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Eremo di S. Pancrazio, Tenna, Marter, Fennhals

 

 

 

 

 

Nadal l'è nà (da leggere e/o ascoltare)

 

Eremo di San Pancrazio (escursione)

 

Sulla Collina di Tenna (passeggiata)

 

Marter e l'eremo di S.Silvestro (passeggiata)

 

Fennhals (escursione)

 

Auguri (da leggere e/o ascoltare)

 

El cantón del dialèt

 

Brevi di cronaca

 

 


 

 

 

 

  Nadal l'è nà

 

  Encarto pégore e pastóri

  el Bambinèl so mama con el Bèpi

  en carte veline, sémpre quéle,

  'ramai da 'n sach de ani.

  I tirerò fòra de nòf l'an che vèn,

  se ghe sarò ancóra,

  i è pòchi tòchi laoradi 'n Val Gardéna

  che i profuma de ricòrdi

  e tant che alóra i se smolesìna dént

  ensèma al me destrani.

  Scampa i ani e no i pòrta 'ndrìo

  chi che è zamai nà da massa tèmp

  per le so strade,

  tant che 'nté ste ultime giornade

  vanza 'n mosegòt de tèmp,

  smorzà che s'à le luminarie

  fat fòra 'l panetòn,

  per pensar ancór na vòlta

  se 'l sarà vegnù dal bòn el Bambinèl

  saralo véra 'ntéla paia

  en mèz a 'n bò a n'asenèl.

 

  Finida la fòla finì fòr anca i bengala

  encarto pegoróte 'nsèma ai me penséri

  che i tornerà, sicur come che son,

  l'an che vèn tant che ancòi

  tuti i ani tant che algéri.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Natale è passato

Incarto pecorelle e pastori/ Gesù Bambino sua mamma con Giuseppe/ in carte veline, sempre quelle/ ormai da molti anni./ Li ritirerò fuori l'anno prossimo,/ se ci sarò ancora,/ sono pochi pezzi/ lavorati in Val Gardena/ che profumano di ricordi/ e come allora si ammorbidiscono dentro/ assieme alla mia nostalgia./ Fuggono gli anni e non riportano/ chi è già andato da troppo tempo/ per le proprie strade/ tanto che nelle ultime giornate/ avanza un torsolo di tempo,/ spente le luminarie/ consumato il panettone,/ per pensare ancora una volta/ se sarà venuto davvero Gesu Bambino/ sarà vero nella paglia/ in mezzo a un bue e a un asinello.// Finita la favola finiti anche i bengala/ incarto pecorelle insieme ai miei pensieri/ che torneranno, ne sono sicuro,/ l'anno prossimo come oggi/ tutti gli anni come ieri.

27.12.2017

Wolfang Amadeus Mozart - Piano Concerto Nº 21

 

 

 

 

 

 

  Eremo di San Pancrazio                 sabato, 16.12.2017                                         

 

- Dislivello: m 350

- Sviluppo: km 7,400

- Tempo: netto complessivo ore 3.20

- Carte: 4LAND 155, Val di Non; scala 1:25.000

 

Situato nella bassa Val di Non nel comune di Campodenno, è uno dei cinque eremi dell'intera val di Non, dei quali il più famoso e visitato rimane il santuario di San Romedio.

Per tutte le informazioni storiche sull'eremo di S. Pancrazio, di veda http://www.comune.campodenno.tn.it/Territorio/Visita-Campodenno/Cosa-puoi-visitare/Chiesa

Questa semplice escursione si svolge lungo un tratto del Cammino Jacopeo d’Anaunia, un antico pellegrinaggio che attraversa tutta la valle e di cui l’antica chiesa Di San Pancrazio rappresenta una tappa.

All’interno della chiesa è conservata un’acquasantiera risalente al IX secolo, decorata con motivi di origine longobarda e nell’abside si trova un dipinto settecentesco raffigurante la Madonna con Bambino, San Pancrazio e altri santi. A pochissima distanza si trovano anche i resti dell’antica abitazione degli eremiti ed un pozzo secco in sassi, di epoca tardomedievale, che serviva come trappola per orsi e lupi.

Il capoverso sopra è preso da www.visittrentino.info/it/tour/anello-all-eremo-di-san-pancrazio_16498448 da cui ho tratto anche una foto dell'eremo, corcomdato da piante con tante foglie.

La chiesa è comprensibilmente chiusa ed apre solo in determinate date e in determinate scadenze annuali; Il 12 maggio, in occasione della ricorrenza di San Pancrazio, vi si svolge la tradizionale festa.

Per venire al mio breve giro, ancora una volta solitario (spero per poco ancora) voglio precisare che, per vedere di allungare un poco il percorso, sarebbe stato mio desiderio intraprendere la camminata da Lover, piccolo paesino poco oltre Spor Minore, seguendo una strada di campagna ma che, per una cartina purtropopo non molto ricca ed interpellata l'unica persona incontrata, sono stato consigliato di proseguire fino all'ormai vicino Campodenno e da lì intraprendere l'escursione.

