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Val di Rumo, escursioni, poesia

 

 

Val di Rumo:

 

Malga Lavazzé

 

Anello di Proves

 

 

Malosco (da leggere e/o ascoltare)

 

Saràlo pecà? (da leggere e/o ascoltare)


 

 

 

Malga Lavazzé, m 1.639                         mercoledì, 4.7.2018

 

- Dislivello: m 670

- Sviluppo: km 8,600

- Tempi: salita ore 1.30 Complessivo netto ore 4.00

- Carte: Kompass 145: Alta Val di Non; scala 1:25.000

 

Anche in previsione di altri importanti impegni e cercando di farla franca ad un tempo assai variabile, ci eravamo ricavati tre giorni di evasione ed avevamo scelto di andare finalmente in Val di Rumo, dove, come alloggio, avevamo scelto un Agritur a Mocenigo www.agriroom.it, cià contattato in precedenza ancora quando si sperava di poterci andare nella prima metà di giugno.

Ma come sempre, le cose non sono del tutto programmabili e ciononostante, sia pure un po' in ritardo ci siamo arrivati egualmente, sia pure in un'altra stagione e con altre temperature.

Dedico subito due parole a questo accogliente “nido” di recentissima costruzione, che, ti accoglie, già sulla porta di casa, con un motto (saprò solo più tardi opera della padrona di casa) che recita “Il paradiso non è un luogo ma un modo di stare al mondo” e che dà immediata la sensazione di essere arrivati al posto giusto.

Eravamo partiti da casa con un programmino già fatto ma senza tener conto che, nel frattempo, era trascorso un mese e la stagione era cambiata.

Come da programma quindi, ci portiamo in macchina in Loc. Fontana, m 1099 sul Sentiero Italia, segn. 134 e da qui ci avviamo a piedi, seguendo il medesimo segnavia, lungo il torrente Lavazzé. Ci aspettavamo di trovarci su una strada forestale sia pure molto ripida ma sterrata ma sorpresa: la strada sarà quasi interamente cementata ed il sole, nonostante previsioni non ottime, sarà caldissimo rendendoci la salita ancora più dura. Non siamo attorniati da grandi panorami, tutt'altro, ma a farci compagnia ci saranno invece nuvole di fastidiosissime zanzare affamate di sangue umano.

Si supera un piccolo capitello ligneo dedicato a Sant'Antonio, poi proseguendo e sbuffando un po' arriviamo finalmente alla malga dopo circa tre chilometri di ripidissima strada. E adesso? Dall'interno arrivano rumori: faccio due parole col malgaro e poi, ma che desolazione!, dopo una brevissima sosta, decidiamo di proseguire, seguendo il segn. 147. Tanta fatica per una sosta di pochi minuti!

A rendere ancora meno simpatico il quadro, scopriremo, dopo un quarto d'ora di cammino, di essere su un sentiero sbagliato che ci costringe a fare ritorno sui nostri passi fino alla malga. E qui un accenno alla cattiva manutenzione e segnaletica dei sentieri va pur fatto.

Raggiungeremo comunque poi Maso Bernardi, m 1.572 che più che un maso è un vero e proprio bivacco abbastanza bene attrezzato, con tavole e sedie, camino, qualche padella e alcuni posti per eventualmente passarci la notte con (o senza) il sacco a pelo.

Sono ormai le 12.30 e ci concediamo quindi finalmente la sosta panini, sosta che sarà abbastanza breve perché evidente appare l'intenzione del tempo di cambiare in fretta e che infatti, quando ormai non mancherà più molto alla macchina, nuovamente sulla strada a fondo cementato della salita, ci costringerà a fare ricorso agli ombrellini e ai coprizaini. Poco dopo, finalmente saremo a casa, moralmente bastonati e con le gambe, soprattutto le mie, doloranti come non mai.

Non mi resterà che considerare che non si è mai finito di imparare, che sarebbe forse potuto esserci di aiuto un consiglio della padrona di casa che infatti non sembrava approvasse molto il nostro programma ma che non si era fidata a contraddire, vista la mia così pervicace decisione.

