Guido Leonelli Questo sito utilizza cookie tecnici finalizzati esclusivamente a garantire il corretto funzionamento del sito e a facilitare la navigazione e l'utilizzo delle sue varie funzionalità, inclusi cookie di statistica per raccogliere informazioni in forma aggregata e anonimizzata. Se non vuoi ricevere cookie da questo sito, non visitarlo.
Per saperne di più sui cookie
www.garanteprivacy.it/cookie
Home page |  Chi sono |  Note bibliografiche |  La mia poesia |  Le mie raccolte |  Recensioni |  Montagna |  Links |  Contatti
Menu  Menu
 Home page
      Archivio News
 Chi sono
 Note bibliografiche
 La mia poesia
 Le mie raccolte
 Recensioni
 Montagna
 Links
 Contatti

Statistiche  Statistiche

Visite totali:1006370


Home page

 

 

 

Alpe di Villandro

 

 

Grotta di Patone o Bus del Diàol

 

 

Bosco Caproni e dintorni

 

 

Silènzi i se parla

da leggere e/o ascaoltare

 

 

 

Chi desiderasse iecriversi al sito

per partecipare coi propri commenti

e le proprie osservazioni,

è sufficiente che invii una mail di richiesta

 

 

 

 


 

 

 

 Alpe di Villandro, m 1733                                          giovedì, 5.12.2019

 

- Dislivello: m 150

- Sviluppo: km 4,600

- Tempo: ore 2.30

- Carte: Kompass 056, scala 1:25.00 – Monti Sarentini

 

Non è un altipiano nuovo per noi e non era nemmeno tanto che ci eravamo stati assieme, l'ultima volta, due anni fa, fermandoci tre giorni in un albergo poco sotto. Mi dicevo oggi, in solitaria: come si cambia, oggi mi bastano e si fanno sentire tre ore! Altro che tre giorni!

Sono partito senza pormi nessun obiettivo, tipo la Totenckirche o la cima del Renon: acqua passata purtroppo e non rimane che prenderne atto, in un tentativo di “accettazione” finora poco riuscito.

Alle 10, quando già avevo calzato gli scarponi (dopo poco meno di due ore di macchina da casa), la temperatura, in una giornata splendida ed assolata, non era affatto male: 1,5 gradi che diventeranno 7,5 verso le 13.00. Cosa si sarebbe potuto pretendere di più? Che le strade, le piste, gli anelli, ecc. fossero battuti come mi sarei aspettato e come avevamo sempre trovato; solo più tardi, al ristorante, saprò che la stagione qui ha inizio il 26 dicembre; c'è pochisima gente in giro infatti e, dopo la più recente nevicata, non è passato più nessuno a fare la “rotta”. Oggi, in quelle condizioni, per chi ha le gambe, il cuore e tutto il resto a posto, sarebbero state indicate le ciàspole. Ma non sono più attrezzi per me: è stato sufficiente che abbia scritto due guide e che abbia fatto tanti, tanti percorsi ma in un'altra stagione della mia vita nemmeno tanto lontana (chi volesse rivedersi le precedenti escursioni in questa zona le trova nello storico: marzo 2018). Oggi i ramponcini sono certamente stati utili perché sotto gli scarponi qualcosa era necessario che ci fosse ma non erano l'ideale e me ne sono accorto infretta.

Poi non è del tutto vero che non mi fossi posto nessuna meta perché mi sarei accontentato, nelle condizioni di cacca in cui mi trovo, di raggiungere nientemeno che il Monte Sommo che almeno ha un nome presentabile.

E invece, seguendo fedelmente, ma con tanta fatica, tutto l'itinerario che in precedenza era stato battuto, il Monte Sommo non l'ho nemmeno visto; ho seguito il segnavia 24 e in un'ora precisa e in km 2,3 ero di ritorno al punto di Partenza, la Gasserhütte, proprio adiacente al parcheggio. Un po' deluso naturalmente.

Ho cercato di consolarmi pensando di andare a mangiare qualcosa alla Moar in Plun, altra vecchia conocenza: poco meno di un'ora di strada per scoprire che era tutto chiuso anche qui. E non mi è rimasto che scattare foto e fare ritorno al parcheggio, togliere gli scarponi e andare a mangiare uno “Spiegeleier”, niente male per la verità, proprio alla Gasserhütte, dove non ero mai entrato e dove, visto che in giro tutto era chiuso, e che oggi era l'unico locale aperto, da quel che ho potuto osservare, ha fatto buoni affari. Grazie anche ad un gruppo di “socorritori” che con l'elicottero rosso del soccorso alpino altoatesino, avevano riempito il cielo, l'aria e la mia testa, col poco gradevole rumore del loro elicottero, durante un'esercitazione.