Raggiunto Campodenno, chiare indicazioni indirizzano al Centro sportivo e, nella stessa direzione, all'eremo. Lascio quindi la macchina, sono ormai le 10.15 al Centro sportivo, posto poco sopra il paese all'inizio del bosco dove sale una strada forestale ancora abbondantemente innevata. Al primo incrocio, dove trovo l'indicazione per l'eremo, calzo i ramponcini per affrontare quella che si rivelerà l'unica ripida salita, innevata e in parte ghiacciata, degna di questo nome. Salirò in compagnia di un altro solitario “pellegrino” di Quetta, una frazioncina di Campodenno, poco a valle del paese stesso. Sarà lui a farmi da guida ed a spiegarmi, con dovizia di particolari, quanto poi troverò in internet. E sarà ancora lui ad accompagnarmi, tolti i ramponcini, a compiere il facile e bel giro ad anello dell'eremo, percorrendo un simpatico tratto scavato nella roccia, innondato di sole con un'ampia vista sulla bassa Val di Non.. 3/4 d'ora di salita fino all'eremo e, con qualche breve sosta per ammirare l'ampioaesaggio e mi ritrovo quindi nuovamente al punto da cui si diparte la salita (ore 1.30) e dove, salutato il compagno e indossati nuovamente i ramponcini, decido di proseguire verso Nord lungo una stradina al limitare del bosco. Si tratta in realtà, di un'importante percorso anche per bikers, il Dolomiti di Brenta Bike che, raggiunto Terres, prosegue verso il Lago di Tovel, non così distante, attraverso una galleria esclusivamente ciclo-pedonale.

http://www.dolomitibrentatrek.it/dbt_country_tour/tappa_16_galleria_di_terres_lago_di_tovel.

Un'abbontante e chiara segnaletica da qui indica i tempi per diverse località raggiungibili. Il paese di Terres, per esempio, viene indicato in ore 1.30, sicuramente in buona stagione, penso fra me e me. La strada infatti è coperta di neve e a tratti ghiacciata e il ritmo non è quindi molto elevato; allungo un po' il percorso attraverso qualche deviazione, senza ben sapere fino dove arriverò e lasciandomi guidare soltanto dalla voglia di andare finché ne avrò voglia. E così camminando, arrivo ad un'ampia spianata dove un vistoso cartello indica di fare attenzione all'atterraggio di aerei; e che non si tratti di uno scherzo lo capirò poco dopo raggiunto che avrò un piccolo campo di decollo e atterraggio, con tanto di Hangar, dove fanno bella mostra alcuni colorati piccoli aerei a due posti (ore 0.50.2.20): sono le 12.30 e l'appetito si fa sentire. Mi trovo di poco sopra al paese di Termon, un'altra frazione di Campodenno.

Per farla molto breve, scattate alcune foto, sullo sfondo il bianchissimo Gruppo del Brenta, mi ritroverò a tavola, ben accolto ospite di un simpatico gruppo di piloti che mi offriranno un abbondante piatto di ottima pasta ed un bel bicchiere di Teroldego e che sarò, mio malgrado, costretto a salutare dopo una mezz'ora per riprendere la mia strada di ritorno. Con alcune varianti, percorrendo il Cammino Jacopeo d'Anaunia, farò così ritorno alla macchina (ore 1.00-3.20).

Interessante quanto mi dirà in paese un signore, col quale scambio qualche parola, attorno alla presenza degli orsi in zona che qui, a suo dire, si vedono spesso fino nei giardini delle case.

In conclusione, pur con un'escursione un po' improvvisata, tornerò a casa contento, come già tante altre volte.

 

eremo di S. Pancrazio
 

l'interno
 


il pozzo

sentiero scavato

Gruppo di Brenta

Monte Roen
 


Aereo Club

a tavola, ospite dei piloti
 


percorso

 

 

 

               

 

  Collina di Tenna                                                              domenica, 31.12.2017

 

- Dislivello: m 300

- Dviluppo:km 7,600

- Tempo: con brevi soste ore 2.30

- Carte: Kompass 647, Trento e dintorni; 1:25.000

 

Quella che qui descrivo brevemente è una facile passeggiata, particolarmente adatta in una giornata di sole come quella odierna, che si sviluppa attorno e sulla collina di Tenna, zona molto soleggiata tutto l'anno.

