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montagna, fossili, poesia

 

 

 

 Val Sarentino: Getrumalm

 

Bolca e i suoi fossili

 

Gruppo del Carega

 

 

Sémpre cossì (da leggere e/o ascoltare)

 

 

 

 

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  Getrumalm, m 2.094

 

- Dislivello: in salita m 300 circa               in discesa m 800 circa

 

Su sentieri dove eravamo già stati numerose altre volte, anche con la neve e a quote più alte, siamo tornati per un'escursione breve, facile, tranquilla che mi permettesse di capire qulacosa di più di questo mio pazzo cuore e dei margini entro i quali mi è consentito di muovermi senza correre troppi rischi.

In circa un'ora e mezza di macchina, si raggiunge Sarentino e si prosegue fino agli impianti di risalita di Reinswald, m 1.570. È questa una zona che, anche per la sua vicinanza con Bolzano, offre la possibilità di belle sciate su piste più o meno impegnative ma che, nella stagione buona, offre sentieri ben curati e ben segnati che possono portare a quote elevate anche servendosi eventualmente di due diversi impianti di risalita.

Col primo impianto, noi abbiamo raggiunto quota 2.130, Di qua, seguendo un comodo stradello in falsopiano, in un'ora circa, si raggiunge la Getrumalm, m 2.094.

È domenica e c'è molta gente in giro, anche gruppi numerosi e chiassosi con voci stridule e con tanti, tanti, bikers che troveremo soprattutto una volta superata la malga.

Noi poco prima di arrivarci, ci avventuriamo un po' nel “labirinto del mugo”: un simpatico sentierino che fra cartelli bilingui che illustrano e spiegano, entra fra fitti mughi, dove ancora forte è il profumo di resina. Sono soltanto le 11 ma alla malga la gente è già tanta e sono in tanti a proseguire.

Il nostro programma avrebbe previsto il rientro da qui, in discesa, alla stazione a valle dell'impianto di risalita ma poi, si sa come vanno queste cose, un po' come la voglia di gustare un buon inatteso dolce, ci diamo vicendevolmente un'occhiata e decidiamo di dirigerci in su anche noi, incoraggiati anche da un cartello che indica il Lago Getrum a meno di un'ora.

La strada però ora sale, a tratti piuttosto ripida e il mio cuore, che pur non manda mai nessun segnale, comincia un po' a preoccupare. Decidiamo così di camminare a singhiozzo: una decina di minuti per poi rifiatare un paio di minuti; così di seguito. È un po' una pena camminare in questo modo anche perché la voglia di andare ci sarebbe, eccome.

Sulla nostra destra, salendo, oltre al Corno del Renon, ben chiaro c'è anche il piccolo santuario di Lazfons, gia conosciuto in precedenti escursioni da Chiusa. È questa la meta di gran parte dei bikers che, lasciate le biciclette, vi si avviano a piedi. Leggermete spostato sulla sinistra, rispetto al bivio di cui dicevo, rimane, sia pure nascosto, il Laghetto e sarà veramente con grande rammarico che decideremo, quando non mancano ormai che 15-20 minuti, di rinunciarvi. Ci troviamo circa a q. 2.400 e ci concediamo qui la nostra sosta panini sotto un sole che pare non voler saperne di cedere il passo all'autunno. Sia pure con l'amaro in bocca, saremo poi contenti di essere riusciti a rinunciare (anche se ci sembrerà un po' la favola della della volpe con l'uva acerba).

Sarà una sosta abbastanza breve, dopo la quale faremo ritorno alla malga, ora davvero gremita di gente, dentro e fuori. Soltanto una breve sosta per un caffè e per dimenticare sul banco il nostro portamonete e poi saremo di nuovo per strada, ancora in discesa, per arrivare, un po' stanchi, nuovamente a Reinswald. Eravamo partiti alle 10.00, ed ora sono le 15.15.

 

Il portamonete? Annamaria andrà gentilmente e recuperarlo, la mattina dopo, in un bar di Piazza Walter, dove il gestore della Malga, molto gentilemnte, l'ha fatto trovare.

 


fonte artistica

Getrumalm

in salita

STOP

percorso

 

 

 

Bolca

È una località dei Monti Lessini (provincia di Verona) adagiata nell'alta Val d'Alpone, nota fin dalla metà del XVI secolo per gli straordinari fossili di pesci, il più celebre dei quali è la Mene rhombea, e piante provenienti dalle località della Pesciara e del Monte Postale .

