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1. Anello Masi di Grumes, Rif. Potzmauer

 

 

2. Piramidi di Segonzano

 

 

3. Lago di Valda

 

 

"Secónt de cordata"

da ascoltare e/o leggere

 

 

 

 

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   Anello Rif. Potzmauer                                                sabato, 26.10.2019                                                                                                                                           

 

- Dislivello: m 680

- Sviluppo: m 10,200

- Tempo netto ore 4,00 in salita ore 2.30

- Carte: -Kompass 075: Altopiano di Pine, Val di Cembra; 1:25.000

- cartografia dell'ATP di Piné

 

Prendendo l'idea dalle proposte dell'APT di Piné e Val di Cembra, con l'idea di fare di un'escursione leggera, per rispetto ai miei dolori ed ai consigli della mia oncologa incontrata ieri l'altro, ci siamo ritrovati, ma c'è da meravigliarsi? a fare un giro ad anello parecchio più ampio di quanto programmato. A cosa serve allora la programmazione, ci si potrebbe domanderà. Ad essere disattesa, la risposta più immediata e banale.

Siamo partiti con l'idea di fare il giro dei Masi di Grumes (una località ed una valle a me, per molti aspetti, poco conosciute) e si sarebbe trattato di un paio d'ore di cammino con meno di 300 m di dislivello e un percorso di poco superiore ai cinque chilometri.

In una giornata di splendido sole, parcheggiata la macchina al Green Grill di Grumes, m 880 a due passi dalla chiesa, seguendo le indicazioni, ci avviamo, sorpresa! per strada asfaltata, raggiungendo e superando Maso Pìnteri, Maso Orion, Il Bar Ristoranre El Casèl dei Masi, m 1059, e Maso Giovanni per lasciare finalmente l'asfalto e trovarci a camminare, fra il frusciare di foglie, su un comodo stradello forestale che ben presto diventerà uno scomodo sentiero sassoso, nervoso, scontroso che subito in forte salita, corre lungo il Rio dei Pézzi con indicazione Rif. Poz Mauer, segn.480, segnavia che però vedremo una volta soltanto.

Prendendo dalla documentazione dell'ATP, verremo a conoscenza che quella Passeggiata nella tranquillità dei boschi alla riscoperta degli antichi Masi di Grumes, “è un angolo di montagna che ha saputo conservare l’atmosfera delle sue origini, risalenti al Medioevo. Nomi e toponimi dei luoghi riconducono la fondazione dei Masi alle immigrazioni tedesche che coinvolsero il Trentino tra l’XI e il XVI secolo, incentivate dai Signori tirolesi di Koenigsberg e dal Principe vescovo di Trento per incrementare le decime e presidiare un’importante via di collegamento tra Tirolo e Valle dell’Adige. Per circa quattro secoli dal loro arrivo, i contadini tedeschi della zona dei Masi di Grumes mantennero la propria lingua e le proprie usanze, influenzando profondamente la cultura locale”.

 

Da cartelli posti lungo il percorso, scopriremo che il Maso Pìnter, di fondazione tedesca e forse risalente al 1300, deve il suo nome al termine Pìnteri (bottai), poi divenuto un cognome assai diffuso in alcune zone del Trentino. E ancora che il Maso Giovanni porta un nome patronimico derivante cioè dalla presenza in loco di diverse persone con questo nome; la stessa piccola chiesetta è dedicata a San Giovanni.

Senza strafare, saremo al Passo, m 1.350 (ore 1.20) per scendere poi qualche decina di metri a dare almeno un'occhiata al Rif. Poz Mauer, m 1292.

Sarà brevissima la sosta prima di risalire fino al passo e prendere in direzione Lac del Védes e Valdonega. Ora la strada forestale, pur mantenendosi in salita, sembra essere più acogliente nei nostri confronti e ci permette di tenere un buon passo che ci permetterà di arrivare al Lac del Védes, m 1.500, (ore 2.30) un simpatico biotopo, con passerelle e osseravatori dove ci concederemo finalmente la sosta panini. Fa caldo e si sta volentieri in maniche di camicia. Sarà soltanto di una breve mezz'ora la sosta prima di riprendere il cammino, ora in discesa su una strada che diventerà poco dopo lastricata e molto ripida (povere ginocchia!) e che ci porterà prima in Loc. Valdonega, poi al bivio per Caoria e quindi alla Baita alpina ed infine alla nostra macchina.

