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Lagorai, Lagorai, tre volte Lagorai

 

 

Non è un caso che il termine "Lagorai" abbia nella sua radice la parola "lago". Quanti saranno i laghi nel selvaggio gruppo del Lagorai?

Già in queste tre escursioni sono numerosi: il Lago di Forcella Magna, gli splendidi Laghi di Lasteati, i Laghetti della Val d'Inferno, il lago di Nassere.

Lagorai significa montagna selvaggia, sentieri, trekking, rifugi e bivacchi, malghe, greggi e pastori. Significa ancora ricordi di guerra, trincee, lapidi, fili spinati, baraccamenti e rododendro che, in nessu luogo come qui, 

sa dipingere di rosso la montagna fino al limitare delle rocce di granito.

 

 

"Lagorai" in versi dialettali

da leggere e/o ascoltare


 

  

  Lagorai-A.V.G.                                     sabato, 14.08.2016

 

- Dislivello: m 1.090 Altitudine max. m 2.350

- Sviluppo :km 13,200

- Tempi: netto ore 6.45 con le soste ore 7.45

- Carte: Kompass 621, Valsugana -Tesino; scala 1:25.000

 

Mi rendo conto che la denominazione è abbastanza generica ma, non essendoci una meta precisa e trattandosi invece di un anello da una forcella all'altra, in buona parte sull'Alta Via del Granito, la definisco appunto Lagorai-Alta Via del Granito, ben sapendo che altri anelli possono essere percorsi seguendo l'A.V.G.

In una giornata splendida, ero nello stracolmo parcheggio di Malga Sorgazza, m 1.450, pronto con gli scarponi ai piedi, alle 9.00 e mi sono avviato per la comoda strada, seg, 327 per prendere, una mezz'oretta dopo sulla sinistra, il segn. 360 con l'indicazione Forcella Buse Todesche ore 2.30. Con un sentiero, prima nel bosco e poi allo scoperto sotto un sole che scalda e che scalderà bene tutto il giorno, si tratta di superare un dislivello di 860 metri in meno di 4 km. Col Runtastig, registro i passaggi parziali: a q. 1.740, percorsi km 2.00, ore 1.00; a q. 2.050, percorsi km 3.00, ore 2.00 e raggiungo Forcella Buse Todesche, m 2.309 (ore 2.40). Niente male, mi dico, sono venuto su abbastanza bene.

Ma è qui che avverto di avere, all'improvviso, le gambe di piombo che pare si rifiutino di camminare oltre. Il programma iniziale avrebbe previsto infatti che, attraverso F.lla Orsera e F.lla Segura, m 2.436, sarei scesa al Lago di Costa Brunella per fare rientro poi alla Malga Sorgazza.

Mi concedo una sosta di quasi mezz'ora e, mentre quattro baldi giovani più o meno trentenni (chi dice che i giovani non vanno in montagna?), mi raggiungono dopo aver già conquistato in giornata Cima d'Asta e con un programma incredibile davanti con discesa a Malga Caldenave, risalita a F.lla Rava, F.lla Ravetta e altro ancora, tutti posti noti anche a noi, per fare poi rientro a Malga Sorgazza. Io, un po' sconsolato, mi studio la cartina e decido di scendere a più miti consigli. Prendo quindi a seguire il segn. 373, tutt'altro che pianegggiante  e comodo, per raggiungere prima F.lla Cengello (ore 0.30-3.10), quindi Baito Lasteati, m (ore 0.50-4.00) e Forcella Magna, m 2.117 (ore 0.45-4.45). Solo poco a Monte della Forcella, godendomi la vista dei due laghetti sottostanti e delle “manovre” di un grande gregge magistralmente tenuto assieme da un unico pastore con l'aiuto di due cani, solo qui mi concedo la sosta panini. Aggirato il Lago di Focella Magna, riprendo il cammino finalmente in discesa su un sentiero che, con fattezze più ... umane, scende con ampi tornanti che allegeriscono il dislivello che rimane ancora da superare. Raggiungo, con un ultimo tratto di comoda strada nel bosco, la Teleferica Brusà, m 1.647 (ore 1.30-6.15), che serve il Rifugio Brentari e poi, per strada carrozzabile, chiudo l'anello a Ponte del Vendrame, m 1.647 (ore 0.10-6.25) e raggiungo finalmente di nuovo Malga Sorgazza (ore 0.20-6.45).