Parcheggiata la macchina in Loc. Brenta, Frazione di Caldonazzo, attraverso un sottopasso si passa aldilà della statale della Valsugana e, lasciando il capitello di Regina Pacis, che in questo periodo ospita tutti gli anni un bel presepe, si sale a ainistra lungo la Via Claudia Augusta di Altinate. Con una salita abbastanza dolce di meno di 2 km, si è a Tenna (ore 0.30), dove, lasciando il paese sulla destra, si prende a inistra il segn.6 Canevazze – Campolongo, località che non vedremo affatto. Dapprima lungo un breve tratto in discesa su strada asfaltata, che porterebbe anche sulle rive del lago sottostante, poi attraverso belle strade/vialetti fra muri a secco (si notino le scalette che servivavno a raggiungere le terre soprastanti quando ancora erano coltivate), in parte con un po' di neve, sempre molto ben esposte e con una bella vista sul Lago di Caldonazzo, sulla Vigolana e la Marzola, si raggiunge Loc. Valdagni (ore 0.30-1.00) dove, si prende a destra per attraversare poco dopo la strada asfaltata che congiunge Ischia con Tenna e di nuovo a destra per seguire le indicazioni seg.3 e 6. Si cammina ancora in dolce salita, ora sulla neve, per lasciare più avanti il segn. 3 per Dòs dei Osèi; proseguendo in quella direzione si potrebbe arrivare ad Alberé, escursione da Ischia, già descritto in un precedente post, che in questa stagione rimane però in ombra. Fra qualche bella villa, si raggiunge la frazione di Tenna Serafini (ore 0.30-1.30). Tenna si trova ora a pochi minuti. Raggiungeremo infatti in breve il paese e, di fronte alla scuola, prenderemo a destra per raggiungere, dopo un breve tratto asfaltato, l'eremo di San Valentino (ore 0.45-2.15), passando davanti al Forte di Tenna. Lungo il percorso, a strapiombo sulla sinistra, si può ammirare Levico col suo lago.

Una breve sosta per un'occhiata alla chiesetta che troviamo, per la prima volta, aperta e, proseguendo ora in discesa, a tratti ripida, chiuderemo l'anello a Brenta (ore 0.15-2.30).

La passeggiata, adatta ad ogni tipo di camminatore anche con bambini e, almeno in parte frequentata anche da baikers, offre dei bei colpi d'occhio sulle montagne circostanti e sui due laghi di Levico e di Caldonazzo.

 

 


capitello

vialetto

la Marzola

un po' di neve

Levico col suo lago

forte di Tenna

eremo di S. Valentino

storia
 


interno

percorso

 

 

 

 

 Attorno a Marter: eremi e torri                            martedì, 02.01.2018

 

- Carta: Kompass 621, Valsugana-Tesino; 1:25.000

 

Ero partito da casa per la solita passeggiata del pomeriggio col desiderio di uscire un po' dalle nostre solite strade locali e, questa volta per merito del giornale l'Adige, www.ladige.it/territori/2012/01/01/roncegno-folla-ricordare-leremita-san-silvestro mi ero prefissato di andare a visitare l'Eremo di S.Silvestro a Marter dove, ogni 31 dicembre, si svolge una processione, in suo onore, dal vicino paese. Sapevo che mi sarei trovato a camminare all'ombra, cosa che, in questa stagione non mi entusiasma molto ma sapevo anche che, sull'altro versante della valle, non poteva non splendere il sole.

Così, arrivato a Marter e portatomi di là della statale, della superstrada, della ferrovia, e del fiume Brenta, prendendo a destra, in direzione Nord, mi sono ritrovato sulla ciclabile “Destra Brenta” dove, per gentilezza di un signore che poco più avanti abita in una bella villa, ho potuto parcheggiare un po' a lato davanti al suo cancello. E da lì, col sole che, alle 13.30 stva già tramontando, ho raggiunto l'Eremo che sapevo essere chiuso. Alcune foto, qualche sbirciatina dalle finestre e quindi ritorno a Marter, dopo aver percorso in tutto 1,3 km.

Qui sarei stato curioso di visitare casa Angeli, museo dello spaventapasseri che, abbastanza comprensibilmente era chiuso e del quale non ero riuscito a procurarmi gli orari. Così, come previsto, tornato sulla statale, mi sono ritrovato di Fronte a Tor tonda e poco sopra ho parcheggiato la macchina. Il sole invogliava proprio ad andare e così mi sono avviato in salita sulla prima strada, deviando poi, non molto sopra al paese, verso Sud in direzione di Roncegno. Posto tranquillo, case isolate o quasi, vie con nomi di persona (Montibeller, Bazzanella) e Roncegno ad un tiro di schioppo. Sarebbe stata molta la voglia di raggiungerlo, così ben esposto al sole, anche per risvegliare ormai vecchi ricordi di posti e di persone.

Invece, controllato l'orologio e quanta strada mancava ancora al sole per raggiungere la montagna, ho preso prima la strada del ritorno, compiendo egualmente un simpatico anello. A Marter, percorsi 2,8 km, dopo una visita alla bella chiesa, con un gran bel presepio e un originale pulpito che non sono però riuscito a capire cosa rappresentasse, non mi è rimasto altro da fare che rimettermi in macchina sulla via del ritorno. Mi attendeva ancora un'altra breve sosta in corrispondenza delle Tor Quadra (mai osservata in precedenza!) e, poco oltre, del tutto inattesa e fuori programma mi attendeva anche una deviazione stradale (qualche incidente?) con l'immancabile lunga fila.

Riflettevo lungo il ritorno che, a volte, c'è molto da vedere e da imparare anche appena due passi lontano da casa.

 

Nota: della foto “cesate”, chi avesse interesse, oltreché per la storia così come viene raccontata, anche per il dialetto, al netto di qualche “errore grammaticale”, noterà la differenza fra il dialetto locale ed il nostro dialetto di Trento e dintorni. Ad iniziare da “cesate”, che da noi si dice “Cesòte” (chiesette).

