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Cima Panarotta, Na maledizión

 

 

 

Cima Panarotta

 

Agitu, la regina delle capre felici

 

 

Na maledizión (da leggere e/o ascoltare)

 

 

 

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Cima Panarotta, m 2.002                                             sabato 28.07.2018

 

- Dislivello: m 280 circa

- Sviluppo: km 4,5 circa (non rilevato)

- Tempo netto: ore 2.30

- Carte: Kompass 621: Valsugana-Tesino; scala 1:25.000

 

Prima considerazione: quando ci si sente ridotti al lumicino, basta davvero poco per provare la sensazione di una rinascita. È questa la sensazione che ho provato oggi al termine del nostro giretto, modesto finché si vuole ma capace di risvegliare ancora un po' di ficucia: ci sono ancora! E chissà, che forse accontentandomi di poco, possa provare ancora a continuare.

Dire “Panarotta” per un trentino corrisponde un po' a dire “cima di casa”; una cima che, con i suoi 2.002 metri, riesce a farsi rispettare anche se, per raggiungerla, è un po' percorrere ... la strada de l'òrt.

Dopo una notte un po' tribolata, (forse anche a causa di una luna rossa che aveva di molto tradito le speranze), siamo partiti con comodo con un unico obiettivo: andare in quota a godere un po' di fresco dopo alcune giornate di caldo esagerato e di assenza di due due gocce di pioggia rinfrescanti.

Alle 9.30, parcheggiata la macchina a q. 1.750, in un parcheggio quasi vuoto, ci si sente già rinascere e, con assoluta calma, si prende in direzione della Loc. La Bassa, su una strada in falsopiano che sembra fatta apposta per saggiare le proprie forze e la voglia di andare. Siamo a “La Bassa", m 1.834 (ore 0.45) e, indecisi se proseguire, ancora in piano, in direzione del Rif. Seròt, da dove manchiamo da molto tempo, oppure aggirare sulla sinistra il Fravòrt, che ci domina dall'alto, su una strada ombreggiata dalla quale si può ammirare Kamauz con tutti suoi masi disseminati, incoraggiati anche da una bella arietta fresca che qui sempre spira, decidiamo di prendere a salire in direzione della cima Panarotta. Con la massima calma, seguendo una traccia percorsa già tante volte, che sale lungo la dorsale, dandoci ogni tanto vicendevolmente un'occhiata interrogativa ma silenziosa, seguendo un percorso dove le trincee di guerra, scavate nella roccia, si sono mantenute in buono stato, raggiungiamo prima una croce a ricordo dei caduti e, poco dopo, l'enorme croce di vetta. E a questo punto, un sorriso ci scappa. Quante volte, in ogni stagione dell'anno, ci siamo ritrovati qui? Eppure oggi le cose sembrano avere un sapore diverso e ci sorprendiamo ad ammirare in lontananza il Gruppo di Brenta che gioca a nascondino con le nuvole e, spostando lo sguardo a valle, ad ammiare le nostre case, i nostri paesi, i nostri due laghi. Ma di qua si distinguono bene anche il Dosso di Costalta, la Malga Cambroncòi, la Marzola davanti al Monte Bondone e alle sue tre Cime, i Monti di Mezzocorona, la Paganella, il Monte Gazza, lo Stivo e naturalmente il Fravòrt.

Due parole con alcuni olandesi scappati dai campeggi di Levico, qualche foto e siamo di nuovo in movimento, ora in discesa. Raggiunta Baita SAT, m 1.906 (ore 11.15), ci fermiamo per la sosta panini che si protrae fino alle 12.00 Scendendo poi lungo la pista invernale, saremo a consumare il nostro caffè allo Chalet Panarotta e, poco dopo al parcheggio. Sono le 12.30 e nel parcheggio gratuito (!?)adesso ci sono un centinaio di macchine o poche meno. Temperatura incredibile: 20°C, che diventeranno 22 a Vetriolo e ben 30 a casa.

Ma non posso concludere senza mettere in evidenza tutto lo squallore di questo posto, al quale siamo purtroppo ormai abituati. Vecchi impianti lasciati lì ad arrugginire fra muri cadenti di ancor più vecchi rifugi che paiono usciti da un bombardamento aereo e, fra tanto grigiore, solo un locale a dare accoglienza alla tanta gente che frequenta questi posti. Peccato! Peccato davvero perché credo che non sia sufficiente pensare a far cassa con impianti nuovi: un posto così potrebbe offrire molto di più!

