per la visita che, mi mi pare di capire, ti ha portato via un po' di tempo ad altre attività: dunque doppiamente apprezzata: mi fa piacere saperti sempre superimpegnato.
Grazie per le belle parole che mi riservi soprattutto per le mie "morbide" poesie.
Ti scriverò a parte ma, per ora ricambio un caro saluto a te e Nerina.

guidoleonelli :
guidoleonelli14.10.2017 -ore
Ciao Diaolin,
sono contento che il mio "racconto" ti sia piaciuto ed abbia avuto voglia di leggerlo. In questo caso il sole è lo stesso per te e per me: nesun altro significato.
Ciao.

guidoleonelli :
guidoleonelli14.10.2017 -ore 18.25-
Ciao Daniela, gentile come sempre.
L'ispirazione viene più facilmente quando si è rilassati fuori dalla quotidianità delle mura domestiche: grazie.
Dici bene: per fortuna al Parco di Paklenica: è finito tutto bene ed ora, parlandone ci consideriamo più bravi che imprudenti: confermo comunque che l'esperienza non è da ripetere.
Un applauso, con larga condivisione, a Van Gogh e, come dici bene tu, sarebbe molto bello riuscire a prenderlo ad esempio.
Grazie e un caro saluto a te e Roberto.

annamaria :
annamariaBeh proprio piacevole lasciarsi avvogere dall'atmosfera dolce e serena di queste poesie: fa bene al cuore ascoltarle e le riascolterò. Delle escursioni (non vi siete fatti mancare niente) ci sarebbe tantissimo da commentare. Forse la più rilassante e anche alla mia portata sarebbe la seconda . Io poi ho una simpatia particolare per i mulini. Ma la terza...che avventura!!Molto eloquenti le bellissime fotografie: la quarta mette in luce le tue doti di indomito coraggio...Mi dispiace per lo zainetto. Conteneva oggetti che ti servirebbero ancora?. Quando avrai occasione, salutami i vostri cari amici della Bosnia, che ormai sono anche un po' amici nostri. Ciao fratello. Un abbraccio a te e a Ivonne.

Renata :
RenataMi hai riempito il piccolo spazio di libertà domenicale con queste tre poesie tenere e molto intense. Sarà perché mi sono riletta da poco il cantico delle creature (era il compleanno di s. Francesco) ma i tuoi versi mi sono subito sembrati la naturale prosecuzione moderna della contemplazione e della lode al creato e al Creatore che trova nelle tue foto, così suggestive, anche un'espressione di stupore e di meditazione. Belle, belle davvero e faccio miei i pensieri degli amici che mi hanno preceduto: "versi morbidi e dolci come un frutto maturo" (è vero, è vero, è proprio questa la sensazione);e il suggerimento di Daniela riguardo a Van Gogh e ai sogni: dipingere i propri sogni con i versi della poesia.
Riguardo alle escursioni avete dimostrato ancora una volta di sapervela cavare sempre, egregiamente. Se manca uno zainetto ve lo regalo a natale!!
Penso con solidarietà alla grande famiglia... con mucca e mi domando se non si possa aggiungere una coppia di conigli che garantiscono molta prole con poca spesa. Si può fare? Come?
In quanto ai proverbi trentini molto ironici e disincantati... mi piace un po' amaramente quello I amizi l'è come i meloni... Mi piace meno quello del zèstel ...come dire: mai niente gratis et amore!!!
Un abbraccio anche a Ivonne e a presto (penso che tu sia già alle prese con qualcosa di nuovo per noi)