Così, poco gloriosamente, è finita oggi la mia giornata all'Alpe di Villandro.

 

due cuori
 


c'ero anch'io

cartina

panorama

panorama

dislivello

percorso

frequenza cardiaca

frequenza card. - passo

 

 

 

 

Grotta di Patone                                                       venerdì, 6.12.2019

 

Abbiate pazienza: ci sono arrivato per sbaglio dopo un viaggio lungo eterno fino quasi ad Arco con un traffico, pesante e leggero, incredibile. Ma la mia meta sarebbe stato il Bosco Caproni.

Così, combinazione ha voluto che scoprissi che c'è anche la Grotta di Patone, altrimenti denominata Bus del Diàol, che si trova passato Dro e quasi ormai ad Arco. Cercavo di vedere l'indicazione di Massone, la frazione dalla quale avrei voluto iniziare la mia passeggiata odierna, ma il caso ha voluto diversamente.

Partendo dallo stradone, a q.70 m e dopo aver percorso un primo tratto in un bellissimo bosco ingannatore, sono salito, fra massi di roccia, quasi in verticale, con l'aiuto provvidenziale di un cordino, fino a q.216 (così dice il mio Garmin che non si trova d'accoro con quanto riporta invece wikipedia). Cinquanta minuti per salire e circa una mezz'ora per scendere; ma anche la discesa ha richiesto molta precauzione.

Per raggiungere la grotta bisogna raggiungere sulla strada statale 45 bis Gardesana Occidentale, a nord di Arco, la località La Molletta, nei pressi di San Martino a Patone. Lungo la strada, nei pressi del maso delle Giare, si trova una cava di ghiaia. S'i intraprende un sentiero non comodo, ripido e franoso, che termina risalendo il letto di un ex torrente (canyon), ......

https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_di_Patone

Molto interessante mi pare la lettura della struttura e della storia: si tratta di una vera e propria grotta per speleologi esperti. Ma io, che tale non sono, mi sono accontentato di ammirarne la bocca, dopo aver fatto una gran fatica per arrivarci.

Solo un mese fa, inizio novembre 2019, leggo in google, cinque speleologi altoatesini sono rimasti bloccati all'interno e sono dovute intervenire le squadre di socorso per liberarli

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Recupera

 

Al ritorno, con i pensieri che vagavano ma poi tornavano al chiodo, ecco una telefonata. Mi fermo a lato e una voce : “signor Leonelli? Nucleare di Santa Chiara; ha da prendersi nota?”.

E mi sono poi sorpreso a dirmi, senza aver mai usato prima questa espressione: “che baticòr”.


 


indicazioni

bello ma ingannevole

cordino

descrizione

bocca della grotta

 

 

 

 

 Bosco Caproni e dintorni                                 mercoledì, 25.12.2019

 

- Dislivello: m 300                 quota più alta m 385

- Sviluppo: km 4,700

- Tempo: ore 4.00; netto, secondo il mio Garmin: ore 1.50

- Carte: Trekkart, foglio 87/88

 

A distanza di soli tre anni, ci eravamo stati il 22 gennaio 2016, ci siamo tornati ma su un percorso diverso ma comunque sempre molto interessante.

In Loc. Moletta, m 91 nel comune di Arco e pochissimo prima di Massone, qualche centinaio di metri più a Sud rispetto alla Cava di Patone, interessante escursione di qualche giorno fa, si trova comodamente da parcheggiare e si inizia l'escursione, imboccando il “Sentiero della Maestra”, segnavia 667 che parte subito in buona salita, in maniera che non ci si faccia troppe illusioni. Poi la strada/sentiero spiana un po' e attraversa dei bellissimi e floridi uliveti per inoltrarsi poi in un bosco di piante di quercia. La salita più o meno ripida si sussegue con qualche tratto più comodo fino ad incontrare le sempre interessanti e di grande effetto Cave di Oolite.

La gamba è buona e non mi sembra di far fatica; il sole va e viene dentro al bosco e la temperatura è ottima, mentre sono molte le attrazioni che richiamano la nostra attenzione.

