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Monte Bondone: il Cornetto

 

 

"Sentiménti e resón"

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"Sardèle"

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Spègio zugatolón

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Amizi

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  Monte Cornetto, m 2.180                                                        giovedì, 3.10.2019

 

- Dislivello: m 673

- Sviluppo: km 10,200

- Tempo netto: ore 5.00

- Carte: Kompass 687, Monte Stivo, Monte Bondone; scala 1:25.000

 

Una stupenda giornata sul Monte Bondone (la terza volta quest'anno) sebbene partita male, con qualche seria preoccupazione per il fortissimo vento che ci attendeva dopo circa mezz'ora di cammino.

Alle 9.30, alla Capanna Viotte, con una già numerosa presenza di macchine di alpinisti più bonorivi di noi e con 3 gradi di temperatura, ci avviamo in direzione della già nota Bocca di Vaiona, ritenendo di allungare un po' il percorso ma di evitare di affrontare la salita di petto. Raggiunta Bocca di Vaiona, m 1.695 (ore 0.35) siamo stati letteralmente investiti da un vento violentisimo che soffiava da Ovest e che impediva di procedere rendendo addiritura difficoltoso reggersi in piedi. Resistito alla tentazione di rinunciare, e abbandonata l'idea originaria di prendere da qui a salire seguendo il segn. 618 per proseguire poi col 607, un po' frastornati e in attesa di vedere come si metteranno le cose, abbiamo imboccato la comoda strada indicata come “Sentiero del Cargador veder” e siamo arrivati all'Agritur Roncher (ex Malga Cavedine), chiuso e non indicato in cartina (ore 0.35-1.10). Qui non c'è vento e rispetto alla situaione precedente pare di essere in paradiso; alzando lo sguardo nella direzione del Cornetto è facile vedere gruppi di persone sul sentiero 607 che salgono in fila indiana. Che fare? Per poter raggiungere il sentiero a noi si offrono due alternative: tornare a Bocca di Vaioa oppure prendere a salire, quello che sarà il tratto più ripido dell'intera escursione, lungo una lebile traccia di sentiero, comunque al riparo del vento. Raggiungiamo così il 607 (ore 0.30-1.40) e, con nostra grande sorpresa, il vento si è molto indebolito, a tratti quasi scomparso. Di buona lena ci siamo così incamminati verso la nostra meta mentre già si potevano vedere chiaramente i primi escursionisti sulla cima. Passo dopo passo, tenendo d'occhio il cardiofrequenzimetro, con qualche brevissima sosta per rifiatare e scattare qualoche foto, saremo finalmente in cima anche noi (ore 1.20-3.00).

Non fa caldo ma egualmente qualche giovane impavido in braghette corte non manca; il sole fa la sua parte e, un po' appartati rispetto al gruppo formatosi attorno alla croce di vetta, consumiamo i nostri panini.

Non ho detto ancora nulla del panorama, il medesimo nella salita già descritto nell'escursione del “Giro della Vaiona”, con il Gruppo del Brenta nel suo massimo splendore, così come il Carè Alto e, in fondo a Sud, il Gruppo del Cevedale. Quassù ora, sull'altro versante si aggiungono lo Stivo e il Biaena mentre nella limpidezza della giornata, si riconoscono facilmente anche l'Altissimo e la Catena del Baldo. Ai nostri piedi:la Valle di Cavedine, la Valle del Sarca e la Valle dell'Adige. Scendendo, più tardi, sarà possibile individuare anche le montagne di casa: La Marzola, la Vigolana, il Pizzo di Levico.

Il gruppo che ci aveva preceduto nel frattempo ha cominciato a scendere e ci ha raggiunti invece l'amico Berloffa della SAT di Sardagna, che in questi posti è di casa, col quale scambiamo qualche parola e qualche impressione; “tanta gente come oggi, quest'anno non l'avevo mai vista”, dirà lui.