 

 


La Bassa

croce commemorativa

croce di vetta

baita SAT

Chalet Panarotta

 

 

 

 

 

  Na maledizión

 

  Sentà 'nté l'ùltim banch zó 'n fónt

  entrà 'l stròf e 'l ciar

  de na penelada sbiavida de colór

  travèrs na fréda vedriada,

  no gh'è nessuni 'ntór

  demò 'n silènzio spés

  tacà su su le muraie

  e na fiamèla tremolènta

  che la brìgola

  la bàgola dal frét.

  Gò le scarsèle vòide

  come che l'è vòit de sentimenti 'l còr:

  perdudi, nadi per sempre,

  ma che ogni tant i ciapa fià

  come a zercar quel'aria de na volta

  che man a man i me l'à tuta 'ntossegada

  che adès no arfio pu.

  Élo, tut sol, l'è lì tacà su

  ma a ligarne a qualche vèrs

  gh'è quel fil de silènzio,

  come na maledizión,

  che no la se róte pu.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

 

Una maledizione

seduto nell'ultimo banco in fondo/ fra lo scuro e il chiaro/ di una penellata sbiadita di colore/ attraverso una fredda vetriata,/ non c'è nessuno intorno/ solo un silenzio spesso/ attaccato ai muri/ e una fiammella tremolante/ che brulica/ che trema dal freddo./ Ho le tasche vuote/ come è vuoto di sentimenti il cuore:/ perduti, andati per sempre,/ ma che ogni tanto rifiatano/ come a cercare quell'aria di una volta/ che mano a mano me l'hanno tutta avvelenata,/ che adesso non respiro più./ Lui, tutto solo, è lì appeso/ ma a legarci in qualche modo/ c'è quel filo di silenzio,/ come una maledizione,/ che non si rompe più.

 

 

W.A. Mozart: Piano Concerto n° 21

 

 

 

 

 

Agitu, la ''Regina delle capre felici'' minacciata di morte: ''Brutta negra, io ti uccido. Tornatevene nel vostro Paese''

In Trentino dal 2010 la sua è una storia di successo e integrazione raccontata da tutti i giornali anche internazionali. Da un anno subisce aggressioni e dispetti in Val dei Mocheni per colpa di uno squilibrato violento: ''Ma da giugno la situazione è degenerata". Trovata anche una capra morta con una mammella asportata da un'arma da taglio 

FRASSILONGO. ''Brutta negra'', ''voi non potete stare qua, tornatevene al vostro Paese'', ''devi morire''. Ha deciso di dire basta Agitu Ideo Gudeta. Conosciuta come la ''Regina delle capre felici'', di lei hanno parlato tutti i più grandi giornali, nazionali e non solo, e all'ultimo Festival dell'Internazionale a Ferrara (dove l'avevamo incontrata) aveva fatto il tutto esaurito raccontando la sua storia di riscatto e integrazione. Ebbene oggi a prevalere su tutto sono la paura e l'esasperazione. E quando ti trovi una capra uccisa con una mammella asportata da un'arma da taglio non potrebbe essere altrimenti e i sospetti crescono.

 Non ce la fa più. Trasferitasi da qualche tempo con le sue 150 capre in Val dei Mocheni (aveva cominciato la sua attività di allevamento in Val di Gresta) da circa un anno ha a che fare con un vicino ossessivo, razzista, violento. ''Dispetti a non finire -  racconta - gomme della macchina e del carretto bucate nella notte, danni ai macchinari e ogni volta che passiamo davanti alla sua proprietà insulti a non finire, parolacce, minacce. Ma negli ultimi mesi le cose sono degenerate. Il suo razzismo è esploso. Da giugno la situazione si è fatta insostenibile'' (tratto da internet).

 

 

 

Sono andato a trovarla ma lei non è sempre in bottega, tutt'altro; bene però che abbia un proprio sito

www.lacaprafelice.com

 

e che possa essere raggiunta telefonicamente col cellulare, anche se lei dice di avere poca dimestichezza.

Non è mia intenzione farle pubblicità, della quale probabilmente non ha neppure bisogno ma mi preme aggiungere almeno che sono diversi i tipi di formaggio che lei produce, da quello fresco ad altri tipi diversamente stagionati; in bottega lei offre anche uova e soprattutto prodotti per l'estetica che lei stessa produce.