Nel testo si parla anche di un Lorenzo, l'eremo del quale, già descritto su questo sito, si trova in una bella posizione su un “còlo” (colle) della Val di Sella, accedendovi da Borgo.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Marter

Il nome deriva dal latino "Campus Martius", in quanto il paese risiede sul luogo di un campo legionario sulla via Claudia Augusta Altinate.

Il centro del paese è marcato dalla presenza di una antica torre romana, oggi chiamata dagli abitanti del luogo "Tor Tonda" in quanto la sua pianta si sviluppa lungo una circonferenza e si contrappone ad un'altra rovina di pianta rettangolare, la "Tor Quadra", situata nell'adiacente comune di Novaledo.

Di fronte alla "Tor Tonda" è situato il "Ponte della Bastia" costruito sul fiume Brenta. Questo ponte collega le due parti del paese: "Marter" e "Brustolai".

Come toponimo torna a Bedollo nel Pinetano (v.; dove pure c'è stato uno stanziamento tedesco medioevale). Dall'omonimo cognome tirolese presente in Val Martello e nel Sarentino[1]. Quest'ipotesi pare assai più convincente di quella proposta dalla Finotti dalla voce dial. màrter 'martora' (semmai nel senso di 'faina' e non di 'martora') o di quella del Lorenzi da martire. Dal toponimo è derivato il soprannome di famiglia 'Marteroti'.[2]

 

http://www.castellideltrentino.it/Siti/Torri-Quadre-di-Novaledo

 


tramonto

eremo di S.Silvestro

la ristrutturazione

cesate

Tór tónda

descrizione Tór tónda

Tór quadra

descrizione Tór Quadra

Roncegno

percorso

 

 

 

 

  Fennhals, m 1031                          venerdì, 05.01.208

 

- Dislivello: m 480

- Sviluppo: km 6,700

- Altitudine max m. 1065

- Tempi: di salita ore 1.45 di siscesa ore ore 1.15

- Carte: Kompass 685, Südtiroler Weinstraße/Strada del vino; 1:25.000

 

Da Cortaccia, prendendo la strada che sale a sinistra e deviando, più avanti in direzione di Penon/Penone, si passa davanti al Gasthof Himmelspforte, m 562 e, poco dopo si arriva a Penone, dove nel parcheggio della piazza, si lascia la macchina, a fianco della chiesa e con una piccola bottega di alimentari dietro l'angolo, in caso di bisogno.

Si comincia a salire, seguendo la strada e lasciando perdere la scorciatoia (troppa neve) nella direzione di Plattnerhöfe, alcuni bei masi ben ristrutturati lungo la strada, fino ad incontrare il segnavia 2-4. Ad un primo tratto di comoda stradina al limitare del bosco, seguirà poco dopo una salita che si manifesterà subita tosta, anche per via della neve ancora abbondante, più di quanto mi fossi aspettato. Più avanti si seguirà il segn. 4 seguendo la Römenerweg, dove si alternerrano tratti più o meno ripidi. Abbiamo ormai lasciato alle nostre spalle un baito forestale con annesso laghetto (recintato): la raccolta di acqua per l'acquedotto del paese e, parecchio dopo un altro laghetto in parte ghiacciato. Ancora salita ma poco dopo, ecco spuntare il campanile della chiesetta di S.Anna di Fennhals, m 1031.

Mi basta un'occhiata perché, all'improvviso mi torni alla memoria quel posto, già conosciuto qualche bel decennio fa, dove, con altri ragazzini di Caldaro avevamo trascorso un paio di giorni.

Proseguiamo un altro po' fino a vedere dove scende il sentiero contrassegnato col segn. 7 e subito ci sorge il sospetto che il programma che avevamo in mente sarà irrealizzabile, così come poco dopo ci confermerà anche un operaio forestale che qui si trova a caricare dei tronchi di faggio.

Nel frattempo si sono fatte le 12.15 e l'appetito si fa sentire; troviamo un bel tronco dove accomodarci a consumare i nostri panini e a godere di pochi pallidi raggi di un sole un po' traditore che ci ha lasciati lungo la strada, prima di riprendere la via del ritorno sul mdesimo percorso. Sotto la baita forestale, faremo l'incontro con una signora di Penone con il suo cane lupo, un giocherellone che ci terrà compagnia fino quasi alla macchina.

Da ggiungere infine che, appunto per il tempo che andava via via ingrigendo, non abbaimo potuto godere di ampi panorami, il Corno Bianco e il Corno Nero sono in buona vista, un po' meno il Catinaccio.

 

Sequoie di Fennhals

Con la loro imponenza, le cinque sequoie che si ergono lunga la strada per Favogna dominano il paesaggio nei pressi della residenza montana nota come Fennhals. Sulla strada per Favogna, circa 300 metri dopo la residenza Fennhals si erge appunto oltre la strada un gruppo di cinque giganteschi alberi. Con altezze comprese fra i 35 e i 40 metri, queste piante hanno circonferenze che arrivano a 4,5 m e pare siano state messe a dimora in questo luogo nel 1898 in occasione del cinquantesimo anniversario dell’incoronazione dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Si stima quindi che abbiano oltre un secolo di vita. (peccato che noi non le abbiamo viste). http://www.provincia.bz.it/natura-territorio/temi/monumenti-naturali.asp

 


studio della carta

Corno Bianco e Nero

friposo

Fennhals

Chiesetta di S.Anna

percorso

 

 

 

 

 

 

 Auguri

 

 Bòn an de chì e auguri de là

 ma zà 'l dì drìo i taca a begar

 chì ghe son mi e ti tiréte 'n là

 o te la capissi o taco a sbarar.