Dopo una sosta abbastanza lunga, alle 13.15 iniziamo con calma la nostra discesa, mentre sulle altre due cime, il Doss d'Abramo e Cima Verde, si vedono ancora altre persone e incontreremo ancora altre gente, soprattutto tedeschi, che sale.

Saremo nuovamente alla Capanna Viotte, felici e contenti ed entrambi soddisfatti, alle 15.15 (ore2.00-5.00).

 

NB.

Le foto possono essere integrate con quelle del Giro di Monte Vaiona.

 


Agritur Cargador

il Cornetto

Gruppo di Brenta

quasi in cima

quadretto

in cima

 

percorso
 


percorso Garmin

 

 

 

 

Sentiménti e resón

 

I penséri no ocór ciamarli

i vèn su le so gambe

balòti i rùdola a far mucio

da na róza de mónt.

I vèn entél so mantél de ómbre

i ròba i ensòni

i lassa sgrifi fóndi

e no gh'è spazzadóra per pararli via

i à trovà cà i méte radìs.

 

No l'è assà dir che no gh'è motivo

qualcheduni dént el se li còcola

e 'ntant che lóri i pòlsa beati

a mi i me cava la sòm.

Sentimenti e resón

no i va sotobraz.

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Sentimenti e ragione

I pensieri non occorre chiamarli/ vengono sulle proprie gambe/ sassi rotolano a far mucchio/ da un torrente di montagna./ Vengono nel loro mantello di ombre/ rubano i sogni/ lasciano graffi profondi/ è non c'è scopa per cacciarli/ hanno trovato casa e mettono radici.// Non è sufficiente dire che non c'è motivo/ qualcuno dentro se li coccola/ e mentre loro riposano beati/ a me tolgono il sonno/ sentimenti e ragione/ non vanno a braccetto.

8.8.2019

 

- Clavichord Prelude: Eduardo Antonello al clavicembalo

 

 

 

 

 

 

Attualità

 

 

Sardèle

 

Còssa saral suzzèst cossì de cólp?

Endó saverale scónte tut sto tèmp?

 

Tèmp spórch de embròi

de atésa de qualcòs de gróss

le è saltade sul tréno de la stòria.

 

Enté na nòt de luna piéna

che la canta tant che bèstia ferida

sènza smarlòssi en le piaze

fioris zoventù che no se savéva:

'ndó narala adès?

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

Sardine

Cosa sarà successo all'improvviso?/ dove si saranno nascoste tutto questo tempo?// Tempo sporco di imbrogli/ di attesa di qualcosa/ sono saltate sul treno della storia.// In una notte di luna piena/ che canta come bestia ferita/ senza lucchetti, nelle piazze/ fiorisce gioventù che non si sapeva:/ dove andrà ora?

01.12.2019

We are the world- Instrumental

 

 

 

 

 

 

 Spègio zugatolón

 

 Spègio spègio zugatolón

 spégio bosiadro che te me tòi en giro

 tant che putèla mi me rimiro

 e a luce smòrta no me védo brut

 ma te me scóndi le fizze spègio berlón.

 

 Ti te védi demò la scòrza

 e coi fiorati te me la dai endrio

 enté 'n tèmp che 'n prèssa 'l scampa via

 quél che no te védi ti el lo sa 'l Sioredio

 de veléni tuti i dì na brancada.

 

 E l'è crédeme na ciavada

 mostrarse ma èsser sol n'embròi

 tòte tut quél che te vòi

 ma làsseme ancór qualche sbrìndola

 na sbrindola de vita en mìgol conzada.

 

 Senoaltro en cicenìn conzada de saóri

 de bósch, de sintéri, del me prosach

 pién de silènzi e de vòia de nar

 tant che zènt che la gà 'ncór na méta

 làsseme nar en mìgol fòr dai óri.

