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Altipiano di Villandro, la dòna

 

 

due escursioni sull'Altipiano di Villandro

 

 

 

"La dòna su la ròda" (da leggere e/o ascoltare)

 

 

 

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  Stöffelhütte, m 2057                                                          venerdì, 09.02.2018

 

- Dislivello: m 320 circa

- Sviluppo: km 9,500

- Tempo complessivo: ore 3,10

- Carte: Kompass 056, Monti Sarentini; scala 1:25.000

 

La prima giornata all'Alpe di Villandro non ci ha riservato un gran bel tempo ma già l'ambiente, il respirare aria di montagna, la tanta neve hanno felicemente sopperito alla quasi totale assenza di sole: avaro oggi.

Partendo dala parcheggio più a monte (Euro 4,00 di tariffa giornaliera), dove si trova la Gasserhütte, si passa per la Malga Moar in Plun, m 1.820, si prosegue a destra, lasciando sulla sinistra la già nota strada per la Toten Kirche e, seguendo le sempre chiare indicazioni lungo un percorso perfettamente battuto, raggiungere la malga risulterà tutt'altro che un'impresa, bensì piuttosto una bella passeggiata distensiva finalmente in un ambiente che, per quanto noto, sa riservare sempre qualche piacevole novità e, cosa risaputa, alcune ospitali malghe dove potersi rifocillare con i piatti tipici sudtirolesi.

Ore 2,00 il tempo di andata, con diverse brevi soste e poco più di un'ora per il rientro seguendo il medesimo percorso.

Mi sembra appena il caso di osservare che si tratta di un percorso davvero alla portata di tutti dove, ma non è la prima volta che facciamo la medesima osservazione, meglio si cammina con i ramponcini piuttosto che con le più pesdanti ciaspole.

 


a cavallo

... quasi
 


la malga

wanted

percorso
 

 

 

 

 

 

 Corno del Renon, m 2.260                     sabato, 10.02.2018

 

- Dislivello: m 550 circa

- Sviluppo km 15,00 circa

- Tempi: di andata ore 2.40 di ritorno ore 1.40

- Carte: Kompass 056: Monti sarentinesi; scla 1:25.000

 

Quasi a volersi scusare per il tempo poco invitante di ieri, fin dal mattino e per l'intera giornata oggi splenderà un gran bel sole che non ci lascierà mai.

Rispetto a ieri, oggi si tratta di un'escursione sicuramente più impegnativa non per proibitivi dislivelli ma soltanto per il suo sviluppo: 15 km nella neve, sia pure calzando favolosi ramponcini, alla sera si faranno sentire. Di particolarmente faticoso, andando proprio a cavillare, c'è stato semmai soltanto l'ultimo tratto, con la cima già in vista, dove si è costretti a lasciare il comodo percorso battuto per prendere a sinistra poche tracce di qualche solitario che ci ha preceduto; qui, sul tratto più in salita dell'intero percorso, si noterà molto chiaramente cosa significhi sprofondare ogni tanto fino al ginocchio. Anche la discesa, più tardi, non sarà delle più comode.

Ma, andando con ordine, decine sono state le fotografie che abbiamo scattato oggi su un panorama che non può essere definito che “favoloso”: splendide montagne che, a seconda del procedere del sole, cambiano di illuminazione e di colore mantenendo sempre intatto il loro fascino. Altrettanto si può dire della neve molto abbondante ma molto ben “trattata” anche per chi in montagna si diverte soltanto a camminare anche in inverno: arte questa nella quale i nostri cugini sudtirolesi sono maestri. Lo spettacolo della neve, caduta anche di recente, che ancora ricopre le piante nella parte bassa del percorso, conferisce al paesaggio una vista che assume quasi un sapore natalizio. Si può proprio dire che qui, anche lo spirito eventualmente smarrito, si ritrova in pace con sè e con il mondo intero.

In cima, chiuso il Rifugio Corno di Renon del CAI di Bolzano, l'aria si fa pungente ed invita a trovare riparo in fretta nel rifugetto invernale poco più basso, gestito con grande maestria dal medesimo simpatico gestore. Non si troveranno i canederli, il Kaisersmarm o lo Spigeleier, ma il panino imbottito scaldato sarà quanto basterà a far tacere i morsi della fame.

Ci si dovrà accontentare di un'ora di sosta ma è quanto basta per riprendere energia e rimettersi di buon lena in cammino per il rientro, e, scattando ancora altre decine di fotografie ci ritroveremo con un po' di sorpesa al parcheggio del mattino, prima di quanto si pensasse.

In conclusione, si è trattato di una gran bella camminata su un percorso in buona parte già noto e con la compagnia costante del sole; molta gente nella parte più bassa dove in molti si divertono con gli slittini; molto meno invece nella parte più verso la cima dove non tutti si avventurano.