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Bolca

 

 

I fossili di Bolca

I fossili rinvenuti nei giacimenti fossiliferi di Bolca, i più importanti al mondo per estensione, per quantità delle specie faunistiche ritrovate, ma soprattutto per il perfetto grado di conservazione delle specie animali e vegetali, rispecchiano un habitat marino-costiero e più specificamente di tipo lagunare. Tra i vari fossili si possono ricordare alcuni crostacei, dei rettili, qualche piuma d'uccello, varie specie di insetti, ma soprattutto numerosi pesci, oltre 150 specie, tra cui anche squali, che conservano oltre al tessuto osseo anche parte dei tessuti organici, proprio per il particolarissimo processo di fossilizzazione verificatosi in questa zona costiera nel corso di circa 50 milioni di anni. La perfezione di questo processo di fossilizzazione è dimostrata dal rinvenimento di alcune meduse, il cui corpo costituito principalmente da acqua è estremamente difficile da conservare. le specie vegetali ritrovate, oltre 270, comprendono piante tropicali, alghe, palme e fanerogame marine. A differenza dì quel che si pensa, a Bolca non si sono ritrovati solo pesci fossili ma numerose specie animali e vegetali, e non solamente nella cava-miniera della Pesciara, ma in diversi siti, tutti con una propria storia geologica, in alcuni casi conosciuti e cavati da alcuni secoli (non a caso i fossili di Bolca sono presenti nei principali Musei del Mondo ed in ricche collezioni private). Da visitare è comunque il Museo Paleontologico di Bolca.

Itinerari turistici

La Pro Loco di Bolca, aderendo alle richieste dei turisti di poter conoscere, camminando, il territorio bolcense, ha tracciato una serie di sentieri che consentano di apprezzare le caratteristiche e le bellezze della zona, famosa per i suoi fossili, ma non solo. Il prof. Serafino Zanderigo, nativo di Bolca e conoscitore del territorio dal punto di vista naturalistico e scientifico, ha costruito sei percorsi ad anello e li ha tracciati contrassegnandoli nei punti strategici con un pesciolino colorato su sfondo bianco. Ogni sentiero è caratterizzato da un colore (rosso, blu, verde, viola, ciclamino e arancione) e tutti partono ed arrivano al Museo dei Fossili di Bolca.

  • Sentiero Rosso

Partendo dal Museo dei Fossili di Bolca si sale alla Chiesa parrocchiale e alla sommità del Monte Purga, da cui si gode un amplissimo panorama di 360° che spazia dalla Vallata dell'Alpone, alla Valle del Chiampo, alla pianura Veneta, alle piccole e grandi Dolomiti, alla montagna di S. Bortolo e Campofontana e alla zona del Monte Pergo. Dopo la discesa in piazza, si imbocca il "Sentiero della Madonna" che parte dietro la chiesa e che attraversa il bosco della Purga, dove si possono ammirare i basalti colonnari. Ritornati in piazza si scende al Museo.

 

 


il sentiero rosso

sullo sfondo: le Piccole Dolomiti

 

 

 

 Escursione nelle Piccole Dolomiti (versante veronese)

venerdì, 28.09.2018

- Dislivello m 450 circa

- Sviluppo km 12,00

- Tempi netti di salita ore 1.45 di discesa ore 1.40

 

Trovandoci già a Bolca, ai piedi delle Piccole Dolomiti, in buona parte già note per precedenti escursioni dal versante trentino, e ammirato quanto c'era da ammirare al famoso Museo dei fossili, non siamo riusciti a resistere al richiamo del Gruppo del Carega nelle Piccole Dolomiti che, (non era proprio in programma) da questo versante, salgono in maniera più dolce che non da quello trentino, offrendo egualmente fantastici panorami.

Con meno di un'ora di macchina, raggiungiamo il Rif. Revolto, m 1.336 dove, poco prima, lasciamo la macchina.

Seguendo i segn. 186 e 109 lungo una antica strada militare ampiamente rifatta e resa a portata di escursionisti (anche cardiopatici) e di bikers nemmeno necessariamente con bici assistita, anche se il cartello posto all'inizio presenta una situazione ottimistica, secondo la quale, calcolando che un'ora conti 90 minuti, si sarebbero raggiunte mete interessanti, ci siamo avviati con la dovuta calma e con l'impegno di effettuare numerose soste.

In ore 0.40 raggiungiamo il Rif. Pertica, m 1.522 dal quale si gode una gran bella vista sul Carè Alto, sulla Presanella e sulla Val d'Adige, e proseguendo poi, sempre per comoda strada ghiaiosa, il Rif. Scalorbi, m 1.767 in (ore 1,05-1.45).

Il tempo è decisamente dalla nostra parte e ci offre anche oggi una giornata stupenda di sole: incontreremo molte persone lungo il percorso, anche considerando che le rocce che ci sovrastano, offrono agli apppassionati parecchie possibilità di scalate.