Nel complesso, l'escursione può essere definita una bella camminata anche se, vista la scarsa altidudine altitudine, quasi priva di panorami montuosi.

 


Maso Giovanni

Chiesetta di S. Giovanni

Rif. Pozmauer

Lac del Vèdes

percorso

 

 

 

 

 Piramidi di Segonzano                                       giovedì, 21.11.2019

 

- Dislivello: m 360

- Sviluppo: km 7.100

- Tempo netto: ore 3.15

- Carte: Cartina dell'APT di Piné - Valle di Cembra

  Kompass 075, Altopiano di Piné; scala 1:25.000

 

Non ci ero mai stato appositamente, soltanto uno sguardo di passaggio e niente di più. Oggi, giornata bigia che prometteva acqua nel tardo pomeriggio o verso sera, senza tanto indugiare, ad ora piuttosto tardiva causa un impegno precedente, sono partito solingo con l'idea di andare a conquistare il mondo.

Da casa si arriva all'imbocco del sentiero delle piramidi in meno di mezz'ora, così che alle 10.15, scarponi ai piedi, sono già in cammino su per scalette, ripide e meno ripide ricoperte di foglie multicolori dell'autunno. Il terreno è bagnato e si deve fare attenzione a non scivolare ma, col passo che io mi posso permettere, questi pericoli diminuiscono. Le piramidi, delle quali c'è una descrizione all'ingresso del parco (ingresso a pagamento durante la stagione estiva) sono suddivise in tre gruppi: alcune sono davvero belle e molto interessanti tanto da apparire quasi appena “costruite”. Un amico del posto che incontrerò più in alto, ad una mia malcelata lamentela sul fatto che mi sarei aspettato di vederne di più, molte di più, mi farà notare che “en cròda tuti i ani” (ne cascano tutti gli anni). Ma se è vero, come viene ben descritto sui cartelli lungo il percorso, che sono così tanti gli anni che si portano sulla schiena, credo che ci si debba accontentare.

Ma non ho detto che soltanto ieril'altro, l'ortopedico mi aveva praticato due infiltrazioni alle anche, da un po', come le ginocchia, molto doloranti. Dolori in buona parte conseguenza delle tante radioterapie cui sono stato sottoposto. Detto questo, si capirà bene la mia soddisfazione per essere riuscito a portare a termine, senza dolori, il mio giretto.

Scherzi a parte, la salita mi è risultata abbastanza faticosa anche per le legnanze di un vecchio e malconcio cuore forse un po' impreparato.

Le piramidi, come dicevo, non sono tante e si vedono abbastanza chiaramente alcuni sgretolamenti, ma fra quelle rimaste intatte ce ne sono davvero di molto interessanti.

Dirò che il nostro amico Giovanni (qualcuno lo ricorda?), fotografo provetto ma non altrettanto assiduo commentatore dei post, aveva fatto, già qualche anno fa, un bel servizio fotografico avendo anche la fortuna di trovare le piramidi infarinate da una freschissima nevicata. Bellissime fotografie le sue: chissà che questa volta non abbia qualcosa da dire sulle mie che certamente non possono competere. Speriamo: chi vivrà vedrà.

Alla cima del percorso, mi sono venuto a trovare su una stretta strada asfaltata con un cartello indicatore: Madràs, 25 minuti, destra e in leggera salita, oppure Stedro a sinistra e in discesa, col medesimo tempo. Naturalmente prendo a destra fino a ragiungere, ora su comoda strada, la piccola frazione di Madràs ed è su questo percorso che faccio l'incontro che dicevo prima. Di qua non sarebbe nemmeno tanto lontano Bedollo ma l'amico col, quale parlavo non aveva considerato che avrei poi dovuto recuperare la macchina. Non mi è rimasto quindi altro che fare un rapido dietrofront e tornare, ora in discesa , sui mie passi fino a raggiungere dapprima alcune frazioni e poi il Bel Paese di Segonzano da dove, con una scorciatoia in ripida discesa, ho potuto raggiungere la maccina in meno di quanto pensassi.

Che dire? Qualcuno forse sorriderà; io, da parte mia, mi accontento e sono felice di essere tornato senza aver avvertito alcun male.