Proseguendo la descrizione ora per sommi capi, seguendo sempre il segnavia biancorosso, ci troveremo, dopo un breve tratto di discesa, in Loc. Pianaura, m 350. Si tratta di un piccolo groppo di case, attraversato dalla strada asfaltata ma si tratta soprattutto di un bel castagneto recintato con eneormi piante che a diritto possono essere definite monumentali. Una tavola con due panchine, nel frattempo si è fatto mezzogiorno, ci accoglierà per farci consumare comodmente i nostri panini al sole. Dopo un'insolitamente lunga sosta, riprendiamo il cammino, ora in discesa sulla strada per poco dopo lasciarla e prendere a destra un sentiero con tratti in forte discesa e spesso parecchio accidentato. Avremo occasione di vedere le incisioni rupestri, novità che l'altra volta non avevamo visto e la falesia policromuro, con 97 impegnativi itinerari di arrampicata, dove diversi scalatori anche stranieri si stanno esercitando.

In breve, proseguendo, arriveremo alla simpatica chiesetta di San Giorgio con i suoi tre cipressi e la bella torre campanaria. All'esterno un cimitero e dentro, oltre al presepe, una bella Via Crucis Lignea.

Da qui, proseguendo, si sarà in breve nuovamente a Moletta, il nostro punto di partenza.

In conclusione: un po' stanco sì ma mi sembra riusciendo anche , sia pur lentamente a far di necessità virtù.

 

Chi desiderasse approfondire qualche argomento può vedere:

 

- Bosco Caproni https://www.gardatrentino.it/it/bosco-caproni-arco/

- Cave di oolite https://www.gardatrentino.it/it/Il-bosco-Caproni-e-le-cave-di-oolite-Arco/

- Falesia policromuro http://www.arcowall.com/falesie/falesia.asp?fd=20

 

NB: Altre notizie e altre foto possono essere viste nel quarto post del 2016

 

cava di oolite

sempre in forma


faccia da siniquitate

carini


castagneto

graffiti

Lago  di Garda

panoramica

percorso

 

 

 

 

 

 Silènzi i se parla

 

 L'è 'n silènzi sènza spìgoi

 quél che ne regala la nòt

 scondù sót a le so ale,

 vózi lontane le svòida le strade

 entant che la luna silenziósa

 la 'nvia paròle d'amór.

 

 Se missia silènzi e stròf

 enté na liturgia che la ciapa dént

 che la tègn tut a brazzacòl.

 

 I va, òci a l'infinito,

 sènza na mèta par

 enté 'n silènzi amico

 man entèla man

 dó silènzi che i se parla.

 

 

 

Ascolta la poesia

 

Silenzi si parlano

È un silenzio senza spigoli/ quello che ci regala la notte/ nascosto sotto le sue ali,/ voci lontane svuotano le strade/ mentre la luna silenziosa/ avvia parole di amore.// Si mescolao silenzio e tenebre/ in una liturgia che prende dentro/ che tiene tutto abbracciato.// Vanno, occhi all'infinito,/ sembra senza una meta/ in un silenzio amico/ mano nella mano/ due silenzi che si parlano.                                                                                                                                                            12.09.2019

                                                                  

Gospel church: I will follow him- concert
 

 

 

 

versi e immagini sono protetti dai diritti d'autore

 

 

 

 

 Brevi passi di un colloquio tra Tullio de Mauro e Andrea Camilleri, tratto da “La lingua batte dove il dente duole”; Ed. Laterza, 2014.

 

8.Epilogo

 

La lingua va dove vuole ma e sensibile

ai suggerimenti della letteratura.

                                                                                  Umberto Eco

 

 

De Mauro

Ci siamo detti molto ma forse, soprattutto a chi è più giovane, bisogna dire ancora qualcosa magari per spiegare il titolo di questo libro.

Si parlasse o meno l'italiano in alcune case, la nostra generazione è cresciuta in un'Italia avvolta nell'uso dei dialetti. Ancora sul finire del dopoguerra, due terzi della popolazione parlava sempre e solo il proprio dialetto.