 

 No sèrve 'n canón, en vanza l'è assà

 una dré a l'altra 'enté 'n tontolar

 parole che tàia, coltèl bèn filà,

 a trar tut a l'aria a smigolar

 

 auguri bosiadri a scarmenón

 false promesse con vóze de légn

 per serar strade, stradoni e sintéri

 

 cossì che 'l bòn an, demò quel de algéri

 vèn spazzà via no resta pu 'n ségn

 e se torna 'ntél stròf a stornezzón.

 

 Se róte cossì quei filòti che liga

 'ngroparli de nòvo l'è gran fadiga.

 

 

Ascolta la poesia

 

Auguri

Buon anno di qui e auguri di là/ ma già il giorno dopo cominciano a litigare/ qui ci son io e tu tirati in là/ o la capisci o comincio a sparare.// Non serve micca un cannone,/ bastano/ una dietro l'altra in un litigare/ parole che tagliano, coltello ben affilato,/ a buttare tutto all'aria a sbriciolare/ auguri bugiardi sparpagliati a casaccio/ false promesse con voce di legno/ per chiudere strade, stradoni e sentieri// così che il buon anno, soltanto di ieri/ viene spazzato via non resta più segno/ e si torna al buio barcolloni.// Si rompono così quei filini che legano/ riallacciarli è gran fatica.

01.01.2017

 

Sax- Fly me to moon

 

 

 

 

________________________________________________

El cantón del dialèt

 

Sentir    sentire, udire, ascoltare, aver sensazione; Sènto zigar/sento urlare; chi èlo che ziga?/ chi urla?; da sta rcia no ghe sènto/non voglio sentire, non voglio saperne; bisognava sentir che zighi che la féva/bisognava sentire che urli faceva;  farse sentir/esprimere con forza le proprie opinioni, farsi intendere; stà a sentirme mi/ascolta me, dammi retta; no sentir resón/non dare retta, fare di testa propria; sentirse bèn, sentirse mal/star bene, star male; no me sènto bèn/ non sto bene;

mi me la sentivo/me l'immaginavo, lo prevedevo; no me la sènto/non sono preparato, non ce la faccio; a sentirte ti/a dar retta a te

 

sentar, sentarse    sedere, sedersi; sèntete zó/ siediti, accomodati; daghe da sentarse/ fallo accomodare; prima de trarlo fòra làsselo sentar/ prima di versarlo lasci che si depositi; sentarse 'n tèra, en gàida/ sedersi per terra,sedersi in grembo;

méterse sentón per tèra/ mettersi a sedere per terra

 

serar    chiudere, serrare, rimarginarsi delle ferite; serar arènt/ socchiudere; sta finestra no la sèra/ questa finestra non chiude bene; serar n'òcio/ chiudere un occhio, transigere, non dar peso; serar dént/ chiudere dentro, rinchiudere; serar su/ chiudere casa e andarsene; serar via/rinchiudere sotto chiave, anche in galera; i l'à serà via/ l'hanno messo in prigione; serarse dént/ tapparsi in casa; el tèmp el s'à serà/si è rannuvolato.

____________________________

 

 

 

   UN PO' DI CRONACA DAL GIORNALE L'ADIGE

 

(che a me pare una pubblicità al gioco d'azzardo)

 

 



https://www.albanesi.it/psicologia/ludopatia-dipendenza-da-gioco.htm

 

https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/ludopatia-la-malattia-del-gioco-d-azzardo-i-sintomi-e-i-consigli-per-curarla

 

http://www.corriere.it/sette/17_novembre_16/ludopatia-gioco-azzardo-italia-28ebece4-c890-11e7-83f4-5d7185c8c90c.shtml

 

http://www.corriere.it/sette/17_novembre_16/ludopatia-gioco-azzardo-italia-28ebece4-c890-11e7-83f4-5d7185c8c90c.shtml?refresh_ce-cp

Non sono Giovanetti, direttore di un giornale sia pure di provincia, ma se lo fossi, non pubblicherei con questo rilievo la notizia qui accanto, apparsa il 19 dicembre scorso,  ma le dedicherei eventualemente  un piccolo trafiletto affiancato da una serie di informazioni sulla ludopatia. Informazioni che evidentemente non fanno notizia, non tirano, non fanno vendere.

 

La ludopatia è un disturbo del comportamento che l’Associazione Psichiatrica Americana (APA, American Psychiatric Association) ha inserito fra i cosiddetti disturbi del controllo degli impulsi, disturbi che mostrano una notevole affinità con quelli ossessivo-compulsivi e con le dipendenze.