Gran bel giro, anche quello di riserva, ma in una giornata sbagliata durante la quale non mi sono mai sentito in una forma accettabile, dovendo quindi affrontare una fatica eccessiva.

Ho incontrato diverse persone, soprattutto giovani, che tornavano da Cima d'Asta, in una giornata con tempo eccezion almente bello ed altre che, quando io concludevo la giornata, si avviavano verso il Rif. Brentari per conquistare Cima d'Asta, la mattina successiva. Ho provato un po' di invidia ma non ho potuto non ricordare che, le due volte che noi abbiamo raggiunto Cima d'Asta, abbiamo avuto la sfortuna di trovare brutto tempo con nebbia. e che ora, passate alcune altre primavere, il desiderio, che pur rimane, è forse definitivamente da dimenticare.

 


F.lla delle Buse Todesche

da F.lla Buse Todesche

da F.lla Cengello

Bivacco Lasteati

Lago di F.lla Magna

gregge

da F.lla Cengello

percorso

 

 

 


il rifugio visto da valle

 

 

  Laghi di Lasteati e Cima Secede            lunedì, 22.08.16

 

- Dislivello: m 740

- Altitudine max: m 2.173

- Sviluppo: km 8,00

- Tempo netto: ore 3.40      salita ore 2.20      discesa ore 1.20

- Carte: Kompass 621: Valsugana-Tesino; scala 1:25.000

 

Mi ero ripromesso di fare una cosa più leggera della volta scorsa e così è stato, anche per soste ripetute e non brevissime, in una giornata con un tempo meraviglioso che avrebbe invitato a fermarsi molto più a lungo a godere del sole.

Ancora in solitaria però, in attesa che a Ivonne riescano a risolvere i problemi muscolari che durano ormai da troppo tempo.

Da Borgo a Scurelle e la Val Campelle fino all'ormai arcinoto ponte di Conseria, m 1.468 da dove mancavo dal gennaio 2013 quando, al ritorno dall'escursione con le ciaspole, ho dimenticato un paio di bastoncini telescopici appena comperati.

Con 7°C di temperatura, mi metto in cammino alle 8.50 seguendo il segn. 326: un sentiero abbastanza ripido, dentro e fuori dal bosco, fino al Rif. Malga Conseria, m 1.848 (ore 1.00), http://www.rifugioconseria.it/. Qui una prima sosta con caffè e la gentilezza della giovane signora, forse la gestrice, che mi presta il suo telefono perché col mio qui non si farebbe proprio niente. Una foto a Cima Cengello che da qui domina maestosa. Poi riprendo a salire, raggiungo il Passo Cinque Croci, m 2.018, ma quante volte ci sono passato? (ore 0.30-1.30) e proseguo a destra, seguendo ancora il segnavia 326 in direzione di Forcella Magna. Ora il sentiero è meno ripido e quindi più comodo. Passo sotto Cima Secede, imbocco a destra un sentierino ripido L38, Sentiero della memoria, che porta alla cima, m 2.173 (ore 0.10-2.00). E qui il panorama è a tutto tondo: un'infinità di cime e cimette dai nomi più o meno noti che uno speciale e anche originale osservatorio segna-cime dovrebbe aiutare ad individuare (uso il condizionale perché a me pare che il foro di traguardo non sia calibrato in maniera corretta). Nella salita diverse sono le trincee e i baraccamenti della Grande Guerra che sono stati ristrutturati e che vedo per la prima volta. In basso, un po' in lontananza, si vede anche uno del laghetti. Ridiscendo per il medesimo sentiero e in breve raggiungo il bel lago più alto (ore 0.20-2.20).

C'è un bel sole che invoglierebbe a fermarsi ma una gelida arietta mi costringe a scendere prima di quanto avrei desiderato. E, per la discesa, data un'occhiata alla cartina, seguo una traccia di sentiero abbastanza chiara, anche se non segnata, che, passa sotto il Monte Secede e a fianco del laghetto che si vedeva dalla cima e, attraverso prati e poi boschi, sbuca alla croce di ferro dell'ex cimitero di guerra che si trova sotto il Passo Cinque Croci, da dove, veramente in breve, si fa ritorno al Rifugio Malga Conseria (ore 0.30-2.50).

Qui, con un sole che pare implori la gente a fermarsi, mi godo una bella birretta prima di riprendere la via del rientro per arrivare al Ponte di Conseria (ore 0.50-3.40).

