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Fioritura sul Monte Baldo, Sant'Antoni, el canton del dialèt

 

 

 

 

 

 

fioritura sul Monte Baldo

 

Sant'Antoni che 'l dà fòch (da ascoltare)

 

El cantón del dialèt -5-

 

 

 

 


 

 

 

 

   Fioritura sul Monte Baldo                     giovedì, 07.04.2011

 

- Dislivello: m 700 circa

- Tempi: senza soste ore 4.35

- Carte: Kompass n° 692, Monte Baldo Sud, scala 1:25.000

 

Si tratta di un’amena camminata in un posto molto ameno nel pieno della fioritura. Ed è risaputo che, quanto a fioritura, il Monte Baldo non ha nulla da invidiare a nessuno.

Percorrendo la A22, si esce al casello di Affi e si prosegue per Caprino Veronese e poi ancora oltre, sempre per strada asfaltata, in direzione di Prada, fino a raggiungere il centro abitato di Lumini. Si prosegue ancora oltre, fino al bivio che a sinistra porterebbe a San Zeno di Montagna; a destra la strada continua invece in direzione di Prada.

A questo bivio, circa due km oltre Lumini, in Loc Carrubbio, m 720 si lascia la macchina nell’ampio piazzale dell’Hotel Castagneto.

Non ci si attenda di trovare una segnaletica “normale”: tutt’altro! Qui, per motivi non meglio precisati, la segnaletica lascia molto a desiderare anche se, ogni tanto, qualche segno bianco-rosso, sta ad indicare che ci troviamo su un sentiero o su una carrozzabile. Si prenda comunque subito a destra quello che la cartina indica col segn. 52; si tratta di una ripida strada sassosa che attraversa un bosco misto soprattutto a ceduo di faggio. Si troverà poi (ore 0.40) un bivio, privo di indicazioni, sulla destra in corrispondenza di un elettrodotto. È una comoda mulattiera che attraversa, con dolci saliscendi, tappeti di fiori incontrando, ogni tanto, qualche piccolo occhio d’acqua stagnante. Si raggiunge così, senza fatica, Baito Cola Lunga, m 1198 (ore 1.20-2.00) dove merita sostare brevemente. Si tratta di una bella malga, in sasso, in parte ristrutturata, con annesso ricovero, pure esso in pietra, per animali. Si prosegue poi, per comoda mulattiera, sempre attraverso prati in fiore, fino a raggiungere un’edicola in legno con informazioni sulla flora locale. A fianco corre la strada sterrata, denominata sentiero delle malghe, che si prenderà a sinistra (ore 0.15-2.15). A destra si andrebbe invece nella direzione di Punta di Nàole. Si prosegue ora in piano per comoda strada che attraversa una bella faggeta, fino a raggiungere, poco dopo, Malga Zocchi, m 1282 (ore 0.35-2.50). Qui ci concediamo la “sosta panini”. Molto interessante la malga, in buona parte ristrutturata e con annesso recinto per ovini e ricovero per altre bestie (forse cavalli). Alla ripresa del cammino, si raggiunge l’insignificante Dosso dei Cavalli, m 1304 dal quale si intravvede, sulla propria destra, Malga Monteselli. Ora scendendo gradualmente, sempre attraverso prati in fiore, si raggiungerà la Cappella di San Fustachio del XVII secolo (ore 0.30-3.20) non segnata in cartina e ovviamente chiusa. Ora, scostata sulla destra, si può bene osservare la Mlaga Monteselli e proseguendo si raggiungerà invece Malga Zilone, m 1056 (ore 0.15-3.35), per chiudere poco oltre l’anello e scendere nuovamente, per la strada sassosa della partenza, fino alla macchina (ore 0.40-4.15).

Una bella gita, un po’ lunga ma non particolarmente impegnativa nel momento migliore per godere la fioritura del Monte Baldo.

Anche il panorama, con vista sul Lago di Garda e, più in alto, su montagne innevate fra le quali spiccano il Carè Alto e la Presanella è di tutto rispetto.

