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Forra Cengello-Sorgazza, Omini di Pietra

 

 

Forra Sorgazza-Cengello

 

Stoanerne Mandln/Omini di Pietra

 

el cantón del dialèt -8-

 

Mondo malbinà

(da ascoltare)

 

 

 

 

l'iscrizione al sito offre l'opportunità di intervenire

con osservazioni, crtiche, commenti

 

 

 

 


 

 

               

 

 

 Forra Sorgazza-Cengello e Dogo de Quarazza,                  domenica, 21.05.2017

 

- Dislivello. m 750

- Altitudine max. m 1.820

- Sviluppo: km 8,400

- Tempi: ore 5.00 (netti con brevi soste)

- Carte: Kompass: Valsugana, Tesino; scala 1:25.000

 

Giornata largamente positiva sia per il tempo, che a una certa ora sembrava volesse mettersi al peggio, sia per il percorso, sia ancora per come abbiamo superato le varie difficoltà dopo parecchio tempo di assenza da un'escursione un po' impegnativa.

Scendendo per la Strada statale della Valsugana e prendendo l'uscita per il Tesino, si raggiunge Pieve Tesino e da qui si prosegue per la Val Malene, vecchia conoscenza di tante escursioni. Si prosegue in macchina, in direzione di Malga Sorgazza ma, poco prima di raggiungerla, si devia a destra per il Campeggio Val Malene, dove, senza trovare alcuna indicazione specifica, all'ingresso del campeggio, si prende a sinsitra una strada sterrata pianeggiante che in un paio di km, o forse un po' meno, porta al Ponte della Stua, e, pocchi metri oltre, lasciate sulla destra delle serre per la coltivazione delle fragole, al limitare del bosco, si lascia la macchina in ampi spazi, m 1.100.

Non aspettatevi di trovare qualche indicazione: nulla, del genere ed è un peccato.

Ci si avvia sulla strada quasi pianeggiante fino a q. 1.275 (ore 0.30), dove, facendo attenzione, sulla destra, nemmeno tanto evidente, è posto un cartello indicatore “Forra di Cengello-Sorgazza”, in corrispondenza di un sentiero nel bosco che sale subito ripido a fianco del Torrente Grigno, che scende da Cima D'Asta, ricco d'acqua. Lungo il percorso naturalistico-didattico, si incontreranno cartelli, purtroppo non sempre molto leggibili, che spiegano la flora e la fauna del posto ma si passerà soprattutto, attraversando più volte il torrente, su ponti in legno che offrono belle vedute su cascate sottostanti, forre e macigni. Si raggiungerà così il piazzale antistante Malga Sorgazza, m 1.450 (ore 1.00-1.30). La Malga, che ricordo teneva aperto anche tutto l'inverno, oggi, domenica, è inspiegabilmente chiusa: solo un galletto in un picolo pollaio fa sentire la sua voce.

A sinistra della malga, si diparte il sentiero seg. 328 A.V.G. (Alta Via del Granito) che prendiamo senza indugiare. Il sentiero, che sembra a tratti una strada militare con i suoi paracarri, sale subito ripido ma, con frequenti zigo-zago, rende la salita più agevole.

Si fa così presto a guadagnare quota, con qualche sprazzo di veduta su Cima D'Asta, fino a raggiungere, a q. 1.750, il segn. 367 (ore 1.15-2.45) che prendiamo a sinistra. La segnaletica, che finora era stata molto buona sia pure fra qualche chiazza di neve, inizia ora ed essere un po' più carente anche perché si attraverseranno prati, dove è chiaro che la neve se n'è andata da poco e dove sarebbe forse stato necessario mettere qualche paletto con il segno bianco-rosso. Un croco (Crocus sativus) qua e uno là ma, nel complesso, pochisimi fiori sia pure fra enormi cespugli di rododendro che, almeno per ora, non hanno nemeno ancora i boccioli.

E raggiugiamo così q. 1.780 (ore 0.15-3.00) dove decidiamo di concederci la sosta panini. Sono le 13.00 e 3/4 d'ora più tardi saremo di nuovo in moto, ora iniziando a scendere a fianco del Torrente Quarazza, fino a raggiungere l'omonima ex Malga Quarazza, m 1.640 (ore 1.00-4.00). Ora la segnaletica si fa un po' meno chiara ma, attraverso qualche breve scorciatoia, raggiungiamo prima la strada, che scende da Malga Sorgazza, e poi la macchina (ore 1.00-5.00).