 

scalinata


mignon

 

 

 

 

 Lago di Valda, m 1.398                                          lunedì, 25.11.2019

 

- Dislivello: m 410

- Sviluppo: km 8,600

- Tempo netto: ore 4,00

- Carte: Kompass 075, Altopiano di Piné; scala 1:35.000

  Cartina APT Piné – Cembra

 

Scarponi ai piedi alle 9.30, si pensava di poter fare l'anello in tre ore o poco più: inesperienza della capocordata e mancanza di indicazioni sufficientemente chiare e di segnaletica quasi completamente assente. Basti pensare che, seguendo il segnavia 415A, posto proprio all'inizio del percorso, noi si pensava di fare il giro orario dell'anello. Ma a farmi fare molta più fatica di quanto io, vecchietto e male in arnese pensassi, è stata sicuramente la neve che da una certa quota in su era davvero abbondante, oltre che pesante e bagnata.

Solo al rientro, io pur stanchissimo, mi sono accorto che scendendo, come si sapeva, sulla stessa via della salita stavamo percorrendo il lato orientale dell'anello, così come indicato nel percorso che propongo fra le altre immagini.

Ma ciò detto, va chiarito subito che non ci si aspettava tanta neve ma che, per nostra fortuna, un fuoristrada che ci aveva preceduto probabilmente il giorno prima, permetteva di seguire le sue provvidenziali “rodane”. Solo che ad un certo punto, quando la neve era troppa anche per lui, quello che con certezza avevo deciso dovesse essere stato un cacciatore, ci aveva lasciati nei guai. Proseguivano infatti impronte di scarponi umani e di un cane e per noi la musica cambiava decisamente. Ho detto per noi ma intendevo dire “per me”, essendo la capocordata in splendida forma costretta a fermarsi spesso in attesa che arrivassi anch'io.

Detto ancora che si trattava di una strada in gran parte lastricata e, sia pur con alcuni tratti in forte pendenza, in assenza di neve o molto meno innevata, sarebbe stata una strada comoda che sicuramente avrebbe consentito anche a me di compiere l'anello con maggior disinvoltura come da programma. Sarebbe stato sufficiente affrontare il percorso una settimana prima.

Ma, come si sa, i se e i ma non valgono, tantomeno in motagna e nemmeno arrabbiarsi e imprecare serve.

La storia è tutta qui. abbiamo trovato la nostra meta, il Lago di Valda, in Loc. Prati di Monte, m 1.417, in gran parte coperto dalla neve. Lì, accomodati alla bell'e meglio sotto una pianta, dove la neve non disturbava, abbiamo consumato i nostri panini: erano già le 12.00 ma alle 12.30 ervamo di nuovo in cammino e alla macchina saremo alle 14.00 precise.

Un giudizio sull'escursione? Meglio che mi astenga. Mi permetto solo di suggerire a chi volesse seguire l'esempio, di scegliere un'altra stagione.

 


strada

Baita Nanda

Biotopo Prati di Monte

Lago di Valda

percorso

 

 

 

 

Secónt de cordata

 

Són secónt

sul scalìn de mèz

- te sarai contènt-!

 

Són secónt

ma 'nnanz era prim

la còrda la pica

sul pu alt dei dói.

 

Secónt de cordata

éla 'nnanz tant che caorét

mi en pèz endré

sbolsegant.

 

Ò scrit la me stòria

sui mónti pu spizzi

va ti adès va

che mi vègno dré.

 

 

Ascolta la poesia

 

Secondo di cordata

Sono secondo/ sullo scalino di mezzo/ -sarai contento- !// Sono secondo/ ma prima ero primo/ la corda la piccozza/ sul più alto dei due.// Secondo di cordata/ lei avanti come capriolo/ io un pezzo indietro/ imbolsendo.// Ho scritto la mia storia/ sui monti più appuntiti/ va tu adesso va/ che io vengo dietro.

 

Amici miei; canzoni di montagna

 

 

 

Versi e immagini sono protetti dai diritti d'autore

 

 

 

 

 

 

Brevi passi di un colloquio tra Tullio de Mauro e Andrea Camilleri, tratto da “La lingua batte dove il dente duole”; Ed. Laterza, 2014.

 

7. Contro il cattivo uso delle parole

 

Non capisci che lo scopo principale

a cui tende la Neolingua

è quello di restringere al massimo

la sfera d'azione del pensiero?