Ma offre anche qualcosa che non sempre si trova: la gentilezza e un bel sorriso. Frassilongo non è lontano e lo si raggiunge in una decina di minuti da Pergine.

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini e versi sono protetti dai diritti d'autore.
Chiunque potrà comunque provvedere alla riproduzione totale o parziale, riportando correttamente la fonte e il nome dell'autore.
Normativa legge 22.04.1941 n.633 e successive modificazioni

 

 

 

 

Per rispetto dell'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 


Postato 15 Settembre 2018 -

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Commenti:


annamaria :
annamariaEccomi Guido. Ho letto ora il tuo ultimo, sempre apprezzato lavoro.E' proprio vero che a volte basta davvero poco per riacquistare fiducia e serenità. I luoghi familiari sono particolarmente capaci di ispirare questi sentimenti, soprattutto se, come sai fare tu, si è attenti a cogliere atmosfere e l'incanto del paesaggio. La tua poesia, impreziosita dal bel brano di Mozart, mi ha accarezzato l'animo. E' una vera preghiera impastata di semplicità, umiltà, abbandono, rimpianto e in fin dei conti, di speranza. Bravo!!!

guidoleonelli :
guidoleonelli17.09.2018 -ore 16.00-
Ciao Annamaria,
se hai fatto caso, quella breve escursione alla Panarotta è del 28 luglio
scorso, quindi quasi due mesi fa. In Panarotta però, come dicevo, ci si va in ogni stagione e sempre qualche soddisfazione, si trova.
Nel frattempo è corsa parecchia acqua sotto i ponti ed è un'acqua che tu in buona parte conosci: a volte turbolenta, a volte tranquilla e rilassante: gli alti e i bassi della vita che si susseguono.
Grazie per quanto dici della poesia; le tue sono parole che, sapendo come la pensi tu su certi argomenti, mi fanno doppiamente piacere, significa che sei riuscita a leggerla per quanto dice e non per altri aspetti. Il tuo "bravo", alla fine, è incoraggiante.
Ancora grazie. Ciao.

Daniela :
Daniela18/09/2018
Ciao Guido, mi ha fatto molto piacere leggere nella tua mail di quel bellissimo periodo di vacanze che avete potuto godervi. Allora...restiamo in attesa del prossimo post per scoprire dove siete andati!
Anche a me è piaciuta davvero molto la poesia, condivido in pieno le belle parole con cui l'ha raccontata Annamaria e mi associo al suo "bravo"!
Per quanto riguarda Agitu, anch'io sono una sua saltuaria cliente del giovedì al mercato, e posso confermare sia la bontà dei suoi formaggi, che la sua gentilezza e il suo aperto e franco sorriso. E speriamo davvero che le persone che possono e/o vogliono influenzare le masse seguano i saggi consigli di Carlo Buzzi.
Un caloroso saluto in un settembre particolarmente caloroso e...alla prossima!

guidoleonelli :
guidoleonelli18.09.2018 -ore 18.30-
Ciao Daniela,
sono contento di sentire che hai gioito con noi per la nostra vacanza che definisco anch'io molto bella e sulla quale, con un po' di calma, certamente torneremo.
Interessante quanto dici, con mio grande piacere, della poesia; interessante per il parere che esprimi e per il quale ti ringrazio e per la considerazione che sei arrivata alle stesse conclusioni di Annamaria, per quanto diverse io vi conosca.
A proposito dei formaggi di Agitu, confermo il tuo parere; io ho preso una mezza cacciota di mezzano che abbiamo trovato ottimo.
Ricambio Daniela, a te e a Roberto, il calooso saluto con la speranza che l'autunno se la prenda con calma.

Saverio :
SaverioPoesia bellissima e molto intima; l'ho apprezzata davvero tanto. Aspetterò anch'io con curiosità il tuo prossimo post per scoprire luoghi nuovi. Sulla Panarotta concordo sulla definizione di cima di casa, alla quale si ricorre spesso, in assenza di idee o di voglia di grandi spostamenti, per escursioni sempre appaganti; sono pure in sintonia per quanto riguarda lo squallore che da anni affligge non solo la cima ma pure la sottostante Vetriolo, dove gli alberghi chiusi da anni offrono una scena da cataclisma.
Un caro saluto e avanti.