 


forra

suggestivo

percorso

strada militare

torrente Quarazza con cornice

 

 

 

 

  Stoanerne Mandln/ Omini di Pietra                               domenica, 28.05.2017

 

- Dislivello: m 680

- Sviluppo: km 10,700

- Tempi netti di salita ore 3.15 di discesa ore 2.00

- Carte: Kompass 056, Sarntaler Alpen/ Monti Sarentini; 1:25.000

 

Rispetto alle volte precedenti, sempre saliti da da Meltina, questa volta abbiamo scelto di cambiare strada e salire invece da Sarentino, cosa che ci ha permesso così di compiere un anello nuovo e simpatico.

Raggiunto Sarentino, e preso a destra l'indicazione Putzen/Pozza, a q. 1.460 finisce la strada transitabile e si lascia la macchina in uno spazio non adibito a parcheggio ma abbastanza ampio.

Si continua ora a piedi seguendo il segn. 5 fino al vicino Putzer Kreutz, m 1.630 (ore 0.30). Qui, oltre ad un invitante posto ristoro con cucina, aperto da maggio a novembre, sorge una piccola chiesetta votiva (secondo un'antica storiella del posto). Si prosegue, sempre al fresco del bosco e per comoda strada forestale segn. 23A (ore 0.15-0.45) per continuare poi, per scelta dell'improvvisata presidente di giornata, seguendo il medesimo segn., e lasciando sulla destra il 23B, fino a q. 1.855 (ore 0.30-1.15) e da qui scendere alla Möltner Kaser, m 1763 (ore 1.00-2.15). Dopo una breve sosta con caffè, risaliamo a prendere il segn. 23A che ci porta sulla cima, m 2.001 (ore 1.00-3.15).

C'è parecchia gente in una giornta di sole, molto calda ma abbastanza ventilata e con foschia all'orizzonte che soltanto a tratti ci permtte di godere della vista di qualche cima nota, compresa la Marmolada.

Un'ora di sosta prima di riprendere la discesa seguendo ora il segn. 23/B che ci riporta alla Putzer Kreuz, m 1.630 (ore 1.45-5.00) dove all'omonimo maso, attrezzato a bar ristorante, ci concediamo un'altra sosta per essere poi, in breve, nuovamente alla macchina (ore 0.15-5.15).

Della compagnia ha fatto parte anche Renata che, pur senza uno specifico allenamento e ansimando un po' per “piccoli problemi” di respirazione, si è comportata da montanara provetta, quale era qualche anno fa.

Lungo il percorso della discesa, diverse sono le baite in legno che si incontrano disseminate nei prati, mentre noteremo che, soprattutto in alto, il rododendro ha patito molto per le gelate e i fiori, fatta eccezione per stupende genzianelle, scarseggiano molto.

Bella escursione ad anello, da tenere presente ed eventualmente rifare.

 


Putzenhofen

Putzen Kreu

Stoanerne Mandln

ragazze sorridenti

il percorso
 

 

 

 

 

 

 

 

  Mondo malbinà

 

  Par pròpi che no i la capìssa

  che la balanza l'è massa desgualiva

  che 'n piat squasi vòit el ghe fa le gate al ziél

  e l'altro, cargà che 'l va per sóra,

  el va a sgramusar per tegnirse fòr da tèra.

  Pòra tèra, pòr mondo malbinà

  che no te sei pu bòn de sconder le miserie

  de fàrghele parar zó tant che medizina

  ma te ghe fai le bèle per lassarli nar a la malóra

  enté l'angonia de 'n tramónt che no l'à vist el sol.

 

  Mondo 'mbroión che a quéi che i speréva

  enté na giustizia giusta 'n cincisquinci

  te ghe regali 'l biliét del ritorno:

  no gh'è posto, no i è bòni lóri per en viazo

  su le strade malsicure de la vita.

 

  Su muraie fruade dal desidèri

  ràmpega adès vózi che le à perdù la vóze

  restade sènza pu ale né radìs.

  La cosìs la sòrt fili 'ngropadi del destìn

  la scrive storie de péste sènza mèta

  per sintéri che i se perde 'ntél stròf de le ombre

  e domande postade lì no le gà 'n perché.