 

 

Ascolta la poesia

 

Specchio giocherellone

Specchio specchio giocherellone/ specchio bugiardo che mi prendi in giro/ come ragazza io mi ammiro/ e a luve pallida non mi vedo brutto/ ma tu mi nascondi le rughe specchio ciancione.// Tu vedi soltanto la scorza/ e me la restituisci infiorata/ in un tempo che scappa infretta/ quello che non vedi lo sa il Signoredio/ tutti i giorni una manciata di velni.// Ed è credimi una fregatura/ mettersi in mostra ma essere solo un imbroglio/ prenditi tutto quello che vuoi/ ma lasciami ancora qualche biciola/ una briciola di vita un po' saporita.// Almeno un pochino condita di sapori/ di bosco, di sentieri, del mio zaino/ pieno soltanto di silenzi e di voglia di andare/ come gente che ha ancora una meta/ lasciami andare un po' fuori dai confini.

20.12.2019


Gianna Nannini: Bello impossibile

 

 

 

ULTIM'ORA

 

 

 Amizi

 

 L'è nà

 l'è nà 'n fum

 tant che stiz de róver

 entél fornèl del tèmp.

 El n'à lassà en pugn de zéndro

 e na terlaina de fizze

 dént e fòra

 a dissegnarne la via

 en la nébia

 de 'n móndo de ómbre

 che no le parla

 n'ór fin entrà verità e bosìa:

 óre ancór pu lénte

 e passi ancór pu misuradi

 ne spèta

 ma 'ntrà amizi che i se cónta

 e i se vòl bèn.

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Amici

È andato/ è andato in fumo/ come un tizzo di rovere/ nella stufa del tempo./ Ci ha lasciato un pugno di cenere/e una ragnatela di rughe/ dentro e fuori/ a disegnarci la strada/ nella nebbia/ di un mondo di ombre/ che non parlano/ un confine sottile fra verità e bugia:/ ore ancora più lente/ e passi ancora più misurati/ ci attendono/ ma fra amici che si raccontano/ e si vogliono bene.

31.12.2019

 

N.Piovani: La vita è bella. DUO organo e violino


 

 

 

 

 

immagini e versi sono protetti

dai diritti d'autore

 

 

 

 

 

 

Brevi passi di un colloquio tra Tullio de Mauro e Andrea Camilleri, tratto da “La lingua batte dove il dente duole”; Ed. Laterza, 2014.

 

 

5. Scrivila come l'hai raccontata a me

 

Tutto può cambiare ma non la lingua

che ci portimo dentro, anzi che

ci contiene dentro di sè come

un mondo più esclusivo e definitivo

del ventre materno

                                                                              Italo Calvino

 

 

Camilleri

All'inizio scrivevo poesie. Avevo cominciato da giovane. Allora le poesie si scrivevano alla mamma, si scrivevano al duce. I modelli erano Carducci e D'Annunzio. Più adulto, ricordo di una professoressa che mi disse che c'erano anche altri poeti, come i crepuscolari Gozzano, Corazini e anche Montale. Quella per me fu la rivoluzione: il mio modo di scrivere cambiò completamente. La posia per me è come una specie di shuttle; pigliamo per esempio un sonetto, hai a disposizione 14 versi di 11 sillabe ognuno, una miseria perciò, se non hai una propoulsione ascensionale immediata, non decolli. La lettura del Canzoniere di Petrarca fu fondamentale per capire la perfezione di un meccanismo con le sue regole non ovviabili. Oggi invece in ogni canzone senti rimare due infiniti o due sostantivi come se niente fosse. Lasciai la poesia per il teatro e succesivamente per i racconti.

Voglio dirti perché cominciai a scrivere nella lingua in cui scrivo. Sentivo che il mio italiano aveva un respiro corto. Colsi l'ottimo pretesto per dedicarmi interamente al teatro, divennni incapace di scrivere anche un solo rigo, un solo verso.

De Mauro

Di teatro ne hai fatto tanto...

Camilleri

Si molto, sul palco, alla radio, alla televisone. La vera scoperta dell'importanza del dialetto non avvenne attraverso il mio siciliano ma con Ruzzante e Goldoni. Poi cominciai a leggere Belli e Carlo Porta e fu, in qualche modo, la mia rivincita sull'italiano.