                                                                                     George Orwell

 

 

De Mauro

Stando ai dati dell'Istat, oggi il 94% degli italiani usa l'italiano, alternandolo con un qualche dialetto, e lo padroneggia nei suoi elementi essenziali. Ma le cose cambiano molto se si sposta l'attenzione allo scritto. Due indagini fra il 2000 e il 2006 evidenziano che cinque italiani ogni cento sono incapaci di leggere e capire qualche parola scritta, risulano cioè totalmente analfabeti. Solo il 29% riesce ad inoltrarsi nella lettura superando il secondo questionario e a rispondere bene al terzo, al quarto e al quinto. Il 71% non ce la fa ed è quindi sotto la “soglia minima per orientarsi e risolvere attraverso l'uso appropriato della lingua italiana, situazioni complesse della vita sociale”.

Camilleri

Per non dire degli usi impropri delle parole. ...”Il generale Dalla Chiesa venne giustiziato a Palermo...”. Ma il verbo giustiziare ha un significato preciso del tutto diverso da assassinare.

De Mauro

Sull'uso corretto del vocabolario, ci sono interessanti esempi anche alla TV. “Le forze dell'orfine sono allertate perché ci sono degli sciacalli in giro che vanno nelle case abbandonate a fare rappresaglia di tutto quello che trovano. Rappresaglia invece di rubare, fare razzia.

Camilleri

L'italiano della televisione è diventato un italiano trasandato, malissimo usato. Così le troppe parole in inglese, entrate nell'uso comune, è una perdita di campo, un indebolimento della nostra lingua; sono come delle protesi.

De Mauro

Anch'io non amo gli anglismi che considero un fenomeno da non sottovalutare. Perché la Rai deve chiamare Rai Educational il settore delle trasmissioni scolastiche educative? E perché si deve usare spending review per indicare la revisione della spesa pubblica? O spread al posto di differenziale?...

Camilleri

Questo è il linguagguo del potere. Terrorizzante.

De Mauro

Intenzionale o meno che sia, il cattivo uso dell'italiano porta ad adoperare parole poco o mal comprensibili. Giacomo Devoto diceva che bisognerebbe promuovere l'uso responsabile della lingua, quello che fa sì che di quanto hai detto puoi rispondere perché puoi spiegare.

La distruzione del linguaggio è la premessa ad ogni futura distruzione, scrive Giuseppe D'avanzo e sta parlando di quella che lui chiama la neolingua del potere e si riferisce al fatto che il linguagguio usato durante il periodo berlusconiano è la spia di una visione del mondo. Qualcosa dunque che va ben aldilà del mero fatto linguistico.

Camilleri

... non è un caso che sia stato, fra i presidenti del Consiglio, quello che più di tutti ha usato la frase “sono stato frainteso”. Ma la lingua italiana, quando è bene usata, non è affatto equivoca, è una lingua estremamente concreta.

De Mauro

Tornando alla “lingua del potere” forzando un po' si potrebbe dire che quando viene adoperata maliziosamente funziona in maniera simile a una forma di dialetto o meglio a una specie di gergo che permette di fare un discorso senza dire nulla e che perciò stesso riesce a neutralizzare la questione che finge di affrontare.

Camilleri

La lingua è quella che è, altra cosa è l'uso che uno ne può fare. Certo può essere usata come strumento di potere laddove ci siano persone molto abili ad usarla e una maggioranza che semplicemente la subisce perché non la capisce appieno.

De Mauro

A preoccuparmi sono soprattutto alcuni silenzi o alcune restrizioni di significato, per cui diciamo occupazione e non persone che lavorano, diciamo imprenditoria e non padroni.

Camilleri

Terrore semantico che cresce di più nei momenti di crisi: mai come in questi giorni si adopera la parola occupazione.

De Mauro

Cala l'occupazione, cioè aumenta il numero di persone che non hanno lavoro, che hanno poco pane e companatio. Non è innocente l'uso della parola occupazione.

Camilleri

Resta il fatto che con il pssaggio da padrone a datore di lavoro la caratura cambia: nel primo caso abbiamo interessi divergenti, nel secondo è come se fossero convergenti, non siamo antagonisti, perseguiamo lo stesso fine. Ecco la neutraizzazione che passa attraverso le parole.

De Mauro

Sì i fatti vengono in qualche modo sterilizzati. Se vai a vedere quanto è aumentato negli utimi dieci anni il reddito di quello che chiamiamo datore di lavoro e quanto è aumentato quello del prestatore d'opera, ti accorgi che il primo è schizzato dieci quindici volte in alto mentre il secondo è addiritura diminuito. E questo in tutto il mondo perché il fenomeno è planetario. Questo è un esempio dell'uso politico del linguaggio.