 

  No 'l sluse per tuti 'l sol

  né la giostra de le stéle che le zòga co la luna:

  l'è 'n zògh demò per quel piat squasi vòit

  che 'l ghe fa le gate al ziél.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

 

Mondo male in arnese

Sembra proprio che non la capiscano/ che la bilancia è troppo sbilanciata/ che un piatto quasi vuoto fa il solletico al cielo/ e l'altro, carico che deborda,/ stenta a tenersi fuor da terra./ Povera terra, povero mondo male in arnese/ che non sai più nascondere le miserie/ di fargliele inghiottire come medicina/ ma gli fai le moine per lasciarli andare alla malora/ nell'agonia di un tramonto che non ha visto il sole.// Mondo imbroglione che a quelli che speravano/ in una giustizia giusta in ghingheri/ regali il biglietto per il ritorno:/ non c'è posto, non sono capaci loro per un viaggio/ sulle strade malsicure della vita.// Su muraglie consumate dal desiderio/ arrampicano ora voci che hanno perso la voce/ rimaste senza ali né radici./ Cuce la sorte fili annodati del destino/ scrive storie di impronte senza meta/ per sentieri che si perdono nel buio delle ombre/ e domande appoggiate lì non hanno un perché.// Non splende per tutti il sole/ né la giostra delle stelle che giocano con la luna:/ è un gioco soltanto per quel piatto quasi vuoto/ che fa il solletico al cielo.

27.05.2017

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
 Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

 

_____________________________________________

 

el cantón del dialèt -8-

 

 

 

CAMBIO DI GENERE

Ci avevate mai fatto caso che alcuni nomi cambiano di genere dal dialetto all'italiano e viceversa? Ecco alcuni esempi ma altri ce ne saranno.

Italiano maschile:   il sale      il miele       il ghiaccio       il sonno      l'ago

Dialetto femminile: la sal       la mél          la giàz           la sòm      la ùcia


 

el fèles        il ruscello       il noce         un briciolo

la felce         la róza       la nogàra       na s'ciànta


 

Italiano femminile:     la lepre       la pulce       la bambagia

Dialetto maschile: el léver     el pùles     el bombàs


 

L’APOSTROFO

L’incontro di due vocali, una in esito di parola, l’altra iniziale della parola seguente, richiede di intervenire con l’elisione o con l’aferesi, in modo da rendere la lettura scorrevole evitandole inutili e pericolosi inciampi; esempi:

 

1. Elisione:

Con l’elisione viene eliminata la vocale finale di una parola, quando la successiva inizia anch’essa per vocale allo scopo di permettere che l’ultima sillaba della prima parola e la prima sillaba della seconda parola vengano pronunciate, più facilmente, come una sola:

questo anno/questanno la acqua/lacqua una ora/unora

la arte/larte anche io /anchio

ma nella scrittura, le parole vengono tenute separate, per semplicità, dal segno dell’apostrofo:

quest’anno l’acqua un’ora l’arte anch’io


 

ciò vale anche per il nostro dialetto:

sto an/stan/ st’an la aqua/laqua/l’aqua na ora/nora/n’ora

come èla/com'èla de arzènt/d'arzènt sto istà/st'istà

endo èi/end’èi


 

2. Aferesi

Con l’aferesi viene invece eliminata la vocale (a volte la sillaba) iniziale di una parola quando la parola precedente termina anch’essa per vocale.

Nell’italiano le parole rimangono separate e nella scrittura non compare quindi l’apostrofo:

un cielo oscuro diventa un cielo scuro

la calda estate rimane la calda estate


 

nel dialetto ci sono invece situazioni nelle quali la parola si lega alla precedente mediante l’apostrofo:

vardo el ziél si dice vardolziél e si scrive vardo ‘l ziél

pianze en gat si dice pianzengat e si scrive pianze ‘n gat

l’era embriach si dice lerambriach e si scrive l’era ’mbriàch

no la en vol si dice nolanvol e si scrive no la ‘n vòl

spónta el sol si dice spontalsol e si scrive spónta ‘l sol

lézo en libro si dice lezonlibro e si scrive lézo ‘n libro

zó entrà si dice zontrà e si scrive zo ‘ntrà

el varda en su si dice elvardansu e si scrive el varda ‘n su

 