guidoleonelli :
guidoleonelli15.10.2017 -ore 15.50-
Cara Annamaria,
"Dolce eserena" l'atmosfera che trasmettono le tre poesiole (grazie!) perché, come mi pare di aver già detto, serena e rilassata era latmosfera che si respirava. Ogni tanto uscire dal proprio comodo guscio forse fa bene.
Delle nostre escursioni, ho raccontato soltanto le tre che forse più di altre meritavano; certamente la seconda sarebbe stata anche alla tua portata, ma tu non sottovalutarti.
Per lo zainetto, non preoccuparti: mi era costato la bellezza di 5 Euro in un non recente viaggio in Germania ed era davvero una piccola cosa. Che mi premeva conteneva soltanto la cartina, una leggera giacca a vento ed un litro di acqua che ci sarebbe venuto molto comodo. I valori e i documenti erano conservati, come di consueto, dalla mia previdente manager.
Grazie della visita. Ricambio l'abbraccio anche da parte di Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli15.10.2017 -ore 16.10-
Beh, riuscire a riempire i pur piccoli spazi della tua libertà domenicale, cara Renata, non è cosa da poco e mi fa piacere pensare che ci sia riuscito io con le mie tre piccole poesie che tu sai magistralmente traformare rifacendoti nientemeno che al Canto delle Creature. Non è la prima volta che ti trovo i sintonia con quanto dice Daniela: grazie, mi fa molto piacere.
Riguardo allo zainetto smarrito, ti ringrazio dell'idea; ho già risposto ad Annamaria: non preocuparti non era il mio zaino da montagna.
L'idea dei conigli merita di essere presa in considerazione e voglio informarmi, poi ti e vi saprò dire; non ricordo più perché, a suo tempo, non fu possibile regalare loro una capretta.
Sui proverbi non desidero aggiungere altro: ognuno li intetrpreti ma con un po' di rispetto; si tratta pur sempre della saggezza de nostri antenati; quella saggezza che forse, almeno in parte, manca oggi.
Grazie Renata. Ricambio l'abbraccio anche a nome di Ivonne.

GRAZIANA :
GRAZIANAciao Guido, mi associo completamente a pensieri e commenti fatti negli altri interventi rispetto ai tuoi versi: morbidezza, serenità, dolcezza...
Questa volta ho letto i tuoi racconti, osservato le bellissime foto alla luce di uno dei tuoi versi che mi ha fatto proprio fermare e riflettere : L'è 'n vizio quél de dar per scontà 'l sól...Tutto mi è sembrato ancora più importante. Quante volte diamo per scontato non solo il sole, ma anche l'amicizia e l'affetto delle persone che ci sono vicine, le nostre case comode e riscaldate, le bellezze che spesso possiamo ammirare o ascoltare... grazie!
un carissimo saluto

guidoleonelli :
guidoleonelli16.10.2017 -ore 16.00-
Ciao Graziana
è davvero molto bella e vera la tua considerazione. Non serve fare grandi discorsi sociologici per rendersi conto di come sia tutto così precario: dall'andare a dormire convinti di risvegliarsi, dal seminare in attesa del raccolto, dalla pace (ce n'è ancora, a proposito?) che ci accompagnerà perennemente, dall'affetto e dalla considerzione dell'amico più caro che, all'improvviso, ti gira le spalle. E si potrebbe continuare a ancora a lungo. Perché noi siamo fortunati dentro a comode e calde mura domestiche mentre tanti disgraziati, in giro per tutto il mondo, non solo nel Mediterraneo, scappano alla ricerca di una terra promessa? Perché il mondo è così malspartito? La precarietà della vita sarebbe così importante averla sempre presente.
Sono contento che i miei versi/racconto ti siano piaciuti e ti ringrazio ricambiando un caro saluto.