Rispetto a trenta quaranta anni fa, ci sono stati cambiamenti interessanti nel genere di parole adoperate. Dal vocabolario di quell'85-90% di parole comuni nei nostri discorsi, sono uscite parole come stalla, pozzo, erba, prato, albero che hanno un riferimento concreto immediato, e sono entrate invece una gran quantità di parole astratte tipo occupazione o reddito.

 

 

 

 

Per la salvaguardia dell'ambiente

e  non vi è necessario

non stampate queste pagine

 

 

 


Postato 1 Febbraio 2020 -

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Commenti:


Anna :
AnnaCiao Guido, il post è arrivato completo dei tuoi commenti sempre molto precisi e completi.
Le Piramidi le ho fatte nel lontano 1993, incinta di mio figlio. Ridendo e scherzando sono passati 27 anni.
Il Potzmauer l'ho fatto un paio di anni fa. Una bellissima passeggiata partendo dal lago Santo.
La poesia è molto significativa e adatta anche a me. Solo che io il secondo lo vedo sempre da dietro. In questo momento la montagna è un po' abbandonata, anche perché in questo periodo mi insegue un forte raffreddore e ahimè la schiena bloccata. Ci riprenderemo....
Aggiungo un saluto a tutti gli amici del sito.
Un abbraccio a te e a Ivonne. Alla prossima

Saverio :
SaverioCaro Guido, come ti ho già anticipato sono orfano di computer e provo, con grande difficoltà e poca dimestichezza, a scrivere qualche riga.
Dici di essere secondo di cordata ma le escursioni sono comunque di tutto rispetto; credo tu convenga che si può continuare anche così.
La prima la conosco.solo "sulla carta" nel senso che il rifugio Potzmauer è da anni nei miei pensieri
, anche perché il gestore lo conosco dai tempi della naja (molti anni addietro gestiva il Marchetti allo Stivo); nonostante ciò non ho mai concretizzato una gita (sai che se si rinvia più volte poi non ci si va più...). Colgo l'occasione per fare un nodo (virtuale) al fazzoletto e chissà che a primavera non si realizzi.
Quanto alle piramidi ti posso dire che ha avuto anch'io, quasi due anni fa, la voglia di visitare il sito e quindi abbiamo organizzato un'escursione partendo da Piazze e scendendo giù per la val Regnana, con sosta alla bella cascata del lupo e giù a visitare le piramidi salendo fino alla strada soprastante, a destra per ritornare a Bedollo, passando da un bel paesino di nome Quaras; è forse quello che tu chiami Madras? Questo nome non lo trovo sulla mappa. Comunque sia entrambi possiamo dire di aver visitato le piramidi (nostrane).
Sono curioso in merito al lago di Valda ma accetto.il tuo consiglio di scegliere un'alta stagione.
Nel ringraziarti anche per la simpatica poesia,aspetto di poter disporre del computer per leggere con gusto de Mauro e Camilleri. Col telefonino, essendo mezzo orbo, faccio troppa fatica.
A presto con affetto.

guidoleonelli :
guidoleonelli03.02.2020 -ore 18.35-
Ciao Anna, noi ci "sentiamo" di qunado in quando anche via WhatssApp e quanto al post sono convinto che tu lo legga completo ma non so invece se abbia avuto anche la possibilità di leggere la newsletter che non a tutti è arrivata.
Non è un bel momento per me nei riguardi del mio pc e soprattutto della posta elettronica che invece mi servirebbe spesso.

Beh, da quanto dici, tu la Val di Cembra l'hai conosciuta prima di me; io a quanto ho scritto, posso aggiungere ora il Lago di Santa Colomba, vecchia conoscenza.
Dici che il secondo di cordata tu lo vedi da dietro che mi fa pensare che quando ti muovi, siate almeno in tre. Ma quel che conta non è tanto il primo o il secondo, quanto lo star bene, il poter andare senza troppe zavorre. Il mal di schiena, è anche un augurio che ti faccio, passerà e tu riprenderei come e meglio di prima.
Ricambio l'abbracio Anna sperando che ci sia una prosima volta.