 


in cammino

baite

strappo finale

panoramica

in cima

percorso

 

 

 

 

 

  La dòna su la ròda

 

  La dòna su la ròda

  a cavalòz de 'n tèmp che no 'l perdona

  la dòna che la nòda

  en mèz a 'n mar che par che 'l la refùda.

 

  La briga per la casa

  la provéde la méte su la cèla

  per chi che vèn bonora

  per chi sènza rolòi el riva quan che 'l vòl.

  La dòna adès la ménda

  e 'nsèma al neodàt la studia geografia

  la tira 'n sospirón

  la ghe dis su anca na rèchia

  a quél che è voltà via.

  E vèn zamài la sera

  benbinada ma sbiavì 'l so belét

  famada vèn la fiòla

  entant che a la tivù ariva altre dòne

  col so fagòt de strazze

  e putelòti tanti che le se li tira dré

  salvà che i à 'l barcón.

  E ennànz a nòt n'ociada

  en salut al pian de sóra

  a véder come che la va co la nonéta bis

  che, almen ancòi, a le tante,

  no l'à gavù da dir

  ghe credé? gnanca co la badante.

 

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

La donna sulla ruota

La donna sulla ruota/ a cavallo di un tempo che non perdona/ la donna che nuota/ in mezzo a un mare che sembra la rifiuti.// Briga per la casa/ fa la spesa prepara il pranzo/ per chi viene presto/ per chi senza orologio arriva quando vuole./ La donna adesso rammenda/ e assieme al nipotino studia geografia/ tira un sospirone/ recita anche una requia/ a quello che se n'è andato./ E viene già la sera/ elegante ma col rossetto sbiadito/ affamata arriva la figlia/ mentre alla TV arrivano altre donne/ col proprio fagotto di stracci/ e tanti bambini che si tirano dietro/ dopo che hanno salvato il barcone./ E prima di notte un'occhiata/ un saluto al piano di sopra/ a vedere come va con la bisnonna/ che, finalmete, almeno oggi/ non ha litigato/ ci credete? nemmeno con la badante

 

T. Albinoni Adagio, DUO (organo e violino)

 

 

Da Vikipedia:

La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.[1][2] Rappresenta una delle due giornate dedicate ai diritti di genere, insieme alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 17 dicembre 1999 e che cade ogni anno il 25 novembre, e che in comune con l'8 marzo ha il fatto di essere nata all'interno di specifici contesti politici e sociali.

Questa celebrazione si tiene negli Stati Uniti d'America a partire dal 1909, in alcuni paesi europei dal 1911 e in Italia dal 1922.[3] Specialmente in passato e ancora oggi, ad esempio dall'UDI, viene anche definita Festa della donna.[4]

In occasione della giornata della donna 2017 si auspica, da fonti ONU, che nel mondo sia raggiunta una effettiva parità di genere entro il 2030.

 


Postato 1 Marzo 2018 -

Commenti:


annamaria :
annamariaHai visto che sollecita questa volta nel farmi viva? Come "La dona su la ròda"ho già fatto questo, quello e altro ancora...e adesso è bello sedermi, leggerti e commentare un po'. Che belle le foto! sia quelle scattate a Villandro che quelle sul Corno del Renon. Vi sarebbe piaciuto riprendere tutto perchè, come dici bene, vi trovavate in paesaggi favolosi.Quanto candore per il manto nevoso davvero abbondante! Bella la meridiana sulla Stoeffel Hùtte e carina la tua felpa arancione; ti dona. La poesia celebra come si conviene la donna, a ridosso ormai della festa.Quel tuo descrivere il rincorrersi di tante occupazioni, condite da pensieri e preghiere, sono pennellate davvero efficaci. Approfitto per aggiungere un solidale affettuoso saluto a Ivonne. Un abbraccio anche a te.

guidoleonelli :
guidoleonelli01.03.2018- ore 17.15-
Brava Annamaria e grazie per la tua sollecitudine; io cerco di non essere da meno, nei limiti del possibile.
Mi sembra, da quanto dici (grazie per i complimenti), che tu sia sollecita anche più della "Dòna su la ròda" se sei già in pari con tutte le tue incombenze quotidiane: brava. Riferirò la tua solidarietà affettuosa ad Ivonne che sicuramente, coi suoi tempi, leggerà lei stessa.
Dici bene: quei due giorni di neve candida e di paesaggi e panorami favolaosi sembrano fatti apposta per ridare un po' di carica. Anche il Corno del Renon, forse non mi sono espresso bene io, è da considerarsi escursione da Villandro, così come l'abbiamo percorsa noi. Entrambe sono state escursioni che, per motivi diversi, ci hanno appagati; ora siamo in attesa, come mi pare abbia detto anche nella newsletter, di poter ripetere l'esperienza, che a causa di questo tempo molto ballerino tarda ad arrivare, in altre località che ci stanno attendendo. Ma ti terrò informata, se avremo la fortuna.
Grazie, ciao e alla prossima.