Decisivo fu mio padre che, ricoverato stava morendo al Gemelli. Non lo abbandonai un momento e un giorno gli dissi “Lo sai papà, ho pensato a una storia” e gli raccontai la storia del mio primo romanzo Il corso delle cose. E mio padre: “Perché non la scrivi”? Perché in italiano mi viene difficile di scrivere. “E perché la devi scrivere in italiano? Scrivila come l'hai raccontata a me”. Cominciai a riflettere sulle sue parole. Non ritenevo praticabile seguire la strada del dialetto totale perché io volevo farmi capire anche dagli altri. E da quella prima riflessione ho fatto tantissimi tentativi per trovare l'equilibrio nel mio modo di raccontare. Equilibrio che poteva essere rotto dalla scelta delle parole in lingua perché dovevano esere parole con la stessa valenza, la stessa massa della parola in dialetto. Il lavoro dialettale è succesivo ma non si tratta di incastonare parole in dialetto all'interno di frasi strutturalmente italiane, quanto piuttosto di seguire il flusso di un suono, componendo una sorta di partitura che invece delle note adopera il suono delle parole. Il risultato deve avere la consistenza della farina lievitata e pronta a diventare pane. È per questo che butto tutte le stesure del testo lasciando salva solo la definitiva. Appena il libro è edito butto via tutto.

De Mauro

Croce diceva che che non rileggeva volentieri suoi libri vecchi che gli parevano cadaveri. L'insoddisfazione per quello che si sta scrivendo e pensando è un sale prezioso...

Camilleri

Di solito quando ho un tema che voglio scrivere, questo mi continua a lavorare nel cervello mentre faccio altro, mentre parlo, mentro cammino, mentre mangio: sono come dissociato. Così quando mi siedo al computer, è come se lavorasi sotto dettatura

De Mauro

Ricordo che Consolo polemizzava continuamente con te sui modi in cui usare il dialetto.

Camilleri

Io non rispondevo mai, il suo è un dialetto molto letterario e mi accusava di portare il dialetto estremamente in basso. Mentre lui usava un dialetto che non usava nemmeno Pirandello che si guardava bene dal dialetto letterario.

De Mauro

Pirandello diceva che ci sono scrittori di parole e scrittori di cose.

Camilleri

Io mi ritengo uno scrittore di cose; più le parole assomigliano alle cose, più si rafforzano le cose. Trovo che nelle parole, nella costruzione di una frase dialettale, ci sia un ritmo interno che per me non aveva l'equivalente nell'italiano. Il mio problema era di ritrovare quindi lo stesso ritmo del dialetto nella lingua italiana.

 

 

 

 

 

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Postato 2 Gennaio 2020 -

Commenti:


annamaria :
annamaria Molto minuziosa ed efficace la descrizione del percorso verso il Cornetto e delle diverse sensazioni che lo hanno accompagnato. Ma complimenti per la vivacità creativa particolarmente fervida, vedo, in questo periodo.Ho letto tutte quattro le poesie ,l'audio è stato possibile solo con l'ultima, col bellissimo brano musicale de" La vita è bella". Mi hanno coinvolto soprattutto " Sentimenti e reson" e " Amizi": due poesie veramente belle. Questi pensieri che arrivano senza essere chiamati , rubano il sonno e incidono nell'anima, lasciando graffi dolorosi...chi non li ha sperimentati? Ma tu li sai esternare con efficacia. Preziosa dote!!! Rispetto alla quarta, noto le tue profonde disillusioni...Un anno che se ne va e lascia solo un pugno di cenere e aggiunge rughe...Bello però che riconosca di poter contare sull'appoggio di amici che sapranno condividere le nuove future possibili difficoltà. Grazie Guido; sempre piacevole leggerti. Interedssante anche la prosecuzione del dialogo fra Camilleri e De Mauro. Ho avuto da deliziarmi in questo periodo, per merito tuo...Ho letto anche le tue poesie su "Strenna Trentina". Consiglio agli amici del sito di leggerle. A tutti auguro di cuore un anno benefico e sereno.