Saverio :
SaverioTre belle poesie che testimoniano, rispetto al post precedente, un cielo più sereno. Molto poetiche anche le immagini che le accompagnano. Le foto delle escursioni sembrano quasi di luoghi vicini a noi; a me è venuta in mente la Valscura e il torrente Centa, nella parte alta. Tutto molto godibile, con la mente e con gli occhi. Saluti a tutti gli amici.

guidoleonelli :
guidoleonelli18.10.2017 -ore 16.00-
Bella la tua immagine, Saverio, del cielo più sereno; bella e vera anche se, per scaramanzia, lo dico ancora sottovoce. Gli alti e i bassi si susseguono ed è quindi il caso di andare cauti con i giudizi definitivi.
Della Valscura purtroppo non posso ancora dir niente anche se spesso l'ho pensata e ho desiderato affrontarla, l'idea però non è abbandonata e confido nella primavetra prossima: in tanti me l'hanno decantata. Ti terrò al corrente.
La tua visita mi fa particolare piacere perché i tuoi silenzi mi mettono subito un po' di preoccupazione addosso. Ti spero bene, anche se immagino che con Mirna siate sempre molto occupati. Un caro saluto ad entrambi.

Giusi :
GiusiCiao. È da un po' che pensavo di farmi viva, ma non avevo idea di cosa scrivere...
Stasera ho pensato di condividere una mia poesia, scritta almeno quindici anni fa. Ho cercato, nel trascrivere, di tener presente i consigli e le regole che ci hai regalato nei mesi scorsi, anche se sicuramente avrò messo accenti o apostrofi dove non serviva e viceversa... Abbi pazienza, è la prima volta che scrivo in dialetto qualcosa che non sia per me. Se poi vorrai segnalarmi le correzioni mi farai davvero piacere. Allora...vado!
LA NONA BEPINA
Me pias ricordarte, nona Bepina,
entant che te uciavi, sentada en cosina.
Te n'ai arlevadi noi trèi matelòti
e te taconàvi camìse e calzòti.
E pò te imitaven dal nòs caregón
e tì te laoravi disèndo orazión.
Ala sera contro i rèumi squasi sempre te te onzévi
e ala fin dó ginevrini o dó zirèle te ne dévi.
Quanta féde te gavévi ne la tó Maria Bambina
che no te desmenteghevi de pregar sera e matina.
Quante storie te contavi a noi trèi tó nipotini!
Te scoltéven encantadi: nani, fate, soldatini...
Sento ancóra la tó man carezàr i mé cavéi:
La mé testa sule gàide.. Dio mio, che moménti bèi!
Me piàs quando penso che porto el tó nòme:
me par de gavérte ancór chì...no sò come.
Da tant nó pianzevo pensando a tì, nòna,
ma ancòi dai mé òci vèn na lagrimóna.
Che gran nostalgia de tì, nòna mia!
Da tì ò 'mparà tant,nona Bepina,
e 'nfónt al mé còr te sento, vizina.
E tórno en momént ancór matelòta
per starte én pò én gàida có la mé testòta.

guidoleonelli :
guidoleonelli22.10.2017 -ore 15.00-
E hai pensato molto bene, cara Giusi. Arrivi proprio puntuale a scacciare il pensiero che mi ero fatto che ti fossi già stufata della nostra compagnia. È vero che hai impiegato un po' però, alla fine, vedi che ci sei. Eccome che ci sei: nientemeno che con una tua poesia, in rima baciata, per condividere con noi tutto l'affetto per tua nonna Bepina. E se, come dici, l'hai scritta almeno una quindicina d'anni fa, quand'eri poco più che ragazzina, forse non potevi conoscere "le regole e gli accenti" che io ho cercato di trasmettervi e che, ne sono certo, sarai così diligente da andare a rileggerti (anche se devo complimentarmi con te perché non sono proprio tutti sbagliati) per la prossima volta che, ne sono certo, non ci farai più attendere a lungo.
E così ti porti via anche la bella soddisfaione di aver messo in rete, tramite il mio sito, una tua poesia di gioventù.
... "Ma non avevo idea di cosa scrivere", dici ora. Io mi permetto di suggerirti di non limitarti a leggere i post che mano a mano puntualmente ti invio ma di dedicare qualche minuto anche alla lettura dei commenti degli altri amici.
E comunque ancora complimenti e grazie per la visita, con un caro saluto.



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