Conclusione: escursione che non consiglio; esperienza da non ripetere; come dire: “non tutte le ciambelle riescono col buco”.

 


benvenuti

Rio Lavazzé

vedute

arnie

Malga Lavazzé

a tavola


percorso

 

 

 

 

Anello di Proves/Proveis                                                             giovedì, 5.7.2018

 

Sarà il caso di precisare subito che oggi non ho messo in funzione il Runtastic e che l'ho fatto di proposito con l'intenzione, dopo l'esperienza di ieri, di prendere l'escursione odierna in maniera più leggera e meno impegnativa.

Sia pure con qualche modifica, ci avvaliamo oggi del consiglio della signora Carla, la nostra padrona di casa che, impossibile da nascondere, ieri deve averci visti piuttosto cotti e bastonati.

Azzardo quindi indicare un dislivello di 400-450 metri e uno sviluppo di 9-10 km per un tempo complessivo di 6 ore che, detratte le tante belle soste, potrà corrispondere a circa 4 ore nette di cammino.

Iniziamo il percorso dal vicino Maso Stasal, m 1.281 e, con qualche variante, seguendo il segnavia 2A (non 24 come erroneamente scritto su qualche cartina locale) e con diverse soste fotografiche, raggiungiamo il bel paese di Proves/Provais, m 1422.

È davvero bello il paese, come del resto tutta questa zona dell'Alta Val di Non che si trova in parte in provincia di Trento e in parte in provincia di Bolzano, dove i centri maggiori sono appunto Proves e Lauregno, con le scuole elementari in lingua tedesca nel primo, le scuole medie nel secondo. Erano alcuni anni che non mi trovavo a passare di qui e vi ho trovato alcuni piacevoli cambiamenti. Va detto e riconosciuto che, quanto a cura del territorio e dell'ambiente, salta evidente all'occhio il passaggio da una provincia all'altra e lo si nota soprattutto, ma non solo, nella cura con cui vengono tenuti i prati, i campi, gli orti. Al rientro, in buona parte su strade forestali e sentieri, passeremo per Passo Fresna, m 1.470 fino a raggiungere (anche oggi!) la ripidissima strada a fondo cementato che sale fino a Malga Val, che prenderemo in discesa passando per Loc. Zivel fino a raggiungere quasi la Frazione di Lanza e fare ritorno poi, in salita, al Maso Stasal.

Tempo molto favorevole oggi, con un bel sole a dimensione umana che ci ha permesso di godere anche di ampi panorami lungo la Val di Non, attraverso il Lago di Santa Giustina, fino al Monte Peller, al Monte Lucco e al Gruppo del Brenta: tutte vecchie e piacevoli conoscenze piene di bei ricordi.

 


come si chiamerà?

Maso Stasal

superbo giglio Martagone

Proves

fragole di bosco

panorama

rifornimento

panorama

Charly con Carla e Ivonne
 


percorso

 

 

 

 

 

  Malosco

 

  Demò vardarse 'ntór l'è za na fèsta

  scoltar silènzi e gòderseli en paze

  Sedruna, Pradastagn e le Dasine

  entrà pezzi e làresi enfizzadi

  endó che madura giàsene

  e fiorìs i ciclamini.

  Malosco che t'ài fat el nif entél me còr

  endó che ò arbandonà recòrdi sul cossìn

  endó che l'aria l'è tant che védro nèt

  e se liga i ensòni de ieri con l'ancòi

  te m'ài ciapà, lugherin enté l'archét.

 

  La storia la gò chì scrita 'ntél còr

  entéle fizze che no le dis bosìe

  a tegnìr en tochét de strada sóto ciave

  co la vòia de na vita da 'nzolar.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Malosco

Soltanto guardarsi attorno è già una festa/ ascoltare silenzi e goderseli in pace/ Sedruna, Pradastagn e le Dasine/ fra abeti e larici raggrinziti/ dove maturano mirtilli/ e fioriscono i ciclamini. Malosco che hai fatto il nido nel mio cuore/ dove ho abbandonato ricordi sul cuscino/ dove l'aria è come vetro pulito/ e si legano i sogni di ieri con l'oggi/ mia ha preso, lucherino nella tagliola.// La storia ce l'ho qui scritta nel cuore/ nelle rughe che non dicono bugie/ a tenere un pezzetto di strada sotto chiave/ con la voglia di una vita da annodare.