Si tratta di una condizione di notevole gravità che può arrivare a compromettere in modo molto serio la qualità della vita di una persona e quella dei suoi familiari (non sono rari i casi di tracolli finanziari, divorzio, perdita del posto di lavoro, dipendenza da sostanze stupefacenti ecc. legati alla ludopatia).

Anche a livello legislativo la materia è stata presa in considerazione, infatti il DDL 158 del 13 settembre 2012 (articolo 5) ha inserito la ludopatia nei Lea (Livelli essenziali di assistenza, ovvero l’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il SSN eroga a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket,
 

È un po' quanto succede anche col fumo: lo stato si è messo la coscienza a posto facendo scrivere su ogni pacchetto di sigarette: "Chi fuma muore", "il fumo uccide" o altre cose del genere.

 

Un business che vale il 4% del Pil nazionale. Nel 2016 gli italiani hanno giocato 96 miliardi di euro in slot, videolottery, Gratta e Vinci, lotterie e scommesse: un record storico. Ma chi sono i giocatori d’azzardo patologici? E perché lo diventano? Cosa succede davanti a una slot machine? Viaggio nella testa di chi si gioca il futuro, e di chi prova con fatica a riprenderselo.

 

- si vedano i link accanto -

 

 

 

 

 

 

 


Postato 6 Gennaio 2018 -

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Commenti:


Giusi :
Giusi
Costretta in casa dall' influenza, ho potuto gustare le poesie e i resoconti delle gite ed escursioni. Grazie.
Purtroppo ciò che dici riguardo al gioco d'azzardo è una triste realtà. È noto a tutti quali siano le conseguenze per chi si lascia coinvolgere nel giro, eppure si moltiplicano gli spot pubblicitari che invitano a farlo, e questo è scandaloso!
Perché dev'essere sempre l'interesse finanziario a dettare le regole ?

guidoleonelli :
guidoleonelli07.01.2018 -ore 18.30-
Ciao Giusi,
sono contento di leggerti e mi rallegra pensare che questo post, che avevo definito "abbondante", possa averti tenuto compagnia almeno per un po'; ma nello stesso tempo ti auguro di riprenderti infretta.
Ti ha colpito il tema della ludopatia, "una triste realtà", come dici tu, "una piaga sociale" come la definisco io. Ne parlavo ieri con un nipote che, per la sua occupazione, osserva che c'è chi il giorno dopo aver incassato la pensione o lo stipndio, lo sperpera completamente in un'unica giornata. Di questo i giornali non parlano, è un argomento che non fa notizia, mentre fa molto notizia una vincita straordinaria al gioco. Se ti può interessare, ti inviterei a leggere http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/conad/2017/10/03/news/gioco_d_azzardo_agli_italiani_il_primato_europeo-177268177/
dove si apprende che l'Italia vanta il primato europeo (finalmente un primato anche per noi!) nella spesa per il gioco d'azzado. Ma ne parlano in pochi, troppo pochi.
La risposta all'ultima tua domanda, senza andare a cercare troppo lontano, credo stia nel fatto che al giorno d'oggi i rapporti sociali siano basati soprattutto e quasi esclusivamente sull'interesse eonomico.
Ancora auguri e guarisci in fretta, un saluto anche a Lino.

Daniela :
Daniela07/01/18 ore 18,40
Caro Guido, innanzitutto buon anno a te, a Ivonne e a tutti gli amici del sito! Davvero molto denso questo post, e molto interessante! Le due poesie sono deliziose: molto tenera l'immagine di chi "encarta pégore e pastóri...ensèma al so destrani" e molto efficace quella dei fili rotti che "'ngroparli de nòvo l'è gran fadiga". Come è vero! e, come al solito, complimenti!
Interessanti anche le escursioni/passeggiate, da copiare al più presto!
Per quanto riguarda la cronaca locale, sono assolutamente d'accordo con te e con Giusi (a cui auguro di riprendersi presto dall'influenza) in merito alle varie problematiche del gioco d'azzardo, che ha distrutto la serenità e le finanze di tante famiglie, anche in Trentino. Oltre a quanto potrebbe fare lo Stato, trovo davvero scandaloso che artisti, campioni dello sport e personaggi televisivi si prestino a pubblicizzare questa nuova, pericolosa dipendenza. Desidero però comunicare una buona notizia in proposito: in Primiero sono quasi 80 gli esercizi pubblici che hanno fatto una scelta consapevole nel togliere o non inserire nel proprio locale il gioco d'azzardo di qualsiasi natura ed esponendo anzi materiale informativo contro la dipendenza dal gioco e sono stati premiati con il "marchio etico". Buona serata a tutti e ... alla prossima!

guidoleonelli :
guidoleonelli07.01.2018 -ore 22.30-
Cara Daniela,
"denso" è davvero meglio che "abbondante", che pur non era male. Ma denso mi piace. C'era molta "roba" da leggere e digerire.
Mi fa molto piacere che ti siano piaciute le mie poesie e, se hai fato caso, c'era anche Giovanni, nel post precedente, a scartare da fogli di giornale, le statuine del presepio. Quanto alla difficoltà di annodare i fili rotti, ne so qualcosa anche personalmente, purtroppo.
Fra le gite e passeggiate, e per quanto possa aver capito i tuoi gusti e tuoi limiti, ce ne sono almeno un paio alla tua portata: è sufficiente riuscire a scegliere la giornata giusta.
Poi aggiungi, a quanto già aveva detto Giusi, interessanti notizie, per me del tutto nuove e incoraggianti. Lode e gloria e tanta fortuna auguro agli 80 esercizi del Primiero dei quali parli tu.
Mi rimane una curiosità: da che fonte hai appreso la ... incredibile notizia? Sarei veramente curioso di saperlo.
Ancora buon anno Daniela a te e a Roberto, indimenticabile.

