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Le mie raccolte

RACCOLTE EDITE

- per leggere e ascoltare dalla voce dell'autore alcune poesie
cliccare sulla copertina prescelta -

 

 

"Rèfoi de destràni" (Ventate di nostalgia); presentazione di Marcello Farina; Grafiche Futura; Trento, aprile 2000.

 

Presentazione presso la biblioteca di Calceranica al Lago il 28 aprile 2000.

Mentre si avvicina l'ora di tirare a riva le reti, che appaiono sempre desolatamente troppo vuote, i ricordi e i "destrani" di una fanciullezza ormai lontana e di affetti profondi definitivamente sradicati invitano alla riflessione e alla malinconia. (dalla presentazione di M. Farina). 
                                                                                                                                                                                                             
esaurito

 

"Uce che spónze" (Aghi che pungono); presentazione di Walter Micheli; Nuove Arti Grafiche, Trento, dicembre 2000. 

 

Presentazione presso la "Sala Incontri" delle Cantine Ferrari di Trento, il 13 dicembre 2000. 

                               

“…Si avverte  l'emozione prodotta dal rapporto con i segni che l'uomo, in una sedimentazione millenaria, ha lasciato nelle nostre valli, le ombre e le luci delle contrade dei nostri borghi, ma più ancora i vicoli dei piccoli mondi abitati ….A tanti segni della natura e della storia, quasi sempre storia di povera gente, ha potuto attingere Guido Leonelli nel procedere, a volte dolente, dei suoi versi e delle sue poesie, traendo dai tanti microcosmi vissuti, motivo di esprimere con le parole semplici tensione profonde, intense passioni civili e pudiche espressioni di un privato, difficile mestiere del vivere…." (dalla presentazione di W. Micheli).
                                                                                                                                                                                                               
esaurito

 


 "Sgéve de vita" (Frammenti di vita); presentazione di Irene Argentiero e Vincenzo Passerini; Nuove Arti Grafiche; Trento, ottobre 2002. Prima ristampa maggio 2003.
                                                                                                     

Presentazione il 10 ottobre 2002 presso la Biblioteca comunale di Trento e il 17 ottobre 2002 presso la Pfarrheim di Bolzano.

Finalista Premio "Aque slosse"; Bassano del Grappa, 2006

Ha seminato grida e proteste da una poesia all’altra, con appassionata durezza evocando “sgéve de vita/ ninade dal vènt/ de l’indiferénza”, speranze che muoiono. Ora vuole concludere il suo viaggio poetico riaprendo le porte al futuro. E così, le schegge di vita che sembravano perdersi inutilmente come fili di fumo, tornano a disegnare reti di solidarietà planetaria”. (dalla presentazione di V. Passerini).

“Di fronte ai grandi cambiamenti di questi ultimi mesi, che chiamano in causa tutti, anche la lingua “di casa”, quel dialetto che accompagna con il suo suono, con la sua cadenza melodiosa i vari momenti della giornata, acquista nuovi termini, si adatta a raccontare gli squilibri del mondo, le ingiustizie che colpiscono i più poveri e i più deboli, si piega a tratteggiare una realtà, che sulle macerie delle torri gemelle appare grigia e uniforme nelle sue espressioni di distruzione e fallimento….”. (dalla presentazione di I. Argentiero).
                                                                                                                                                  Pagine 88

Finalista al 5° "Aque slosse" per opere edite; Bassano del Grappa, VI; 2006

 

 

 "Amór en zìnzorla" (Amore in altalena); presentazione di Franco de Battaglia;
Edizioni Osiride; agosto 2004. Prima ristampa febbraio 2006.

  Presentazione presso Grand Hotel Trento il 15 ottobre 2004.

“La zìnzorla dice che tutto scorre e tutto ritorna. Dice che la vita dà il meglio di sé nell’attesa: di un amore, di una donna, di un destino. Dice che i momenti più intensi sono quelli che preparano il battere delle ore, la ricerca di una meta. … Predomina una lirica avvolgente, ritmata, segno quasi di una volontà di non prendere di petto la vita ma di abbandonarsi alle sue oscillazioni, di farsene abbracciare…. Il tempo dela zinzorla, infatti, nel suo ripetersi, ha questo di buono: che riporta in ogni momento del presente, in ogni attesa di futuro, anche i tempi lontani della giovinezza e dei sogni … perché se un uomo ha vissuto sarà sempre capace di amare. E di essere amato. …Leonelli ci porta così dentro un labirinto di situazioni, ed anche di timori, recuperando – e sta qui il suo grande merito – il dialetto come linguaggio di verità profonda, interiore. . Restano, sotto questo profilo, fortissimi gli ultimi versi di “zòghi sacri” quando “su ‘nté na banchéta” un sonno profondo confonde “’nté ‘n sol giòm/ la putèla/ col so òm”. La donna e l’uomo abbracciati in un sol groppo che il tempo e il sonno portano con sé. A dire questo serve il dialetto. E la poesia di Leonelli.» (dalla presentazione di F. d. Battaglia).

                                                                                                                  Pagine 120

Finalista con premio speciale al 2° Premio nazionale "Villa Morosini"; Polesella, RO; 2008

 

 “Sól e nùgole ‘n riva al lach" (Sole e nuvole in riva al Lago); presentazione di Giorgio Ragucci Brugger; Edizioni31; maggio 2007.

 Presentazione il 4 ottobre 2007 presso la Biblioteca comunale di Trento e il 18 ottobre 2007 presso il Centro Civico, in Piazza Gries, a Bolzano.