guidoleonelli :
guidoleonelli02.01.2020 -ore 14.00-
Cara Annmaria,
eh no! Come sarebbe che hai potuto ascoltare soltanto la quarta poesia? Per le altre hai rimandato ad un altro momento o mi vuoi dire che hai incontrato difficoltà tecniche? Perché se così fosse sarebbe forse il caso che riprovassi ed eventualmente facessi dare un'occhiata al tuo pc perché si sentono chiaramente anche le altre. Ci mancherebbe, con tutto il lavoro che ci sta dietro...
A proposito del Cornetto del Monte Bondone, ce ne sono parecchi altri Corni e Cornetti nel Trentino, è un'escursione che pochi amanti della montagna trentini non fanno almeno una volta; noi mancavamo da diverso tempo e sono contento di esserci tornato in una giornata che in partenza non sembrava proprio propizia e in un periodo in cui anche le forze non erano proprio al massimo.
Riguardo alle due poesie che tu citi, hai ragione, se interpreto bene il tuo dire, che suonano corde diverse come può essere diverso l'umore, e non solo, di chi le scrive. "Sentimenti e resón" è dell'agosto scorso, ma non sempre riporto la data, mentre "Amizi" è di pochi giorni fa e lo stato d'animo può subitre cambiamenti profondi in un lasso di tempo così lungo. Gli amici, cara Annmaria, sono "merce" rara e preziosa che si perde facilente e a volte incomprensibilmente, come avrai notato anche tu.
Grazie per le tue osservazioni, le tue considerazioni e i complimenti non sempre meritati. A proposito delle poesie su Strenna Trentina, avrei piacere che fosse il direttore della stessa a ringraziarti: tu bolzanina così fedele ad una rivista trentina ultracentenaria!
Ciao e alla prossima.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCiao Guido,complimenti!!! Per il Nuovo Anno ci hai regalato 4 nuove poesie, una più bella dell’altra Evidentemente stai vvendo un periodo felice ispirazione poetica e questo è un dono moito’ molto ptezioso.Ti sono molto grato e penso che riceverai il plauso di tutti gli amici ai quali auguro ogni bene per il nuovo Anno . Sono in partenza per Tenerife dove mi tratterrò fino al 20 gennaio ,ma potrò leggerti sui mio Ipade,? Un caro saluto e un Augurio affettuoso a Te e
Ivonne, Bruno,

guidoleonelli :
guidoleonelli02.02.2020 -ore 15.00-
Ciao Bruno,
se parti per le ferie significa che il "lavoro" a cui tenevi tanto e che ti teneva così impegnato, ora è finalmente in cantiere, in corso di stampa. Al ritorno dalle Canarie lo troverai pronto e inizierà per te un altro periodo di grande impegno.
Grazie per le tue considerazioni e per quanto dici delle mie poesie ma vorrò sentire qualcuno che me le commenterà.
Sul periodo felice si potrebbe aprire una discussione che forse non sarebbe proprio breve...
Certo che potrai leggerci anche da Tenerife: anzi non dimenticartene.
Buone ferie e un caro saluto.

Daniela :
DanielaCiao Guido,
prima di tutto approfitto di questo spazio per fare a te e a tutti gli amici del sito gli auguri per il nuovo anno appena iniziato, scomodando addirittura Seneca: „La vita è come una commedia, non importa quanto è lunga, ma come è recitata. Che questo anno sia uno tra gli atti più belli della tua sceneggiatura.“
Un saluto e un augurio particolare a Renata e a te, ancora una volta, grazie per le bellissime poesie che ci regali. Come dice Bruno, (che ha senz'altro più voce in capitolo di me per commentare) questo periodo, che per altri versi immagino sia piuttosto difficile, sembra davvero suggerirti delle ispirazioni poetiche forse in grado di alleggerire i pensieri e trovare, almeno temporaneamente, una "spazzadóra per pararli via".
A me è piaciuta molto anche "Spègio zugatolón", ed in particolre la richiesta dell'ultima riga, a cui, se permetti, mi associo con entusiasmo.
Un saluto affettuoso e...alla prossima, sperando che tu abbia voglia e tempo di continuare nella conduzione del sito e condividere con noi poesia e non solo.