guidoleonelli :
guidoleonelli03.02.2020 -ore 18.55-
Caro Saverio ciao,
Il gazèr delle newsletter in parte non arrivate in poarte arrivate doppie, mi ha un po' costretto ad avvertirvi che sul sito c'erano novità ma non era mia intenzione far pressione di nessun genere.
La tua mi fa come sempre piacere, anzi di più considerando che sei costretto ad usare il cellulare, eserciio non sempre facile. Questi pc mi pare ci diano qualche problemino. Immagino che, parlado del Marchetti e del suo gestore, tu ti riferisca a quel simpatico barba innamorato folle della Patagonia. Io quel giorno, passando di là, non l'ho nemmeno visto. Quadras o Madras? chi lo sa ma l'importante è che ci siamo capiti, certo mi pare molto più completo il tuo giro rispetto al mio. Per il Lago di Valda invece, se vuoi andarci, ma senza aspettarti di vedere chissà che lago, aspetta aprile e vacci senza la neve.
Grazie della visita Saverio e che ritorni in fretta il pc!
Un salutone, anche a Mirna.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCaro Guido,ti leggo con piacere.Torno un po malandato da Tenerife ma mi sto rimettendo.Alla ns età essere secondi è un gran successo e di tanto dobbiamo avere consapevolezza.Chi altri può esserti ancora a fianco nelle tue straordinarie escursioni? Mi dici che ti assenti da casa ma non mi dici dove vai.Spero in viaggio.Dimmi.Io dovrei inviarti lo invito per la presentazione dl mio libro ma attendo proma tue nuove che spero buone.Un caro saluto
Bruno

Daniela :
Daniela03/02/2020
Ciao Guido, arrivo anch'io dopo alcune giornate intense...Belle le vostre escursioni, che questa volta conosco piuttosto bene, essendo noi abituali frequentatori della val di Cembra, un po' per vicinanza geografica, ma anche per avere diversi amici nei paraggi. In particolare il Rif. Potzmauer a me piace molto, soprattutto partendo dal Lago Santo, come ho visto ha fatto anche Anna. La prossima volta proveremo anche l'anello proposto da te.
Davvero particolarmente interessante il colloquio De Mauro-Camilleri sull'uso politico della lingua: a questo proposito ti segnalo che nell'ultimo intervento di Camilleri mi sembra manchi qualche parola che forse è rimasta impigliata nella tastiera...;)
Molto molto bella la poesia, e tanti complimenti anche da parte di Roberto, che l'ha ascoltata diverse volte con una certa commozione.
Spero che il periodo in cui non sarai in casa, come scrivi nella mail, si riferisca a una pausa di relax in qualche bel posto con la tua "capitana". Un affettuoso saluto a entrambi!

guidoleonelli :
guidoleonelli04.02.20202 -ore 15.15-
Ciao Bruno, anch'io ti leggo con piacere e con non altrettanto piacere sento che le Canarie a te non hanno fatto troppo bene: mi dispiace.
Hai ragione a farmi un po' di "predica": alla nostra età...bisognerebbe essere capaci di guardare quelli, e credo siano di più di quanto possiamo immaginare, che stanno peggio di noi. Quelle che tu chiami le "mie straodinarie escursioni" sono di altri tempi, cercavo di tirare avanti alla menopeggio ma sono costretto a tirare con ancora maggior forza il freno. È vero che ti ho detto che mi assenterò per un periodo e spero che mi faccia bene, poi dove io vada ha un'importanza molto relativa che comunque non ti terrò segreta molto a lungo.
Sapevo che hai un nuovo libro da presentare e immagino già ora i tuoi successi ma ti pregherei di non inviarmi inviti; sarò contento se, alla prima occasione, mi farai omaggio di una copia. Le mie nuove, che spero buone, mi auguro di potertele dare verso fine marzo.
Ciao Bruno.

guidoleonelli :
guidoleonelli04.02.2020 -ore 16.00-
Cara Daniela,
certo, voi siete vicini di casa con gli abitanti della Valle di Cembra che conoscerete meglio di me; a me però non era amai venuto in mente di andare al Rif. Potzmauer dal Lago Santo, così come avete fatto sia tu che Anna: vedrò di ricordarlo, se mi sarà ancora consentito. Le mie "faccende" vanno molto ad alti e bassi e quando sono bassi, lo sono davvero, anche nel morale.
Mi fa piacere che abbia letto i frammenti di quanto riporto stavolta da "La lingua batte dove il dente duole" e ti ringrazio per la segnalazione che mi fai: davvero quel capoverso era un po' monco: probabile stanchezza da parte mia. Me ne scuso ed ho provveduto a completarlo in maniera integrale. Sembrano, quelle dei due nostri amici onorari, considerazioni molto moderne che, per certi aspetti, riportano addiritura al nostro sessantotto.
Ringrazia Roberto per la sua partecipazione e digli, se credi, che della mia poesia, ciò che a me piace di più è il sottofondo musicale che mi fa venire i brividi.
Ti ringrazio anche per l'augurio che mi fai a proposito della mia assenza che io considero un po' come un'assenza terapeutica. Mi assenterò con Ivonne la "prima di cordata" ma, se vuoi farmi una cortesia, non chiamarla più "la mia capitana", che a me, fermato al grado di tenente (con due baffi d'oro) fa male ai timpani. Spero che rida.
Ciao e un caro saluto a te e a Roberto.