 

Malga Zocchi

Malga Zilone


Malga Montiselli

Baito Cola Lunga

Cappella di S. Fustacchio

bucaneve

anemone

crochi

 

 

 

 

 

   Sant'Antoni che 'l dà fòch

 

   Còssa t'ònte fat poderìa savérlo

   t'ò fat nar de traversón qualcòs de gròs

   e adès son chì che vago 'n tónda sghèrlo

   serà via che ghe n'ò pròpi 'n gòs.

 

   Sól entél to capitèl tant che 'n merlo

   te me parévi pròpi malmostós

   starte a la larga demò a savérlo

   tegnir sta bruta storia internòs.

 

   Envéze t'ài dropà l'arma segreta

   en lanciafiame che 'l scarména 'l fòch

   en fòch che 'l ràita, 'l brusa e che 'l fa mal

 

   no 'l zéde gnanca con en servizial

   no gh'è dotor che tègna gnanca 'n pòch

   resterìa a provar l'aqua benedeta.

 

   Se l'è questa la to riconosenza

   de santi dispetosi farò sènza.

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Sant'Antonio incendiario

Cosa t'ho fatto potrei saperlo/ ti ho fatto andare di traverso qualcosa di grosso/ e adesso sono qui che mi muovo zoppo/ rinchiuso che ne ho proprio un gozzo.// Nel tuo capitello solo come un merlo/ mi sembravi proprio di cattivo umore/ starti alla larga soltanto a saperlo/ tenere questa brutta storia fra di noi.// Invece hai adoperato l'arma segreta/ un lanciafiamme che sparge fuoco/ un fuoco che arde, brucia e che fa male// non passa nemmeno con un clistere/ non c'è dottore che tenga neanche un poco/ resterebbe da provare l'acqua benedetta.// Se è questa la tua riconoscenza/ di santi dispettosi farò senza.

30.03.2017

Musica di Salvatore Bianchini: "Temporizza Tore" (New age)

 

 

 

 

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El cantón del dialèt -5-

A proposito del fuoco di Sant'Antonio, dal grosso vocabolario di Giambattista Azzolini (1777-1853), a puro titolo di curiosità, riporto fedelmente:

"Fog de Sant'Antoni. È una spezie di malattia infiammatoria, che comparisce con quantità di pustolette urenti, dolorose, accompagnate da febbre. Comunemente appellasi formica, e da Cornelio Celso vien chiamata fuoco sacro, e qualcuno l'appella anche fuoco di Sant'Antonio. (Narrasi che questo malore sia stato estirpato mediante un miracolo, né più sia ricomparso; per questo il nostro proverbio: Nar come 'l fog de Sant'Antoni, vale andar sull'ali del vento, correr velocemente fuggendo; ed anche svanire, dileguarsi d'un tratto." E Fox , nel suo vocabolario osserva "Non è chiaro a cosa alluda  l'Azzolini quando parla di "male estirpato e non più ricomparso" dato che l'herpes zoster imperversa ancora".

(E a mie spese sono proprio io a poterlo confermare in questo periodo)

 

E ancora a proposito di "fuoco", dal prezioso vocabolario del Quaresima, mi piace riportare questo proverbio "Sul Mont el fòch el fa alegria e bòna compagnia" (un paio di accenti sono miei).

 

Da Aldo Bertoluzza, riporto invece un indovinello: "Fòg soto, fòg sóra e nel mèz na bela siora"

(soluzione: la focaccia).

 

Ma siccome tutti i salmi finiscono in gloria e ricordando che "fogar", secondo Ricci e Groff significa sia frugare, scavare, razzolare, rovistare, ecc. che "attizzare, far ardere il fuoco alacremente", secondo l'Azzolini, ecco cosa dice Renzo Tomasini nel 1992 nel suo "Usi gergali e furbeschi nel dialetto trentino": "fogapignàte" rovistapignatte, lo stesso che fogamèrde e sfrugnamerde ma più usato quando si parla di terza persona (l'è 'n fogapignàte). Si usa infatti anche per indicare uno che 'l sa 'ndó che tègn la cóa 'l diàol.  Il termine... è in stretta relazione con la metafora "Volér savér el fónt de la pignàta" voler vedere chiaro nelle cose, andare fino in fondo e, qualche volta anche ostentare di essere ben addentro "alle secrete cose" o darlo ad intendere.

