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Montagna
 
 
Montagna
 
Accanto all’hobby per la poesia dialettale, della quale ho pubblicato alcune raccolte, coltivo una grande passione per la montagna in tutte le stagioni, montagna della quale, con il passare degli anni, sempre più apprezzo i concerti che la natura sa offrire nei suoi grandi e solenni silenzi.
Sociologo per studi e Ricercatore a riposo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sono stato Ufficiale degli Alpini durante il servizio militare di leva.
Come escursionista e viaggiatore curioso e appassionato, oltre a molte e interessanti cime delle nostre montagne, con diversi 3.000 e 4.000 ho al mio attivo il Kilimanjaro, novembre 2003, ed ho compiuto interessanti trekking autogestiti: Patagonia 2001, Kilimanjaro 2003, Vietnam del Nord 2004 con la salita al Fansipan, Ecuador col Cotopaxi 2005, Nepal Campo Base dell'Annapurna 1998 e Valle di Langtang 2010, Isole di Capoverde con la salita al Pico de Fogo 2010. 
Ed altri: Mont Blanc du Tacul, Islanda, Cappadocia, deserto di Atakama, Isola di Pasqua, Islanda. Austria, Svizzera, Lapponia, 
 
Per qualche anno ho curato una rubrica di escursionismo sul mensile “Terra Trentina”, edito dalla Provincia Autonoma di Trento.
 
Su questo sito, i miei post, che non escono con cadenza regolare, abbinano di norma montagna e poesia, che mi pare stiano bene assieme.
 
 

 

Escursioni con le racchette da neve

per prendere visione dell'indice, cliccare sulla copertina

 

 GUIDO LEONELLI, “Ciaspolando sulle montagne del Trentino”; Cierre Edizioni; ottobre 2006; presentazione di GiorgioDaidola.                                         

                                                                                                                         114 pagine

 

51 itinerari semplici o più impegnativi sulle montagne del Trentino, privilegiando il Gruppo dei Lagorai ma comprendendo anche il Bondone e lo Stivo, gli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Vézzena, il Gruppo Adamello Presanella, la catena Méndola-Roèn-Cime di Vigo, Vigolana e Marzòla.

Con le racchette da neve, pratica sportiva che richiede minori investimenti e costi zero, chiunque e senza grandi preparazioni tecniche, può avvicinarsi alla montagna anche durante la stagione invernale, evitando le code agli impianti, la ressa e il fracasso che certo non aiutano a smaltire lo stress accumulato.

  

 

 

 

          Nel silenzio della natura con le ciàspole ai piedi

                Nella sua presentazione a questa nuova guida, la prima del suo genere in provincia di Trento, Giorgio Daidola si domanda se si tratta di una moda passeggera o di un nuovo modo di vivere la montagna il successo che l’escursionismo con le ciàspole sta riscuotendo. E la risposta che lo stesso Daidola fornisce è che “non si tratta di una moda passeggera ma di una ricerca genuina, non pilotata da strategie di marketing, di un modo di vivere la montagna invernale diverso da quello sempre più artificiale proprio dello sci di massa”.

        Le escursioni con le ciàspole vengono oggi proposte da tante stazioni invernali per far fronte al declino dello sci alpino da discesa che, dal 1997 al 2004, secondo una ricerca dell’Assosport, ha fatto segnare una perdita di adepti del 24%, mentre l’escursionismo ha fatto segnare una crescita del 35%

 

Giorgio Daidola è redattore della Rivista della Montagna (responsabile della rubrica di attrezzatura e tecnica), docente di economia e gestione delle imprese turistiche (oltre che di analisi di bilancio) presso la Facoltà di Economia dell’Università di Trento.