Si è trattato di un'escursione semplice, senza nessuna difficoltà e alla portata che ciononostante, anche per merito di una giornata stupenda dai profumi ormai autunnali, ha offerto delle gran belle soddisfazioni. Escursione che mi sento di raccomandare.

 

 


Rif. Malga Conseria

Monte Cengello

Passo Cinque Croci

resti militari

osservatorio

uno dei laghi

percorso

 

 

 

                  

 

   Lago di Nassere, m 2.065                                                    sabato, 27.8.2016

 

- Dislivello: m 800

- Sviluppo: km 8,00

- Tempo complessivo ore 4.40

- Carte: Kompass 621, Valsugana – Tesino; scala 1:25.000

 

Con Ivonne ancora out, ero partito con minori ambizioni: mi sarei accontenatato di arrivare ai laghetti della Val d'Inferno per poi fare rientro a Tedon percorrendo il “Sentiero dei Zirmi”, segn. L.37.

Da Loc. Tedon, m 1.357 mi sono messo in cammino alle 8.00 con 13 °C di temperatura e sono arrivato a Ponte Caldenave, m 1.755 (la spianata antistante il rifugio omonimo) http://www.altaviadelgranito.com/caldenave.htm (ore 1.10) camminando sempre all'ombra e non soffrendo proprio il caldo, tutt'altro! Ma qui finalmente trovo il sole ed è subito un altro camminare. Proseguo col segn. 360 e raggiungo i Laghetti, m 1.970 (ore 1.00-2.10). Giro un po' attraverso i diversi laghetti alla ricerca di un bel posticino dove stare all'asciutto e al sole. Sfortuna ha voluto però che, trovato ciò che faceva per me, soltanto un momento dopo arrivasse una compagnia abbastanza numerosa ma soprattutto piuttosto cacciarosa e che venisse a sistemarsi proprio ad una spanna dal mio bel sassone. Ho aspettato un po', poi ho salutato e me ne sono andato proseguendo in salita non certo tornando indietro. Ho ripercorso così sentieri già noti, ricordando soprattutto quando, Petra e Filippo ancora cucciolotti, ci seguivano senza farci disperare ed io mi divertivo ad insegnare loro qualche parola di dialetto (naturalmente dimenticata).

Tra ombra e sole ma soprattutto senza alcuna fretta, raggiungo e supero in ripida salita il simpatico Baito Lastei (ore 0.20-2.30), al bivio poco sopra prendo il segn. L31 a sinistra e, ancora in buona salita, raggiungo il Lago di Nassere, m 2.065, (ore 0.20-2.50) bello, simpatico ma con le rive poco invitanti per una fermata prolungata. E allora proseguo incontrando qualche persona, poche in verità e poco oltre prendo a sinistra a scendere ripidamente seguendo il segn. L31 “Sentiero dei Nomadi”. Molto ripida questa discesa e mi tornano alla mente le parole del saggio: “a piedi in salita e montati in discesa”, ma non saprei dove montare. In basso, rientrando nel bosco, incontro un grande gregge un po' sparpagliato e più avanti, adesso camminando in piano, arrivo a Malga Nassere, m 1.073 (ore 1.00-3.50). Le faccio il giro attorno, trovo il cancelletto e dentro al ricinto un bel tavolo con le panchine: ecco il mio posto per la pausa pranzo, sotto un sole favoloso e invitante. Un'ora durerà la sosta prima che mi rimetta in cammino proseguendo, ancora in forte discesa attraverso il bosco, lungo il Sentiero dei Nomadi, fino a sbucare sulla strada all'altezza del Rif. Carlettini (ore 0.40-4.30) per arrivare poi, seguendo la strada, alla Loc. Tedon (ore 0.10-4.40) dove mi aspetta la macchina.

In conclusione posso dirmi soddisfatto: a parte i tratti molto ripidi in discesa, si tratta di un bel percorso che offre anche begli squarci panoramici; dalla strada in fondo, per esempio, si vede molto chiaramente, nella limpidezza più assoluta del cielo, Il Rifugio Malga Conseria, annegato in un mare di sole, dove sono stato, con molta soddisfazione, soltanto pochi giorni fa.

 


Rif. Caldenave

Laghetti della Val d'Inferno

Lago Nassere

Baito Nassere

Malga Nassere

percorso

 

 

 

 

 

    Lagorai

 

    En libro de storia davèrt

    el cant pu bèl de la natura

    na bèla sióra cargada de òri

    preziosi che i sluse o che i bèca

    che i ciama e che i dis silènzi i pu fóndi

    de océti dólzi ‘mbombidi de paze

    de cròzzi i pu spizzi su driti ‘n pè

    de róze de pradi de bàiti e pastori

    coi so s’ciapi pu grandi

    scarmenadi ‘ntrà óri

    che no gh’è.