3. Nei casi in cui l’incontro di vocali consente tanto l’elisione che l’aferesi, è da preferire questa seconda:

me ‘l vardo da me pòsta          anzicché m’el vardo

basta che ‘l vègna                   anzicché basta ch’el vègna

enté 'n pugn                           anzicché ent'en pugn

 

 

 

Allocuzioni, modi di dire

 

- en cincinquincis     in ghingheri, in fronzoli

- cirisquinci              arzigiogolto

- cincinarse              mettersi in ghingheri, abbigliaresi con ricercatezza; ma più usato "farse su"

- cincio                      alticcio, brillo,; sinonimo di embriach, bevù, ónt, storno, tóndo, ecc.

                                "stórno come 'n campanèl" 

 

 

Filosofia popolare

 

- n'àsen bèn vestì no 'l scónde le réce

- chi massa studia mat el devénta, chi che studia gnènt el porta la brénta

- al mondo gh'è chi che pianze e chi che ride

- per star bèn ciapa 'l mondo come che 'l vèn

- no bisògn mai fidarse del serén d'inverno, del nùgol d'istà, de la vècia salute, de la felizità

 

 

 

 

Vi prego di rispettare l'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 


Postato 8 Giugno 2017 -

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Commenti:


annamaria :
annamariaIncomincio dalla poesia, che è (non voglio dire bella...non voglio ripetermi)densa, traboccante di immagini-suggestioni, che rendono in modo chiaro uno dei problemi gravi della nostra società. Potremmo offrirla come testo meditativo alle persone che hanno il potere di decidere delle situazioni di vita di tanta gente...Su due termini sono tornata per imprimerli, perchè sono proprio efficaci..."sgramusar" e "cincisquinci". Grazie Guido: bello leggerti. Invitanti le due escursioni e mi piacerebbe poter cogliere l'invito...Sarentino è una delle località del mio cuore, perchè ho insegnato lì l'anno prima di sposarmi. Andavo anche cinque giorni su sei a Campolasta, un ameno paesello che si raggiunge lungo una bella strada fra i prati. Voi invece siete andati ai Stoanerne. Bellissima quella fotografia e anche quella successiva con le due ragazze "rossidenti" anzichè "sorridenti"....Pareecchio impegnativa l'altra escursione, ma "largamente positiva" dici e allora evviva. Dopo andrò a controllare: tu parli di "crocco", io l'ho sempre chiamato "crocus" con una c sola, ma magari hai ragione tu...Grazie anche per la lezione di dialetto, sempre interessante. Ciao e, visto che è il 10 giugno, ancora BUON COMPLEANNO.

guidoleonelli :
guidoleonelli10.06.2017 -ore 16.35-
Ciao Annamaria grazie, grazie ripetute, per gli auguri molto graditi che avevo già ricevuto, mi piace ricordatrlo, anche da parte di Diaolin, amico con la memoria di ferro: beato lui! E grazie ancora per le quanto mai opportune correzioni, che ho provveduto ad apportare; ho sempre sentito la mancanza di un correttore di bozze.
Del resto che dire se non che mi pare di essere ultimamente diventato poeticamente molto sterile? S'avrà sugà la sortìva? S'avrà 'ncucà canai enruzemidi? Se questi sono i frutti di stagione, non c'è più molto da aspettarsi temo.
Sui due termini che ti sono piaciuti, posso dirti che "sgramusar", per quanto ne sappia io, è molto poco usato, mentre "cincinquincis" piace anche a me e l'avevo già usato in altre precedenti occasioni.
Per le escursioni invece, devo limitarmi (ancora) a quanto è alla mia portata visto che S.Antonio non mi pare abbia troppa compassione e faccia orecchi un po' da mercante. Bel problema questo del quale avrei fatto molto volentieri a meno. Anche per domani, sono costretto a rinunciare al progrmma in Val Venosta: a me pare che sia solo il vino che migliora invecchiando. Ti propongo, a proposito, un aforisma di Montale: "gli uomini sono come il vino: non tutti i vini invecchiando migliorano; alcuni inacidiscono". Brutto affare per gli uomini; le donne (almeno quelle come te) naturalmente ... sono esenti.
Quanto a lezioni invece, vorrei che il mio "cantón" non fosse preso come lezione e comunque anche se così fosse, saremmo poi sempre pari: il dialetto a me, l'italiano a te.
Grazie Annmaria. Ciao.