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Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
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Postato 11 Aprile 2017 -

Commenti:


Saverio :
SaverioRicevo ora la tua mail e devo dirti che mi dispiace proprio per te sapendo che quel fuoco "morde" assai; risale a pochi mesi orsono una esperienza analoga in famiglia, forse per fortuna meno violenta della tua, ma che lascia il segno.
Credo di non aver ricevuto la tua precedente newsletter, o forse mi è sfuggita, tanto che mi sono accorto della pubblicazione molti giorni dopo, visitando il sito. Non mi sono accodato ai commenti degli amici; avrei solo ripetuto quanto gia scritto da loro.
Ti chiedo un chiarimento; vedo che la numerazione del tuo "cantón del dialèt" è la seguente 1-2-4-5: mi sono perso la numero 3 o si tratta di un errore?
Grazie per il bel ricordo del monte Baldo e complimenti per la poesia, accompagnata da una musica perfetta per lo scopo.
Tanti tanti auguri per un buon recupero e una caro saluto as chi ti sta accanto.

guidoleonelli :
guidoleonelli12.04.2017 -ore 8.50-
Ciao Saverio e grazie per la solidarietà: una volta per uno allora il "regalo" di Sant'Antonio. Ma spero di guarire prima di quanto abbiano finora preventivato i medici perché se no dago fòr da mat.
Può essere, e se così fosse, me ne scuso, che abbia dimenticato io di inserire (sempre manualmente l'operazione) il tuo indirizo nell'ultima newsletter; per quanto riguarda il riscontro invece, torno a ripetere che non è stabilito un tempo massimo.
In merito alla numerazione del "cantón del dialèt", nato senza numero come se fosse un'unica occasione col post del 21 gennaio e poi invece proseguito; dopo aver controllato, controllo che puoi fare anche tu, posso ora precisarti : n°0 il 21.1, n°2 il 14.2; n°3 il 5.3; n°4 il 22.3; n°5 l'11.4.
Il n°3, che a te stranamente manca, è nel post che tratta anche del Dosso di Costalta e che ha la poesia "Morir de amór".
Ti ringrazio per l'augurio: speriamo in bene in attesa di un appuntamento medico che non dovrebbe più tardare molto, spero.
Un salutone.

graziacam :
graziacamLeggo ora la tua esperienza con il "fuoco di Sant'Antonio". Chi l'ha passato me lo ha descritto come una "brutta bestia". Utile armarsi di Santa Pazienza, Santa anche lei.
Devo essermi persa le tue news precedenti, un pò a causa del mio viaggio d'oltre oceano, nella sconfinata ed immensa Australia.
Ora, rientrata nella normalità della vita, recupererò la lettura dei tuoi post e delle sempre gradite tue poesie.
Un Augurio, per quanto possibile, di Buona Pasqua. Grazia

guidoleonelli :
guidoleonelli12.04.2017 -ore 18.15-
Ciao Grazia e ben tornata da lidi così lontani. L'Australia mi manca: avresti da raccontare.
Santa la pazienza quanto santo è il fuoco di S.Antonio! Dici proprio molto bene, te lo assicuro.
Immagino sarai mancata per un bel po': non si va in Australia per una settimana, di solito: sono contento per te e non avertene se ti invidio un po'.
Ti lascio allora alla lettura delle mie precedenti poesie, ma desidero ricambiare i tuoi auguri, egualmente molto graditi.

annamaria :
annamariaPovero fratello, così tormentato...Però non è Sant'Antonio che "'l dà foch"; Lui l'ha subito in forma molteplice e violenta (ho letto in internet...). Bello sfogo comunque ed efficacemente espresso il tuo, nella poesia. Simpatiche anche le espressioni dialettali magistralmente spiegate. In quanto alla fioritura del Monte Baldo non fatico a credere che sia davvero uno spettacolo.Le belle foto lo sottolineano e avrei voluto riempirmene gli occhi direttamente. Per fortuna ora è un tripudio di fiori anche in città; i giardinieri di Bolzano sono veri artisti e ovunque si possono ammirare aiuole davvero belle. Ciao Guido. Auguri, auguri; un caro saluto a te e a Ivonne.