Camilleri

Il fascismo credeva nella realizzazione dell'unità linguistica attraverso l'uso dell'italiano. Ma il dialetto legato alle radici, anche comunali, della nostra storia, è stato davvero di difficile estirpazione. I dialetti hanno continuato a spravvivere e a dar loro il colpo mortale non è stata la politica ma la televisione che ha giocato un ruolo fondamentale nella diffusione dell'italiano: molte persone impararono a leggere e scrivere l'italiano attraverso le mitiche lezioni del maestro Manzi.

De mauro

Sì è così. La parte di popolazione che parlava italiano lo faceva in larga misura alternandolo al dialetto nativo.

Camilleri

Vorrei aprire una parentesi a proprosito della bellezza della nostra Costituzione che risiede soprattutto nel sapientissimo uso dei verbi. La forma letteraria della nostra Costituzione è da considerare di per sè un valore aggiunto.

De Mauro

Il cammino è stato lungo ma il cambiamento c'è stato. Oggi ci sono ancora persone che sanno parlare solo il proprio dialetto ma sono una minoranza esigua. Secondo l'Istat più del 90% della mpopolazione dichiara di saper parlare l'italiano e più del 40% lo parla in modo esclusivo.

Camilleri

Il dialetto è destinato probabilmente a scomparire proprio perché l'Unità è avvenuta prima attraverso la lingua. Però in me rimane la speranza e l'augurio che i dialetti non spariscano del tutto, che possano sopravvivere.

De Mauro

Beh in fondo ancor oggi buona parte della popolazione è in grado di parlare un dialetto. Una vera e propria riserva di autenticità, un argine contro quel tecnologichese impersonale che Pasolini temeva. Però la lingua continua a battere su un dente che duole. Ciascun dialetto poggiava su una trama di cultura materiale, su un ordito che era la cultura dei campi, la cultura dei mestieri. I dialetti resistono ma quasi dappertutto privati delle loro radici più antiche. Ora cosa offriamo a quel 7% di popolazione che, per nostra fortuna, la fortuna poropria è venuta a cercarla qui arrivando da altre terre? Qui la lingua nemmeno batte perché per ora manco si accorge del nuovo dente che spunta.

Camilleri

Questo è un argomento importante con cui concludere il nostro discorso. Viviamo circondati da gente che parla altre lingue, lingue non europee. La mia speranza è che, siccome la lingua è sempre in movimento, in una progressione lenta e costante, da questo meticciato di lingue degli estracomunitari e dei migranti tutti, il guscio vuoto possa essere riempito da parole che arrivano da fuori. Spero che il guscio che si stava svuotando possa esere colmato, arricchito e non sostituito, da parole nuove e diverse che diventeranno parole nostre.


 

 

 

 

 

Per rispetto dell'ambiente:

se non vi è necessario, non stampate queste pagine!

 

 

 

 

 

 


Postato 26 Febbraio 2020 -

Aggiungi commento | Stampa

Commenti:


annamaria :
annamariaE' ormai buio e questa immagine del silenzio e delle tenebre che si mescolano tra loro, mi affascina. Molto efficace il tuo poetare : il silenzio diventa amico e fa assaporare le sue parole perchè di parole ne ha...Riascolterò la poesia ancora. Interessanti le tue escursioni. Noto che quando sono una ripetizione di gite già effettuate, tendi a sottolineare molto le limitazioni sopravvenute... E' comprensibile, ma il dover rallentare il passo, il doversi accontentare di mete più accessibili, affinano la capacità di godere anche delle piccole cose, del fascino che la natura non lesina mai. Dunque prosegui con costanza e determinazione e te ne verrà un gran bene. E' quello che ti auguro. Ho letto con interesse anche la conclusione del dialogo fra De Mauro e Cammileri, due grandi davvero, bravi scrittori e saggi commentatori. Grazie, Guido. di tutto quanto ci hai trasmesso con entusiasmo. Un caro saluto.

Saverio :
SaverioSfuggito ai forti venti di "calina" rieccoti qua; bentornato.
Ti posso dire che mentre eravate via mi sono "permesso" di ripercorrere il tuo itinerario recente al rif.Potzmauer, con qualche difficoltà dopo il rifugio per alberi caduti di recente e nessuna traccia per un bel tratto prima e dopo il lago. Bel giro comunque, nonostante il bosco sia in letargo.
Dal resoconto delle tue escursioni vedo con piacere che, pur riducendo lo sforzo, sai continuare e questo è magnifico; l'aria aperta e qualche fatica sono medicine valide, soprattutto per la mente.
Grazie per la bella poesia e per il piacere che ci dai di leggere De Mauro e Camilleri; nell'ultimo capoverso Camilleri si augura che parole nuove possano arricchire e riempire il guscio che si sta svuotando. Se penso che la musica più bella è frutto di una moltitudine di contaminazioni, mescolanza di sonorità, allora si può pensare che ciò possa succedere anche per la lingua, senza prevaricazioni.
Un caro saluto.