Daniela :
DanielaCiao Guido, come al solito due belle ed invitanti escursioni, forse un po' impegnative per me, ma...chissà! Vorrei anche farti i complimenti per la poesia, purtroppo sempre così attuale nell'immagine della bilancia "desgualiva", e sostenere a gran voce la proposta di Annamaria; si potrebbe inserirla nell'invito alla partecipazione agli incontri dei cosiddetti "grandi"della Terra. E' che probabilmente sono talmente lontani da questo modo di pensare, che sarebbero versi sprecati...
Per quanto riguarda el cantón del dialèt, sempre molto interessante, mi hanno molto divertita le frasi della "filosofia popolare", in particolare la prima. Me ne ricorda una simile che si usa in spagnolo che, tradotta significa: "anche se la scimmia si veste di seta, sempre una scimmia resta". (in spagnolo la rima è migliore).
Mi unisco anch'io agli auguri per il tuo compleanno, purtroppo, temo, un po' in ritardo...Spero che tu abbia trascorso una bella giornata e soprattutto che S. Antonio abbia preso lo spunto per un bel regalo: quello di andarsene da altre parti e scordare la strada del ritorno!
Auguri e saluti anche da Roberto!

guidoleonelli :
guidoleonelli11.06.2017 -ore 18.40-
Ciao Daniela,
puoi prendermi in parola se ti dico che l'escursione della Forra del Cengello è sicuramehte alla tua portata, basta limitarsi ad arrivare a Malga Sorgazza senza fare poi il giro che noi, insaziabili, abbiamo aggiunto. Addiritura per farla ancora più semplice, puoi salire in macchina fino a Malga Sorgazza e fare, partendo in discesa, e tornando in salita fino alla malga, il percorso. Prova e mi saprai dire.
Per dire invece compiutamente quanto ho cercato di dire in "Mondo malbinà", credo sarebbe necessario molto più che pochi versi ma, come tutti ben sappiamo, non c'è maggior sordo di chi non vuol capire. Troppi interessi girano attorno a questo problema da tutti ormai definito epocale. Peccato che alle parole non seguano poi i fatti, peccato che nesuno dei tanti "potenti" prenda un'iniziativa seria che purtroppo segnificherebbe fare gli interessi altrui anziché i propri.
Sul cantón del dialèt, mi sarebbe piaciuto che tu ce lo scrivessi in spagnolo il detto sulla scimmia che si veste di seta; ma, se ne hai voglia, sei ancora a tempo.
Tante grazie per i tuoi graditissimi auguri: era solatnto ieri il mio compleanno e la giornata è stata tranquilla, trascorsa al fresco di casa con Ivonne. Oggi invece, ancora con Renata, che venendo da Bolzano ha evitato a me di fare troppi chilometri in macchina che mi avrebbero acuito il mio malanno, siamo stati sul Pizzo di Levico in una così gran bella giornata.
Ciao Daniela e un caro saluto, anche a Roberto naturalmente.

Renata :
RenataCiao Guido. Che bello questa volta leggere delle vostre escursioni, e dire..C'ero anch'io! Quella città degli uomini di pietra (anche se i tedeschi dicono 'omini') è uno stupendo colpo d'occhio e ... una metafora: tante pietre sistemate bene sono come la creazione di una nuova città. Il problema è che anche i suoi abitanti sono di pietra, con il cuore di pietra e anche quello pesa sulla balanza del mondo malbinà. E domandi a te stesso, di te stesso: Sarà sugà la sortiva? e non capisco perché, visto che anche questi tuoi versi sono proprio intonati ai nostri pensieri e al comune stupore deluso dal mondo 'mbroion'. E si snocciolano fluenti con delicatezza per arrivare proprio lì fra le stelle che giocano con la luna. La penso anch'io così e ho le prove, lavorando e vivendo con loro che sono sènza pu ale né radìs, che il zògh de le stéle co la luna è solo per loro: solo loro riescono a partecipare a quella giostra. Nonostante tutto non hanno il cuore di pietra. Come dire: è naufrago ma el varda 'n su, 'l ziél. E' senza zavorra pesante.
Insomma ci hai offerto molti spunti per pensare, gustare, condividere. A parte le rece dell'asino, la filosofia popolare si radica sempre sul quieto vivere, sull'accettazione della sorte, sul percorrere la strada di mezzo! Mah, sarà!!! Ancora una volta per la tua presenza e attenzione. Saluti particolari alla presidente di giornata e un abbraccio