Renata :
RenataQuesta volta me lo sono proprio letto e riletto tutto il tuo post compresa la descrizione minuziosa della camminata, su cui invece le altre volte non mi soffermavo molto, non essendo a misura dei miei polmoni! Ma il Baldo è tutta un'altra storia: è anche la mia storia! Leggendo le tue indicazioni, ho camminato passo passo fra quelle faggete, mi sono fermata a ogni malga e ho riconosciuto gli odori della terra e delle pecore nei recinti. In questo periodo nei prati ci sono le macchie lussureggianti delle peonie che in tedesco si chiamano "rose di pentecoste", ma che, con il cambiamento del clima, da alcuni anni fioriscono già prima di pasqua. Poi mi sono... goduta il sonetto e con un po' di malizia ho pensato che questo malanno molesto e sfibrante ha avuto un risvolto creativo di grande valore. E grazie a sant'Antonio! Adesso, però, che ci hai regalato ancora una poesia così sentita e bella, devi passare alla fase "guarigione", con santa pazienza. Come dice anche Grazia. Mi piace sempre molto il canton del dialèt e farò largo uso di "fogamèrde" e "fogapignàte visto che sono tante le situazioni piuttosto fosche (come quella del business sui migranti in Trentino, di cui mi hai appena inoltrato l'articolo del giornale). Ti auguro davvero una guarigione ...meno lenta e un miglioramento più tangibile e rassicurante che ti permetta di tornare sui sentieri delle nostre montagne.
Buona Pasqua a tutti. Un abbraccio a te e a Ivonne

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiChe bello Guido immaginarti sulla mia montagna!!!tu sai che il Baldo è chiamato Hortus Europae per la presenza di alcuni fiori col l'appellativo di " Baldensis"Penso di andare prossimamente a fare un giro anche se quest'anno non è piovuto e quindi non è prevedibile una grande fioritura.Quanto al tuo malanno spero proprio si risolva presto e che tu torni in perfetta forma.Buona giornata caro amico t vale ! bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli13.4.2017 -ore 10.40-
Oh povero me! Dici bene Annamaria e quanto a Sant'Antonio, sarei curioso di sapere chi e perché abbia "addebitato" a lui questo malanno; un vero malanno, credimi.
La poesia, avrai notato senz'altro che si tratta di un sonetto ritornellato, è proprio uno sfogo quasi disperato. Forse non la scriverei più. Nel distico finale, quando parlo di "riconoscenza" faccio riferimento alle diverse visite che, in ogni stagione, con Ivonne facciamo ad un capitello a lui dedicato posto alla collina di Caldonazzo dove un'antica e storica stada, detta strada della Stanga, è stata chiusa per continue frane dalle rocce scoscese delle Vigolana. Ci si va volentieri perché è una passeggiata di un'oretta su una strada tranquilla nel bosco,d'estate ombreggiata e dove, a volte, è possibile ammirare qualche camoscio. Proprio dove la strada è stata chiusa c'è una semplice cappellina dedicata a S. Antonio, dove raramente non c'è nemmeno un fiore.
Quanto al Baldo e ai suoi fiori, togliamoci il cappello. Le aiuole di Bolzano, ma anche quelle di Trento, per quanto curate possano essere, si inchinerebbero anche loro difronte alla fioritura del Baldo che, bada bene, fa tutto da sè, senza giardinieri.