“Si tratta di un omaggio appassionato e sincero di notevole spessore culturale. Difficilmente un vero poeta indulge in adulazioni o vuote celebrazioni nei confronti di chicchessia, la cosa che gli preme di più è manifestarsi nella sua autenticità di uomo e di artista. Leonelli lo fa lucidamente e con profondo senso di responsabilità. Innanzitutto, il rapporto che ha con il paese. Non ci è nato e come altri che non sono indigeni, rimane sempre ‘n forèst/ che l’è chì demò de ‘mprést, una posizione che, sulle prime, sembrerebbe spiacevole, ma che per il poeta diventa privilegiata, perché la solitudine gli è propria, una estraneità ideale dal “gruppo” che gli consente una possibilità oggettiva di osservazione critica nei confronti dell’ambiente e della comunità”. (dalla presentazione di G. Ragucci Brugger).                                                                                                                                                           
                                                                                                                                                                                                                                                                                             Pagine 80

 

 

 “Far buti nòvi” (Fare germogli nuovi); Edizioni31; giugno 2008.

 È una libera traduzione in liberi versi, nel dialetto di Trento, del lavoro del prete, storico e filosofo prof. Marcello Farina nella sua versione originale dal titolo “A rinascere si impara”, Il Margine, 2006. Per consentirne una più agevole comprensione, ogni argomento è dotato di traduzione in italiano a piè di pagina.

“Solo «rinascendo di continuo», insegna Marcello Farina, e rinascendo con il pensiero ribelle a tutto ciò che è appiattito, scontato, già dato, omologato, si può costruire un’identità meno fragile, meno esposta ai condizionamenti sfiguranti. Si può realizzare sempre e di nuovo un vero incominciamento. Ci si può aprire all’imprevisto, sia al dono che al rifiuto dell’altro, sia alle sfide che ai fallimenti dell’esistenza. Si può uscire da ogni forma di barricata velleitaria” (dalla postfazione di Silvano Zucal).
                                                                                                                                                                                                              Pagine 96

 

“2008 an bisèst” (2008 anno bisestile); Edizioni31; presentazione di Giorgio Grigolli; gennaio 2009. 

Presentazione giovedì 29 gennaio 2009 presso la Sede SAT di Via Manci 57 a Trento.

Da Trento e da Bolzano, come recita il sottotitolo, briciole di cronaca dell’anno bisestile 2008, tratte da articoli della stampa locale, elaborati e messi in versi a volte con sottile e misurato sarcasmo, con ironia, a volte asciutti, quasi una fotografia, con delusione o addirittura con amarezza. Si alternano così gli accadimenti quotidiani che hanno segnato il trascorrere dei giorni e, fra Adamo e Zanotelli, raccolti in puntuale ordine alfabetico, scorrono nomi di personaggi della politica e dell’amministrazione, accanto a nomi di “uomini di giornata” che hanno punteggiato il 2008.

“Leonelli riesce, un’altra volta, a farci coinvolgere dai tempi e dai momenti. Non soltanto a ripercorrere il linguaggio dei nonni. Questo dialetto è asciutto, ma anche colorato. Incoraggia al dialogo tra contemporanei. E’ un modo ritrovato, di voler bene alla città, al paese, a casa propria, a difenderla, a riproporla” (dalla prefazione di Giorgio Grigolli).
                                                                                                                                                                                                        Pagine 112

 

"La ròda" (La ruota); Edizioni31; prefazione di Lucia Maestri; postafazione di Alessandro Martinelli; maggio 2010.

Presentazione giovedì 27 maggio 2010 presso la sede SAT di Via Manci 57 a Trento.

" ... Leggere le poesie di Guido Leonelli è come immergersi nell'atmosfera familiare di un borgo antico delle nostre vallate. Sembra quasi di vedere il sole tramontare tra le case strette di un vicolo, di sentire voci e suoni di casa provenire da una finestra lasciata socchiusa sul far di una sera d'estate ..." (dalla prefazione di Lucia Maestri).
"... Guido ci obbliga a pensare in un tempo come il nostro in cui il pensare sembra sovente zittito dalle voci urlate, in cui tutto sembra concentrarsi nel pensiero unico, in un mondo in cui sembra di far sempre più fatica a cogliere l'alterità delle sfumature diverse, un amico che ti costringe a fermarti e a riflettere costituisce un'occasone preziosa, unica ..." (dalla postfazione di Alessandro Martinelli).

                                                                                                                                                                                                                                                                                   esaurito

 

 

 

 

 

 

El futuro ‘n le radìs (Il futuro nelle radici); Nuovi Arti Grafiche, Gardolo (TN), aprile 2013.

Ringraziamento di Marina Taffara, Vice Sindaco di Pergine Valsugana; presentazione di Nino Forenza, Dirigente scolastico.
 

Dialetto ed antichi mestieri in versi ed immagini ad uso dei ragazzi della scuola dell’obbligo.

“…interessante prospettiva educativa per le scuole elementari, con la valorizzazione del dialetto trentino, il recupero dei termini dialettali legati ai mestieri del passato e la collaborazione del Museo degli attrezzi di Canezza (dall’introduzione di Marina Taffara)

          Il popolo che perde la propria lingua, perde identità, memoria, storia, perde se stesso. La stessa considerazione vale per i “dialetti” che possiamo chiamare “lingue locali”… Ho sempre pensato che nell’ambito della conoscenza e della valorizzazione dell’identità locale la scuola abbia un preciso ruolo e precisi doveri e che uno dei campi da privilegiare sia la riflessione sul dialetto…Su questa strada Leonelli compie un passo avanti mettendo a disposizione delle scuole un valido strumento … ha confezionato uno strumento che utilizza poesie appositamente create per guidare gli alunni alla conoscenza dei “mestieri” tradizionali… Gustare la poesia,… avvicinarsi al dialetto in maniera consapevole … questi i meritori obiettivi di Guido Leonelli…”. (dalla Presentazione di Nino Forenza).        

                                                                 

 



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