 

Musica: Gershwin, Summertime

 

 

 

Per dare almeno un'idea, che io non sarei stato in grado di dare, della Val di Rumo, ricorro ad alcuni passi di quanto, nel volume "Uomo-Territorio scritti di etnografia e paesaggio: attualità dell'opera di Aldo Gorfer" a vent'anni dalla sua scomparsa, scrive, con una felicissima penna, Carla Ebli, guardacaso la nostra padrona di casa che si diletta anche a verseggiare in lingua e nel dialetto noneso di questi posti.

 

"... proseguendo sempre lungo la provinciale, si viene sorpresi da un costone boschivo che forma una piccola valle stretta e buia...È questo un punto sospeso fra un "dentro" e un "fuori" tipico di un confine, anche se attualmente prettamente orografico, che divide una zona agricola a cultura intensiva da un'altra zona coltivata prevalentemente a prato stabile, circondata da pendii montagnosi coperti di conifere. Un territorio questo rcchiuso su se stesso , tanto che anche la parlata locale risulta essere più chiusa nella pronuncia delle vocali. Eppure è qui "dentro" che si viene invasi da un senso incontenibile di libertà quando, oltrepassato il confine lo sguardo viene catturato dalla bellezza della Valle di Rumo con i suoi centri abitati -un tempo chiamati "ville"- disseminati sul territorio e aggrappati alle montagne delle Maddalene.... Confini mentali ed invisibili che però si concretizzano nell'aspetto alpestre di Rumo come luogo di montagna di autentici montanari, dove la terra odora ancora di cose antiche.... Equilibri delicati sostenuti per decenni da uno sviluppo territoriale che... ha visto convivere pacificamente agricoltura, artigianato, pendolarismo e turismo, delineando così una forte identità degli abitanti di questa zona rispetto agli altri paesi limitrofi detiti ormai quasi alla monocultura intensiva della mela.

... Qui dove camminare all'aria aperta ha ancora una valenza nella riscoperta di un profondo senso di appartenenza che lega da sempre i montanari alla propria terra. Confini sacri tanto che il cippo di confine (termen) veniva contrassegnato da una croce. Confini fragili come equa misura della libertà.... E non è un caso se in questo luogo di confine si possono ancora incontrare vecchi montanari solitari che ti salutano con un piccolo e semplice cenno del capo. I montanari più delle parole amano il silenzio....".

 

Ascolta la poesia

 

 

 

  Saralo pecà?

 

  Pòl èsser che a pensar mal se faga pecà

  però de spéss se ghe 'ndovina.

  Scoltéme mi: a le tante, passadi fòr dó mési,

  èren oramai squasi a la vizilia

  de n'atésa che no l'è pròpi quéla dei pòpi

  che i gà scrit la leterina al Bambinèl,

  quan che cossì, pròpi sul pu bèl,i me ciama da Trènt:

  el vardia siór che gavén n'urgénza

  e che la data che gavéven dit alóra

  la fa 'n slipegón de alquanti dì.

  A la malóra, zamai col baticòr, quanti? ghe domando mi

  e lóri: en par de setimane, tut chì.

 

  Ma per tut sto tardivar, pénso mi,

  che na stòria cossì la gò za avuda,

  s'averà enmucià almén trenta urgénze, dói al dì.

  E l'è cossì che 'l ciapa fórma 'l pensér

  che i abia sbalià 'l so piano fèrie

  e che a narghe de mèz, a la fin, sarà le mie

  per metà estramént zamai pagade.

  No ghe 'nterèssa a lóri che ti te pòdi gavér el pensér

  de quél che i troverà na vòlta passadi dént coi so ordégni.