  

Guido Leonelli abbina all’hobby per la poesia dialettale, della quale ha pubblicato alcune raccolte, una grande passione per la montagna della quale, con il passare degli anni, sempre più apprezza i concerti che la natura sa offrire nei suoi grandi e solenni silenzi.
Sociologo per studi e Ricercatore a riposo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stato Ufficiale degli Alpini durante il servizio militare di leva.
Come escursionista e viaggiatore curioso e appassionato, oltre ad interessanti cime delle nostre montagne, ha al proprio attivo il Kilimanjaro, novembre 2003, ed ha compiuto interessanti trekking anche in Austria, Svizzera, Lapponia, Nepal, Patagonia, Ecuador, e Vietnam del Nord.
Ha curato per qualche anno una rubrica di escursionismo sul mensile “Terra Trentina”, edito dalla Provincia Autonoma di Trento.


 

         

GUIDO LEONELLI, “Ciaspolando, ciaspolando”;  Edizion31; novembre 2007; presentazione di Luigi Casanova.

 

35 itinerari sulle montagne del Trentino: Adamello, Brenta, Presanella, Catena di Cima Bocche, Marmolada, Monzoni, Latemar, Catinaccio, Bondone, Lagorai, ecc. In questa nuova guida, oltre che da una serie di suggestive fotografie, opera dello stesso autore, ogni itinerario proposto viene descritto dettagliatamente, con tempi e dislivelli, ed è corredato da un’ottima cartografia che rende più agevole seguirne il percorso.                  

                                                                                                                  114 pagine

 

Nella sua presentazione, scrive Luigi Casanova che "...ognuno di noi in inverno, mentre cammina con le ciàspole, ha la possibilità di raccogliere ed interpretare tante sensibilità della natura o dei nostri compagni di viaggio. Ci sono gite che ritenevamo di conoscere e che invece ci hanno permesso scoperte, stimoli, emozioni esaltanti. Certo,anche perché in inverno nessuna giornata è uguale ad un'altra, o perché la neve è mutata, o per il colore del cielo, o per l’aria particolarmente tersa, o per un freddo pungente che cerchiamo di sconfiggere allungando il passo, o perché, accanto ad una baita, accendiamo un fuoco che riesce a sciogliere qualche nostra asprezza.

Guido Leonelli con questa nuova guida ci propone 35 itinerari da percorrere con le ciàspole illustrati seguendo solo le tracce più importanti: da dove si parte, la meta, la direzione da prendere, tempi e difficoltà. Vi troviamo fondamentali ricordi storici, qualche passaggio che segna il genius loci del percorso, della gente che vi abita, tracce di sacralità o di mistero. La guida è un supporto leggero, come leggero è sempre il camminare, o meglio, il ciàspolare. Sta a noi, camminatori curiosi, interpretare la giornata, l’incontro, l’emozione, sta a noi raccogliere i silenzi ricchi, sta a noi costruire amicizia e intimità.
La poesia del cammino si scioglie e ci scioglie, giorno dopo giorno, va reinventata, va rivissuta. Anche quando quel sentiero lo avremo percorso per la decima volta, ve ne accorgerete, o uno strano ramo, o la visuale verso una roccia mai percepita, ci renderà pure quell'esperienza unica.

Luigi Casanova, bellunese di origine, lavora a Moena come custode forestale. È vicepresidente di CIPRA Italia (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) e direttore responsabile del notiziario di Mountain Wilderness.


Premessa dell’autore

Parlare di ciàspole, o meglio di escursioni con le ciàspole, mentre mi accingo a presentare una nuova “guida-diario”, è un fatto per me altrettanto stimolante che presentare le poesie di una mia nuova raccolta dialettale.