guidoleonelli :
guidoleonelli28.02.2020 - ore 15.40-
Ciao Annamaria e scusami per il ritardo del mio riscontro.
Grazie per il tuo commento, per le tue belle osservazioni, per le altrettanto belle parole che riservi ai miei versi sul silenzio. Questo silenzio che fa un po' da ritornello nel mio scrivere e che molto spesso mi prende e mi affascina.
Quanto dici e mi consigli sulle escursioni è sacrosanto: è vero che non mi accontento tanto facilmente e vedermi andare indietro certamente non mi fa piacere. Ma come è dificile l'accettazione! Ti risparmio di raccontarti di una nostra camminatina di oggi che di certo, sia pur in una giornta che più limpida non si poteva, mi ha fatto toccare ... con mano ma soprattutto con le gambe quanto sia difficile invecchiare serenamente accontentandosi di quanto si è già potuto godere in precedenza. Come mi è difficile mettere in pratica i tuoi consigli! Che non sono solo tuoi. Cercherò di fare del mio meglio in futuro.
De Mauro e Camilleri, che per lungo tempo ci hanno fatto compagnia, ora ci hanno salutato ma mi fa piacere aver scoperto, strada facendo, che anche i miei amici erano interessati al loro colloquiare.
Grazie ancora Annamria. Ciao.

guidoleonelli :
guidoleonelli28.02,2020 -ore 16.00-
Ben trovato Saverio e ben trovato anche sul sito anche se, ad onor del vero, sulla tua fedeltà non posso certo avere dubbi.
È vero, la calima (o calina) ci ha investiti gli ultimi due giorni ma dopo una faticosa camminata (di cui racconterò) due giorni di riposo erano proprio il minimo sindacale, quindi anche la calima ci ha dato più fastidio per via di voli soppressi e/o di ritardi che non per altro.
E sono contento leggere ch hai approfittato della mia assenza per andare al Rif. Pozmauer. E mi fanno molto piacere le parole che spendi a proposito delle mie escursioni "ridimensionate". Se credi, leggi quanto scrive su questo argomento Annamaria e come, a cuore aperto, le abbia risposto.
Ti ringrazio per i complimenti che mi fai per i miei versi: mi dispiace fare fatica ultimamente a trovare il tempo per mettermi in pace e provare a vedere se sono ancora capace di scrivere qualcosa di sensato. Tornando dalle ferie si trova sempre parecchio arretrato da sistemare ma spero di farcela anche quest volta.
Bella infine la tua riflessione, che condivido, sulle parole di Camilleri. ...E che ciò possa succedere anche per la nostra bella lingua e per i tanti dialetti che, a volte con difficoltà, continuno a sopravvivere e ad arricchirsi.
Grazie Saverio. Ciao e un caro saluto anche a Mirna.

Carla :
Carlaciao Guido, mi è difficile penetrare più a fondo nel cuore di questa tua poesia.
Qualcosa mi sfugge e non riesco veramente a capire cosa.
L'ho letta e riletta eppure non riesco a coglierne le sfumature.
Silenzio e tenebre. Dolce e amaro. Vita e morte. Questo genere di dualismo, che ritroviamo quasi sempre nelle tue poesie, si risolve in te in un perenne tentativo di conciliazione, come per dare un senso alla vita, ma più di tutto al tempo che va.

Ora io vi chiedo se trovate corretto ritenere il noneso (parlato nella mia Val di Non) a tutti gli effetti una lingua, precisamente detta nonesa ladina.
Così dicono linguisti di fama internazionale: una parlata non è più un dialetto quando contiene una coerente morfologia, sintassi e lessico che si scostano sia dalla lingua nazionale, sia dalle parlate o dialetti vicini.

guidoleonelli :
guidoleonelli28.02.2020 -ore 21.45-
Ciao Carla e meno male che, come dici, ti sfugge qualcosa altrimenti riusciresti a fare anche l'autopsia ai miei versi. Non riesci a penetrare nel profondo del cuore, ti sfuggono le sfumature, ecc.
A me pare però che tu ne abbia colto bene il significato e meno male che ognuno, come altre volte ci siamo detti, interpreti a modo proprio. Che sia uno scrivere dissociato il mio?