Renata :
Renata04/02/2020
Caro Guido. Spesso il secondo in cordata è gregario: il primo apre la via, segue le linee più sicure, sceglie gli appigli e gli appoggi, fa scorrere la corda nei moschettoni, ma il secondo...Il secondo fa sicurezza, si affida al primo ma gli assicura di trattenerlo nel volo, che è un pericolo sempre in agguato. Il secondo disdegna ogni rivalità competitiva: ha occhi attenti e curiosi, passo prudente e leggero, animo placato, in pace col creato...

In quanto all'"uso responsabile della lingua", come dice il Devoto citato da De Mauro, penso che questo possa essere presente solo in persone che esercitano responsabilità nel pensiero, nel linguaggio, nella filosofia di vita. Con grande difficoltà cerco di trovare questi caratteri nei potenti e in quelli che vorrebbero essere le nostre guide politiche. Cerco, ma forse è più facile trovarli nei...pesci!
Bella la poesia, e bella la melodia di montagna che tocca con dolcezza bolsi e capretti.
Ciao Guido. Buon cammino a te e a Ivonne. Un saluto a tutti gli amici del sito

annamaria :
annamariaQuesta volta voglio iniziare spendendo due frasi di commento ai dialoghi fra de Mauro e Camilleri e ti ringrazio per averceli più volte proposti; sono davvero interessanti. Pure io noto spesso in chi parla l'uso improprio di termini e un vocabolario molto misero e pensare che la nostra bella lingua possiede una grande significativa quantità di vocaboli. Il rimedio più efficace, a mio avviso, è la lettura. A me piace tanto leggere e da sempre sono abituata a trascrivermi frasi, vocaboli che mi colpiscono per l'efficacia o l'originalità. Non vado oltre anche se si potrebbe discuterne a lungo. Belle le tue escursioni, le cui descrizioni sono sempre molto precise e ricche di significative considerazioni. Quella che più mi piace è la gita dei masi. Il "maso" racconta sempre una ricca singolare storia, che mi affascina. Hai presente il libro di Silvano sui masi della Val Badia? Notevole davvero e rivela la competenza e la serietà della ricerca dell'autore. Rispetto a questa parte del tuo post, mi permetto un piccolo suggerimento, ma puoi anche non tenerne conto... Perchè non proponi una o massimo due gite alla volta? Rimarrebbero più impresse e dedicheremmo loro più attenzione ( naturalmente parlo per me...) Così potresti anche venire a trovarci più di frequente, nel tuo sito. E veniamo alla poesia; che struggente il sottofondo musicale! Non potevi sceglierne uno migliore. E poi pennellate rapide ed efficaci per esprimere uno stato d'animo che scava nell'animo. E si capisce fino in fondo il rimpianto di dover cedere il passo, di doversi accontentare di posti meno esaltanti. Essere secondi richiede umiltà, capacità di non essere invidiosi, gioia comunque nell'apprezzare anche situazioni meno esaltanti. Bravo, grazie. Un saluto a tutti gli amici del sito, a te e ad Ivonne un abbraccio.

guidoleonelli :
guidoleonelli04.02.20202 -ore 17.30-
Cara Renata, mi dispiacerebbe davvero chiudere baracca e burattini perché nulla funziona più e perché a me comincia tutto a pesare in maniera esagerata. È una considerazione che faccio ora con te ma che potrei fare con ogni amico che si prende la briga, a volte il piacere spero, di commentare, di dire la propria.
Tu attacchi, da esperta di roccia quale sei stata, con un linguaggio e con spiegazioni tecniche che rivalutano il ruolo del secondo di cordata. Immagine questa che a me pareva appropiata pur non avendo mai fatto roccia. Certo sono stato il primo su qualche ghiacciaio, in qualche escursione particolarmente impegnativa ma nulla di più. E comunque grazie, sono parole che mi fanno piacere e mi confortano.