guidoleonelli :
guidoleonelli03.01.2020 -ore 10.15-
Ciao Daniela,
ha ragione Seneca (grazie per la citazione): la vita è proprio una commedia ma quanto alla sceneggiatura non sempre è come si vorrebbe. E comunque noi ci facciamo stare i nostri auguri che vengono dal cuore e che io ti pregherei di estendere ovviamente a Roberto ma anche alle tue varie sorelline.
E di Renata sono contento di dirti che ieri era già tornata a casa: un giorno e mezzo di degenza. Strano modo per iniziare l'anno nuovo ma meglio così ovviamente.
Quanto alle poesie, a parte la loro "qualità", il mugnaio vende la farina che ha, riflettevo che non sono molto furbo: avrei forse potuto risparmianre un paio per tempi più grami ma mi fa molto piacere che tu abbia colto quel passaggio "làsseme nar en mìgol fòr dai óri", quasi uan preghiera.
Sul periodo piuttosto difficile, preferisco sorvolare: bisognerebbe essere capaci di pensare meno e di dimenticare di più, nonostante Anna e il corso della memoria.
Ciao Daniela e vediamo se riusciamo a tenerci su.

diaolin :
diaolinTanti auguri di buon tutto a tutto il gruppo e in special modo a Guido e Ivonne...

Me è pròpi piasèst "amizi" nonostante la baùta, come che i diss en Piné. Le ombrìe le tonda par scònderse da vis'ciade de sol ma prima o dopo le se encòntra tute ensema fintant che vèn matina


Carla :
CarlaCiao Guido, eccomi qua, così con quelle nostre divergenze in merito ad Augias, ma le divergenze sono stimoli stuzzichevoli per i miei ragionamenti.
Le tue poesie sempre così venate di quella malinconica amarezza del tempo che corre: legge universale a cui nessuno può sottrarsi. Purtroppo o per fortuna è del tutto discutibile.
"Sentimenti e reson no i va sotobraz"... forse no, ma in qualche maniera si intersecano come per la mia antipatia a pelle per Augias( sentimento) non mi ha impedito di leggere i suoi libri e di seguire la sua trasmissione televisiva ( ragione) sebbene presentasse per i miei gusti ( sentimenti) troppi libri di politica e di economia.
"Saerdele : senza smarlossi en le piaze floris zoventù"... bravo Guido e molto acuto nel dire fiorisce come cosa nuova; solo quelle piazze riconducono, senza paternalismi e anacronistica nostalgia, il pensiero alla gioventù del'68.
E smarloss è una parola dialettale che amo molto perché in quella sua contaminazione tedesca del verbo schlossen-chiudere dà un idea immediata del suo significato più profondo.
"Spegio" con in sottofondo la musica della mia adorata Gianna Nannini mi porta a due pensieri: _ alla fiaba di Biancaneve con quel specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?, lo specchio duplica la realtà, mai come di fronte allo specchio ci si trova innanzi al dualismo soggetto-oggetto, come strumento di conoscenza del mondo interiore attraverso il mondo esteriore. Riporto un esempio: vedo gli occhi gonfi so che ho pianto, vedo le rughe so che sto invecchiando…Fisicità ed emozione
simbolo comunque anche di inganno e qui mi viene in mente Pirandello con "Uno,nessuno e centomila".
"Amizi" non la contamino con nessun commento, la lascio al suo ritmo lento.
Ultime riflessioni sintetiche sempre in merito a Camilleri.
In quale lingua pensi? in quale lingua sogni?
Come scrivi o cosa scrivi?
Detto dialettale: parla come magnes...e scrvi come?
Ritmo dialettale :significato/significante...il suono delle parole crea effetti di armonia e/o di dissonanza che per primi producono in noi una certa impressione…
Vedi Guido, la pelle c'entra sempre!
CIAO A TUTTI E BUON ANNO E SCUSATE SE VI HO ANNOIATO