Daniela :
DanielaCiao Guido, soddisfo volentieri la tua curiosità: ho letto l'articolo sul periodo dell'Associazione A.M.A. (auto mutuo aiuto), con cui collaboro per un altro progetto. Loro sono da anni molto attivi contro il gioco d'azzardo e, nel caso del Primiero, c'è stata una felice sinergia con i Comuni della Valle e la locale sezione della Croce Rossa. In mezzo a tanta negatività da cui siamo circondati, credo sia giusto diffondere anche le piccole ma importanti buone notizie! Un caro saluto e buone giornate!

Anna :
AnnaBUON ANNO A TUTTI.
Innanzitutto mando un abbraccio forte forte (anche se virtuale, so che arriverà) a Mirna e Saverio per la loro immensa perdita.
Auguro a tutti gli influenzati di rimettersi presto in forma e magari seguire gli itinerari consigliati da Guido, tra il resto molto belli e veramente alla portata di tutti.
Caro Guido, un augurio a te e a Ivonne per un anno a venire quantomeno tranquillo e la salute che vi aiuti a "tirare avanti" (così per tutti).
Gli "Auguri" fatti nella tua poesia sono veritieri più che mai. Rispecchiano quello che succede nella stragrande maggioranza dal Primo dell'Anno fino agli "Auguri" successivi.
Complimenti a te che riesci sempre con le tue parole a rendere più chiara la vita di tutti i giorni.
Un abbraccio a tutti gli amici del sito e ancora...... BUON ANNO!!!

guidoleonelli :
guidoleonelli08.01.2018 -ore 21.50-
Grazie Daniela e mi sento di dirti "brava" per il tuo impegno nel sociale. Forse ci sarà qualche difficoltà, ma riusciresti a farmelo avere l'articolo? Oppure, forse, sarebbe più semplice richiedere una copiua del peiodico? Senza che debba ammattire però.
Grazie ancora. Ciao

guidoleonelli :
guidoleonelli08.01.2018 -ore 22.05-
Grazie Anna, sei molto carina perché con semplici parole riesci a toccare corde molto sensibili: credo di non essere il solo ad apperzzare questa tua dote.
Sento, non solo negli auguri, per i quali ti ringrazio ancora, la spontaneità che credo sia una grande virtù. Mi fa piacere attorniarmi di amici come te ma ti prego di non farmi troppi complimenti.
Cerco di dare, come meglio posso, ciò che mi riesce di dare.
Ancora un abbraccio.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiGrazie Guido,,ti leggo solo ora perché nella mia casa natia ai piedi del Baldo dove ho trascorso lle Festivotà assieme alla mia principessa nonho connessione.Ho letto e ascoltato subito la poesia sul Natale molto realistica e impreziosita dalla magica parola " e il piacevole e altrettanto realistico sonetto caudato di cui Ti considero maesrro.Hai ricevuto il bando del Premio Nicolis?Io penso di partecipare e spero ci sia anche Tu,poi anfrà come andrà.Rinnovo gli auguri a Te a Ivonne e a tutti gli amici del sito .Bruno

Renata :
Renata9/1/2018 ore 18.35
Auguri, auguri a tutti gli amici del sito, anche da parte mia.Auguri di buon cammino sui sentieri segnati dalle tue orme e che tu ci suggerisci. E Buon cammino lungo la strada non segnata, da cercare e trovare giorno per giorno.
Mi trovo di nuovo in sintonia con Daniela a fermarmi a ammirare e afferrare certe immagini delle tue poesie:" Encarto en carte veline, sémpre quéle... 'nsèma ai me penséri... Se ghe sarò ancora." Questi movimenti ripetuti e lenti, cadenzati sul ritmo del tempo che passa, addolciscono i ricordi e i destrani, così invadenti fra le pegorote. Ma ci pensa il sonetto a scuoterci e a rituffarci nelle promesse dalla voze de légn, a confrontarci con parole che tàia, coltèl bèn filà. Allora auguri: che lo stròf non ci accechi e che non ci vinca la fatiga d'engropar i filòti che liga.
Che sia un anno buono per tutti
(grazie Guido del tuo buon lavoro così proficuo)

guidoleonelli :
guidoleonelli09.01.2018 -ore 21.20-
Ciao carissimo Bruno,
sono io a ringraziarti perché ci sei anche a tu a dire la tua. E perché mi dici che il mio sonetto ti è piaciuto; scherzo nalturalmente anche se detto da te mi fa veramente piacere. Poi un giorno con calma parleremo delle diverse forme di sonetto.
Mi dici che ci sarai al Nicòlis; da parte mia, io ho già spedito poi, come dici, vada come vada e se avremo occasione di incontrarci alla premiazione, meglio ancora, significa (forse) che non siamo ancora da buttare.
Ancora auguroni da parte mia e da parte di Ivonne. Ciao.