Noi abbiamo portato, come di consueto, i nostri rifornimenti e sarà una vera goduria fermarsi un paio d'ore a guardarsi in giro verso valle in direzione di Vicenza e verso le cime circostanti.

Vicino al rifugio sorge una graziosa chiesetta (chiusa) che, sul retro, funge anche da bivacco attrrezzato con un paio di lettini.

Ci sarebbe la possibilità di rientrare attraverso il sentiero segn. 185, che passa per la malga Campobrun ma siamo costretti a resistere alla tentazione pensando a difendere da ulteriori malanni le già provate articolazioni. Facciamo quindi ritorno per il medesimo percorso dell'andata e ci concediamo una breve sosta al Pertica (rifugio aperto tutto l'anno) per goderci una birra fresca e da qui scendiamo poi, trascurando rigidamente ogni scorciatoia, al punto da cui eravamo partiti.

 


Rif. Revolto

Rif. Pertica

scultura lignea

in vista

la più bella

  al Rif. Scalorbi

chiesetta

pensiero

percorso

 

 

 

 

  Sémpre cossì

 

  En pas drìo l’altro

  na lónga litania

  entrà pradi fiorìdi

  bóschi en l’ombrìa

  e ancóra sbrichi

  pò cròzzi en pè

  en cordìn che ne liga

  a na vita de prèssa

  na crós su la zima

  demò ‘l ziél su la testa

  e na sinfonia chì dént.

 

  Òci se ‘ncrósa

  en na stagión che rebùta

  en silènzi che i parla

  con parole che dis

  -sempre cossì-.

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

Sempre così

Un passo dopo l’altro/ una lunga sequenza/ fra prati fioriti/ boschi nell’ombra/ e ancora dirupi/ poi rocce in piedi/ un cordino che ci lega/ a una vita di fretta/ una croce sulla cima/ solo il cielo sulla testa/ e una sinfonia qui dentro.// Occhi si incrociano/ in una stagione che torna a germogliare/ in silenzi che parlano/ con parole che dicono/ -sempre così-.

 

Stelutis Alpinis

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

Per rispetto dell'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 


Postato 26 Ottobre 2018 -

Commenti:


Daniela :
Daniela27/10/18
Ciao Guido, anche questa volta qualcosa di nuovo da imparare! Io non avevo mai sentito di Bolca e dei suoi fossili; mi sembra davvero interessante e senz'altro sarà una delle mete da mettere in programma, non so se il tempo ce lo permetterà ancora quest'anno o lo dovremo rimandare alla prossima primavera. Grazie come sempre per le informazioni così precise e dettagliate! Bella anche l'escursione alla malga di Sarentino; peccato che il tuo "cuore matto" (per dirla alla Little Tony...)vi abbia consigliato di rinunciare alla cima. In ogni caso, qualcuno ha detto che "Arrendersi non significa sempre essere deboli; a volte significa essere forti abbastanza da lasciar perdere."
Chiudo con un complimento sulla poesia, in cui a me sembra di scorgere un lungo sguardo a ritroso sulla vita vissuta in due, con prati soffici e rocce più dure, ma sempre con un profondo legame e con la speranza che tutto prosegua con la stessa soddisfazione. Augurio che Roberto ed io vi facciamo con sincerità.
Un saluto a tutti, in particolare alla nuova amica del sito!

Saverio :
SaverioTre belle escursioni. Getrumalm mi dice qualcosa, anche l'immagine del luogo me lo dice, ma non riesco a ricordare se e quando ci sono passato; pazienza è un motivo in più per andarci. Ho frequentato più volte i Lessini e di Bolca ho letto più volte ma non sono mai andato in quel luogo e soprattutto al museo, che dev'essere interessantissimo.
La poesia è per me semplicemente bellissima; quando dico così voglio dire che mi riconosco e, come succede ad un musicista quando ascolta una musica sublime e dice che vorrebbe averla scritta lui, anche per i tuoi versi è così. Grazie e tanti cari saluti.

guidoleonelli :
guidoleonelli27.10.2018 -ore 17.20-
Ciao Daniela,
è bello sentirti dire che anche questa volta c'è qualcosa da imparare: dà soddisfazione.
A quanto ho già detto sul museo di Bolca, rimane poco da aggiungere ma un'informazione te la voglio dare perché immagino che tu ci andrai davvero. Sappi che, pur essendo il museo non molto grande, vi organizzano delle visite con guida; ti consiglio di conattarli prima per i giorni e gli orari.
A Sarentino è andata come è andata e certamente non ero colmo di gioia anche se è vero e risaputo che, per chi frequenta la montagna, è importante saper rinunciare.
Riconoscenza, rimpianto, speranza sono invece gli ingredienti della brevissima poesia: grazie per le tue belle parole.
E un caro saluto a te e Roberto.