 

  Chì no gh'è de mèz en dènt che scórla,

  en mal de panza o n'óngia 'ncarnada,

  gh'è de mèz de nòvo na sdrelada al me còr

  che seanca che 'l se strózzega alquante primavére

   l'è ancór en còr putèl che 'l fa le so matérie.

 

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Sarà peccato?

Sarà che a pensare male si fa peccato/ però spesso ci si indovina./ Ascoltate me: finalmente, trascorsi due mesi,/ eravamo già quasi alla vigilia/ di un'attesa che non è proprio quella dei bambini/ che hanno scritto la letterina a Gesù bambino/ quando così, proprio sul più bello, mi chiamano da Trento:/ guardi signore che abbiamo un'urgenza/ e che la data che le avevamo detto allora/ fa uno scivolone di alcuni giorni./ Alla malora, già col batticuore, quanti? domando io/ e loro: un paio di settimane, tutto qui.// Ma per tutto questo ritardare, penso io/ che una storia così l'ho già avuta/ si saranno ammucchiate almeno trenta urgenza, due al giorno./ Ed è così che prende forma il pensiero/ che abbiano sbagliato il proprio piano ferie/ e che a rimetterci, alla fine, saranno le mie/ fra l'altro per metà già pagate./ Non interessa a loro che tu possa avere il pensiero/ di ciò che troveranno quando saranno entrati con i loro arnesi.// Qui non si tratta di un dente che si muove,/ un mal di pancia o un'unghia incarnita,/ si tratta di nuovo di una bastonata al mio cuore/ che pur trascianandosi diverse primavere/ è ancora un cuore ragazzo che fa le proprie stramberie.

28.07.2018

 

 

 

 

 

 

 

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Postato 1 Agosto 2018 -

Commenti:


annamaria :
annamariaProprio la prima questa volta?! Beh mi ha commosso la poesia su Malosco, che traduce così bene i miei pensieri in sintonia con i tuoi. Ogni anno io ritrovo ambienti, angoli familiari, volti (molti purtroppo li cerco invano..),addirittura profumi, che davvero scaldano il cuore e mi fanno sentire a casa. E che dire delle albe e dei tramonti con la visuale del Brenta e delle Maddalene. Sono contenta che anche le mie figlie e i miei vari nipoti rimangano attaccati a questo paesello noneso. Grazie dunque ancora dei tuoi bei versi. Mi piace anche l'altra tua poesia-lamento( molto giustificato). Rimango sempre piacevolmente stupita ed ammirata per le tue camminate davvero non da poco; dimostrazione che hai molte energie in riserva. Ti ringrazio anche per le belle descrizioni-racconto, che mi permettono di vedere , leggendo e immaginando, luoghi sempre cari e ameni. Auguri per tutto, caro Guido e un abbraccio a te e a Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli02.08.2018 -ore 17.40-
Ciao Annamaria, a volte essere i primi ad intervenire può essere un fatto positivo: nessun altro commento potrà influenzarti tanto meno parlando si Malosco dove tu pervicacemente porti avanti una antica tradizione che ci vedeva lì tutti riuniti, dopo avervi trascorso l'ultimo anno di guerra, ogni estate. C'erano ancora i nonni e c'era la bisnonna: come dimenticarli? C'erano, come dici tu, tanti volti che ora vorresti incontrare ma che non ci sono più. Sono rimasti gli angolini, le passeggiate nei boschi, il Brenta a far da sfondo a un quadro unico.
Tu adesso ti ci ritrovi attorniata dalla tua numerosa discendenza che ti tiene compagnia, e all'occorenza, ti scarrozza. Sono sentimenti che certamnete ci accomunano anche se io sono fisicamente molto meno presente di te. Buon Malosco, allora!
Alla Val di Rumo, che noi conosciamo meno ma che più volte ci ha visti salire il Monte Lucco, comprensibilmente riservi meno spazio ma sono posti, ti assicuro, molto ameni dove forte è il sentimento, forse l'orgoglio, di appartenenza. Spero di essere riuscito a trasmettere compiutamente quanto sto dicendo, riportanto qualche passaggio di un articolo di Carla Ebli, dove, lei dipinge alcune belle immagini.
Quanto ad energie, non ne ho proprio più: sopravvivo in attesa che si esauriscano le "urgenze" e che finalmente sia il anche il turno mio.
Ciao e saluti tanti alle tue figlie e ai vari nipoti e nipotini.