GRAZIANA :
GRAZIANAciao Guido, sempre interessanti i tuoi racconti e proposte, bellissime le foto. Quella del cavallo mi ha proprio attirato... (parla la pigrona che è in me),si può davvero arrivare fin là con la slitta?
La poesia è molto triste e per questo purtroppo molto vera... Sarebbe bello poter dire tra qualche tempo (qualche generazione?) che quelle descritte sono situazioni che appartengono al passato. Chissà, se le donne non si stancheranno di lottare e gli uomini intelligenti e sensibili saranno con loro, forse c'è speranza. Una bella immagine della poesia è quella della donna che nuota in mezzo ad un mare che sembra la rifiuti...Proprio così!
Un caro saluto anche a Ivonne

GRAZIANA :
GRAZIANAEcco che quasi dimenticavo la data... 01 / 03 / 2018

guidoleonelli :
guidoleonelli02.03.2018 -ore 12.00-
Ciao Graziana e grazie della visita, sempre gradita.
La "pigrona" che è in te ha ammirato il cavallo sulle nevi delle'Alpe di Villandro; bèh sappi che il giorno dopo, nella stessa località, si svolgevano delle sfilate e forse delle gare di cavalli con le slitte. È veramente bello vederle queste bestie nel bianco della neve e dev'essere anche un bel divertimento per i cavalieri.
In queste attività e in molte altre iniziative, va proprio riconosciuto che i nostri cugini sudtirolesi ci sanno fare molto meglio di noi: avremmo molto da imparere. Solo a titolo informativo, frugando nella memoria, ricordo che anche al Passo di S.Pellegrino, ancora diversi anni fa, abbiamo visto un albergatore intraprendente che organizzava il trasporto dei suoi clienti per brevi escursioni, su una carrossa trainati da cavalli. Forse a noi trentini a volte manca l'iniziativa perché l'ambiente, mi pare, ce l'avremmo anche noi.
La poesia, molto triste dici, mi sembra che obiettivamente rispecchi spesso (non sempre) la realtà: è sufficiente sfogliare il giornale ogni giorno per rendersene conto anche senza soffermarsi sui casi più tragici. Forse il Sessantotto ha esaurito la sua spinta; che ce ne voglia un altro?
Ricambio a te e Maurizio un carissimo saluto.

Daniela :
Daniela03/03/18
Ciao Guido, non posso che aggiungermi ai commenti precedenti per quanto riguarda i paesaggi, le foto e le vostre proposte. Anche l'Alpe di Villandro, che non conosciamo, andrà sicuramente nel file degli itinerari da "scoprire" grazie ai tuoi post.
Anche a me, come a mia sorella Graziana, piace molto l'immagine della donna che cerca di superare ondate più o meno violente in un mare che sembra rifiutarla. Auspicando leggerezza e mare calmo per tutte (e uomini meno "predatori" e possessivi), magari prima del 2030, invio un caro saluto a te e a Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli03.03.2018 -ore 17.00-
Ciao Daniela,
perché proprio il 2030 che per me sarebbe parecchio in là? Tanto per accontentarsi di poco, come dire "meglio tardi che mai", anche se, nel frattempo, il rischio di annegare fra le ondate sarebbe un po' alto.
Se ti annoti l'Alpe di Villandro, sapendo che tu poi a volte segui le mie indicazioni, tieni presente che è molto bello, e anche più vario e meno faticoso, nelle altre stagioni, dalla primavera all'autunno. Poi avrei eventualmente piacere che mi sapessi dire.
Grazie della visita e un caro saluto a te e a Roberto (ci darà qualche soddisfazione in più la nuova Ferrari?)

Daniela :
Daniela04/03/18
caro Guido, guarda che io sono una lettrice attenta! ;-) L'anno 2030 si riferisce agli auspici per una effettiva parità dalle fonti Onu che hai riportato in calce alla poesia...
Roberto contraccambia con molto piacere i tuoi saluti e, per quanto riguarda la Ferrari a tutti!!!

Daniela :
DanielaE' "saltato" un pezzo di frase...Roberto dice che speranza ce ne sarebbe, ma ... si vedrà alla prova dei fatti con le prime gare! Di nuovo saluti e buona domenica a tutti

guidoleonelli :
guidoleonelli04.03.2018 - ore 19.40-
D'accordo Daniela ma non voleva mica essere un appunto che facevo a te, ma a chi ha previsto quella data, che a me pare così avanti!
Per le Ferrari, d'accordo con Roberto: possiamo soltanto sperare.
Ancora un caro saluto.