guidoleonelli :
guidoleonelli13.4.2017 -ore 11.00-
Grazie per l'augurio finale Renata, molto apprezzato: ne ho proprio di bisogno! E grazie anche per le tante attente e puntuali osservazioni e riflessioni che fai. So che parlando di Baldo, non tocco soltanto le corde di Bruno, che vi è nato, ma anche le tue che, prima di me, l'hai percorso in lungo e in largo. Spero di non averti risvegliato troppe nostalgie. Così mi torna a mente anche la mia "La ròda".
Forse quando dici "il risvolto creativo di grande valore", ti ringrazio, ma sei troppo buona; come dico sopra ad Annamaria, è stato proprio uno sfogo, sia pure in versi. Dici bene tu e dice bene Grazia che ci vuole tanta santa pazienza: provare per credere, sperando di averne bbastanza e soprattutto di vederne una fine possibilmente in tempi umani.
In conclusione, visto che ti piace il cantón del dialèt e in particolare le espressioni curiose del nostro dialetto trentino, bisognerà che ne faccia una ricerca da proporre poi a chi mi segue.
Ciao. Ricambiamo l'abbraccio e a presto.

guidoleonelli :
guidoleonelli13.04.2017 -ore 11.05-
Ciao Bruno, lupus in fabula, potrei dire avendoti appena nominato con Renata.
Sappiamo sappiamo che sei tu il "padrone" del Momte Baldo ma tu sai anche delle tante mie scorribande sulla tua montagna: impareggiabile balcone sul Garda oltre che giardino senza uguali.
per il mio malanno, ti ringrazio per l'augurio ma ne ho già parlato fin troppo e non voglio annoiarti oltre.
Buona giornata anche a te con un caro saluto. Anche a Nerina ovviamente.

Daniela :
DanielaCiao Guido, dispiace naturalmente anche a me leggere del tuo problema di salute; personalmente non l'ho mai sperimentato, ma ho avuto persone in famiglia che ne hanno sofferto e viene descritto proprio come una brutta bestia, come dice Grazia. Roberto ed io ti auguriamo sinceramente di "sconfiggerla" (la bestia) quanto prima! La poesia che è scaturita da questa disavventura è molto simpatica, con sottofondo musicale davvero azzeccato; e trovo che il vocabolo malmostós sia molto efficace nel rendere l'idea del'espressione del Santo...
Come sempre, ottime indicazione e splendide foto per una escursione che, con i suoi 700 m di dislivello mi mette un po' in difficoltà, ma chissà, come dice la nostra insegnate Anna, mai partire sconfitti in partenza! (Graziana ed io abbiamo deciso di riprendere la ginnastica mentale primaverile!)
Un saluto a te e ad Ivonne, e tanti auguri sia per le giornate pasquali che per una buona salute da ritrovare in tempi brevi!

guidoleonelli :
guidoleonelli15.04.2017 -ore 15.25-
Ciao Daniela,
grazie anche a voi per la vostra condivisione: peccato solo che il mio male non possa condividerlo, altrimenti un pochino sono quasi sicuro che lo prendereste volentieri... Speriamo che non duri altri tre mesi, o peggio.
L'escursione, come avrai visto, non è recentissima. Magari... ma sono sicuro che lì, in questo periodo, sia un mare di crochi fioriti. Ha ragione Anna (saluti!): non mettere limiti che poi succede che tu stessa ti meraviglierai.
Con Ivonne ricambio carissimi saluti e ancora tanti auguri a voi.