Saverio :
SaverioStavo dimenticando Agitu, la simpatica ragazza che ho potuto conoscere e il cui sorriso meriterebbe da solo un premio. Piena solidarietà e speranza che le cose si sistemino senza ulteriori strascichi.

guidoleonelli :
guidoleonelli18.09.2018 -ore 22.40-
Ciao Saverio, pensavo che pur stando così vicini di casa ci si incontra molto raramente: strade diverse, impegni diversi, e anche possibilità (da interpretare) diverse.
Ancora una volta, e non potrebbe essere diversamente, mi fanno molto piacere le tue parole sulla mia poesia: ti ringrazio.
Non vorrei poi che questa attesa sul mio prossimo post, sul quale, sia pure a tempo molto parziale, sto già lavorando, si dimostrasse alla fine una delusione.
Sulla Panarotta invece siamo in pergfetta sintonia: altro aspetto che mi fa piacere e, a ragione, tu hai aggiunto anche Vetriolo.
Basta che ci siano quattro piste invernali e se poi tutto il resto è uno squallore chi se ne importa? E comunque Saverio permettimi di correggere un attimo quanto dici: in Panarotta non vanno solo quelli che non hanno voglia di grandi spostamenti o sono privi di idee, a volte capita anche che ci vada chi, in quel periodo, non può fare diversamente. Un po' una scelta del male minore.
Anche su Agitu siamo d'accordo: una bella e volonterosa ragazza che sta facendo oltrettutto del bene alla valle dove ha scelto di abitare, alla quale non manca il sorriso che con facilità riesce a trasmettere.

diaolin :
diaolinEh già sto Gesù Cristo tacà su 'l par l'unica rèchia
ma, come ti, anca par mi el silenzio 'l me aìda a nar ennanzi
pan pian, sotovoze.

Brao Guido e no trarte massa en gio

Diaolin

guidoleonelli :
guidoleonelli24.09.2018 -ore 17.15-
Grazie Diaolin,
sul Cristo tacà su, mi sembra che siamo d'accordo: il silenzio ha un valore impareggiabile.
Qnato a non buttarmi troppo giù, grazie per l'incoraggiamento ma purtroppo vedo come fa in fretta a pssare l'effetto positivo di qualche giorno di ferie: medici che non si trovano, lingue diverse anche fra loro (quindi immaginati quanto può capire un povero diavolo): una situazione abbastanza intricata e tutt'altro che chiara.
Devo ancora sfogliare la tua raccolta (grazie ancora) ma mi riprometto di farlo quanto prima.

Renata :
RenataLunedì 1 ottobre ore 17.10
Periodo faticoso e turbolento e siamo già scivolati nelle piogge di ottobre. Forse è l'autunno grigio e umido che fa male alle ossa mentre la tosse fastidiosa... insiste!
Cristo è ancor lì tacà su, anche la fiamela bàgola dal frét. Il silènzio spéss avvolge con premura le scarsèle voide e il cor voit.
Lì può farsi strada anche qualche lacrima.
Ma siamo sempre pronti a farci stupire, anche dalla Panarotta, vicina e rassicurante.
Un saluto a te e Ivonne e a tutti gli amici del sito

guidoleonelli :
guidoleonelli01.10.2018 -ore 22.30-
Hai ragione da vendere, Renata: proprio molto faticoso! Nelle attese, e sperando di non scivolare sulle foglie che non tarderanno a cadere, non ci resta che incrociare le dita e fare un po' i fatalisti.
Visto che ne avevo parlato brevemente la volta scorsa, non so se hai avuto occasione di vedere stasera il TG3 nazionale delle 19.00 e quello locale delle 19.30: in entrambi hanno fatto un bel servizio, con delle belle immagini, su Agitu, la regina delle capre felici.
Mi fa un po' sorridere questo tuo, mi pare un po' faticoso, dialetto che bene si accompagna con le tossi e le altre magagne, "slipegamenti" compresi. Le lacrime però, ce ne sono rimaste ancora?, riserviamole, che non si sa mai vengano utili in altre occasioni.
Davvero povero il post di questa volta, salvato forse soltanto dalla poesia. E lo si vede anche dai tanti silenzi di amici già in altre occasioni attentamente (o distrattamente?) silenziosi che probabilmente non leggeranno i tuoi saluti.
Da parte mia, io ricambio i tuoi anche a nome di Ivonne.



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