Interessante anche la seconda parte delle tue osservazioni; io più che di "potenti", parlerei di coloro che, solo per il ftto di sedere su uno "scagnèl", si credono potenti: difficile trovare in loro qualcosa di ciò che noi vorremmo trovare.
E allora sono d'accordo con te: si ritorni in piazza, con le sardine (o con altri pesci) nonostante le recenti polemiche che qualcuno ad arte (in ciò sono tutti maestri) costruisce e diffonde.

"bolsi e i capretti", così cme li nomini tu, mi fanno un po' ridere.
Della poesia, lo dicevo già con Daniela, a me piace la musica, Mi capita così.
Grazie e ciao.

guidoleonelli :
guidoleonelli04.02.2020 -ore 18.30-
Ciao Annamaria, hai notato come funziona l'avviso agli amici, senza la newsletter ovviamente, fatto con WhatsApp? Un servizio un po' povero, si potrà dire, ma efficace mi sembra. Peccato che non tutti gli amici siano raggiungibili così come molte persone, amici della prima, della seconda e della terza cerchia. Vedremo come si evolveranno le cose, per il momento cerco di dar retta a Ivonne e a Laura che mi raccomandano di non pensare a cose spiacevoli.
Grazie per il consiglio che mi dai e che ricalca quanto ho fatto per cinque anni collaborando con Terra Trentina quando il responsabile dell'Ufficio Stampa era Faustini, l'attuale direttore dell'Adige e dell'Alto Adige. Un'escursione, una poesia, qualche proverbio e ho avuto diversi attestati di simpatia e di interesse. Ma ora il problema è diverso, tanto che parlavo di vuotare il magazzino prima che la merce deperisca. Prova a pensare se, dopo essere stato tre giorni, con altrettante escursioni in Val di Funes, avessi proposto un'escursione soltanto. Cerco invece di essere più sintetico e di ridurre il numero delle foto, lavoro che richiede parecchio tempo. E altrettanto si può dire del post attuale: di tre escursioni in Val di Cembra avrei dovuto proporne una soltanto? Nella situazione attuale sono altri i problemi da risolvere se ci si riesce, condiderando anche che io non sono più così duttile e facile all'apprendimento e che la TIM chiede più che dare. Come le altre compagnie, ben inteso.

Di quanto dici di De Mauro e Camilleri condivido tutto. Anche a me piacerebbe dedicare più tempo alla lettura anche perché è leggendo che spesso può venire l'ispirazione di prendere la penna in mano. Ho molto ben presente il bel lavoro di Silvano sui Masi della val Badia: architetto e filosofo Silvano ha lasciato in dote ai suoi due figli questi suoi importanti doni.
Ti ringrazio per quanto dici della poesia e dovrei ripetermi con quanto ho già detto a Daniela e Renata alle quali ti rimando e comunque ti ringrazio.
Ricambio l'abbraccio, ciao.

diaolin :
diaolinBello il giro alle piramidi, devo correggere la frazione che si chiama Quaràs e non Madràs ma, a parte questo , gran bel giro. Faticoso per tutti, in salita, credimi.
La pontara la par ogni an pu erta du 'n mèzz a i òmeni,

I òmeni de Segonzan, sui quali ho scritto una poesia molti anni orsono, sono un simbolo di appartenenza un po' per tutta la valle.

Hai fatto bene a non proseguire per Bedollo, il sentiero non è molto agevole.

Una volta se avete voglia vi porto a fare il giro completo partendo da Segonzano-Bedollo,Brusago, Valcava, Gaggio e Madonna dell'Aiuto e Segonzano.


Secónt, prim o tèrz, no cònta, cònta nar...
su le sò gambe e sora i sò penséri.

Ti lascio il link per i òmeni se vuoi vederla

https://www.diaolin.com/wordpress/?p=852

Ciao, stammi bene

guidoleonelli :
guidoleonelli06.02.2020 -ore 20.00-
Grazie Dialin, sia per la visita sia anche per le idee che mi hai dato per conoscere un po' meglio la tua valle.
Dici bene che l'importante è andare con le proprie gambe ma purtroppo a volte le gambe soltanto non sono più sufficienti. Questo per dire che sono costretto, mio mnalgrado, a ridurre un po' le mie aspirazioni, che invece rimangono.
Leggerò volentieri la tua poesia, grazie.



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