Anna :
AnnaCiao Guido e a tutti gli amici del sito. Dopo un periodo di pausa da pc, rieccomi a scrivere qualche parola.
Faccio a tutti quanti, un po' in ritardo, gli auguri di una Buona Pasqua e Pasquetta.
Al caro Guido faccio anche tanti auguri per il suo Sant'Antonio che lo perseguita. Speriamo che lo lasci al più presto.
Un'idea: caro Guido prova ad andare a farti un giro in quel di Padova, non si sa mai che magari con una benedizione..... (scherzo!!!).
Oggi giornata piovosa e fredda, da stare in casa.
Ho letto del percorso sul Baldo. Ho notato che la segnaletica in tutto il Veneto sia su strada che in montagna, lascia sempre a desiderare. Non parliamo poi se si tratta di deviazioni. Minimo finisci in mezzo alla campagna e sei perso nel nulla.
Vi saluto tutti e vi auguro una buona settimana.
Un saluto a Ivonne e.... stammi bene Guido.
Ciaoooo

guidoleonelli :
guidoleonelli18.04.2017 -ore 6.30-
Ciao Anna,
so che hai avuto problemi col pc e con l'adsl che spero abbia risolto. Ti ringrazio per gli auguri ma pare che S.Antonio si sia affezionato e, per quanto io faccia, non mi voglia lasciare.
È vero quanto dici sulla segnaletica sia nel Veneto che nel Bresciano: non è la segnaletica della SAT cui siamo abituati noi e a volte è davvero carente. Ma con le informazioni che, quando necessario, aggiungo io, non dovrebbero esereci problemi. Il percorso che ho presentato, offre diverse varianti, che trovi facilmente sulla cartina indicata, che possono accorciarlo o allungarlo ma ti assicuro che merita davvero in questa ma anche in altre stagioni.
Un cario saluto anche a te Anna e grazie di essere venuta a trovarci.

GRAZIANA :
GRAZIANACiao Guido, mi spiace molto per il tuo foch de Sant'Antoni! Spero che si spegnerà al più presto! Però... però i versi che ti ha ispirato sono davvero simpatici (e condivisibili). Non so se sei il tipo, ma prova un po' anche tu ad invocare un miracolo come, mi sembra di capire, ha fatto il santo in questione...non si sa mai.
Bellissime le foto del Monte Baldo! mi confermano tra l'altro (l'ho scoperto solo qualche settimana fa) quali sono i veri bucaneve. Avevo sempre chiamato con questo nome un fiore molto simile che invece si chiama campanellino bianco (Leucojum Vernum).
Buonissime giornate libere da fuochi indesiderati a te e Ivonne!

guidoleonelli :
guidoleonelli18.04-2017 -ore 15.45-
Ciao Graziana,
"resterìa a provar l'aqua benedeta", l'avevo prevista io la possibilità di invocare il miracolo, nei miei versi. Ma, a parte se io sia o no il tipo (che lo meriti, intendi?) credo che i miracoli andrebbero eventualmente invocati in ben altre sitauazioni che quotidianamente ci vengono proposte. E comunque oggi ho saputo che, vista la grande richiesta e la lunga lista di attesa, per la visita che ho richiesto dovrò pazientare ancora. Mi preoccupa pensare a quando eventualmente la pazienza dovesse esaurursi perché, tutto sommato, finora mi sembre di essere stato abbastanza bravo a sopportare. E se lo dico io ...
Per quanto attiene il Monte Baldo, non posso che ripetermi: impareggiabile come ricchezza di flora e come grande varietà di escursioni che sa offrire. Vedi fra tutte, nello storico, l'indimenticabile "Sentiero del Ventrar".
Brava a te che, con costanza, hai ripreso a frequentare la compagnia della ... "memoria", in buona compagnia per giunta, come mi diceva Daniela
.
Infine grazie per l'augurio che ricambio a te e Maurizio con un caro saluto.

Anna :
AnnaCiao Guido e un ciao a tutti gli amici.
Ho preso spunto dal tuo giro e un paio di domeniche fa ho seguito il tuo itinerario sul Monte Baldo. Molto bello, a parte la salita iniziale che poi in discesa non ti dico il mio ginocchio cosa mi diceva.
Ho saltato il Cola Lunga per problemi di tempo di rientro, ma per il resto è stato veramente stupendo, tempo compreso.
Ti ringrazio per riportare a noi le tue esperienze di montagna e non solo.
Un saluto e un abbraccio anche a Ivonne. Un abbraccio a tutti gli amici. Ciao alla prossima!!!:):):)



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