Daniela :
DanielaCiao Guido, ho letto con molto interesse il tuo nuovo post e mi è saltata all'occhio, nella descrizione dell'anello di Proves, la citazione del monte Lucco. La settimana scorsa sono stata con Roberto in val Passiria per alcuni giorni e l'ultima sera ho scattato una foto che mi piace molto (e che puoi vedere nel mio profilo whatsApp)dove si vede sullo sfondo il monte Lucco, per me finora assolutamente sconosciuto. Direi che è proprio lui, visto da due "prospettive provinciali" diverse! Simpatica coincidenza...
Molto molto belle entrambe le poesie: la prima, di grande dolcezza e partecipazione emotiva, che ognuno di noi può riferire al proprio "Malosco" d'infanzia e, come dice Annamaria, molto giustificato il lamento della seconda. Complimenti in ogni caso, anche da Roberto, per come sai tradurre situazioni e sentimenti! Ti auguriamo proprio che le urgenze finiscano in fretta... Un abbraccio e un caro saluto anche a Ivonne

guidoleonelli :
guidoleonelli02.08.2018 -ore 22.10-
Ciao Daniela,
mi piace quando dici che ognuno ha il proprio Malosco; io, se posso aggiungo che è per ciascuno un riferimento non solo da ricordare ma da rivivere in continuazione.
E quanto al Lucco che tu hai fotografato, mi sento di dire che, oltre che una bella foto chiara, scattata al momento giusto, è proprio lui, visto da due provincie diverse. Inconfondibili le due cime: il Lucco Grande e il Lucco Piccolo che, viste di qua, si scambiano di posto. Non so se la conoscessi già la Val d'Ultimo ma, in tutti i modi, credo che l'abbia trovata una bella valle; se poi siete arrivati in fondo e poi saliti al Lago Verde, sarai senz'altro d'accordo con me. Ma molto bella anche la Valle di Rumo che noi conoscevamo soltanto per la sua parte più alta, quella ai piedi delle Maddalene ma che ha tanti bei tesori anche nella parte più bassa dove passa il confine fra "il dentro e il fuori".
Mi fa piacere per quanto dici dei miei versi: pieni d'amore (non solo di affetto) i primi; pieni di ironica amarezza i secondi. E non poteva essere diversamente: dopodomani sarei dovuto tornare a casa... e invece sono ancora qui che aspetto. Grazie anche a Roberto per la sua partecipazione.
Di cuore ricambio a voi l'abbraccio e a ... non troppo tardi.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiCiao Guido,Tu sai che in questo periodo sono preso da molti impegni.Non ho rinuciato però a leggere le tue poesie.Piacevole la seconda ma quella su Malosco mi è arrivata al cuore.Grazie e un caro saluto anche ad Ivonne.Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli03.08.2018 -ore 22.00-
Ciao Bruno,
io so che tu, dominus assoluto e incontrastato di Ferrara di Monte Baldo, sei preso da mille impegni sempre non solo in questo periodo. E con piacere ti faccio i complimenti per l'entusiasmo che metti nelle tue iniziative, una delle quali ho avuto il piacere di conoscere recentemente (metterò gli amici al corrente più avanti) e per i successi che riporti. Giù il cappello!
E poi ti ringrazio per quanto prodigamente dici delle mie due poesie.
Anche da parte di Ivonne ricambio un caro saluto. Ciao

Saverio :
SaverioGrazie per le belle poesie che ho ascoltato con attenzione più volte. Ti mando un saluto ed un augurio sincero.

guidoleonelli :
guidoleonelli04.08.2018 -ore 10.30-
Ciao Saverio,
a te grazie per la visita e per aver dedicato un po' del tuo tempo ai miei versi.
Ti immagino su impegnative montagne sempre sorretto da una grande forma e da una brava partner; mi capita di pensare che chissà, forse un giorno anch'io...
E grazie per l'augurio: intanto ho firmato, sollevando tutti da qualsiasi contrattempo tecnico: forse non sarà molto ma il primo passettino è fatto.