Quanto al dialetto noneso e alla domanda se abbia o meno diritto di essere ritenuto una vera lingua, preferisco girare un po' alla larga anche per evitare di cadere in contenuti politici. Ma permettimi che chieda io a te se il solandro, il cembrano, il trentino non "contengano una coerente morfologia, sintassi e lessico che si scostano sia dalla lingua nazionale, sia dalle parlate o dialetti vicini".
E qualsiasi risposta tu volessi dare, ti dirò che io sono ben felice e orgoglioso che il mio sia un dialetto, diverso dalla lingua che pure amo. Forse potrebbe tornarti utile rileggere i colloqui fra Camilleri e De Mauro.
Ciao Carla e grazie.

Renata :
Renata1/3/2020
C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole... e in questa pioggerellina di marzo. Sono nate le viole. Ci aiutano a volare alto sopra ai virus, alle fragilità e alle bestialità umane. Proprio come il silenzio della tua bella poesia, Guido.Il silenzio amico nello stròf della notte che tiene a brazzacòl.
Che bello il dialetto davvero: l'italiano unifica il paese, il dialetto gli mette il sale.Grazie della poesia sèna spigòi e grazie di questi stralci di riflessione che ci procuri sempre. Mi è facile avvicinarmi al discorso sul meticciato delle lingue, non so fare analisi o pronostici, ma ho esperienza della fatica di comunicazione di chi non capisce e non sa, e trova in un italiano improbabile, ma sufficiente, lo strumento di relazione anche fra etnie diverse, oltre che con gli italiani.
Sulle tue gite è caduta nuova neve, e dalle mie camminate lungo il fiume, vedo il Corno di Velturno, dietro a Villandro (credo), nella sua veste invernale.
Un abbraccio a te e a Ivonne e buon marzo a tutti gli amici del sito

guidoleonelli :
guidoleonelli01.03.2020 -ore 22.45-
Ciao Renata, davvero sono nate le viole che, ad onor del vero, nel mio minuscolo giardino, sono resistite tutto l'inverno. Mi auguro poi, sia pur con poca fiducia, che ci aiutino a volare sopra ai virus e alle bestialità umane ma temo che ci vorrebbe ben altro. Molto bello però il tuo pensiero. Ti invidio poi, o meglio ti ammiro, per come tu, maestra in ciò e in tante altre cose, riesca a collegare, senza traumi, un concetto ad un altro, come fai con il silenzio dei miei versi. Mi piace l'immagine del dialetto come sale sulla nostra bella lingua: mancavi tu, forse, in compagnia di De Mauro e Camilleri. Teniamoceli stretti i nostri dialetti che abbiamo avuto la fortuna o la sorte di apprendere e di parlare.
Che ti sia facile avvicinarti al "meticciato" delle lingue è una tua comquista, della quale tu giustamente vai orgogliosa. Credo non sia la cosa più semplice insegnare a parlare e a scrivere ad analfabeti stranieri, profughi in Italia. Altre analisi e pronostici, a mio parere, è forse meglio non fare e mi è simpatico che lo dica proprio tu, nonesa di nascita.
Sulle mie camminate, sui tentativi delle mia camminate, è caduta neve? Altra ne cadrà, molta altra che forse contribuirà a nascondere un po' di bestialità umane.
Grazie Renata e un caro saluto.

Daniela :
DanielaBene Guido, mi ha fatto molto piacere leggere che avete potuto fare una bella vacanza a Lanzarote, di cui ci parlerai (ci conto...) in un prossimo post. Per quanto riguarda questo, Interessante sapere che il Bosco Caproni, di cui abbiamo scoperto l'esistenza grazie a te e che da allora frequentiamo abbastanza spesso, abbia anche un altro punto di partenza; lo proveremo.
Trovo molto bella e condivisibile la speranza di Camilleri a conclusione del colloquio sulla lingua e i dialetti. Cosa ci proporrai ora? Ormai ci hai abituati bene...
E che dire della poesia? (Ti segnalo due piccoli errori di battitura nella prima riga) Mi è piaciuta molto ed ho proprio pensato stanotte, in un momento di insonnia e preoccupazione, alla bella immagine di silènzi e stròf che si abbracciano e si parlano e ... mi sono un po' rasserenata.
Grazie anche per questo e buone giornate a te, a Ivonne e agli amici del sito!