guidoleonelli :
guidoleonelli13.10.2017 -ore 17.15-
Ciao Renata, davvero che bello questa volta. Ma ciò che è ancora più bello, dopo che noi ci siamo stati ormai diverse volte, è l'aggancio che tu riesci a fare, con grande facilità ed efficacia, con i versi del mondo malbinà; poi hai ragione: spesso mi domando se la "la sortiva la s'à sugada" perché mi accorgo, a malincuore, che sempre più raramente la penna trova i sentieri giusti.
E quello che dici è molto bello e non può che farmi piacere pensare anche che lo dici tu che da anni lavori e studi proprio con loro che non hanno né ali né radici. Almeno apparentemente perché spesso, da quanto a volte racconti, dimostrano di avere sia le une che le altre e molto ben attrezzate. Questo tuo commento è un regalo per me: grazie.
Sulla filosofia popolare hai ragione ma mi consola pensare che si tratti di una filosofia molto datata e che invece al giorno d'oggi...Molto significativo quel tuo "Mah" che faccio anche mio.
Volentieri trasmetterò i saluti alla presidente pro tempore, che, a quest'ora, mi illudo sia decaduta.
Ciao.

Saverio :
SaverioImpegnato su tanti fronti (musica, cottura marmellate varie, visite parenti, ecc.) e sempre di corsa (piacevolmente) visito solo ora il sito per lasciare velocemente un saluto e come sempre un grazie sia per la poesia che per "el cantón del", entrambi sempre profondi e interessantissimi. Un "caldo" saluto.

guidoleonelli :
guidoleonelli14.06.2017 -11.00-
Grazie Saverio per la fugace visita.
Hai dimenticato fra gli impegni vari, che ti stanno occupando tanto, la montagna: non mi dire che non ci vai perché non ci credo. Beato te, un po' ti invidio mentre io sono sempre costretto a muovermi in ... frenata, senza fretta e con tanta paienza.
Grazie per i complimenti che mi fai.
Un caro saluto a te e a Mirna.

Daniela :
DanielaCiao Guido, come da tua richiesta, riporto il modo di dire spagnolo. Mi ero trattenuta, con qualche scrupolo, perché la scimmia femmina si chiama mona, e non volevo che il tuo sito diventasse, come dire, "a luce rossa"... Scherzi a parte, ecco il detto: "Aunque la mona se vista de seda, siempre mona se queda!"
Approfitto di questo secondo intervento per fare i complimenti a Saverio, che ieri sera, con la sua band, ha chiuso il bookfestival di Caldonazzo con uno spettacolo sulla storia del rock. Bella musica e ... davvero bella voce! ciao a tutti!

Saverio :
SaverioGrazie anche a Daniela per i complimenti. Ora ho capito (ma lo sospettavo, visto che ci eravamo salutati nell'occasione) l'origine delle voci dirette a sud. Cari saluti.

diaolin :
diaolinBellissima poesia e c'è qualcuno che ha il coraggio di dire che la gente che sta bene sta aumentando (sentito ieri).

Gli ho chiesto se è appena tornato da Aldebaràn...

Buona vita caro Guido, sempre avanti

guidoleonelli :
guidoleonelli07.07.2017 - ore 22.05-
Grazie Daniela e ti prego di scusare il forte ritardo col quale rispondo, in parte dovuto a contrattempi post-ferie.
Benvenuto il detto spagnole a luce rosse: certo che pensare e provare ad immaginare la mona vestita di seta è davvero ... da ridere.
Adesso posimao dire di avere un sito, almeno in parte, anche poliglotta.
Un caro saluto. Anche a Roberto.

guidoleonelli :
guidoleonelli07.07.2017- ore 22.10-
Ciao Diaolin e prego anche te di scusare il ritardo col quale rispondo: non sempre si riesce a fare ciò che si vorrebbe.
Grazie per il complimento: è molto tempo che la penso così ma purtroppo così non la pensano quelli che forse potrebbero fare oltre che pensare, dire e promettere senza poi mantenere ma curando solo i propri interessi.



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