guidoleonelli :
guidoleonelli27.10.2018 -ore17.30-
Ciao Saverio,
quando si parla di imprese montanare vedo in te la forza che, fino a non molto fa, non mancava nemmeno a me. A proposito della Getrumalm, con la premessa fatta, vorrei suggerirti, qualora ci andassi, di non accontentarti ma, ti consiglierei, una volta raggiunta con gli impianti qupota 2.130, proseguire a piedi fino all'arrivo a monte del secondo impianto: è tutt'altra soddisfazione che ti permette altri panorami e, con un ampio giro, di raggiungere poi il laghetto (che noi abbiamo mancato) e la Malga Getrumalm. Noi l'abbiamo fatta anche in inverno e ricordo di una pecora, probabilmente dispersa, che sembrava avesse appena partotito e un minuscolo agnello intirizzito dal freddo.
Per il museo di Bolca, vale quanto ho già scritto poco fa a Daniela.
A proposito della poesia, non potevi farmi un complimento più bello: grazie.
Un salutone a te e a Mirna.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiBravo Guido,hai descritto molto bene i fossili di Bolca.Quanto alla poesia debbo dorti che è tra le più belle che io abbia mai letto.Ovviamente tra di noi non c'è bisogno di complimenti.Applausi e un abbraccio a Te e Ivonne Bruno

annamaria :
annamariaCiao Guido. Che bello iniziare la giornata con la visione dei pittorestici un po' selvaggi e sempre meravigliosi paesaggi che ci descrivi. Ancor più bello oggi dato che qui ci attendono ancora piogge torrenziali e disagi vari. Al cuore, mi parla molto l'escursione in val Sarentino. Sai che proprio in questo paese e nel paese di Campolasta ( a 5 km circa) ho insegnato un anno, proprio l'anno prima del mio matrimonio. Camminate quasi quotidiane e bellissimi ricordi.Tutta la valle è molto bella e comprendo il tuo rammarico non avendo potuto completare il percorso che avevate programmato. In fondo però, sai fare tua la filosofia che consiglia di accontentarsi. Interessanti davvero anche le altre due escursioni che ci racconti e godere della compagnia de "la più bella" della foto, aggiunge sempre un quid di magia.La bella poesia, tocca le corde del cuore e mi riprometto di riascoltarla. Intanto grazie e un abbraccio a te e a Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli30.08.2018 -ore 10.50-
Ciao Bruno, non si può certo dire che sia molto prolisso nei tuoi commenti, comunque sempre molto graditi.
Di Bolca tu certamente saprai mmolto più di me.
Della mia breve poesia mi fa piacere quanto tu dici e ti ringrazio.
Anche da parte di Ivonne, ricambio a te e Nerina un caro saluto.

guidoleonelli :
guidoleonelli30.10.2018 -ore 10.00-
Ciao Annamaria,
a dire il vero non ricordavo i tuoi trascorsi in Val Sarentino ma mi fa piacere che ti abbiano risvegliato profumati ricordi di giovinezza. Avrai notato che le mie escursioni, sono mio malgrado sempre meno "selvagge" e non per scelta mia chiaramente. Ma se la speranza è l'ultima a morire, voglio sperare che la mia situazione possa migliorare.
Non so se tu conosca il Museo di Bolca: in caso contrario vorrei suggerirtelo e raccomandartelo.
La poesia, e ti ringrazio per quanto dici, questa volta ha incontrato i favori degli amici che finora si sono fatti vivi.
Buona giornata, mentre qui ha ripreso a piovere e piove sull'abbondante bagnato precedente!.

diaolin :
diaolinStavolta ho letto "prima" i commenti degli amici, non lo faccio mai prima per non essere contagiato dall'impressione degli altri, e in special modo quelli che riguardano la poesia.
Mi trovano d'accordo, sostanzialmente.

La chiusa "sempre cossì" mi ha dato una "svirgolata" rispetto al resto facendomi pensare all'ottimismo.

Sèmpro cossì che la vàghia, non so se volevi dire questo ma io l'ho percepita tale.

Stame ben caro Guido

guidoleonelli :
guidoleonelli30.10.2018 -ore 18.00-
Ciao Diaolin,
Hai ragione: fa attenzione perché è facile restare ... contaminati!
So che tu leggi soltanto la poesia ma va molto bene. E va bene soprattutto quando dici di aver compreso la "svirgolata" che hai preso. Voleva essere un auspicio, una speranza in un momento di cui averto forte il bisogno.
Grazie. E grazie della visita.



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