guidoleonelli :
guidoleonelli02.03.2020 - ore 15.30-
Ciao Daniela, innanzittutto grazie per il tuo lavoro (gratuito) di correttrice: ho corretto l'unico errore che ho trovato in quanto "silènzi" è sia ingolare che plurale. E comunque hai ragione a richiamarmi: da un po' di tempo, gli errorri sono troppi. Sto invecchiando a vista d'occhio.
Per la vacanza a Lanzarote avrei tutto pronto fuorché un ... piccolo particolare: con le modifiche apportate al mio pc troppe sono le cose che non tornano o che a me tornano troppo difficili; fra le altre, allo stato, sono senza l'applicazione che dovrebbe permettermi di vedere ed elaborare le foto: e mi sembra che sia tutto dire. Purtroppo non scorre più tutto così liscio e, mio malgrado, mi sto rassegnndo all'idea che prima o poi il gioco dovrà pur finire. Le foto di Lanzarote non le abbiamo ancora viste nemmeno noi e ti lascio immaginare con quale grande gioia. C'è un po' di stanchezza in giro, mi pare, non solo da parte mia e di alcuni amici. Ho previdentemente preparato due post che sarebbero pronti per essere messi in rete, poi davvero si vedrà se sarò ancora in grado di continuare.

Mi fa piacere che le mie sempre più modeste proposte, trovino ancora amici interessati. Il Bosco Caproni offre comunque diversi aspetti interessanti.

Bella la domanda di cosa vi proporrò ora, dopo la lunga compagnia di De Mauro e Camilleri; per la risposta sono costretto a rimandarti a qualche riga sopra.
E, per finire, scopro che i miei versi hanno anche un potere soporifero che forse non rappresenta il massimo ma che, in certi casi, può far comodo. Grazie per quanto dici.

Ciao Daniela. Un caro saluto a te e una raccomandazione a Roberto: che faccia tutto quanto in suo potere perché all'ormai prossimo gran premio di Australia, la Ferrari si faccia onore e riscatti anche l'onore del nostro Paese che di questi tempi non è certamente al massimo.

guidoleonelli :
guidoleonelli02.03.2020 -ore 15.45-
Scusa Daniela ma quanto a prontezza di riflessi, qui trovi un lampante sempio: al posto di Lanzarote si legga Fuerteventura.

Daniela :
Daniela02/03/2020 ore 17
Caro Guido, mi permetto di aggiungere un ulteriore commento:
1) sono io che nella mia testa ho scambiato le isole, e tu non hai fatto altro che seguirmi... 2) non intendevo dire che la tua poesia avesse avuto un effetto soporifero, ma di rasserenamento, cosa per me MOLTO positiva 3) l'altro errore a cui mi riferivo è proprio la parola silènzi, scritta con la z.
Roberto dice che farà quanto in suo potere ;-) e ti saluta cordialmente.
con affetto...alla prossima

annamaria :
annamariaDopo il mio commento di diversi giorni fa, ho letto quelli degli amici del sito, tutti molto pertinenti e ricchi di osservazioni preziose. Oggi desidero solo ringraziare e salutare riconoscente tutti, perchè in questo clima di smarrimento si senso di ...vuoto, fa bene un po' di calore e di complicità Un abbraccio ( questo non è pericoloso) a tutti, in primis a te Guido.

guidoleonelli :
guidoleonelli06.03.2020 -ore 11.25-
Ma che bel pensiero Annamaria, grazie! Anche da parte di chi non scrive e probabilmente non legge. Questo è un abbraccio che fa bene e che ricambio. Ciao



 Torna alle notizie

Subsection Archivio News
Calendario  Calendario
Data: 24/11/2020
Ora: 16:23
« Novembre 2020 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30      

Home page |  Chi sono |  Note bibliografiche |  La mia poesia |  Le mie raccolte |  Recensioni |  Montagna |  Links |  Contatti
Powered by FlatNuX! Valid HTML 4.01! Valid CSS! Get RSS 2.0 Feed
Powered by  FlatNuX  © 2003-2005| Site Admin:  Guido | Full Map | Get RSS News
Tutti i marchi registrati e i diritti d'autore in questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.

Page generated in 1.4182 seconds.