 

    Che gh’è l’è giòmi de fil spinà

    entrà strade de sassi fruadi

    trincee e busi ‘ntéi cròzzi

    na crós na fóto na vècia gamèla

    e ‘ntrà érte sassare

    vózi che tase de àneme scónte

    putèi embroiadi a zercar paradisi.

    Sfrabòtola rivi orazión delicate

    empitura balòti véne de sangue

    e tut el teatro el devénta de fòch

    quan che ‘l sipari el se léva

    su ertare de rossi grossài:

    grisantemi per tempi de paze.

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Gruppo dei Lagorai

Un libro di storia aperto/ il canto più bello della natura/ una bella signora carica di gioielli/ preziosi che brillano o che pungono/ che chiamano e che dicono i silenzi più profondi/ di occhietti dolci imbevuti di pace/ di rocce le più aguzze diritte in piedi/ di ruscelli di prati di baite e pastori/ con i loro greggi più grandi/ sparpagliati fra confini/ che non ci sono.// Che c’è sono gomitoli di filo spinato/ fra strade di sassi consumati/ trincee e buche nelle rocce/ una croce una foto una vecchia pignatta/ e fra ripide sassaie/ voci che tacciono di anime nascoste/ ragazzi imbrogliati a cercare il paradiso./ Bisbigliano ruscelli orazioni delicate/ vene di sangue dipingono sassi/ e tutto il teatro diventa di fuoco/ quando il sipario si alza/ su pendii ripidi di rododendri fioriti:/ grisantemi per tempi di pace.

 

14.08.2013

 

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

 

Per cortesia,

considerate la salvaguardia dell'ambiente

prima di stampare.

 

 

 


Postato 17 Settembre 2016 -

Commenti:


Monica :
MonicaCiao Guido sono le 7.10 di domenica mattina.. Ho acceso il telefono e mi è arrivata la tua Mail così ho iniziato a leggerla .... Come sempre ti invidio per la tua forza fisica e non solo.. Io non sarei mai capace di partire da sola mi verrebbe addosso una tristezza infinita. Vedere certi panorami spettacolari in solitaria senza poterli condividere con nessuno mi farebbe sentire proprio sola, più di quanto io non lo sia... Però mi piace sapere che si può fare e chissà che un giorno magari anche io possa sganciarmi da questa dipendenza dell altro e andare a godere in solitaria di questa natura straordinaria. Tempo verrà presago...

diaolin :
diaolinBellissima poesia, mi hai ricordato la mia 28 luglio 1914,

i grossai come grisantemi par le àneme embroiàde
è un messaggio bellissimo

purtroppo non abbiamo ancora compreso, e forse non succederà mai,
che la guerra non è la soluzione ma il problema.

Cui prodet?

Brao Guido, un saluto dalla mia valle che oggi tace

guidoleonelli :
guidoleonelli18.09.2016 -ore 18.40-
Ciao Monica,
ti alzi presto anche la domenica mi pare ma non sei sola: credo di aver letto il tuo commento un minuto dopo che tu l'avevi postato.
E ti voglio fare subito un fraterno invito: non invidiarmi troppo: quest'anno ho dovuto fare i conti con diverse magagne e, cosa non trascurabile, tu hai ancora tanto tempo davanti; arriverai a fare tante escursioni anche tu.
Quanto a partire da soli, sono forse un po' abituato soprattutto dal periodo nel quale provavo gli itinerari per la mia seconda guida per le ciàspole. Ed ora invece, passati alcuni anni, succede che non sempre si riesca ad essere entrambi in forma fisica. Quanto alla solitudine, spesso ne ho parlato anche nei miei versi: a volte è impagabile il silenzio che ne consegue anche se, ti dò ragione, poter condividere le emozioni che la montagna sa offrire, è sempre una gran bella cosa. Ma torneremo ad andare in due, fra non molto spero.
E quanto alla solitudine che mette tristezza, vuoi mettere la tristezza che a volte dà la solitudine quando si è chiusi in casa e fuori magari c'è un sole grande così!
Tempo verrà Monica: il mio vuole essere anche un augurio.

guidoleonelli :
guidoleonelli18.09.2016 -ore 18.50-
Grazie Diaolin,
i "grossai" come grisantemi per tempi di pace, è un'immagine che è piaciuta anche a me. Ma per goderla appieno, credo sia necessario avere l'occasione di trovarsi in mezzo.
Cui prodest la guerra? Sicuramente ai costruttori di armi, purtroppo. Ma non da oggi e non solo a loro.
Ricambio i saluti alla tua valle silenziosa: che bello!