guidoleonelli :
guidoleonelli03.01.2020 -ore 12.10-
Grazie Diaolin
sia per gli auguri che per quanto dici dei miei versi. Nonostante la nebbia, provo a tradurre, le ombre prima o poi si incontrano; e aggiungo se si rispettano e si vogliono bene.
Una montagna di auguri anche a te e che sia un anno che non fa scherzi sgraditi.

guidoleonelli :
guidoleonelli03.01.2020 -ore 14.00-
Ciao Carla, non te l'avevo ancora detto ma, nel leggerti, mi sembra di vedere la penna che ti scappa di mano tante sono le cose che vorrebbe scrivere... Certo vien da dire che hai la penna facile.
Perché non mi hai "contaminato" Amizi, così come la tua penna avrebbe voluto?
Lasciamo a parte Augias e le nostre divergenze di vedute che ci stanno tutte con pari diritto di cittadinanza.
Sul fatto che sentimenti e ragione non vadano a braccetto, qualche eccezione ci sarà certamente ma rimane il concetto e il fatto e l'esempio che tu porti, ancora con Augias, mi pare ne sia la dimostrazione. Mi sembra di vederti storcere la bocca. O sbaglio?
Invece siamo molto d'accordo sulle "Sardine", sul loro fiorire, profumi di gioventù ma soprattutto di voglia di rinnovamento; il richiamo al Sessantotto ci stà tutto e calza molto bene. Bella e molto calzante anche la tua osservazione su "smarlòss", che, come molte parole dei nostri dialetti, hanno nella propria radice un'origine tedesca. Sai quale esmpio porto in genere io a questo proposito: "Crosnòbol"/becchincroce.
Bello, ma quanti complimenti ti sto facendo?
Nel tuo richiamo a Biancaneve a proposito dello specchio è bello il ragionamento che fai seguire. Io oggi direi: vedo gli occhi gonfi? Si vede che la notte scorsa ho dormito poco; invece per le rughe non ho nulla da aggiungere. Per ignoranza mia, sorvolo su Pirandello, abbi pazienza. Su "amizi" che tu non hai voluto contaminare, una bella riflessione è quella che ha fatto Diaolin , dalle un occhio se credi.
E poi Camilleri e De Mauro: ti invito a rileggere la brevissima poesia in cima alla homepage: il dialetto è la lingua del cuore; difficile barare se si pensa, si parla e si scrive in dialetto. Quindi parla come mangi e scrivi come pensi. E non storcere ancora la bocca, per favore.
Ciao simpatica amica e grazie della tua visita e delle tue riflessioni, come sempre molto ricche e stimolanti.

Saverio :
SaverioBuon Anno caro Guido, Buon Anno a tutti gli amici.
Colgo grande apprezzamento da parte di tutti gli "Amizi" per le tue bellissime poesie che, come dice Annamaria, testimoniano la tua "vivacità creativa particolarmente fervida"; non nascondo che ascoltando "Spègio zugatolón" sentivo dell'umidità negli occhi.
Mi ha incuriosito il disaccordo che Carla e tu avete su Augias; posto che per moltissime puntate ho guardato e soprattutto ascoltato la sua interessante trasmissione "quante storie" su RAI3, posso chiederti di chiarire l'oggetto della discordia? ... Così, tanto per curiosare....(ma solo se volete).
Che dire di più; come al solito ho fatto copia-incolla della descrizione della vostra escursione e la aggiungo alle molte che ho già messo da parte.
Un caro saluto.