guidoleonelli :
guidoleonelli09.01.2018 -ore 21.40-
Ciao Renata,
dove tu trovi il tempo di seguire con costanza il sito, a volte faccio davvero fatica a capirlo: ti ringrazio quindi doppiamente.
L'analisi che sempre riesci lucidamente a fare delle mie poesie, analisi che, come tu stessa osservi, ti accomuna spesso ai commenti di Daniela, come minimo non può far dubitare nessuno del fatto che tu le poesie le leggi e le interpreti davvero. Mi fa piacere quanto dici sui gesti "ripetuti e lenti" e che mi piace in particolare è quell'aggettivo "lento" che è proprio una caratteristica , ma tu lo sai meglio di me, di chi si appresta a fare o a disfare il presepe e che rappresenta l'opposto della "fretta" che contraddistingue, spesso anche per necessità, i nostri ritmi quotidiani. E che le parole possano a volte tagliare e ferire come un coltello ben affilato è un altro particolare, per me importante nel contesto, che tu metti ancora in evidenza. Anche se, ad onor del vero, e qui ognuno parli sulla base delle proprie esperienze, a volte i silenzi tagliano e feriscono più delle parole del coltello più affilato. Sono certo che tu sia d'accordo.
Ripeto anch'io, con te, l'augurio che l'anno nuovo sia buono davvero per tutti, soprattutto per chi ne ha più bisogno.
Grazie a te, ciao.

annamaria :
annamariaAUGURI, AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI. Molto polposo questa volta il materiale, caro Guido. Avevo iniziato a leggere ieri, ma solo oggi sono riuscita a trovare un tempo più...rilassato. Sai, ho una simpatia e un'attrazione particolari per gli eremi. Proprio in questi giorni, ho terminato di rileggere un libro che mi aveva regalato Renata nel 2011 "Un eremo è il cuore del mondo" di Antonioli. Ho letto dunque proprio volentieri di S. Pancrazio, S. Valentino S. Silvestro. Interessante la storia del secondo e bello pensare che ci è stato anche un frate di Modena...Simpatico davvero il racconto "le zinque cesate". Mi guardo e riguardo sempre volentieri le fotografie, che ritraggono gli aspetti più interessanti.Riguardo alle poesie, condivido appieno i commenti degli altri amici del sito. Pure io "encarto pegorote 'nsema ai me penseri..." e lo faccio sempre con particolare cura regalando ad ogni figurina un sorriso d'amore. E all'inizio del nuovo anno, voglio sperare in "filoti che liga e no se rote..." E adesso "sta a sentirme mi": grazie davvero e un abbraccio a te e a Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli09.01.2018 -ore 18.15-
Cara Annamaria,
"denso" diceva Daniela, "polposo" dici tu e improvvisa mi appare l'immagine di una coscia di pollo! È vero si tratta di un post molto carico al quale avevo cercato di prepararvi. Forse troppo polposo?
Ma, come dicvo anche con qualcun altro prima di te, sono molto orgoglioso dei miei amici, di quelli che dicono, che sempre sanno trovare uno spunto fra tanta "mercanzia".
Sei affascinata dagli eremi, dici ed io posso segnalarti "I custodi del Silenzio", Curcu e Genovese ED., 1996 (credo esaurito), in cui l'autore fa la storia degli eremiti del Trentino. Fra i tanti, so che conosci molto bene San Romedio, l'eremo trentino per eccellenza Ma anche San Pancrazio, quando tornarai a Malosco, ti sarà facilmente raggiungibile; mentre per S.Valentino, con bella passeggiatina, te lo potrai godere quando, prima o poi, ti deciderai a venire a trovarmi. A me, fra tanti, manca ancora da visitare San Colombano, sopra Rovereto sulla strada per la Vallarsa https://www.visitrovereto.it/scopri/chiese-e-luoghi-sacri/eremo-di-san-colombano/.
Poi mi sembra che condividiamo, più o meno, le stesse emozioni nei confronti dei nostri presepi: so che tu curi sempre molto il tuo, sei più brava.
Col dialetto, noto con piacere i tuoi sforzi e i tuoi progressi ma credo di poterti dire che ci sono ancora ampi spazi di miglioramento. Coraggio!
Ricambio l'abbraccio a te e a tutta (!?) la tua tribù. Ciao.

diaolin :
diaolinMa zèrto: fati en val Gardena ma el bèl l'è lì sul làch
senza colpi de scarpèi e slissàde de scaiaről
sol doi trèi bàffi de làpis
che 'mpitùra l'inmaginazion de chiche légge

Brào Guido e bòn an e le vòsse bòne man a mi...

Tanti auguri a chi leggerà e anche a chi non lo farà

Diaolin

guidoleonelli :
guidoleonelli17.01.2018 -ore 12.30-
Grazie Diaolìn e, per "la bòna man" non è mai troppo tardi. Ma mi pare che si faccia fatica ad incontrarsi.
Stammi bene.



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