Saverio :
SaverioTre bellissime escursioni in luoghi a me molto cari; "En libro de storia davèrt": che bella poesia dedicata ad un'area geografica stupenda. Vedo che la "voglia di scarponi" è sempre presente, anche se ti manca l'ottima compagnia di Ivonne, alla quale auguro di poter seguire (o precedere) presto i tuoi passi.
I questi giorni di preludio all'autunno le tue belle immagini fermano per un attimo l'estate che scivola via. Che bello!
Un caro saluto a voi due.

avvbrunocastelletti :
avvbrunocastellettiBravo Guida,descrivi molto bene le bellezze di questa montagna straordinaria assieme a tutta la sua storia.Il tutto impreziosito dal canto di una poesia affascinante e toccante. Da applausi! Un caro saluto Bruno

guidoleonelli :
guidoleonelli19.09.2016 -ore 21.45-
Davvero un libro di storia aperto, Saverio. Apprezzo anche questa volta il tuo intervento, da conoscitore del nostro Lagorai, fra il resto.
Ma a proposito di libro, un vero libro sul Lagorai, e non solo di storia, che per semplice mia disattenzione non ho citato finora, è Franco de Battaglia, "Lagorai", Zanichelli 1989, con alcune ristampe.
La "voglia di scarponi", per ora, è ancora forte e inesauribile e mi auguro che duri (la voglia e anch'io!) e credo che non mancherà molto che possiamo riprendere ad uscire assieme, con Ivonne che, pur mancando ancora un collaudo, mi pare faccia notevoli progressi. Poi se mi seguirà o mi precederà (ma sarà dura per lei!) diventerà un aspetto del tutto secondario.
E mentre l'estate scivola via, speriamo lentamente, registro con piacere che, rispetto agli inizi di questa nostra piccola esperienza in comune, ora riesci ad apprezzare anche i miei versi; e la cosa, serve dirlo?, mi fa molto piacere.
Ciao Saverio e saluti anche a Mirna.

guidoleonelli :
guidoleonelli19.9.2016 -ore 21.50-
Caro Bruno,
le tue parole da esperto montanaro grande conoscitore del "tuo" Baldo e di affermato poeta dialettale, suonano dolci melodie alle mie orecchie. Grazie.
Ci accomunano due passioni che ci avvicinano nel corpo e nello spirito.
Ricambio un carissimo saluto.

annamaria :
annamariaNoto che il "Lagorai" che così bene dipingi nella tua poesia, è davvero un richiamo importante per te ma anche per Ivonne. Molto belle le gite che hai descritto; la prima era alquanto faticosa, ma io sono convinta che quando non si possono condividere i piccoli disagi, la stanchezza, tutto aumenta un po' di portata. Comunque dai, dopo tre ore di salita si può anche essere stanchi e i percorsi alternativi si rivelano spesso (come nel tuo caso)davvero piacevoli. Che freschetto quando ti sei incamminato verso la Malga Conseria! Ma i montanari e tu fra loro, sono sempre ben attrezzati.Ho molto ammirato le belle foto. Come fanno a trovarsi nella Val d'Inferno, luoghi e laghetti così belli?...(ha ha ha ). Settembre ci riserva ancora giornate miti e soleggiate: ne approfitterai certamente. Auguri.

Daniela :
Danielaciao Guido,
aggiungo i miei ai complimenti degli altri amici per la tua forma fisica e mi dispiace davvero molto per Ivonne, che immagino non vedrà l'ora di riprendere a "scarpinare" con te. Anch'io ho avuto un piccolo problema ad una gamba, che sto curando con terapie varie, per cui per ora non potrò seguire il tuo consiglio relativo all'escursione ai laghi di Lasteati, ma, ottimisticamente, lo segnerò nel file delle "cose da fare"!
Molto molto bella ed evocativa la poesia (da cui imparo che i grossai sono i rododendri: mai sentito!) e sono assolutamente d'accordo con Diaolin, e penso con la maggioranza delle persone, per quanto riguarda la valutazione sulla guerra. Come diceva Maria Montessori: "Stabilire una pace duratura è il compito dell'educazione; tutto quello che la politica deve fare è evitare la guerra" Ma purtroppo, i "putèi embroiadi che zerca paradisi" sono ancora tristemente attuali...
Un saluto ed un caloroso abbraccio ad entrambi