Saverio :
SaverioHo aspettato a scrivere, pur avendo letto il tuo post non appena pubblicato. Ho preso spunto per la camminata domenicale, visto che il meteo prometteva sole, dalla vostra escursione alla Stöffelhütte (confesso che mi capita spesso di approfittare dei tuoi rapporti per programmare qualcosa). Così l'abbiamo assaporata anche noi, con uno splendido sole da abbronzatura precoce. L'unica variazione: abbiamo parcheggiato più in basso pensando all'affollamento dei parcheggi vicino alla Gasserhütte ed abbiamo fatto bene; ieri era tutto molto affollato ma l'ambiente è grande e ci si sta tutti.
Apprezzatissimo il tuo tributo alla donna.

guidoleonelli :
guidoleonelli05.03.2018 - ore 13.30-
Bravo Saverio,
mi fa proprio piacere che mi abbia preso in parola e che possa confermare quanto io avevo cercato di dire. L'escursione che tu hai fatto ieri, noi l'abbiamo fatta con un tempo non pessimo ma senza sole, ragione per cui voi sicuramente avete potuta goderla meglio e mi fa molto piacere.
I diversi parcheggi più bassi, mi permetterai che lo aggiunga, sono in buona parte gratutiti e sono proprio a disposizione di coloro che non riescono ad arrivare in tempo per parcheggiare in quello più a monte.
Non dici niente invece del rientro ma si dà il caso che ieri io fossi in Val Pusteria (non per un'escursione) con una giornata, come dici tu, oltre che piena di sole, con una temperatura primaverile e che però il rientro mi ha riservato un'ora abbondante di coda fino a Bressanone. Spero che a te sia andata meglio.

Renata :
Renata05.03.2018 ore 15.10
Sono un po' in ritardo, ma anch'io avevo già letto il tuo post appena uscito. e anche la poesia alcune volte. Ho ricordi ben precisi dei posti che proponi questa volta. Le splendide foto mi ricordano le tante sciate fatte un anno lontano durante la pausa pranzo. Siamo fortunati ad avere tanta bellezza così vicino a casa. Sull'altipiano di Villandro, passato l'inverno, si può andare a camminare anche con i nipoti appena un po' cresciuti, cosa che ci ha sempre portato tanta gioia.
Mi piace molto la tua poesia, un po'm triste come è stato detto , ma io trovo sia un inno alla donna che sa vivere con serenità e dà serenità alla sua casa piena di vita un po' scomposta. 'n sospiron, 'na rèchia e un neodàt che studia con lei. La noneta, la badante...E' la vita di ogni giorno e lei mi sembra l'immagine di un grembo accogliente e sicuro. E' vero però che le donne dei barconi non hanno avuto il 68 e il mar che refuda non è una metafora. E' vero anche che per noi, a cui gli anni 70 hanno aperto nuove strade e avvicinato sogni, il cammino è ancora lungo, ma possiamo ancora avere il sapore buono di un posto accogliente, comprensivo, che abbraccia. E non ci stanchiamo comunque di cercare... chi sa abbracciare noi.
Un abbraccio a tutti!!

guidoleonelli :
guidoleonelli05.03.2018 -ore 23.00-
Non sei affatto in ritardo, Renata: ho postato solo quattro giorni fa e spero che, dopo di te, arrivino altri amici a dire la loro.
Leggevo l'altro giorno quel che dice Montesquie "lo scrittore non deve esaurire l'argomento in modo che al lettore non resti più nulla da fare: il compito dello scritore non è far leggere ma far pensare". Bello e vero al punto che Villandro ha risvegliato in te e fatto pensare a momenti piacevolissimi ma, e vorrei dire soprattutto, ti ha suscitato pensieri e riflessioni, attorno alla poesia, che a me hanno fatto molto riflettere e ai quali non avevo pensato. Un piacevole scambio, direi. Mi piace molto pensare alla donna come l'immagine del "grembo accogliente e sicuro" e mi fa ancora pensare la diversa lettura che tu dai "al mar che 'l le refuda" che io avevo proposto soltanto come metafora ma che tu e forse soltanto tu, con l'esperienza ormai lunga che stai conducendo a favore dei profughi dei barconi riesci a tradurre in cruda realtà. E mi piace anche "il sapore buono di un posto accogliente, comprensivo che abbraccia". Posto, aggiungo io, che non tutte le donne (e gli umomini) sempre trovano.
Grazie, anche a nome degli altri amici.

diaolin :
diaolinBella poesia, nella mia valle le donne hanno salvato tutto.
Gli uomini emigravano e molti non tornavano più: chi moriva e chi spariva. E qui, loro, hanno portato avanti la vita.

Chapeau

guidoleonelli :
guidoleonelli12.03.2018 -ore 15.00-
CiaoDiaolin
e grazie della visita.
Brave le donne in genere e in particolare quelle che hanno mantenuta viva tua valle.



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