Chi si accinge a consultare la guida che ora si trova fra le mani è bene che sappia che qui, ma nemmeno altrove, viene detto come e quando si può o non si può andare con le ciàspole; qui si dice soltanto dove è possibile andare. Di conseguenza è bene che il lettore non attenda che gli si dica, con la pretesa di essere creduti, che il percorso A) è facile (bollino azzurro), il percorso B) è difficile (bollino rosso), il percorso C) è difficilissimo (bollino nero); un po’ come succede con il colore assegnato alle piste da discesa oppure con i colori che altre guide adottano per indicare i diversi gradi di difficoltà, per esempio, delle vie ferrate. Credo che anche altri amanti della montagna, per capire il significato di “facile” o di “difficile”, abbiano deciso di andare a provare personalmente la pista, di sperimentare di persona il percorso o la via per raffrontarla con altre già conosciute in precedenza. Ciò per dire che in questo settore, come in altri, ognuno usa il proprio metro e le proprie soggettive valutazioni. E probabilmente è un bene che sia così. Si ponga infatti mente ai tanti fattori che, nel volgere di poche ore, non di giornate o settimane, possono far cambiare colore ad un itinerario: una nevicata sopra a della neve già consolidata, un brusco innalzamento della temperatura, accumoli provocati dai venti che spesso spazzano i versanti delle montagne; ed ancora l’esposizione del percorso, la quota, la pendenza , ecc.
Come amante delle ciàspole o meglio come appassionato della montagna che, pur con tutti i propri limiti, vive la montagna stessa, in maniera attiva, durante le quattro stagioni dell’anno, quindi anche in inverno, ritengo quindi che è opportuno e necessario che ognuno si faccia le proprie esperienze non trascurando, ovviamente, di informarsi, attraverso le diverse fonti oggi disponibili, su tutto ciò che può rendere lo sport sulla neve più sicuro.
Nella mia guida mi limito quindi ad affermare ed a ripetere che, frequentando la montagna in inverno, spesso può tornare utile essere capaci di rinunciare al raggiungimento della meta, come a molti sarà successo più di una volta di dover fare. In altri casi, mi permetto di affermare che il percorso tale o talaltro bene si presta anche per principianti o per nuclei familiari; oppure che per affrontare un percorso, reso duro per il dislivello, sia necessario essere bene allenati. Tutto il resto ho ritenuto opportuno che venga lasciato alla valutazione soggettiva del lettore.
Per concludere, nel ricordare che se è vero che al giorno d’oggi si va con le ciàspole più o meno dove si va in estate senza ciàspole, non vorrei che qualcuno fosse portato a pensare che tutti siamo all’altezza di arrivare, ciàspole ai piedi, in cima al Gran Zebrù o all’Ortles, o al Monte Bianco, così come qualcuno è riuscito lodevolmente a fare. Sostengo invece che chi ama davvero la montagna e conosce i propri limiti, può trovare nel giusto e prudente uso delle ciàspole, le soddisfazioni che altri trovano nella discesa, nello sci-alpinismo o nello sci da fondo. O, forse, soddisfazioni addirittura maggiori.
Quindi escursioni con le ciàspole intese come momento di relax, di ricreazione all’aria aperta, di sport adatto a tutte le età. Le ciàspole che consentono la tranquilla passeggiata sulla strada di campagna, nel bosco o in montagna in una giornata di caldo sole invernale o di una fitta, improvvisa e pittoresca nevicata ma anche le ciàspole che, con un po’ di allenamento nelle gambe e un po’ di fiato, permettono di togliersi delle belle soddisfazioni su cime di un certo prestigio senza trovarsi ad invidiare altri escursionisti che ai piedi abbiano invece fissati gli sci; togliendosi anzi spesso la soddisfazione, in determinate condizioni, di riuscire a tenerne il passo.
Chi va con le ciàspole, ci va con uno spirito di chi ama la libertà e non ha fretta; di chi non ama la ressa, la confusione e il frastuono; di chi può lasciare a casa l’orologio perché in ogni momento può decidere se proseguire o se fermarsi e tornare. In breve, l’amante delle ciàspole si muove col desiderio di scaricare le tensioni accumulate, con la voglia di vivere a strettissimo contatto con la natura in tutti i suoi aspetti, di godersi la pace e il silenzio in ambienti dove può capitare di non incontrare nessuno per ore intere. Di provare l’impagabile piacere di sentire e ascoltare anche la voce melodiosa, solenne e sempre più rara del silenzio.
Guido Leonelli

 



Subsection Ciaspolando ciaspolando
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