guidoleonelli :
guidoleonelli20.9.2016 -ore 18.40-
Ciao Annamaria,
il Gruppo del Lagorai, oltre che rico di tanti itinerari, cime, laghi , ecc., ha il vantagguo per noi di essere vicino e quindi raggiungibile senza lunghi spostamenti in macchina. I suoi richiami sono davvero tanti e c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Certo non si tratta di montagne "comode", spesso è vero il contrario, e quindi sono abbastanza faticose ma sanno ripagare le fatiche con grandi soddisfazioni.
I toponimi, come spesso succede, lasciano un po' perplessi, così come tu fai notare tu per gli stupendi laghetti della Val d'Inferno.
Domani entreremo già in autunno ma speriamo che il tempo ci concedaà ancora un lungo periodo di tempo.
E per questa settimana abbiamo già programmato un'uscita non troppo faticosa per collaudare le condizioni di Ivonne.

guidoleonelli :
guidoleonelli20.9.2016 -ore 18.50-
Cara Daniela,
che dire: i dolori fanno presto a venire ma non altrettanto ad andarsene. Quest'anno l'abbiamo sperimentato entrambi ma, come dicevo poco fa con Annamaria, spero che ora sia finalmente a posto anche Ivonne. Come auguro a te di rimetterti infretta.
I laghi di Lasteati, che meritano davvero un'escursione, credo rimarranno anche per la prossima stagione.
Grazie per i complimenti alla mia poesia e su quanto dice Diaolin mi sembra difficile non essere d'accordo; il Lagorai, da parte sua, ce lo ricorda costantemente.
Un'altra annotazione: sapessi quanti nomi hanno i rododendri nei tanti nostri dialetti trentini; per noi sono comunque "grossài", che non mi smbra male.
Ricambio il saluto e il caloroso abbraccio a voi con la curiosità (inappagata) di sapere se a Monza c'era anche il tuo Roberto.

Daniela :
Danielasì certo, a Monza c'era eccome! E, a proposito di malanni, durante un intervento evidentemente troppo "impetuoso", durante le prove, si è procurato uno strappo muscolare alla coscia, risolto comunque sul posto con antidolorifici e ghiaccio. (figurate se 'l ven a casa prima...)
Forse che non abbia più l'età per certe cose??? Ma l'animo del pompiere stenta a mollare...(qui ci vorrebbe una faccina ammiccante ma non riesco ad inserirla!)
Un caro saluto anche da parte sua.

guidoleonelli :
guidoleonelli21.9.2016 ore 15.10-
Ecco la faccina :) Daniela e lascia che si coltivi lo spirito di pompiere; quanto all'età certamente non posso dargli lezioni io :O

Renata :
RenataAnch'io voglio incontrarvi tutti sul Lagorai e mi sembra che proprio tutti sono entusiasti dei posti, delle tue descrizioni, delle immagini. delle evocazioni. Mi piace molto il tuo lavoro che rende partecipi tutti alla tua conquista. E mi piace molto la tua poetica che richiama colori di pace e suoni di guerre passate e così presenti.Particolarmente commoventi i primi sette versi della seconda strofa che graffiano l'anima con tutte le doppie zeta e si risolvono in... zercar paradisi. So che Ivonne sta meglio e vi penso a programmare una bella camminata in compagnia. Un abbraccio a voi e un saluto a tutti gli amici

guidoleonelli :
guidoleonelli21.9.2016 -ore 19.00-
Ciao Renata,
sapendoti così presa, non ti aspettavo proprio ed invece eccoti qui, con noi sul Lagorai (non "con tutti" noi: c'è sempre qualcuno che tace e tace da tempo).
Anche a me piace questo "nostro" "gioco" e mi piace perché, nonostante tutto, c'è chi ancora dimostra interesse con i suoi commenti; è una cosa che mi fa molto piacere. Se poi, oltre alle immagini e alle descrizioni, ti piacciono anche i miei versi, beh direi che ... più di così! Grazie per quello che dici trovando ogni volta espressioni nuove che dimostrano la tua dimistichezza con la poesia.
Con Ivonne, dici bene tu quando dici che sta meglio, faremo un'uscita ancora questa settimana e speriamo che si comporti bene.
Grazie per l'abbraccio che ricambiamo in due.



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