guidoleonelli :
guidoleonelli03.01.2020 - ore 22.15-
Buon anno anche a te, caro Saverio che ogni tanto capita che di incontrare nelle mie passeggiate innocenti attorno al lago: incontri sempre piacevoli come se non ci vedessimo da chissà quanto.
Ma voglio toglierti subito una tua legittima curiosità: nessuna discordia, ci mancherebbe!, con Carla. Capita che ogni tanto, con qualche amico/a ci si scambi un WhatsAhapp. Così dicevo a Carla di aver ricevuto in regalo due libri di Augias, per il quale nutro una grande ammirazione: "Inchiesta su Gesù" e "Inchiesta sul Cristianesimo". La faccio breve: a me Augias non piace, mi rispondeva lei, per ammettere un momento dopo di aver letto qualcosa anche lei, come "Le ultime diciotto ore di Gesù". Ma comunque per Augias lei non nutrirebbe nessuna simpatia.
Parole e confronti Saverio ma assolutamente nessuna discordia!

Ti ringrazio per i complimenti che fai ai miei versi ma ti confesso che preferirei, a volte, riuscire a suscitare un sorriso piuttosto che lacrime, sia pur di commozione.
Ormai, seguendomi da tanto tempo, tu hai colto tutto della mia poesia sempre poco o tanto intrisa di malinconia che, senza che io la cerchi, me la trovo addosso come un vestito.
E se poi, nonostante tutto, riesci ancora a trovare qualche escursione di tuo interesse, che dire? Mi fai davvero contento.

Renata :
Renata13/01/2020 ore 19.20
Auguri. Auguri a tutti anche se ormai siamo alla metà di gennaio! Entél fornèl del tèmp come stizi de rover bruciano e si consumano i minuti, ma fra la cenere spesso restano tizzoni vivi.
Che dono e augurio di anno "ricco" le tue quattro poesie e che commozione ritrovarsi nei tuoi pensieri avvolti in un mantél de òmbre, nelle fizze riflesse e sincere,nel mondo de ombre che no le parla. E le sardele saltade sul treno de la storia che danno una sferzata e un graffio di orgogliosa presenza pacifica. Non so che faranno domani, ma già adesso danno calore a "sentiménti e reson".
Calvino,eccelso, afferma che la lingua ci contiene come un ventre materno. Credo che valga anche per il dialetto, o forse più. Comunque queste riflessioni di De Mauro e di Camilleri sono nutrimento per l'anima e li fanno amare ancor più: scrittori di cose, scrittori di parole che assomigliano alle cose. Penso con gratitudine a don Milani che ha trovato le parole in chi era legato a poche cose.
Grazie di cuore a Daniela e un augurio di buon proseguimento a tutti gli amici
A te e a Ivonne buone camminate, ma cum grano salis!

guidoleonelli :
guidoleonelli13.01.2020 -ore 21.50-
Ciao Renata e ben venuti i tuoi auguri, sia pute soltanto tizzoni fra la cenere ma di chi, fra l'altro, è sempre alle prese con problemi di salute. E ben tornata fra noi.
Sono forse troppe quattro poesie tutte assieme ma mi fa particolarmente piacere l'accenno che fai a "Sentimenti e resón" perché c'è stato un amico, non ancora amico del sito, che ha trovato me dentro ai miei versi ed è stato così convincente nello spiegarmelo che, alla fie, ho molto apprezzato.
Per le sardine credo abbia la stessa simpatia e la medesima attesa che ho anch'io: se son fiori fioriranno, si dice in questi casi e speriamo che siano fiori.
E poi mi fa molto piacere vedere che leggi De Mauro e Camilleri, e che, con la tua preparazione e competenza, sappia poi sempre aggiungere qualche riflessione a proposito, così come, per esempio, è stato anche nel commento di Carla. Bello quel "nutrimento per l'anima" e, chi ne ha voglia, ne approfitti perché stiamo andando verso la conclusione delle puntate.
Grazie ancora Renata per i tuoi auguri che, da parte mia, speravo potessero essere per tutti di pace e di salute.
Le nostre camminate, come tu stessa noterai, sono sempre e saranno ancora cum grano salis: grazie per la raccomandazione.



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