Daniela :
DanielaCiao Guido, leggendo il tuo commento, vedo che hai "scambiato" la val Passiria, dove eravamo noi, con la Val d'Ultimo. Ma niente paura, anzi, così facendo ci hai riportato alla mente una bella vacanza in quella valle, fatta più di una trentina di anni fa, quando Stefano era ancora un bambino. Allora eravamo proprio saliti al lago Verde, che ricordo meraviglioso. Pertanto, penso proprio che sarà oggetto di una prossima gita. Grazie quindi per avercelo involontariamente fatto ricordare!!!
Ancora tanti sinceri auguri per le tue vicende di salute e...ci terremo informati. Alla prossima!

guidoleonelli :
guidoleonelli04.08.2018 -ore 17.00-
Cara Daniela,
abbi pietà di me; non so cos'altro dire. Che sia il caldo che mi fa ... straparlare? Spero che non mi stia andando in acqua il cervello.

Renata :
RenataDomenica 5/8/2018 ore 16.30
Ciao Guido. Nella penombra che cerca di riparare la stanza dal solleone, e nel silenzio della città deserta, è ancora più forte la gioia nel leggere le tue poesie. Ogni volta mi rileggo la prima, quella di facciata, che in versi è un saggio di filosofia di vita. La regalerò ai miei figli in occasione dei loro anniversari di matrimonio.
In quanto alle "urgenze"... io ricaccio in gola le parolacce, tu spiattelli una poesia, serena nella sua ironia puntuale. Grandezza del tuo talento.

Ognuno ha il suo Malosco: il nostro ha tante note in comune e per me mantiene sempre vivo il sorriso della mamma che lì mi ha fatto nascere, con i soldati tedeschi in casa.

So poco o niente della val di Rumo, ho risalito più volte e con varie compagnie i sentieri ripidi del Lucco, per poi sempre raggiungere anche il Lucco piccolo da cui si vedono sia Bolzano che Merano.
Credo che le "Ville" che nomina Gorfer, abbiano la stessa origine e struttura delle "Viles" della val Badia, ora finalmente sotto tutela, anche per merito di Silvano.

Un abbraccio a te e a Ivonne e buona estate a tutti

guidoleonelli :
guidoleonelli05.08.2018 -ore 18.20-
Ciao Renata,
e grazie che, una di pochi, metti la data così so che che il tuo commento è fresco fresco, sicuramente molto più di quanto non sia fuori!
Sono ben conscio di essere un assai povero "filosofo di vita" ma se la poesia "Viver en dói" della home page ti piace, a me fa sicuramente piacere; un po' tardiva, si potrà dire eventualmente.
Quanto al talento e alla sua grandezza, in occasione delle "urgenze", ti assicuro che era più la delusione e la rabbia che, in questo caso, hanno funzionato da molla.
Invece Malosco vedo che risveglia anche a te, che non mi pari più grande frequentarice, ricordi e nostalgie ma sono ricordi e nostalgie dolci e piene di affetti, maturati negli anni seguenti durante le nostre più o meno brevi frequenze estive.
Non so bene cosa tu conosca della Val di Rumo e ancora meno so se le "Ville" loro hanno a che vedere con le "Viles" della Val Badia sulle quali ricordo, come dici tu, che Silvano aveva dedicato tempo e pubblicazioni.
I sentieri ripidi del Monte Lucco, che qualche decina d'anni fa frequentavamo, credo siano quelli che risalgono dal Passo Palade o dalla Madonna di Senale.
Ma della Val di Rumo io ricordo anche le grandi raccolte di funghi (solo brise!) guidati da don Tullio, parroco un po' sui generis proprio a Rumo, qualche decina d'anni fa, nei boschi di Lauregno e di Sinablana.



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